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Eco di Maria Regina della Pace 122 (Settembre 1995)

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pellegrini che ad esse si aggiungono. Siamo
anche noi tra questi?
Figlioli, ci ripete, pregate e continuate a
convertire i vostri cuori. Dice continuate
perché non pensiamo di essere già convertiti
per qualche passo che abbiamo fatto, al punto
di crederci, come i farisei, migliori degli altri:
la conversione è un processo che dura tutta la
vita. Chi non avanza indietreggia.
Avvicinatevi a Me! E’ lo zelo instancabile
della Madre per la nostra salvezza. Sì, avvici-
natevi con cuore di figli, anche nelle infedeltà,
nelle cadute, nelle tentazioni, nei momenti di
sfiducia, nei giorni in cui non sentite più alcun
stimolo al bene. Come avvicinarci a Lei? Con
un sincero pentimento, con il rinnovo della
consacrazione, con un Rosario, con la visita a
un suo Santuario o a una sua cappella, con un
gesto di carità. Tutto questo ci rimetterà nelle
Sue braccia e così Lei ci potrà aiutare a ripren-
dere il cammino: Aiutatemi ad aiutarvi!
Che il Bene superi il male. Sì, se ritornia-
mo a Lei, il bene della grazia che riceviamo da
Dio per mezzo Suo, supera certamente tutto il
male che abbiamo commesso o i guai che
abbiamo creato in noi e negli altri. In Lei
troviamo Gesù che è perdono, rimedio e gua-
rigione per tutto, che fa volgere in bene anche
il male; che fa delle pietre figli di Abramo e
dona ai peccatori la forza per diventare santi.
Così anche l’amore e la benedizione che Ella,
come sempre, ci assicura alla fine, continuerà
a dare i suoi frutti.
d.A.
Così la Madonna il 30.4.84 aveva risposto
a Marija che Le aveva chiesto il perché del suo
silenzio il giovedì precedente:
Non voglio co-
stringere nessuno a fare ciò che non sente e non
desidera da sé, sebbene io abbia avuto per la
parrocchia messaggi particolari, con i quali
volevo risvegliare la fede di ogni credente.
Purtroppo un numero molto esiguo ha ac-
colto i messaggi del giovedì. All’inizio erano
parecchi. Ma poi è diventata come un’abitudi-
ne. E ora, in questo ultimo periodo, chiedono
dei messaggi solo per curiosità e non per fede e
per devozione verso il mio Figlio e verso di me.
Casa S. Giuseppe, Medjugorje: la Regina della Pace e il miracolo del sole (foto MIR)
Messaggio della Madonna del 25 luglio ’95:
"Cari figli! Anche oggi vi invito alla
preghiera perché solamente nella preghie-
ra potete capire la mia venuta qui, lo Spi-
rito Santo vi illuminerà nella preghiera
perché capiate che dovete convertirvi.
Figlioli, desidero fare di voi un bellissi-
mo mazzo di fiori preparato per l’eternità,
ma voi non volete accettare la via della
conversione, via di salvezza, che io vi offro
tramite queste apparizioni. Figlioli, pre-
gate, continuate a convertire i vostri cuori
e avvicinatevi a me. Che il bene superi il
male. Io vi amo e vi benedico. Grazie per
aver risposto alla mia chiamata".
Voi non accettate
la via della conversione
Tornate a pregare e capirete
Nel primo messaggio dopo i 14 anni di
apparizioni, Maria torna a ripeterci il perchè
della sua venuta: perché ci convertiamo da
una via perversa o che non è secondo Dio,
anche se apparentemente cristiana. Ella ha
offerto
a tutti una via di conversione, apren-
do una vera scuola per farci ritornare all’es-
senziale del Vangelo, come ha detto fin dal-
l’inizio: Desidero stare con voi per conver-
tirvi e riconciliare il mondo intero (26.6.81).
E ripete ancora che per arrivare a questa
conversione non c’è altro mezzo che pregare,
poi capiremo tutto. E’ così facile dimenticar-
cene ed essere vittime di una certa stanchezza
e del clima che respiriamo attorno! Pregare è
aprirci a Dio e metterci in ascolto di Lui per
poter operare con la sua grazia la trasforma-
zione che Egli vuol compiere in noi; poi si può
chiedere tutto e attendere tutto da Lui. Solo
nella preghiera potete capire il perché della
mia venuta
, che è questo cambiamento radi-
cale dei nostri cuori.
Maria ritorna, con tutta la sensibilità fem-
minile, all’immagine del meraviglioso maz-
zo di fiori
, che Lei vuol presentare a suo
Figlio per l’eternità
. E’ un impegno che si è
presa venendo a noi. Questi fiori sono i santi
che Lei vuol fare di noi oggi, in questo tempo
di sbando generale, assieme alle anime che
Lei avrà salvato dalla dannazione, servendosi
di noi. Non un serto di fiori che marciscono,
ma che durano per la vita eterna, perchè i
vittoriosi erediteranno i beni di Dio
e solo la
santità entrerà in cielo (cfr. Ap 21,7; 22,4.15).
Ma qui viene l’amara constatazione: Voi
non volete accettare la via della conversio-
ne, che Dio vi offre attraverso le mie appa-
rizioni.
A chi lo dice questo? Non agli altri,
ma a noi che ascoltiamo ogni mese i suoi
messaggi, e non progrediamo, o peggio siamo
andati indietro. Parla della parrocchia, che
doveva essere questo mazzo di fiori che pro-
fumava il mondo intero, assieme a tutti gli
amici di Medj., che siamo noi. Dobbiamo
riflettere seriamente e cambiare rotta. Ma Ella
ugualmente, nel silenzio, a Medj. si è formata
uno stupendo mazzo di fiori che è sotto i
nostri occhi: creature che crescono di giorno
in giorno sotto la sua guida, nelle famiglie e
nelle comunità che vivono i suoi messaggi e
Messaggio di Maria del 25 agosto 1995:
“Cari figli, oggi vi invito alla preghiera.
Che la preghiera sia per voi vita. Una
famiglia non può dire che è nella pace se
non prega. Perciò che la vostra giornata
cominci con la preghiera del mattino e la
sera finisca con il ringraziamento.
Figlioli, io sono con voi, vi amo, vi be-
nedico e desidero che ognuno di voi sia nel
mio abbraccio. Non potete essere nel mio
abbraccio se non siete pronti a pregare
ogni giorno. Grazie per avere risposto alla
mia chiamata”.
Non c’è pace nella famiglia
senza la preghiera
Se ci stupisce che la Madonna parli sem-
pre di preghiera, quando sembrano esserci
cose ben più importanti o interessanti, è segno
che non preghiamo veramente. Se pregassi-
mo davvero, capiremmo che solo la preghie-
ra è necessaria
e poi tutto il resto viene da sè
e che senza preghiera non è possibile vive-
re
. Ma le cose spirituali possono essere capite
solo da chi le vive, o almeno è aperto a viverle;
non da chi vuol rimanere in uno stato ingan-
nevole di pace, che però salta ad ogni minimo
intoppo.
Ma qualcuno potrebbe dire: “Io dico sem-
pre le preghiere”, oppure “Io faccio tante
preghiere e vado sempre a Messa”. Non è la
stessa cosa dire le preghiere e pregare; c’è
distinzione tra sostanza di preghiera e forma
di preghiera. Pregare è voler incontrare Dio e
quindi stare con il cuore, la mente, l’attenzio-
ne a Lui, perché Lui possa trasmettere a noi la
sua vita, quindi il suo amore, la sua pace, la
sua gioia. Perché solo Lui ha detto Io sono la
vita
. Più uno prega così, più arriva il flusso
della vita di Dio, più acquista una dimensione
nuova della vita; per cui le cose, anche quelle
credute più importanti, ritornano nell’ordine
vero, quello del disegno di Dio.
E non ci preoccupano più di tanto, perché
sappiamo che il necessario Dio (pag. 8) >>
ECO di MARIA
Regina della Pace
122
Settembre 1995 - I sette dolori di Maria -Indir.: Eco di Maria, cas. post.149, I - 46100 Mantova (Italia)
A.11-n.9, Sped.abb.mens. pub.inf.50%., Autor. Tribun. MN, 13: 8.11.86, Fax 0376/245075,ccp 10799468
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“Che siano una cosa sola!”
Ricerca dell’unità
non è compromesso sulla verità
ma ritornare
alla comunione tra le membra
La ispirata enciclica del Papa Ut unum
sint sull’impegno ecumenico vuole orientarci
ad affrontare la “faticosa” questione
ecumenica in modo serio e fondato. Che tutti
i figli siano una cosa sola è volontà esplicita
di Cristo (Gv 17,21), è il contenuto della Sua
preghiera al Padre, come spiegherà S.Paolo
(Ef 2, 14-16).
Concretamente, perchè questo si realizzi
di fronte al mondo, i cristiani debbono pro-
fessare insieme la stessa verità sulla Croce
.
La Croce! La corrente anticristiana si pro-
pone di mortificarne il valore, di svuotarla del
suo significato, negando che l’uomo ha in
essa le radici della sua nuova vita; preten-
dendo che la Croce non sappia nutrire né
prospettive né speranza: l’uomo, si dice, è
soltanto un essere terreno, che deve vivere
come se Dio non esistesse
(n.1). E’ chiaro
allora quale è la posta in gioco nelle vicende
ecumeniche: la credibilità della fede nel mon-
do contemporaneo, chiuso a Dio.Il primo
passo è ricominciare a dare ascolto, credito e
tempo a Dio: in una parola, la conversione del
cuore.
Uniti nell’unica verità: il compromesso
sulla fede è contro Dio - L’enciclica pone tre
elementi necessari all’azione ecumenica: con-
versione (n. 15-17), importanza fondamen-
tale della dottrina (n. 18-20), primato della
preghiera (21-27).
