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I vescovi ed arcivescovi a Medjugorje ed a proposito di Medjugorje

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I vescovi a Medjugorje ed a proposito di Medjugorje, V

La visita del vescovo Brasiliano

Durante la prima settimana di giugno di quest'anno il vescovo brasiliano in pensione Don Silverio Jarbas Paulo de Albuquerque è venuto in visita a Medjugorje. Appartiene all'ordine dei francescani e dal 1970 al 1995 ha guidato la diocesi di Feira de Santana. Ha trascorso a Medjugorje una settimana a seguito di un sacerdote della sua diocesi.

Ha riferito brevemente le impressioni sul suo soggiorno a Medjugorje: "L'impressione per me più forte è stata la semplicità della preghiera e la forza della fede di coloro che ho incontrato. Qui non c'è alcuna forma di fanatismo. Ho visto davvero molti giovani che qui si radunano. I santuari mariani svolgono un ruolo fondamentale nella vita della Chiesa".

La Visita dell vescovo Brasiliano

Monsignor Tomasin è venuto in visita a Medjugorje ed a proposito di questa esperienza ha detto: "Credo di essere venuto lì per la prima volta nel 1984. Mi spinse un amico il quale mi disse che lì aveva ricevuto una particolare grazia spirituale. Venimmo lì con mezzi propri; mi ricordo ancora delle postazioni di polizia comuniste. Arrivammo a Mostar, dove pernottammo. Il giorno successivo raggiungemmo Medjugorje. Il paesaggio mi colpì moltissimo. Prima di tutto ci recammo in chiesa. Non c'era molta luce. Mi stupì come prima di sera, prima dell'inizio della preghiera serale, la chiesa si fosse riempita. Vidi soprattutto molti giovani. Sentii una profonda devozione, che nulla aveva a che fare col fanatismo. Vidi molte persone confessarsi. Questo fatto attirò la mia attenzione in modo particolare. Durante la Messa non capii nulla, ma vidi che c'era una profonda devozione. Mentre in chiesa molti recitavano il Rosario, fui invitato a recitare il Rosario con i veggenti. Fui presente all'apparizione, rimasi colpito dalla sua semplicità. Il giorno seguente mi alzai presto e mi recai sulla collina delle apparizioni. Pregai per me stesso, per la mia comunità e per tutta la Chiesa. Nel frattempo sulla collina erano giunti parecchi fedeli che pregavano devotamente. Mi recai in chiesa e per quasi tutto il giorno rimasi in preghiera. Trascorsi così le mie giornate a Medjugorje. Non parlai con nessuno dei francescani o dei veggenti. Tornato a casa mi sentii profondamente rinnovato spiritualmente. Capii meglio Maria e la accettai meglio come mia Madre. Capii che grazie a Lei la Chiesa si rinnova.

Quando fui nuovamente eletto all'ordine generale, tornai a Medjugorje. Passai per Ancona e feci il viaggio con il vescovo locale, Monsignor Zanic che, in quella occasione, mi parlò delle sue difficoltà. Lo ascoltai. Ero a conoscenza della situazione legata alla commissione ed ai vari punti di vista. Anche quella volta si ripetè la mia esperienza spirituale. Tornai con la profonda convinzione che lì accadono molte cose che non si possono spiegare nè con la filosofia, nè con la psicologia. Scoprii l'autenticità della fede ed i suoi frutti. La fede e le apparizioni sono due realtà. Nessuno può mettere in discussione i frutti della fede a Medjugorje. La presenza di Dio e la Sua misericordia sono evidenti e davanti agli occhi della Chiesa la Sua grazia giunge per mezzo della misericordia della Madre, Madre dei peccatori, che è stata vicino alla croce. Per me questa autenticità è innegabile. Per quanto riguarda le apparizioni, oltre alla conversione ed ai buoni frutti della fede, ci deve essere qualcosa di più e per questo bisogna attendere."

L'esperienza di Medjugorje del vescovo Gerard Dionn

A Medjugorje giungono continuamente vescovi provenienti da ogni parte del mondo, attirati dalle significative parole della Vergine. Alla fine di aprile è venuto a farci visita Gerard Dionn di Edmonson, New Brunswick, in Canada. In questa occasione ha dichiarato quanto segue:

"Sono in visita a Medjugorje, della quale ho sentito parlare dai francescani che lavorano nella mia diocesi in Ontario, per la prima volta. Negli ultimi diciassette anni ho sentito dire, e non solo da loro, che qui la Vergine appare tutti i giorni. Per me è stata una scoperta incredibile e non sapevo se crederci o meno, poiché questi avvenimenti non sono ancora stati ufficialmente riconosciuti.

Quest'anno celebro il cinquantesimo anniversario della mia ordinazione sacerdotale. Un gruppo di pellegrini che desiderata venire a Medjugorje mi ha pregato di essere la loro guida spirituale durante questo viaggio. Per è stato un dono davvero bello, poiché già da tempo desideravo constatare con i miei occhi quello che qui accade.

