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Medjugorje e la Nuova Evangelizzazione

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Il contesto ecclesiastico e temporale di Medjugorje

Medjugorje, ovvero quello che si sottintende quando oggi si cita il nome di questa piccola parrocchia in Erzegovina, ha già 17 lunghi e soprattutto frenetici anni di storia. Chi avrebbe potuto prevedere 17 anni fa che la dichiarazione di alcuni ragazzi che sostenevano di aver visto la Vergine avrebbe raggiunto le zone più distanti del mondo e che la parrocchia di Medjugorje si sarebbe trasformata in uno dei santuari più particolari ed in un movimento spirituale tanto vivo dinanzi al quale nessuno più può rimanere indifferente. L'esperienza del gruppo di ragazzi sul Podbrdo a Bijakovici, seguita da numerosi messaggi e dalla loro testarda testimonianza, da tempo ha travalicato la loro Chiesa, quella parrocchiale e locale diventando un fenomeno spirituale di proporzioni mondiali. I ragazzi sono ormai cresciuti, oggi in gran parte hanno una famiglia, ed una piccola parrocchia è diventata il fulcro di milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Sono molti coloro tra loro che sostengono di aver ritrovato o di aver risvegliato a Medjugorje una fede già assopita. Molti hanno riscoperto il valore del sacramento della riconciliazione, la profondità e la bellezza della celebrazione dell'Eucarestia e dell'ascolto della parola di Dio. Altri ancora rendono testimonianza di guarigioni fisiche che la medicina non riesce a spiegarsi. Ispirati e spronati dagli avvenimenti di Medjugorje sono sorti, sia nella stessa parrocchia, sia lontano da questa, numerosi gruppi di preghiera ed addirittura comunità religiose totalmente nuove. Nel frattempo il cammino verso la vita sacerdotale ha radunato molti giovani i quali sostengono di aver ricevuto proprio a Medjugorje il germoglio della propria vocazione.

Se consideriamo tutto questo come i buoni frutti di Medjugorje, allora si è già compiuta la parola del saggio Gamaliele secondo cui l'opera di Dio non può essere distrutta (cfr. Atti 5,39). Il fatto è che i veggenti ed i loro genitori, e la parrocchia con i propri sacerdoti, sin dall'inizio sono stati esposti alle pressioni ed alle minacce del potere che intendeva soffocare tutto, ma essi, nonostante il rischio di persecuzioni, non hanno ceduto. All'inizio il vescovo era favorevole agli avvenimenti ma successivamente ed in modo incomprensibile assunse un atteggiamento contrario. La conferenza episcopale, più per le pressioni dell'opinione pubblica, che per un reale desiderio di verificare che tale spirito operasse a Medjugorje, ha cercato di mediare accettando Medjugorje come santuario ed al tempo stesso mettendo in evidenza come fosse necessario analizzare ulteriormente il fenomeno. Questo atteggiamento del vescovo è logico solo se ci si basa sul presupposto che all'attuale stadio degli avvenimenti e degli studi non sia possibile dare né un giudizio positivo, né tanto meno negativo perché se avesse avuto delle reali motivazioni, almeno quest'ultimo sarebbe stato espresso immediatamente. Le successive dichiarazioni dei singoli componenti della Conferenza episcopale hanno provocato confusione e si poteva pertanto pensare che a Medjugorje non ci fosse nulla di soprannaturale. Di conseguenza Medjugorje ha attirato un gran numero di laici cristiani, ma non gerarchici, ed i media ripropongono continuamente la questione del riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa. Bisogna dire che questa domanda viene spesso riproposta da coloro che non sanno quasi niente né della natura di questi avvenimenti, né di come la Chiesa debba considerarli. Questo è il contesto ecclesiastico momentaneo nel quale hanno luogo gli avvenimenti di Medjugorje.

Per poter comprendere il significato e la straordinaria portata di questi avvenimenti, ugualmente importante è il contesto temporale in cui essi si verificano. Quando le apparizioni hanno avuto inizio c'era già il sentore della fine di una dittatura quasi secolare di un comunismo ateo che tra breve si sarebbe verificata. Questa è stata una delle più grandi sfide spirituali per l'umanità contemporanea, non solo perché si era infranta l'illusione di una società felice e senza classe e dell'uguaglianza di tutti gli uomini, ma soprattutto a causa della condizione spirituale di centinaia di migliaia di persone che per generazioni erano state allevate senza Dio e senza veri valori spirituali. D'altro canto, quella parte di persone che si trovavano al di fuori della portata del comunismo è stata colta, a partire dalla seconda metà di questo secolo, da un'ondata di edonismo mai visto che nel dilagare della droga e del pansessualismo senza tabù e senza confini porta frutti letali per tutto il genere umano minacciando anche la continuazione della sua esistenza. E' questo il contesto temporale in cui hanno luogo gli eventi di Medjugorje, sono questi segnali che mettono in guardia. Gesù aveva già ammonito i suoi contemporanei su come fosse importante riconoscere i segni dei tempi (cfr. Mt 16,3). In linea di massima questo è anche quello che fa la Chiesa dei nostri tempi in più luoghi, durante il Concilio Vaticano II (Gaudium et Spes n. 4), ma sembra che nella Chiesa poche persone abbiano seriamente accolto questo monito. Ma gli uomini più perspicaci hanno riconosciuto in Medjugorje la risposta di Dio ai bisogni ed alle difficoltà dei nostri tempi. Ciò vale per numerosi teologi, sacerdoti e vescovi che non hanno avuto paura, riconoscendo quest'opera di Dio, di renderne apertamente testimonianza, alcuni anche con approfonditi studi e libri.

Quindi non bisogna considerare Medjugorje isolatamente, come un'isola a cui approdare fuggendo da un mondo che non riusciamo più a sopportare, alla ricerca di un surrogato della Chiesa che non si orienta più nel mondo di oggi, alle soglie del ventesimo secolo. Al contrario Medjugorje avviene proprio al centro del mondo contemporaneo che ha bisogno di Dio per avere un futuro, avviene in una Chiesa che la allontanerebbe dalla sua confusione dinanzi alle enormi sfide contemporanee e che in essa rivivrebbe lo spirito delle sue origini. Sembra che il significato profondo degli eventi di Medjugorje non stia nell'inserire ancora un altro movimento spirituale nella Chiesa, insieme a molti altri, ma nel promuovere la Chiesa così com'è affinchè nel mondo di oggi riconosca la sua missione ed accetti la propria responsabilità nei confronti del futuro del mondo che per vari motivi viene messo in questione. Naturalmente reagirà così solo chi comprende che anche dall'insignificante Nazaret può venire qualcosa di buono (cfr. Gv 1,46) e che Dio agisce sempre per mezzo dei piccoli e degli insignificanti.

 


 

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