La conversione è la condizione basilare
per accogliere il Vangelo, in ogni epoca e in
ogni luogo; è la fondamentale esigenza
dell’evangelizzazione in ogni tappa del cam-
mino salvifico della Chiesa
. In questo tratto
l’argomentazione segue molto da vicino la
Unitatis Redintegratio del Concilio Vaticano
II. Ci sembra però importante e urgente, dati
i tempi che corrono, soffermarci un pò sulla
questione della dottrina, cioè sul criterio
unico sul quale basare la ricerca dell’unità: la
verità oggettiva
, universalmente valida.
Facilmente oggi i cattolici pensano che sia
buona cosa e utile “aprirsi” alle altre con-
fessioni cristiane mettendo da parte certi
elementi cardinali della fede cattolica: Eu-
caristia, Immacolata Concezione, Primato
di Pietro.
Ma dopo tale “potatura” teologica
cosa rimane? Solo un vago socialismo reli-
gioso, dove la parola d’ordine è “darsi da
fare”. Sentiamo il Papa: Non si tratta di
modificare il deposito della fede, di cambiare
il significato dei dogmi, di eliminare da essi
delle parole essenziali, di adattare la verità ai
gusti di un’epoca, di cancellare certi articoli
del Credo con il falso pretesto che essi non
sono più compresi oggi. L’unità voluta da
Dio può realizzarsi soltanto nella comune
adesione all’integrità del contenuto della fede
rivelata. In materia di fede il compromesso è
in contraddizione con Dio che è Verità. Nel
corpo di Cristo, il quale è via, verità e vita (Gv
14, 6), chi potrebbe ritenere legittima una
riconciliazione attuata a prezzo della verità?
La preghiera produce l’unità - Ma una
viva percezione dei fondamenti della nostra
fede l’abbiamo con la preghiera, che ci per-
mette di capire che cosa vuol dire essere
“cattolici”. La preghiera è lo strumento della
comunione, perchè unisce i cuori intorno a
Cristo, li avvicina tutti all’unico Maestro (Mt
23,8). La preghiera comunica la forza di su-
perare tutte le contrarietà: Se si incontreranno
sempre più spesso e più assiduamente davanti
a Cristo nella preghiera, i cristiani potranno
trarre coraggio per affrontare tutta la doloro-
sa e umana realtà delle divisioni, e si ritrove-
ranno insieme in quella comunità della chiesa
che Cristo forma incessantemente nello Spiri-
to Santo, malgrado tutte le debolezze e gli
umani limiti
(22).
Il dialogo ecumenico - Con queste basi,
allora, si potrà procedere a un dialogo. Ma il
Papa indica anche che questo famoso dialogo,
che è parola spesso equivoca nel linguaggio
ecclesiale di oggi, va portato avanti come fosse
un esame di coscienza. Qui sta anche uno dei
punti forti del recente magistero di Giov. Paolo
II: la rilettura della storia della Chiesa per fare
luce su argomenti lasciati da parte, o conside-
rati oscuri, per mostrare che la verità oggettiva
della Chiesa-Corpo di Cristo non viene per
nulla diminuita o alterata da errori che alcuni
dei suoi membri hanno commesso. Il punto di
partenza del dialogo deve sempre essere un’ap-
passionata ricerca di verità sulla Chiesa: La
verità forma le coscienze e orienta il loro agire
a favore dell’unità. Nello stesso tempo essa
esige che la coscienza dei cristiani, fratelli tra
loro divisi, e le loro opere siano sottomesse
alla preghiera di Cristo per l’unità
(33).
E’ necessario che tutti abbiano una apertu-
ra di mente e di cuore molto più grande per
abbandonare le condanne e i vari moralismi
sulle vicende della Chiesa: tutti i peccati del
mondo sono stati compresi nel sacrificio
salvifico di Cristo, e dunque anche quelli com-
messi contro l’unità della Chiesa: i peccati dei
cristiani, dei pastori non meno che dei fedeli.
Ma anche dopo i tanti peccati che hanno con-
tribuito alle divisioni, l’unità dei cristiani è
possibile, a patto di essere umilmente consa-
pevoli di aver peccato e convinti della neces-
sità della nostra conversione. Non soltanto i
peccati personali debbono essere rimessi e
superati, ma anche quelli sociali, come a dire
le strutture stesse di peccato, che hanno con-
tribuito e possono contribuire alla divisione e
al suo consolidamento
(34).
Il Papa da tempo sta cercando di aprire
strade, restaurare rapporti, ottenendo dei risul-
tati qui presentati nei nn.41-76. La via più
proficua, anzi l’unica che può ottenere qualco-
sa in vista dell’unità dei cristiani, è che le
comunità cristiane, nella potenza dello Spirito,
si esaminino tutte davanti al Padre e si chie-
dano se sono state fedeli al suo disegno sulla
Chiesa
(82).
Sono i santi a mostrare, nella loro vita, il
significato concreto di questa ricerca dell’unità
che è ricerca di essere come Cristo, imitazione
di Cristo. Essi hanno conservato in se stessi un
attaccamento a Cristo e al Padre suo tanto
radicale e assoluto da poter arrivare fino alla
effusione del sangue. Ma non è forse questo
stesso attaccamento a orientare il “dialogo
della conversione” e a sottolineare la neces-
sità di andare fino in fondo all’esperienza di
verità per la piena comunione?
(83).
Di quanto qui è affermato come principio,
il Papa ne sta facendo veramente il suo metodo
pastorale: un chiaro esempio è venuto dalla sua
recente visita in Slovacchia: dopo aver cano-
nizzato tre martiri cattolici, ha reso omaggio ai
martiri calvinisti. Un atto per la riconciliazio-
ne, fuori dai soliti discorsi formali su apertura
e tolleranza. Allo stato attuale l’unico
ecumenismo possibile è in una nuova libertà e
carità nei rapporti: l’errore frequente è di cer-
care un ecumenismo dottrinale che oscura la
verità della fede.
Marco
(Al prossimo numero ciò che riguarda il
Primato del Vescovo di Roma
)
Il Papa rende omaggio ai martiri
calvinisti e commuove i luterani - Nella
recente visita in Slovacchia il Papa ha cano-
nizzato i tre sacerdoti di Kosice, uno polacco,
uno croato e uno ungherese, fatti prigionieri e
torturati dai calvinisti perché rinnegassero la
fede cattolica e poi brutalmente assassinati
(1619). Questa decisione ha riacceso un con-
flitto che dura da un mezzo millennio, per cui
luterani e calvinisti della Slovacchia chiede-
vano al Papa di riconoscere, assieme ai martiri
cattolici di Kosice, anche i 24 martiri calvinisti
di Presov uccisi 60 anni dopo dai principi
cattolici che difendevano il papato. Anche i
vescovi cattolici della regione slovacca ritene-
vano opportuno questo riconoscimento. Difatti
nell’omelia della Messa di canonizzazione dei
tre martiri cattolici, il Papa ha riconosciuto “la
grandezza spirituale dei 24 fedeli appartenenti
alla Chiesa evangelica uccisi a Presov per
coerenza con le proprie convinzioni di co-
scienza, ai quali la Chiesa rende lode ed espri-
me ammirazione”.
Ma è andato ben oltre. Cinque ore dopo
eccolo a Presov a pregare in silenzio sotto la
pioggia davanti al monumento che ricorda i 24
martiri calvinisti. Un gesto che non era in
programma, ma che egli ha deciso personal-
mente. E’ presente il vescovo luterano Jan
Midriak che ringrazia il Papa, recita assieme a
lui il Padre Nostro e confessa: “Mai avremmo
pensato che qualcosa del genere sarebbe suc-
cesso. Lo apprezziamo molto”.
Il Patriarca di Costantinopoli a Roma -
La festa dei SS. Pietro e Paolo ha visto simbo-
licamente riunite le Chiese d’Oriente a quella
di Roma nelle persone del patriarca Primate
d’Oriente Bartolomeo e del Papa, che hanno
celebrato assieme la liturgia della Parola, in
attesa di “celebrare quella del calice comu-
ne”. Hanno poi benedetto assieme la folla dal
balcone di piazza S.Pietro. Ha impressionato
l’accento di alta ispirazione con cui il Patriarca
nell’omelia ha richiamato “all’umiltà e al pen-
timento come alle prime virtù cristiane”. Il
Papa gli ha fatto eco affermando l’urgenza
dell’unità in vista del terzo millennio “per una
missione comune a due a due nel mondo”.
Dagli ortodossi i cattolici possono rice-
vere alcuni sacramenti - Nell’udienza del 9
agosto il Papa ha ricordato i grandi valori
positivi di cui i cattolici sono debitori alle
Chiese orientali...
Poi egli ha ricordato che “le Chiese orien-
tali hanno veri Sacramenti, soprattutto il Sa-
cerdozio e l’Eucaristia e, accennando alle nor-
me specifiche del recente Direttorio ecumenico,
ha confermato che “ogni cattolico, quando è
impossibilitato a raggiungere un sacerdote
cattolico, può ricevere dal ministero di una
Chiesa orientale i Sacramenti della Penitenza,
Eucaristia e Unzione degli infermi. Recipro-
camente i ministri cattolici possono lecita-
mente amministrare questi tre Sacramenti ai
cristiani orientali che li chiedono.
250 pastori anglicani chiedono il sacer-
dozio cattolico - Dopo un considerevole nu-
mero di fedeli, anche 250 pastori anglicani,
tutt’ora in aumento, non si sentono più in
comunione con la loro Chiesa e chiedono di
essere riordinati al sacerdozio cattolico. Il Papa
ha concesso una procedura veloce per il pas-
saggio, affidando a tre vescovi scelti dalla
Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles
di esaminare i singoli casi. Per preparare la
riordinazione ci saranno due anni di studio e
formazione dottrinale e teologica. I pastori
anglicani sposati rimarranno tali. I due sacra-
menti, matrimonio e sacerdozio, verranno uniti
e nessuno dei due diminuirà l’altro. A questi
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Il Papa insiste:
il genio femminile è necessario
per umanizzare la società
C’è un silenzio colpevole dell’informazio-
ne sulla “Conferenza mondiale sulla don-
na
” che si terrà a Pechino nel mese di Settem-
bre. Se non fosse per i richiami e le informa-
zioni che da almeno sei mesi Giovanni Paolo
II ci sta dando continuamente sul tema delle
donne, il tutto passerebbe inosservato.