Tutto quello che ho visto durante la mia permanenza mi ha colpito profondamente. E' difficile trovare qualcosa di simile da qualche altra parte. Mi ha profondamente toccato la fede della gente del posto, la partecipazione alla Santa Messa e lo spirito di sacrificio. Ho visto moltitudini di persone salire verso il monte al quale non è semplice accedere, confessarsi e pregare. Venivano da ogni parte del mondo. E' difficile quindi giungere alla conclusione che tutto questo sia un caso, che questo sia un luogo normale e che qui non sia accaduto nulla. A mio giudizio solo la fede può condurre qui questa gente, una fede divenuta qualcosa di concreto. Tutto questo può essere paragonato a Lourdes e Fatima. Naturalmente io non posso esprimere un giudizio definito, ciò compete solo al vescovo locale. Tuttavia, in base ai frutti che vedo, posso dire seriamente che qui accade qualcosa di speciale. Non sono i francescani ad attirare la gente. Anche nella mia parrocchia ci sono i francescani, ma non vi accade nulla di speciale. E' Dio ad attirare qui questa gente.

Spesso ho parlato con persone che erano venute a Medjugorje. Alcuni sono venuti più volte, sebbene il viaggio sia lungo e molto costoso. Hanno cercato di rendere testimonianza della propria fede con un nuovo ardore. Dio nei loro cuori e nei cuori degli altri, per mezzo di sua Madre, fa nascere una nuova speranza. Credo che Ella appaia qui. Non saprei spiegare altrimenti il fenomeno che qui si vive. Non è possibile che satana sia in azione perché qui la gente prega. Allo stesso modo non può essere una truffa. Si può ingannare la gente per un po' di tempo, ma non per ben diciassette anni e non milioni di persone. Proprio per i frutti che vedo credo che qui accada qualcosa di speciale. Non ci possono essere frutti così buoni su un albero cattivo.

Osservando la vita liturgica nella parrocchia di Medjugorje, non ho scorto nulla di particolare. Questa è la normale vita di tutti i giorni della Chiesa. Si celebra la Messa come da altre parti. Qui non c'è nulla di speciale. Ieri sera abbiamo avuto l'adorazione dinanzi al Santissimo Sacramento dell'Altare. Tutto è stato molto semplice: alcune parole, alcuni canti, proprio come vuole la Chiesa. Le persone sono così attratte da essere disposte a trascorrere ore in ginocchio. Anche noi facciamo la stessa cosa nelle nostre chiese, ma la gente non accorre così numerosa. Perché? Non posso rispondere in altro modo se non dicendo che qui Dio è presente in modo speciale.

Vorrei che la parrocchia di Medjugorje continuasse ancora a rendere testimonianza della propria fede per mezzo della preghiera e del digiuno. Se essa sarà pronta a rispondere all'invito della Vergine, lo faremo più facilmente anche noi che veniamo da ogni angolo del mondo. La responsabilità che essa ha è davvero grande. Spero che sarà all'altezza e che rimarrà semplice come ora. Molti pellegrini che sono venuti qui portano nel proprio cuore il ricordo della fede e dell'ospitalità che hanno conosciuto nella parrocchia di Medjugorje. E' un grande onore per questa parrocchia che la Vergine le abbia fatto visita in modo speciale e che abbia parlato in lingua croata. Spero che la parrocchia di Medjugorje e tutto il popolo croato non lo dimentichino mai.

La visita di due vescovi

Prima di Pasqua sono venuti in visita a Medjugorje anche due vescovi: John Dew, dalla Nuova Zelanda, e Monsignor Donald Montrose, dagli Stati Uniti. Ecco cosa hanno detto in quella occasione sulle proprie impressioni:

" Ho sentito parlare per la prima volta di Medjugorje dai miei parrocchiani. Quelli che sono venuti a Medjugorje sono tornati con buoni frutti: preghiera dello spirito, digiuno, sono tornati alla vita sacramentale e sono divenuti membri attivi della comunità parrocchiale. Hanno costituito molti gruppi di preghiera. Io sono venuto con un gruppo di pellegrini che ha visitato anche la Terra Santa. Questi avvenimenti di Medjugorje hanno lasciato in me un profondo effetto. Tutto mi sembra molto normale e naturale. Non vedo nulla di strano. La gente parla delle apparizioni in modo semplice ed un gran numero di credenti cerca di vivere i messaggi della Vergine. Per me personalmente sono state molto utili le esperienze di digiuno e preghiera. Cercherò soprattutto di trovare il tempo di pregare prima della Santa Messa e cercherò di offrire tutto questo anche alle parrocchie della mia diocesi. Voi qui, nella parrocchia di Medjugorje, pregate, digiunate e siete apostoli dell'amore nella vita di tutti i giorni. Questa è la preparazione di tutti noi alla celebrazione del Grande Giubileo" ha detto Monsignor John Dew, vescovo ausiliario di Wellington in Nuova Zelanda.

