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Medjugorje e la Nuova Evangelizzazione

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Il ruolo della Chiesa locale

Riflettendo su come la Nuova evangelizzazione dovrebbe essere concretamente per avere successo, il famoso teologo e vescovo tedesco Karl Lehmann dice: "In futuro avremo bisogno di luoghi, gruppi, movimenti e comunità nelle quali possano raccogliersi le persone che amano la vita per imparare insieme ed aiutarsi reciprocamente. Questo rafforzamento della fede, della speranza e dell'amore è oggi sempre più indispensabile poichè la cristianità si trova in una situazione di diaspora. Solo una tale fede può diventare riconoscibile ed acquisire un profilo forte." Già da quasi due decenni Medjugorje è questo luogo e qui si raccolgono persone provenienti da tutto il mondo per pregare insieme ed approfondire la propria fede, creando una comunità nei numerosi gruppi di preghiera, movimenti e nuove forme di vita comune. Tutto questo sarebbe di gran lunga molto più forte e credibile se la situazione della Chiesa locale in Erzegovina fosse diversa e se non fosse divisa. La sua condizione agisce su molte persone quanto meno creando confusione e per questo motivo essi sono pronti a mettere in dubbio anche Medjugorje.

Mi sia consentito esporre la mia opinione a riguardo, che è il risultato delle esperienze di questi diciassette anni a Medjugorje, di riflessioni teologiche e di preghiera. In tutto questo tempo mi ha assillato la parola di Gesù a proposito della spada: "Non sono venuto a portare la pace, ma la spada" (Matteo 10,34). Il cammino verso la pace vera passa attraverso la nostra decisione per Gesù. Tale decisione non accetta alcun compromesso. E' più importante anche del familiare più stretto e di qualsiasi altro interesse. Sul cammino verso la vera pace con se stessi, con gli altri e con Dio, l'uomo deve superare numerose prove che Gesù metaforicamente paragona ad una spada. Questa parola di Gesù non colpisce forse sia Medjugorje, sia la sua posizione nella Chiesa locale?

Il fatto è che Medjugorje avviene in una Chiesa, in cui molto tempo prima c'era stato il cosiddetto Caso dell'Erzegovina che aveva messo alla prova l'unità e l'amore in questa Chiesa. Di questo caso risentono non solo l'unità e l'amore tra il Vescovo e suoi sacerdoti da un lato e francescani dall'altro, ma anche nella stessa comunità francescana. Quindi, prima dell'inizio delle apparizioni, la Chiesa in Erzegovina era divisa a più livelli. Medjugorje è stata solo una nuova occasione per far riemergere tutto questo in modo più doloroso. Alcuni francescani non sono mai venuti a Medjugorje e non perchè sulla base di serie osservazioni e studi siano giunti alla conclusione che qui non ci sia nulla di soprannaturale, ma solo perchè lì c'erano dei loro confratelli con i quali non andavano d'accordo su altre cose ed in particolar modo sul caso dell'Erzegovina. Quando il vescovo Zanic si è schierato contro Medjugorje, questi francescani si sono detti simpatizzanti, ma solo i questo, nella condanna e nel rifiuto di Medjugorje. Il caso dell'Erzegovina comunque non ha superato la sua situazione di stallo, ma anzi in questo momento vive il culmine della sua assurdità a Capljina.

E' forse questo anche il segno che la Chiesa in Erzegovina abbia avuto abbastanza spada e che sia giunto il momento che la pace regni? I francescani che, contrariamente alla volontà dei propri superiori, sono a Capljina e quelli che li sostengono, solitamente si richiamano a motivi di giustizia: con l'aiuto del diritto il Vescovo compia ingiustizia! Questa è la principale argomentazione. Ma evidentemente non va e l'unità e l'amore nella Chiesa vengono messi sempre più alla prova ed in questione c'è la stessa essenza della Chiesa in quanto tale. Che fare? All'uomo che prende il Vangelo seriamente fino in fondo, anche quando sembrano esaurite tutte le possibilità, rimane ancora una possibilità, davvero la più difficile, ma anche quella su cui si fonda la stessa cristianità, ovvero il sacrificio fino all'abbandono totale. Il sacrificio è sempre difficile, soprattutto quando in esso non si vede alcuna dignità. Così è stato anche il sacrificio di Gesù, ma ha portato alla vittoria più grande, la resurrezione. Un gran numero di francescani che in tutti questi anni hanno fervidamente vissuto con Medjugorje è maturo per questo sacrificio ed anche l'Amministrazione provinciale ha accettato. Per la complessità delle circostanze, come già detto, è necessaria una grande saggezza da parte di tutti gli elementi responsabili all'interno della Chiesa per la crescita dell'unità e dell'amore nella Chiesa dell'Erzegovina e questa sarà anche una forte testimonianza a favore di Medjugorje nel mondo ed anche un contributo alla tanto necessaria Nuova evangelizzazione del mondo.

1. M. TIGGES, Geistliche Gemeinschaften und Bewegungen, in Praktisches Lexikon del Spiritualität, Herder Freiburg-Basel, Vienna 1992 pag. 473 e seg.

2. Idem, pag. 474 e seg.

3. Y. CONGAR, Der heilige Geist, Herder Freiburg-Basel-Vienna 1982, pag. 153

4. Joachim Wanke, Neue Herausforderungen - Bleibende Aufgaben. Pastorale Akzente in postsozialistischer Zeit, Hildesheim 1995, pag. 13

5. Idem, pag. 17

6. Bischofssynde, Sonderversammlung für Europa: Damit wir Zeugen Christi sind, der uns befreit hat, in: Verlautbarungen des Apostolischen Stuhls 103, Bonn 199, pag. 12

7. Karl Lehmann, Was heisst Neu-Evangelisicrung Europas?, in: Internationale katholische Zeitschrift 4/92, pag. 317

fra Ivan Dugandžić, OFM, 1998

Dott. Fra Ivan Dugandzic - sacerdote francescano, appartiene alla provincia francescana dell'Erzegovina. Nato nel 1943 a Krehin Gradac, comune di Citluk, in Erzegovina. Dopo la maturità conseguita a Dubrovnik nel 1962, entra nell'ordine francescano. Segue gli studi teologici a Sarajevo e Köningstein (Germania). Viene ordinato sacerdote nel 1969. Prosegue gli studi dopo il diploma conseguendo il dottorato in Scienze Bibliche a Würzburg (Germania). Dal 1990 vive e lavora a Zagabria. Insegna Esegesi del Nuovo Testamento e Teologia Biblica presso la facoltà di teologia cattolica ed i suoi istituti. Pubblica lavori su riviste teologiche specializzate. Tratta temi bibilici vari in modo attuale su giornali religiosi. Ha vissuto e lavorato a Medjugorje in due periodi: dal 1970 al 1972 e dal 1985 al 1988.

 


 

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