E’ veramente necessario sapere e non di-
menticare che abbiamo trascorso questi ultimi
cinque anni in modo veramente terribile, per
quanto riguarda le donne del mondo. Violenze
e soprusi sottili, ogni giorno, in ogni luogo del
pianeta. Stupri e abusi sessuali. Ferite profon-
de, inferte spesso nella totale indifferenza in-
ternazionale. L’orrore dimenticato di donne
violentate e massacrate nelle guerre attuali. La
non riconoscenza, di fatto più che di parole,
delle diverse e penalizzanti opportunità fra
uomo e donna nella famiglia, nella società,
nella politica, nel lavoro, nelle relazioni affet-
tive. Anche la Chiesa, ha ammesso il Papa, ha
avuto certe responsabilità durante la sua storia.
Una donna, Geltrude Mongella, segretaria
generale del vertice in programma a Pechino,
parla della sua recente visita in Vaticano: “La
Chiesa in generale, e il Papa in particolare,
venivano dipinti come gli avversari più deter-
minanti nei confronti della conferenza mon-
diale sulla donna, invece durante la visita fatta
al Pontefice ho scoperto di avere in lui uno dei
migliori alleati. Giovanni Paolo II, come prima
cosa, si è dimostrato capace di ascoltare gli
altri e deciso a difenderne i diritti.
Mi ha consegnato una lettera di otto pagine
in cui dice che non può esistere il successo
delle donne se prima non viene affermata la
loro dignità come persone, e mi ha sorpreso,
perché questo è esattamente il senso della
conferenza di Pechino. Se tutti ragionassero
come lui, forse questi appuntamenti non sa-
rebbero più necessari”.
Un grazie alle donne - Ecco una sintesi
della lettura del Papa “Alle donne”, dove
sono raccolti alcuni punti fondamentali del suo
insegnamento in proposito: “...Anche la
Chiesa intende offrire il suo contributo a difesa
della dignità, del ruolo e dei diritti delle don-
ne... La Chiesa desidera ringraziare la Santis-
sima Trinità per il “mistero delle donne”, e per
ogni donna, per le “grandi opere di Dio” che
nella storia delle generazioni umane si sono
compiute per mezzo delle donne (n.31)...
Un grazie profondo per la donna come
madre, come figlia, come sorella, come lavo-
ratrice e come consacrata: Grazie a te, donna,
perché sei donna! Con la percezione che è
propria della tua femminilità tu arricchisci la
comprensione del mondo e contribuisci alla
piena verità dei rapporti umani...
Ma il grazie non basta, lo so. Siamo pur-
troppo eredi di una storia di enormi condizio-
namenti che, in tutti i tempi e in ogni latitudine,
hanno reso difficile il cammino della donna,
misconosciuta nella sua dignità, travisata nelle
sue prerogative, non di rado emarginata e
saranno affidati compiti nel settore dell’edu-
cazione, delle scuole, di cappellanie di ospe-
dali o di carceri, ecc., ma nessuno diventerà
parroco.
In una lettera molto delicata, letta in tutte le
Chiese, il Card. Primate Hume va a fondo nelle
ragioni della rottura di questi anglicani: “Non
è stata solo l’ordinazione delle donne, ma il
problema dell’autorità all’interno della loro
Chiesa, che li ha convinti a cercare una comu-
nione con la Chiesa di Roma... E’ importante
ricordare che questi anglicani hanno cercato di
condurre una vita cattolica pur all’interno della
Chiesa d’Inghilterra. Il ministero di questi sa-
cerdoti arricchirà la Chiesa cattolica... Il S.Padre
ci ha chiesto di essere generosi con loro e
siamo certi che i cattolici daranno il benvenuto
e apprezzeranno questi nuovi sacerdoti...”
Anche l’Islam può dirci qualcosa - A
proposito della grande moschea appena inau-
gurata a Roma, lo scrittore Don Gianni Baget
Bozzo, ritornato nella piena comunione con la
sua Chiesa, scrive: “Avremo la sfida dell’Islam
su terreno religioso, la moschea a Roma ci
annuncia che l’Islam diventerà, prima o poi, la
seconda confessione italiana, come in Francia.
Questa sfida sul divino e sull’eterno può essere
utile a un mondo cattolico appiattito sul sociale
e sotto la cappa della secolarizzazione. Se
esiste una ripresa della religiosità in Occidente,
essa è di timbro popolare, non corrisponde a
quella intellettualizzazione del cattolicesimo
che è avvenuta negli anni postconciliari. Radio
Maria
è una risposta più autentica di tanti corsi
di teologia, che hanno sostituito la metafisica
(che studia l’essenza ultima delle cose) con
l’ermeneutica (pura analisi interpretativa) e la
mistica con la psicoanalisi: non vedo un
musulmano sul lettino dello psicoanalista...
Siamo sfidati dall’Islam. E’ possibile che que-
sto ci ricordi in termini nuovi, il senso della
realtà di Dio e della vita eterna”. (30 Giorni,
ag. '95, p.21)
Uniti per il trionfo del Cuore Immaco-
lato di Maria - In questi ultimi tempi si è
avvertita la necessità che tutti i movimenti
mariani siano uniti per il trionfo del C.I. di
Maria, trionfo che è lo scopo anche delle
apparizioni di Medj.: Aiutate il mio Cuore
Immacolato a trionfare in questo mondo di
peccato,
ha detto il 25.8.91. E il Papa al vesco-
vo Hnilica nel 1984: Medj. è il completamento
e il compimento di Fatima.
Molti dei Vescovi venuti a Medj., tra cui il
Cardinal John Carberry e i Vescovi Michael
Pfeiffer, Sylvester Treinen e Nicholas D’An-
tonio, indicano Mons. Paul Hnilica come
colui che potrebbe essere espressione del-
l’unità di tutti questi movimenti. L’arcivesco-
vo Franic’ di Spalato dichiara: “Mi unisco a
questi vescovi che credono nell’unità dei mo-
vimenti mariani per compiere insieme ciò che
Gesù ha detto nell’ultima cena per l’unità della
Chiesa: Che tutti siano uno come Tu, Padre,
sei in Me e io in Te..
. L’unità che vuole Gesù
si basa sull’amore reciproco e non sulla forza.
Gesù preferì la Croce piuttosto di forzare qual-
cuno a seguirLo. Questo tipo di unità deve
regnare specialmente fra quelli che si ricono-
scono figli di Maria.
Sono convinto che un vescovo debba esse-
re alla guida di tutti i movimenti mariani
unificati, perché satana ci assale proprio in
questo punto essenziale: vuol distruggere l’unità
voluta da Cristo e da Maria. La persona più
adatta a guidare questa unificazione è il vesco-
vo Hnilica, grande amico del Papa, conoscitore
delle principali lingue e dell’attuale situazione
mondiale e della Chiesa e in piena comunione
col S.Padre.
P.Andrea D’Ascanio per l’Armata Bianca
persino ridotta in servitù. Ciò le ha impedito di
essere fino in fondo se stessa, e ha impedito
l’intera umanità di autentiche ricchezze spiri-
tuali... Se in questo non sono mancate, specie in
determinati contesti storici responsabilità og-
gettive anche in non pochi figli della Chiesa, me
ne dispiaccio sinceramente.
Tale rammarico si traduca per tutta la Chiesa
in un impegno di rinnovata fedeltà all’ispira-
zione evangelica, che proprio sul tema della
liberazione delle donne da ogni forma di sopru-
so e di dominio, ha un messaggio di perenne
attualità, sgorgante dall’atteggiamento di Cristo
che ebbe nei confronti delle donne un atteggia-
mento di apertura, di rispetto, di accoglienza, di
tenerezza. Onorava così nella donna, la dignità
che essa ha da sempre nel progetto e nell’amore
di Dio...
Il segreto per percorrere speditamente la
strada del pieno rispetto dell’identità femminile
si fa soprattutto nella Parola di Dio (Gen 1,27)
che ci consente di individuare con chiarezza il
radicale fondamento della dignità della donna,
additandocelo nel disegno di Dio sull’umanità.
Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine
di Dio lo creò, maschio e femmina li creò
.
L’uomo pur trovandosi circondato dalle innu-
merevoli creature del mondo visibile, si rende
conto di essere solo. Dio interviene per farlo
uscire da tale situazione di solitudine: Non è
bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un
aiuto che gli sia simile
(Gen 2,18).
E’ scritto, dunque, fin dall’inizio il princi-
pio dell’aiuto: aiuto -si badi bene- non unila-
terale, ma reciproco. La donna è il comple-
mento dell’uomo come l’uomo è il comple-
mento della donna
. A questa unità dei due è
affidata da Dio non soltanto l’opera della
procreazione e la vita della famiglia, ma la
costruzione stessa della storia. Il molteplice
contributo che la donna offre alla vita di intere
società e nazioni! E’ un contributo di natura
innanzi tutto spirituale e culturale, ma anche
socio-politico ed economico.
E’ proprio al genio femminile che la società
è in larga parte debitrice... Vorrei a tal proposito
manifestare una particolare gratitudine alle donne
impegnate nei più diversi settori dell’attività
educativa. Dovunque c’è l’esigenza di un lavo-
ro formativo, si può constatare l’immensa di-
sponibilità delle donne a spendersi nei rapporti
umani, specialmente a vantaggio dei più deboli
e indifesi. In tale opera esse realizzano una
forma di maternità affettiva, culturale e spiri-
tuale, dal valore veramente inestimabile.