" Sono venuto per la prima volta a Medjugorje prima di diventare vescovo ausiliario. Ora sono venuto su invito di un gruppo di pellegrini. Qui avverto in modo particolare la presenza della Vergine. Vedo un gran numero di credenti che sono venuti in visita a Medjugorje e che tornano con una fede rinnovata, una rinnovata esperienza di preghiera, digiuno, confessione, S. Messa ed adorazione. Un popolo che è fedele alla Vergine, è fedele anche alla Chiesa. La devozione alla Madonna è molto importante. Il mio messaggio a voi della parrocchia di Medjugorje è: vivete i messaggi, amate la Madonna, amate l'Eucarestia, non trascurate la confessione, trovate il tempo per la preghiera, recitate tutti i giorni almeno una parte del Rosario. A tutti voi prometto la mia preghiera e benedizione. Desidero pregare in modo particolare per i francescani, perché quanto accade qui è grandioso ed i francescani hanno una grande responsabilità. Sono consapevole di tutte le vostre sofferenze e difficoltà, ma perseverate nel bene" ha detto Monsignor Donald Montrose, vescovo di Stockton, negli Stati Uniti.

La visita del vescovo Australiano

Alla fine del mese di febbraio 1998 è venuto in visita a Medjugorje il vescovo ausiliario di Camberra, Australia, monsignor Patrick Power. Ecco quanto ha dichiarato in quella occasione:

"Sono sacerdote da 33 anni e vescovo da 12. Mia madre era una donna meravigliosa e molto devota alla Vergine Maria. Mio padre venerava in modo particolare la Madonna di Lourdes. Io sono nato l'11 febbraio, proprio nel giorno della festa della Madonna di Lourdes. Sono stato anche a Lourdes, ma qui ho vissuto qualcosa di speciale. Nel gennaio 1993 ho preso parte ad un programma di preghiera a Camberra, al quale parteciparono fra Slavko Barbaric ed il veggente Ivan. Fui profondamente toccato da quanto vidi ed udii. Il messaggio riferito da Ivan ed il modo in cui lo diceva, mi colpirono molto. Parlò della pace, della preghiera, della conversione, della penitenza, del digiuno e di una fede profonda. Questi sono messaggi che avevo ascoltanto tante volte anche prima e dei quali avevo parlato, ma la semplicità con cui tutto questo veniva detto fu per me eccezionalmente importante. Mi ricordo come mia madre visse tutto questo. Per lei fu un episodio unico. Nel maggio 1993 andai a Roma. Successivamente con il vescovo di Dubrovnik Zelimir Puljic venni a Dubrovnik, poichè avevo tre giorni liberi. Siamo amici dal 1972, quando ci incontrammo a Roma per motividi studio (1972-1975). Così nel maggio 1993 sfruttai quei giorni per venire a Medjugorje in "incognito". C'era già la guerra. Non c'erano molti pellegrini, ma molte furono le cose che mi colpirono. Allora ero già vescovo, ma non venni qui come tale, ma come un privato. Celebrai la Messa. Questa è la seconda volta che vengo a Medjugorje e questa volta sono venuto con un gruppo dall'Australia e con mia sorella ed i suoi tre figli. Non sono venuto con particolari aspettative, ma questo è davvero un periodo di grazia. Voglio essere sincero. Questa volta sono venuto per la mia famiglia. Quando tornai a casa dopo la mia prima visita, scrissi anche un articolo sulla mia esperienza. Era stato molto bello. Sebbene ora sia qui per la mia famiglia, devo riconoscere che la Vergine ha concesso anche a me grandi grazie. Ho trovato una pace profonda, soprattutto dopo aver ascoltato la testimonianza di Vicka. Ho avvertito la stessa pace, che ho sentito nel 1993, quando per la prima volta ho sentito parlare dei messaggi. Tutto questo mi aiuta a consolidare la mia missione di sacerdote ed ilmio servizio come vescovo. Medjugorje è PACE. Io ho provato una pace interiore della quale ho reso testimonianza a tutte le persone del gruppo con cui sono venuto. Quando vedo quello che accade nel nostro gruppo, come le persone tornano alla fede, alla preghiera, alla confessione, allora devo raccomandare a molte persone di venire qui. Un'esperienza eccezionalmente importante per me sono state la confessione ed il programma di preghiera serale e gli incontri con i veggenti. Non solo io, ma anche monsignor Kennedy, che è venuto qui alcune volte, raccomandiamo ai fedeli di venire a Medjugorje. Voglio dire: grazie. Grazie ai credenti ed ai sacerdoti che lavorano qui. La vostra testimonianza di fede, amore, preghiera e la vostra accoglienza sono molto importanti per noi pellegrini."

 


 

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