Auspico dunque, carissime sorelle, che si
rifletta con particolare attenzione sul tema del
genio della donna”, non solo per ricono-
scervi il disegno di Dio che va accolto e onorato,
ma anche per fare ad esso più spazio nell’insie-
me della vita sociale, nonché di quella ecclesia-
le. La Chiesa vede in Maria la massima espres-
sione del genio femminile e trova in Lei una
fonte di incessante ispirazione. Mettendosi a
servizio di Dio, Ella si è posta anche a servizio
degli uomini: un servizio di amore. Il suo
regnare è servire! Il suo servire è regnare...”
La diversità di ruoli rende l’uomo e la donna
complementari nel loro compito, e nel servizio
alla Chiesa. “In questa prospettiva di
complementarietà dei ruoli maschile e femmi-
nile vengono meglio poste in luce due dimen-
sioni imprescindibili della Chiesa: il principio
mariano e quello apostolico [per questo le don-
ne non possono essere sacerdoti]”. Il Pontefice,
conclude con una preghiera: “Mentre affido al
Signore nella preghiera il buon esito dell’im-
portante appuntamento di Pechino, invito le
comunità ecclesiali a fare dell’anno corrente
l’occasione per un sentito rendimento di grazie
al Creatore e al Redentore del mondo proprio
per il dono di un così grande bene qual è la
femminilità”.
Federica
>e molti altri responsabili si uniscono alle
stesse espressioni. In quello che sta diventando
un Sensus fidelium, molti centri, movimenti e
gruppi mariani si sono già uniti sotto la guida
del Vescovo. L’iniziativa è partita dal Conve-
gno di Notre Dame negli USA (Eco 121,p.3) e
ha come coordinatore Denis Nolan: ha già
raccolto un considerevole numero di aderenti.
Chi volesse leggere l’elenco completo e per
ulteriori informazioni, si rivolga a “Uniti per il
trionfo del C.I.M.”, v.Montesanto 14, 00195
Roma, Tel 06/37513783, Fax 06/3251549
background image
Notizie dalla terra benedetta
Marcia eucaristica della pace
e 14^ anniversario delle apparizioni
Quest’anno si è trattato di una vera proces-
sione eucaristica, partita da Humac il 24 mat-
tina presto per evitare il solleone. Davanti, a
guidare il tutto, c’é P.Slavko, accanto a lui
l’Eucaristia portata a turno da alcuni sacerdoti.
C’é anche la veggente Vicka che collabora
attivamente alla preghiera. Un mese fa era
gravemente malata, in una forma di coma
durato alcuni giorni ed ora, verso la fine del
lungo cammino, scandisce con voce ancora
chiara e sicura i sette Padre, Ave e Gloria.
Agostino sceglie e intona ottimamente i canti.
Milona e diversi altri interpreti traducono le
riflessioni di P.Slavko. Gli altoparlanti assicu-
rano una buona audizione per tutti.
Lungo il tragitto di 15 km si scatenano
temporali tutt’intorno, anche a Medj., ma sulla
processione no, come se fosse protetta da un
grande invisibile ombrello. Si arriva dopo 3 ore
e 40 minuti, con il canto alla Regina della Pace,
davanti al santuario, dove il parroco P.Ivan
saluta e P.Slavko imparte la benedizione
eucaristica.
Al pomeriggio un fortissimo temporale
con grandine investe i gruppi saliti alla collina
delle apparizioni. Anche la Messa, nonostante
la grande folla, non può essere celebrata al-
l’aperto: molti sono quelli che, rimasti fuori, si
riparano come possono da un altro scroscio,
poi non piove più. Al termine il Magnificat e
i sette Pater, Ave, Gloria con i veggenti, come
in tutte queste sere. Sotto il tendone della
Chiesa, Marija parla agli italiani, mentre altri
traducono per i numerosi brasiliani e polacchi.
Lì sotto poi riposano per tutta la notte molti
giovani, arrivati dall’Est dopo un lungo e fa-
ticoso viaggio.
Il 25 giugno, giorno della festa si calcola
che almeno 30mila pellegrini siano giunti al
Santuario della Regina della Pace. Migliaia di
giovani croati hanno percorso a piedi scalzi
centinaia di km. I gruppi dalla Polonia, dalla
Cechia, dalla Slovacchia e dall’America erano
i più numerosi. Il gruppo australiano era gui-
dato dal vescovo Mons. Henry Kennedy. Una
moltitudine di fedeli si è accostata alla confes-
sione. Alla Messa degli italiani che gremivano
la Chiesa, P.Slavko ha tenuto una stupenda
omelia (se ne può chiedere la cassetta). Grande
e solenne la celebrazione della sera, presieduta
da P.Rupcic’ con 120 sacerdoti. Padre Jozo al
termine ha guidato una commossa preghiera di
guarigione, dopo che P.Slavko ha letto il mes-
saggio in varie lingue... (Dalle note di Alberto
Bonifacio)
Il festival dei giovani
Un festival dei giovani davvero molto cal-
do! Chissà se in avvenire non potrà arrivare un
po’ di refrigerio anche sotto il tendone, dove
erano riuniti più di mille giovani, come è
arrivato in Chiesa con l’aria condizionata! I
tremila presenti in questi giorni di primo ago-
sto, giovani e non più giovani, provenivano in
gran parte dall’Est, cechi e slovacchi soprat-
tutto. Poi ce n’erano dall’Italia, Francia, Ame-
rica, Australia, ecc..
La comunità delle Beatitudini ha orga-
nizzato preghiera e canti, con dovizia di stru-
menti, suscitando l’entusiasmo giovanile. Il
mattino era dedicato alla lezione preceduta e
seguita dalla preghiera. Al pomeriggio era la
volta delle testimonianze, tra cui quelle dei
veggenti Ivan, Mirjana e Jakov e poi di Agostino
e dei giovani della comunità Cenacolo. Alla
sera la Messa comune e dopo cena l’adorazio-
ne riuniva di nuovo la
massa.
Al mattino hanno par-
lato fra Cosimo (Scoprire
Dio Creatore); fra Jozo
(Scoprire Maria Madre
della Vita e della Pace);
fra Music’ (Vita e pace
sono in pericolo); suor
Emmanuel (Decidersi per
la vita). Mentre Suor
Emmanuel al quarto gior-
no (venerdì 4) finiva la
sua conferenza, tutto ve-
niva sospeso per l’allar-
me generale dovuto alla
guerra-lampo in Kraijna.
P. Slavko avrebbe dovuto
parlare sabato sulla con-
Marcia Eucaristica della Pace - da sin.: Marika e Milona, P. Slavko,
P. Carmelo con il SS., Vicka (in 2^ fila), P. Tarcisio (foto Bonifacio)
fessione-riconciliazione. Non ci sono state più
riunioni pubbliche, ma i giovani hanno parte-
cipato alla Messa e pregato dov’erano allog-
giati: così nel raccoglimento si è celebrato il
compleanno della Madonna il 5 agosto.
Essa, che aveva invitato i giovani sulla
collina venerdì sera 4, ha suggerito a Ivan di
annullare l’incontro: anche il cielo si abbassa
alle autorità che ha posto sulla terra. Tutto si è
concluso con la Messa di Domenica 6, festa
della Trasfigurazione di Gesù, al mattino pri-
ma dell’alba, sul monte della Croce, dove i
giovani sono convenuti senza essere ufficial-
mente convocati (Rozo P.).
Visto a ferragosto - Il ferragosto ha visto
un pieno di folla, tra cui il maggior numero di
italiani, che hanno avuto la gioia di avere qui,
speriamo per lungo tempo, il siciliano P.
Carmelo
che si dedica ai suoi connazionali
con tanto zelo. Nel giorno dell’Assunta 40
sacerdoti hanno concelebrato all’esterno; gli
altri giorni si è rimasti dentro la chiesa per
l’improvviso raffreddarsi del clima: molta gente
seguiva dal di fuori. L’arcivescovo Mons.
Milingo non è riuscito a rimanere in incognito
e ha celebrato alle 11 la Messa degli italiani
con la Chiesa gremitissima: era presente anche
all’apparizione del pomeriggio a Ivan e Jakov
nella cappella dell’adorazione.
In questi giorni nella calma si sentono
continuamente gruppi che cantano sui monti
della Croce e delle Apparizioni; se ne vedono
arrivare da ogni parte a piedi. Si incontra in
ogni momento gente che sale e che scende, fin
dal mattino quando è facile incontrare P. Slavko
che ritorna dal Podbrdo. Qui più ancora che nei
programmi organizzati, il lavorio della grazia
è nel segreto dei cuori, che partono trasformati.
A Caplina è morto il soldato Matias di
Medj. assieme ad altri tre commilitoni, mentre
stavano disinnescando una mina: lascia la
moglie con due piccoli di 4 e 2 anni (Giuliano
I viaggi a Medjugorie ancora più sicuri
- Dopo che le milizie serbe sono state scaccia-
te dalle Krajine, con l’operazione-lampo del-
l’esercito croato dal 4 al 6 agosto, anche i
viaggi a Medj. sono ancor più sicuri
: sia
attraverso la costa che con il traghetto da
Ancona a Spalato. Medj. poi è sempre stata
completamente fuori dalla guerra
: in tutto il
territorio dell’Erzegovina sud non ci sono ser-
bi, quindi nemmeno pericolo di pulizia etnica.
* Aiuti umanitari - P.Leonard lamenta: “per
migliaia di profughi, magazzini vuoti”. Dal-
l’ospedale di Mostar grazie sentite per l’arrivo di
aiuti tramite Luciana Randon. I convogli di Al-
berto Bonifacio e Chiarina e di tanti altri arrivano
nella Bosnia centrale, come segno della carità
della Regina d. Pace. Li ringraziamo a nome dei
poveri di Gesù. Con i viaggi umanitari, a Medj.
vanno anche molti giovani, che tornano rinnovati
dal doppio bagno spirituale e della carità.
* Il S.Padre verrà a Medj.? - Il presiden-
te croato Franjo Tudjman, durante la sua visita
in Australia e Nuova Zelanda, ha incontrato il
25 giugno i croati di Sidney, ai quali ha detto
che la Chiesa cattolica ha sempre occupato un
grande posto nell’animo dei croati e special-
mente ora in questo tempo di rinascita. Ha poi
anche confermato che “il S.Padre desidera far
visita a Medjugorje” (Da Slobodan Dalmacija,
26 giugno 1995). [Si è saputo anche che il 31
maggio a Roma il S.Padre ha detto a un gruppo
inglese: “pregate perché possa andare que-
st’anno a Medj.”. Ma sia per Sarajevo sia per
Medj., quanti intralci frappongono gli uomini
ai passi del Papa!]
* Il vescovo Kennedy viene a Medj. già
dalla terza volta, nelle sue insegne vescovili:
dice di aver sentito nel cuore che doveva fare
così. Desidera che la Chiesa riconosca Medj. il
più presto possibile. A Medj. lui stesso ha
vissuto una profonda esperienza di pace e di
vera amicizia tra gli uomini: egli desidera che
la stessa cosa si senta in Australia. E’ triste per
quanto riguarda le menzogne sulla guerra e
desidera che il popolo croato vinca la sua
giusta causa.
* Viaggi missionari di P.Slavko - Nella
sua visita in Cechia il 3 luglio è stato a Praga,
dove ha benedetto la casa editrice Verite che ha
sede in un convento, trasformato durante il
regime comunista in una prigione, nella quale
ha passato molto tempo anche l’attuale presi-
dente Vaclav Havel. Egli ha svolto il program-
ma di Medj. anche nella Chiesa parrocchiale di
Kyov e nella ex casa della cultura, prima usata
per l’educazione marxista e le sedute del par-
tito. Dopo la visita successiva a Ratiskovice e
a Karline, ha partecipato al colloquio delle
parrocchie europee, presenti 4 vescovi, circa
140 sacerdoti e gran numero di religiosi e laici.
Dopo la Messa solenne inserita nel programma
di preghiera di Medj. egli ha riconosciuto che
il messaggio di Medj. vive e rinnova i cristiani
cechi. Alla fine di agosto P.Slavko sarà a
Londra, dal 14 al 24 settembre a Linz e a Fulda,
nella prima metà di ottobre in Ecuador e a
Passau (Germania), alla fine di ottobre in Ir-
landa, dal 14 al 20 novembre in Italia.
* Inaugurazione del Villaggio dei fan-
ciulli - Il 27 giugno sono stati inaugurati e
benedetti da P.Mate Dragicevic', provinciale
francescano, i primi 4 edifici del Villaggio dei
fanciulli a Medj., costruiti per iniziativa di
P.Slavko e destinati a bambini orfani di guerra
e a quelli che soffrono di involuzioni nello
sviluppo fisico o mentale: essi saranno curati
dalle suore francescane della provincia di
Mostar. (Per chi vuol contribuire: rivolgersi a
P.Slavko Barbaric’, 88266 Medjugorie, BiH
(via Croatia).
* Un ministro croato a Medj - E’ la
signora Ljilja Vokic’ che è stata più volte a
background image
Vocazioni sacerdotali sbocciate a Medj.
Il 18 giugno Don Peter Dugandzic’ ha cele-
brato qui la prima Messa: “Sono nato a Long
Island, New York e là sono cresciuto -ha
detto- ma la mia famiglia era originaria di
Medj.. Ho lavorato prima con i computers, poi
con gli uomini, sia come psicologo, e d’ora in
poi come sacerdote. Prima di capitare a Medj.
nel 1986, ero felice del mio lavoro, guadagnavo
molto, viaggiavo per tutta l’America, ma non
pensavo a Dio. Un giorno mia zia mi raccontò
dei sei bambini che vedevano la Madonna a
Medj.: «Che la guardino pure», risposi. Lei è
partita per Medj. e anch’io con lei.
E qui cominciò a nascere in me qualcosa
che non capivo, finché andai alla celebrazione
eucaristica. Iniziai a pregare, ciò che prima non
avevo mai fatto, pensai a lungo e poco a poco
dentro di me è nato il desiderio di diventare
sacerdote. Eccomi qui ora a celebrare la prima
Messa. Siano grazie a Dio e alle persone che mi
hanno aiutato”. (Dal Press Bulletin)
Così dice Carlos Elias di Barcellona, in-
contrato a Medj. il 20 luglio: “Venni a Medj.
nel 1990 per un ritiro con Padre Jozo e rimasi
così colpito che alla fine decisi di abbandonare
la mia professione di architetto per entrare in
seminario. Sono stato ordinato sacerdote ap-
pena il 25 giugno scorso, anniversario delle
apparizioni e sono venuto qui a ringraziare
Maria. Ora sono stato destinato proprio alla
parrocchia della Vergine della Pace in
Barcellona! Gesù ci invita nel suo Vangelo a
venire a Lui e a prendere su di noi il suo giogo
soave e il suo carico leggero
. Questo lo dico
perché molti giovani lascino ogni timore e
seguano decisamente Gesù per mezzo del Cuore
di Maria (A.)
Bosnia: la tragedia
dei poveri senza fine
Intere popolazioni continuano ad essere
cacciate dalle loro terre per la pulizia etnica.
Spogli di tutto, incalzati dalle bombe, senza
mèta. I croati fuggiaschi di ieri, in Kraijna,
rimpiazzano i serbi fuggiaschi di oggi: per
accogliere i quali si cacciano tutti i croati e
musulmani da Banja Luca, si colonizza il
Kosovo, si portano in Serbia donne e bambini,
mandando i loro uomini a combattere per dar
fiato ai serbo-bosniaci esausti. I musulmani,
spariti in gran parte dalle loro terre, devono
oggi abbandonare in fuga le loro citta protet-
te(!): Srebrenica, Zepa, presto Goradze, per
arrivare decimati alle città rifugio, già stracolme
di miserabili, o nei campi di concentramento.
L'unica ragione l'hanno le armi e le bombe
che continuano a cadere su città languenti,
come Saraijevo; i croati rivendicano sicurezza
per Ragusa e la Slavonia, preparando altri blitz.
Intanto le atrocità si moltiplicano e l'odio si
radica sempre più.
I grandi, che hanno sempre litigato
ipocritamente sul morto, non guardando mai
alla giustizia, ma dando ragione solo al più
forte, preparano "piani di pace": l'ultimo quello
americano accettato dai russi, per spartire la
Bosnia tra serbi e croati, ora che le vittorie di
questi hanno riequilibrato le sorti, che finora
avevano arriso ai serbi. Non tengono conto che
i musulmani erano il 44% della popolazione
bosniaca: dovrebbero scomparire come entità
politica! Giustamente questi vi si oppongono,
pronti a lottare per anni (anche se i mezzi per
farli tacere definitivamente non mancano), san-
cendo così la ipocrita pace delle conquiste del
più forte. Questo è il quadro eloquente di una
civiltà senza Dio che calpesta i diritti dei po-
veri: finché Dio non sorgerà a far giustizia. E
allora le sorti cambieranno radicalmente e i
potenti dovranno tremare!
Medj. e ha detto: “Ho accettato Medj. fin
dall’inizio. Ho avuto un figlio malato; ho fatto
20 volte il giro attorno alla statua con lui in
braccio e alla fine la Gospa mi ha esaudito. Il
mondo può dire ciò che vuole, ma sono certa
che qui Dio opera davvero. Non ha forse detto
che Egli è presente tra quelli che sono uniti nel
suo nome? Ora qui la folla è riunita nel suo
nome e Dio viene realmente glorificato”. (Da
Nasa ognjista, n. 7/8, 1995)
(Dal Press Bulletin di Medj., Centar Mir, fax
387-88-642339, direttore Fra Miljenko Stojic’)
Il pilota americano Scott O’Grady, come
sappiamo, è caduto col suo aereo in Bosnia il
2 giugno ed è rimasto nascosto in un bosco
solo e senza aiuti per 6 giorni a pochi metri
dalle linee serbe. Salvo per miracolo egli ha
affermato alla televisione USA davanti a tutti
di aver avuto una apparizione simile a quella
della Vergine a Medj.: - Ringrazio Dio, sua
Madre e tutti quelli che hanno pregato per me
- ha affermato. (Slobodan Dalmacija, 26.06).
* Notizie di famiglia - Marija attende la
sua seconda creatura per gennaio, sperando in
una bimba. La sposa di Ivan, Laureen, è partita
per Boston in vista del parto che è atteso ai
primi di ottobre: il marito la raggiungerà su-
bito. Jelena Vasilj ha conseguito a Steubenville
il diploma in teologia, svolgendo la tesi sulla
famiglia cristiana, come il miglior contesto
perché il bambino sviluppi tutte le sue compo-
nenti (corpo, cuore, anima e spirito). Ora lascia
gli USA per proseguire gli studi a Roma. Sarà
così più vicina a Medj. dove la sua testimo-
nianza è molto incisiva per i pellegrini, soprat-
tutto per i giovani.
* Il segno permanente - Vicka mi ha
appena ripetuto per filo e per segno le parole
della Madonna sul segno permanente e indi-
struttibile che ella porrà sul Podbrdo: Conver-
titevi, non aspettate il segno; quando verrà
sarà troppo tardi.
La veggente dice volentieri
quello che può sul terzo segreto, ma è chiaro
che quel segno verrà durante la loro vita, prima
che cessino le apparizioni quotidiane all’ulti-
mo dei veggenti. La Gospa non ha spiegato il
senso di quel troppo tardi, ma è chiaro che
ciascuno potrà ancora tornare a Dio per essere
salvo, ha precisato Vicka. Che vuol dire allora
quel troppo tardi? Cosa avverrà sulla terra,
quando il cumulo gigantesco dei nostri pecca-
ti, coi loro frutti di morte ci cadrà addosso? Per
questo - dice Vicka - la Gospa insiste nel dirci
che è questo il tempo delle grandi grazie e che
dovremmo approfittarne senza attendere il
domani.
* Un gruppo di preghiera croato è sorto
a Medj. l’estate scorsa sotto la guida di Marijo
e di Agostino. Una ventina di giovani si riu-
niscono ogni settimana, talvolta vanno a pre-
gare sulle colline e imparano a testimoniare,
ciò che è difficile per l’inculturazione comu-
nista. P.Slavko li aiuta e Jakov ha scritto per
loro dei canti da mettere in musica: speriamo
che altri giovani lascino i bar per unirsi a loro.
* La croce bleu: Marija precisa che cos’è
avvenuto in quel luogo d’apparizione oggetto
di tante fantasie, nascosto sul fianco del
Podbrdo, vicino alla cosiddetta Casa del Bel-
ga. Quando all’inizio delle apparizioni la po-
lizia aveva proibito di salire sul Podbrdo, noi
veggenti passammo per caso di lì, e lì la Gospa
ci apparve improvvisamente. Lì pregammo e
cantammo, mentre i poliziotti, in cerca di noi,
ci passavano vicino senza accorgersi di noi,
come se fossero cechi e sordi. Da quel giorno
la Gospa sovente ci apparve in quel luogo, ma
mai la polizia ci scovò. Qualcuno poi sul posto
ha eretto una croce e l’ha dipinta di bleu: non
è stata la Vergine a scegliere il colore.
(Dal diario di Suor Emmanuel)
Vita bruciata
e redenta
Le testimonianze di giovani ex-drogati
della Comunità Cenacolo hanno colpito il pub-
blico del festival. Ecco che cosa hanno rac-
contato in succinto, facendo un esame spietato
della loro vita sciupata. Ma sappiamo che essi
tacciono per modestia le cose ben più grandi
e profonde che ora vivono.
A 13 anni non avevo alcuno a cui confidar-
mi: non voglio far colpa nemmeno ai genitori,
che avevano già i loro problemi e non potevano
dare ciò che non avevano ricevuto. Così co-
minciai a fare quello che facevano gli amici:
sigarette, tornare tardi la notte: sapevo di sba-
gliare, ma non volevo essere di meno di loro,
che avevano gli stessi problemi.
Poi sono caduto in tutto ciò che il mondo
insegna, pensando che la libertà fosse lavorare
per aver soldi e divertirmi. La strada cristiana
era molto lontana. Ma questa libertà mi sono
accorto che era schiavitù. Avrei dovuto co-
struire il mio carattere in quegli anni, imparare
a volere e a dire di no, per imparare a vivere,
mentre diventavo sempre più schiavo e più
debole. Non apprezzavo più le cose che avevo;
anche se avevo tutto cercavo sempre altre cose.
La vera gioia viene solo dall’essere liberi.
E così sono arrivato alla droga: prima gli
spinelli, che mi davano una carica per superare
paura e timidezza. Ma poi nemmeno l’hascis
mi bastava. Gli amici usavano l’eroina e co-
minciai anch’io: così per 10 anni senza poter
tornare indietro. Persi il lavoro, la ragazza, la
fiducia della gente. E siccome non c’erano più
soldi, cominciai a rubare e a spacciare droga
per potermi bucare: senza la droga stavo male,
impazzivo. Avrei potuto entrare in una comu-
nità, ma mi mettevo delle maschere e credevo
sempre di potercela fare da solo, anche se
sentivo che dentro di me stavo morendo.
La droga ti porta a morire in tutti i sensi,
non sai più rinunciare a nulla per costruire
qualcosa. Provai a chiedere aiuto a Dio che mi
salvò in due o tre situazioni disperate, anche se
non vedevo mai la chiesa, anzi prendevo in
giro i ragazzi che andavano all’oratorio... E
venne il momento in cui mio padre mi buttò
fuori di casa. Fu provvidenziale. Mi trovai solo
e perso come un vagabondo, un barbone, fin-
ché la madre di un mio amico mi indicò questa
comunità. Ho bruciato tanti anni della mia vita:
se potessi tornare indietro! Ma sono contento
ugualmente perché, se non mi fossi drogato,
non avrei mai trovato il Signore né scoperto
che cosa vuol dire essere liberi, essere contenti,
non per le cose esteriori, ma per quello che si
ha dentro.
In questi 3 anni ho maturato tante cose di
cui ero carente. Io non sapevo amare perché
non ho mai ricevuto amore dagli altri. Ho
imparato a non avere rancore, ad avere la forza
di chiedere scusa se avevo litigato con qualcu-
no, andare a parlare con lui e poi star bene. Due
mesi fa mi è stato affidato un ragazzo giovane:
ti chiede tante cose, gli spieghi, ci vuole tanta
pazienza. Così ho imparato cos’è amore, so
anche controllarmi e lasciar da parte i miei
egoismi. Ora quel ragazzo è rimasto in comu-
nità perché l’ho aiutato io, e io sono più con-
tento di lui. Ora so come si trova la gioia:
nell’amare gli altri. Stai bene dentro perché sei
in grazia di Dio e non hai più bisogno della
macchina, della discoteca, delle ragazze: sei
felice dentro di te, scopri che amare è meravi-
glioso. Questo ho maturato in comunità, pre-
gando, ascoltando la Parola di Dio e i consigli
degli amici.
Il mio futuro è la famiglia, ma se non
imparo a sacrificarmi, come farò con la moglie
e i figli? La comunità prima ti dava un periodo
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di tre anni, ma ora Suor Elvira non pone più un
limite. Ogni persona ha un tempo diverso per
maturare, anche quattro, cinque anni. Per ora
non ho ambizione di uscire, devo imparare a
vivere in comunione con gli altri, mentre fuori
il mondo è pazzesco: ti succhia, ti sfrutta, ti
porta allo stress, così non hai più pace né
controllo; e poi ti getta via. Prima di uscire
voglio essere sicuro che non mi attirino più
queste cose...
Nell’amore ho trovato la vita
Un altro ha raccontato: Sono stato arresta-
to per una serie di furti e ho preferito entrare in
comunità che in carcere: sono qui da quattro
anni e mezzo. Quando sono entrato, la cosa che
mi ha più colpito era il vedere che tanti ragazzi,
che si erano drogati come me, pregavano. Da
una parte ho pensato che erano matti, che era
impossibile, data la vita che facevano prima,
poter arrivare ad alzarsi alla mattina alle sei per
dire il primo rosario in ginocchio... Ma intanto
una cosa è certa: qui in comunità non ci sono
medici né persone estranee che lavorano. Tutto
quello che ci viene trasmesso è frutto del-
l’esperienza di altri ragazzi, che prima di noi
hanno avuto il problema della droga, e man
mano in comunità hanno riscoperto il valore
della vita.
Ecco, sento che questa comunità mi aiuta,
non solo a uscire dalla droga, ma a vivere i veri
valori cristiani. Ho cominciato a sentirmi amato.
Sento che la comunità mi aiuta ogni giorno,
anche se dopo quattro anni e mezzo ho ancora
difficoltà a trovare la forza di mettermi in
ginocchio. E’ una lotta ogni mattina alzarmi a
pregare. Ma sento che questo durante la gior-
nata dà i suoi frutti; e quindi sto imparando che
per aver gioia e darla agli altri devo passare
ogni giorno dalla porta della croce. Non mi
sento diverso dagli altri, ma molto fortunato di
aver trovato questa comunità.
Da 7 anni sono sieropositivo, e sento che è
stato il Signore a chiamarmi qui. Ora sapere
che posso lavorare e star bene dentro ed avere
tanti amici, vale per me più che se fossi la
persona più fortunata secondo il mondo. Mi
sento di ringraziare il Signore che attraverso la
preghiera mi dà la forza e tanto conforto per
mezzo dei ragazzi che vivono con me. Poi
tutto diventa preghiera: far le pulizie, il lavoro,
aiutare gli altri quando vedi che hanno bisogno
della correzione; quando devi fare l’angelo
custode a un ragazzo appena entrato, che ha
bisogno del tuo aiuto perché è cadente, devi
insegnargli tutto, stare sveglio con lui perché di
notte non riesce a dormire... Ogni giorno per
me è sempre nuovo e ho sempre qualcosa da
imparare... (Continua con le risposte alle
domande loro fatte)
P.Slavko Barbaric’: Afferrate il Rosario (i
misteri spiegati per diverse occasioni); Chiamati
alla santità
(ritiro per coniugi a Medj.); Adorate
col cuore mio Figlio
(come pregare davanti al
SS.Sacramento); I messaggi della Madonna:
Ed.Medjugorie, C.so XX settembre 138, 65028
Tocco da Casauria PE, tel.085-880194/880132.
Alcune domande
1. Perché tanti uomini di Chiesa sono
contrari ad ogni fenomeno soprannaturale?
Anzitutto è spiegabile e necessaria la pru-
denza in questi fatti, dove è tanto facile l’in-
ganno diabolico. I pastori devono esercitare il
loro discernimento, senza preconcetti. Inoltre
essi si premurano giustamente di riportare i
fedeli, prima di ogni cosa, alla fonte della fede
che è la Parola di Dio insegnata dalla Chiesa
e ai Suoi mezzi di salvezza. Molti fedeli,
troppo semplici o zelanti o esaltati che siano,
se ne dimenticano e dànno valore assoluto ed
esclusivo a manifestazioni, che sono sì forti
richiami e avvertimenti salutari, ma che ci
devono ricondurre alla fonte principale della
salvezza.
Detto questo, c’è anche chi vuol chiudere
gli occhi, anche se ha visto, per non compro-
mettersi, quando sarebbe possibile, con op-
portuni e oculati interventi, condurre fedeli e
manifestazioni nell’alveo giusto, cioè nella
Chiesa, questo specialmente dove è iniziata
una grande corrente di preghiera e di grazia.
Ma certuni non si sentono aprioristicamente
di uscire da un comportamento di comodo,
condiviso dall’opinione pubblica, hanno pa-
ura della verità: temono lo scandalo della
croce che
, come dice il Papa, accompagna
sempre i segni autentici di Dio
(Ut unum sint,
n.1). Come potete credere voi che prendete la
gloria degli uomini e non cercate la gloria
che viene da Dio solo
(Giov 5,44)? I segni dei
tempi sono così chiari, da essere conoscibili
da tutti, anche senza attendere le sentenze
dell’autorità, se Gesù ha detto: E perché non
giudicate da voi stessi ciò che è giusto
(Lc
12,57)? Ma per conoscere le cose di Dio
occorre un cuore libero.
2. Perché certi fratelli sono guardati male
nelle proprie comunità?
Molti fratelli e sorelle hanno ricevuto a
Medj. la grazia di un totale cambiamento di
vita e l’hanno portata nelle loro comunità e
gruppi. Eppure, nonostante le loro buone
ragioni, sono segnati a dito, talvolta vengono
considerati fautori di sètte e disgregatori del-
l’ordine comune e, come tali, emarginati. Senza
dubbio Dio permette questo perché essi af-
fermino sempre meno se stessi per sparire
nella Chiesa, partecipando pienamente alla
vita di essa, fino a soffrire e morire per essa,
diventando magari grano caduto in terra che
porterà frutto e lievito di vita.
Da parte loro devono usare molta atten-
zione nel liberarsi umilmente da elementi
particolaristici o strani, da chiusure che sanno
di ghetto, da devozioni o pratiche singolari
anche se ispirate, ma non accettate, nella
sottomissione umile ai pastori. Accettando
l’obbedienza alla linea ecclesiale devono por-
tare la loro croce e non pretendere di vincere,
di meritare riconoscimenti, o peggio di avere
l’esclusiva della verità. Questa croce che li
attende non è ingiustizia, ma purificazione
che porterà tanti frutti e la risurrezione delle
anime. Alla fine l’umiltà e la carità pagano.
3. Perché la Madonna non fa cessare la
violenza nella terra dove appare?
Questo ci chiede Suor C. di BS, facendo
eco a tanta gente che si chiede con semplicità
perché Maria non interviene in tanto orrore.
Anche a Fatima -potremmo rispondere-
la Madonna aveva previsto i tanti mali che la
Russia avrebbe diffuso nel mondo e la terza
guerra mondiale, se non si fosse ascoltato il
suo messaggio e se non si fosse consacrato il
mondo al suo Cuore Immacolato (il che
avvenne molto tardi, a causa delle resistenze
dei vescovi, ad opera di Giovanni Paolo II nel
1984). E sappiamo purtroppo cos’è avvenuto.
Pure a Kibeho Maria aveva preannunciato
10 anni prima la carneficina, che poi è avve-
nuta in Ruanda lo scorso anno, ma non
l’avevano presa sul serio.
Ed anche a Medj., in mezzo a popoli così
divisi, la Regina della Pace agli inizi (1981)
era apparsa in lutto invocando: Pace, Pace,
Pace; e in seguito aveva detto: Con la pre-
ghiera e il digiuno si possono arrestare anche
le guerre. E’ stata riconosciuta? L’abbiamo
ascoltata? La Madonna non può costringere
le volontà degli uomini, e nemmeno Dio lo
può. O pretendiamo, come i giudei, di vedere
miracoli dal cielo per cre
dere: Scendi giù
dalla croce e ti crederemo?
“Non è ancora troppo tardi per i nostri
Vescovi” - “Intorno a Medjugorie non ho
dubbi già dagli inizi del 1981. E’ un gran danno
che la nostra Chiesa abbia così scarsamente
risposto ai messaggi di conversione della Ma-
donna. Gesù dice che finiremo male tutti se
non ci convertiamo. E’ vero che i nostri Ve-
scovi ed i nostri sacerdoti invitano senza sosta
alla conversione. Ma se Gesù ha mandato Sua
Madre a Medj. è chiaro che agli inviti di Lei ha
legato grandi grazie di conversione, che si
ricevono appunto lì. Proprio con queste grazie,
distribuite attraverso Sua Madre Regina della
Pace a Medj., Gesù voleva portare la pace al
nostro popolo.
Penso per questo che si caricano d’una
grossa responsabilità quelli che ostacolano una
risposta alla Regina della Pace: Lei appare a
Medjugorie e ci invita alla conversione. Ma
non è troppo tardi perché i nostri Vescovi
invitino la gente a Medj., perché questi inviti e
messaggi della Madonna continuano ancora.
(Mons. Frane Franic’, arcivescovo emerito di
Spalato - da Nasa Ognista, marzo’95).
4. A Medj. non si dà importanza alla
Parola di Dio?
Così Suor Paolina di Cosenza, riportando
un’osservazione del suo ambiente.
I messaggi di Medj. fanno espresso rife-
rimento alle Sacre Scritture e fanno della
lettura della Bibbia uno dei primi impegni del
popolo di Dio.
Oggi vi invito a leggere ogni
giorno la Scrittura nelle vostre case: colloca-
tela in un luogo ben visibile, in modo che
sempre vi stimoli a leggerla e a pregarla
(18.10.84). In un messaggio successivo ripete
con maggior forza l’invito
: Ogni famiglia
deve pregare unita e leggere la Bibbia
(14.02.85), ciò che si è fatto e si fa ogni
mattina in molte famiglie, oltre che nella
liturgia serale
. Pregate e leggete la Scrittura
perché in essa, attraverso la mia venuta, pos-
siate trovare il messaggio che è per voi.
(25.06.91). Leggete la scrittura, vivetela e
pregate per potere capire i segni di questo
tempo (25.08.93).
Come si vede sopra, il 14.02.’85 è l’unica
volta che la Madonna in un messaggio usa il
verbo “morati”, ossia “dovere”, invece del
solito “invitare”. “Agli inizi, negli incontri
del gruppo di Jelena, vedevo io stesso leggere
la Bibbia e, dopo un po’ di silenzio, i membri
esprimevano ciò che sentivano” -dice Mons.
Kurt Knotzinger in un esauriente articolo su
questo tema (Medj. un invito alla preghiera,
n.1, 1995 - Tocco da Casauria, PE). Così è
ormai costume nei vari gruppi di preghiera.
Possiamo dire che i messaggi di Medj. con-
tengono solo la Parola di Dio, in una veste
facilmente accessibile, e sono un invito pres-
sante ad attuarla perché il popolo di Dio l’ha
dimenticata: questo viene ripetuto anche oggi
a Medj..
d.A.
Eucaristia vivente, i volumetti con i corsi di
P.Tomislav e relative audiocassette in italiano, più
il notiziario trimestrale (anche in francese, croato
e tedesco) per le anime offerte, si chiedono a
Kraljice Mira, S.Maria Colleromano, I-65017 Pen-
ne PE. Indirizzare le offerte a Eucaristia vivente,
come sopra, al nuovo ccp 18537654 proprio.
* Convegno sui Sacramenti vissuti, guidato
da P.Tomislav per la formazione delle anime
offerte, da merc. 3 gen. (ore 17) a sabato 6 gen.,
presso il Club S.Cristina, via Loreto 1 60026
Numana AN, tel 071-7390181, fax 7390789. Per
informazioni e prenotazioni: Andrea Casadei 071-
82425/7390036 (ore 13,30-14,30; 21,30-22,30).
background image
Suor Lucia di Fatima:
ultimi segni di misericordia
Lettera di Suor Lucia al P.Agostino Fuentes
del 22 maggio’58: “Padre, la Madonna è molto
scontenta perché non si è fatto caso al Suo
messaggio del 1917. Né i buoni né i cattivi vi
hanno fatto caso. I buoni vanno per la loro
strada senza preoccuparsi, e non seguono le
norme celestiali: i cattivi, nella via larga della
perdizione, non tengono in alcun conto i casti-
ghi minacciati. Creda, Padre, il Signore Iddio
molto presto castigherà il mondo. Il castigo
sarà materiale, e si immagini, Padre, quante
anime cadranno nell’inferno, se non si prega e
non si fa penitenza. Questa è la causa della
tristezza della Madonna.
Padre, lo dica a tutti: “La Madonna tante
volte mi ha detto: «Molte nazioni spariranno
dalla faccia della terra. Nazioni senza Dio
saranno il flagello scelto da Dio per castigare
l’umanità se noi, per mezzo dell’orazione e dei
Sacramenti, non otterremo la grazia della loro
conversione». Ciò che affligge il Cuore Im-
macolato di Maria e di Gesù è la caduta delle
anime religiose e sacerdotali. Il demonio sa
che i religiosi e i sacerdoti, trascurando la loro
eccelsa vocazione, trascinano molte anime al-
l’inferno. Siamo appena in tempo per trattene-
re il castigo del Cielo. Abbiamo a nostra di-
sposizione due mezzi efficacissimi: l’orazione
e il sacrificio. Il demonio fa di tutto per distrarci
e toglierci il gusto della preghiera.
Ci salveremo, oppure ci danneremo. Però,
Padre, bisogna dire alle persone che non devo-
no stare a sperare in un richiamo alla preghiera
e alla penitenza né da parte del Sommo Pon-
tefice, né dei vescovi, né dei Parroci, né dei
Superiori. E’ già tempo che ognuno, di sua
iniziativa, compia opere sante e riformi la sua
vita secondo i richiami della Madonna. Il de-
monio vuole impadronirsi delle anime consa-
crate, lavora per corromperle, per indurre gli
altri alla finale impenitenza; usa tutte le astu-
zie, suggerendo perfino di aggiornare la vita
religiosa! Ne proviene sterilità alla vita inte-
riore e freddezza nei secolari circa la rinuncia
dei piaceri e la totale immolazione a Dio.
Lo ricordi, Padre, che due fatti concorsero
a santificare Giacinta e Francesco: l’afflizione
della Madonna e la visione dell’inferno. La
Madonna si trova come fra due spade; da una
parte vede l’umanità ostinata e indifferente ai
castighi minacciati; dall’altra vede noi che
calpestiamo i SS. Sacramenti e disprezziamo il
castigo che ci avvicina, restando increduli,
sensuali e materialisti.
La Madonna ha detto espressamente: “Ci
avviciniamo agli ultimi giorni”, e me lo ha
ripetuto tre volte. Affermò, prima, che il de-
monio ha ingaggiato la lotta finale, dalla quale
uno dei due uscirà vittorioso o sconfitto. O
siamo con Dio, o siamo col demonio. La
seconda volta mi ha ripetuto che i rimedi ultimi
dati al mondo, sono: il S.Rosario e la devozio-
ne al Cuore I. di Maria. La terza volta mi disse
che, “esauriti gli altri mezzi disprezzati dagli
uomini, ci offre con tremore l’ultima ancora di
salvezza: la SS. Vergine in persona, le sue
numerose apparizioni, le sue lacrime, i mes-
saggi dei veggenti sparsi in tutte le parti del
mondo”; e la Madonna disse ancora che, se
non l’ascoltiamo e continuiamo l’offesa, non
saremo più perdonati.
E’ urgente, Padre, che ci si renda conto
della terribile realtà. Non si vuole riempire le
anime di paura, ma è solo urgente richiamo,
perché da quando la Vergine SS. ha dato
grande efficacia al S.Rosario, non c’è proble-
ma né materiale né spirituale, nazionale o
internazionale, che non si possa risolvere col
S.Rosario e con i nostri sacrifici. Recitato con
amore e devozione, consolerà Maria, tergendo
tante lacrime dal suo Cuore Immacolato”.
* Ultima apparizione in Slovacchia -
Così ha detto Maria a Litmanovà il 6 ag. ’95:
Questa apparizione è l’ultima qui. Vi amo e
vi ringrazio tutti di quello che avete fatto qui
per me. Miei amati figli, volevo farvi svegliare
dal sonno della vanità e farvi capire che per
questo tempo avete bisogno di conversione. Vi
prego, vi prego! Rimango presente su questo
monte. Ora cominciate a riflettere sui miei
messaggi. Rimanete per questo tempo nel mio
Cuore, poiché avete bisogno di essere più
semplici e vigilanti. Viene un tempo che è già
qui. Rimanete dunque come bambini, comple-
tamente liberi per Dio. Vi prego, meditate ciò
che vi dico. Vi amo e vi aspetto in cielo”.
con omelia per un’altra ora. Due o tre volte alla
settimana c’è una veglia notturna.
In queste veglie si espone il SS.; si fanno
canti e preghiere guidate dal sacerdote, con
riflessioni e pause di silenzio; alla fine si recita
il Rosario, che deve essere non una premessa,
ma la preghiera culminante dell’adorazione.
Segue la benedizione eucaristica. Sono estra-
nei alla Parrocchia, in gran parte, quelli che vi
partecipano. Ma qui nella zona c’è un gruppo
nato a Medj. che ha sempre proseguito la
preghiera ogni lunedì sera, prima in casa poi in
chiesa: ora questo gruppo si è molto ingrandi-
to. Poi è nato un altro gruppo che si riunisce il
mercoledì e il sabato. Una cosa importante da
notare: abbiamo consacrato la parrocchia al
Cuore I. di Maria il 27 novembre scorso (me-
daglia miracolosa): nove settimane, il 2 feb-
braio, è avvenuto il fatto.
Ora siamo in una fase nuova, in cui la gente
deve essere nutrita spiritualmente. Qui il Si-
gnore ha voluto fare qualcosa che va molto
oltre le lacrime di Maria e che riguarda la
Chiesa, e precisamente la Chiesa del prossimo
millennio: il Signore vuol rifare tutte le cose
nuove, anche in senso fisico”.
Davvero sono avvenute guarigioni? “Il
Vescovo è a conoscenza di più casi di guari-
gioni fisiche -ci risponde don Pablo- ma ci
sono guarigioni spirituali non indifferenti. Nella
settimana santa 108 testimoni di Geova hanno
lasciato la loro sètta, con il loro capo; così
anche un buddista. Famiglie divise si sono
riunite davanti alla Madonna. Giovani lontani
hanno riscoperto la fede. Ma, non è un contro-
senso: Maria, come Gesù, è segno di contrad-
dizione
. Di fronte a interventi di Dio e a fatti
autentici di fede, l’inferno si scatena. E noi ne
abbiamo avuto la prova, quando siamo diven-
tati oggetto di derisione e di compatimento da
parte di ecclesiastici e non; hanno cercato di
impedire in tutti i modi l’affermarsi della verità
e di scoraggiare l’aprirsi di una nuova fonte di
grazia. Molte persone vicine, scandalizzate,
sono scomparse, ma al contrario molti lontani
e semplici si sono avvicinati, perché si sco-
prano i segreti del loro cuore
(cfr. Lc 2,35). La
Madonna fa tutto in punta di piedi, ma quello
che fa è segnato dalla croce e dalla contraddi-
zione”.
Un sangue più eloquente
delle parole
Che Maria a Civitavecchia abbia pianto
davvero, non è più dubitabile: 14 volte, e
l’ultima tra le mani del Vescovo. Le lacrime di
sangue sono segno di un dolore immenso che
Lei ha nel cuore, un dolore intollerabile: la
gente semplice lo capisce, senza bisogno di
tante commissioni teologiche. Quando uno dà
il suo sangue, come Gesù in croce, non ha più
altro da dire né da dare. E’ come se Maria in
questo fatto raccogliesse tutto quello che vo-
leva dirci in 14 anni, pensando: «Con questo
mio gesto si commuoveranno di più e mi
accoglieranno di più. Voglio tirarli fuori da un
pericolo imminente, spaventoso. Fate presto a
convertirvi. Ora non ho più altro da dire».
Certo, più radicale è il segno, più urgente è
la risposta. E’ tempo che finiamo di fingere.
Quali nostri programmi ben fatti resisteranno
di fronte a questo sangue?
Il Vescovo ha detto: “Adesso, Maria, ba-
sta con le tue lacrime! Ora tocca a noi piange-
re”. P.Jozo aveva detto al Vescovo: “Questa
statua è un tesoro. Ma la gente rimane delusa
se viene solo a vedere e non riceve un insegna-
mento, una catechesi sulla Bibbia, sull’Euca-
ristia, sulla preghiera, sulla Confessione...e se
non può confessarsi. Occorre prendersi cura
dei pellegrini e organizzare un programma
spirituale. Sulle spalle dei sacerdoti grava una
grande responsabilità...”
A proposito dei preti, il Vescovo ha detto:
“La loro conversione si otterrà attraverso i
laici, attraverso i frutti che si vedranno qui”.
Egli aveva portato la statuetta al Papa che l’ha
benedetta. “Per fortuna il Papa è dalla mia
parte, mi ha incoraggiato a riportarla in Chiesa
e mi ha detto: «Gli italiani sono sempre dub-
biosi guardando ai Vescovi. Anche i Vescovi
verranno, ma avranno bisogno di essere prece-
duti da qualcuno. Perciò è bene che lui vada
avanti, gli altri poi verranno». Adesso occorre
un gruppo che sviluppi i messaggi e animi
diverse categorie”. Alcune comunità si sono
già offerte; alle Case di Maria di Roma è stata
offerta l’assistenza ai giovani il secondo sabato
del mese.
Cosa avviene ora al Pantano? - “C’è
sempre un flusso di persone -ci dice il parroco
don Pablo- che arrivano ogni giorno nella
Chiesa di S.Agostino, sole o in gruppo; gente
che prega e chiede di confessarsi, sacerdoti che
celebrano la Messa. A volte arrivano anche
quattro o cinque pullmans nei giorni feriali.
Domenica scorsa erano 20: immagini lei tutta
questa gente in una Chiesa che contiene 120
persone... Ho l’impressione che la Madonna
abbia fretta. Il segno delle lacrime è finito. Ora
dobbiamo essere noi il segno...
Qui la Chiesa apre alle 7,30 e chiude anche
alle 23. Ogni giorno alle 17 c’è il Rosario
meditato che dura un’ora, segue la S.Messa
* Incontro formativo con P.Slavko sul tema
“Educazione alla Pace” da venerdì 17 nov.
(16,30) a domenica 19 nov. sera presso Batani
Hotels, Lungomare Deledda 118,48015 Cervia
RA,tel 0544-71418, tel-fax 971746. Prenotarsi
con acconto di L.50.000. Sarà presente Marija. Il
corso sarà preceduto da un tempo di preghiera
venerdì 17 alle 12 nella Chiesa di S.Pietro in
Bagno, presente l’artista Carmelo Puzzolo. Per
informazioni telefonare ad Alberto Bonifacio:
0341-368487, fax 368587.
* Per l’orfanotrofio di P.Jozo: rivolgersi a
Matteo Rossi, v. delle Grazie 9, 54100 Massa,
tel-fax 0585-43653, ccp 10810547, ccb 5432/62
Banca Toscana, P.za Aranci, Massa.
* La caritas francescana raggiunge diretta-
mente le famiglie profughe del territorio di Mostar
e Capljina con il progetto “Sostegno famiglia”,
consegnando 50mila lire ogni mese ai più di
duemila nuclei familiari adottati (per informa-
zioni, P.Urbano, tel.085-880132).
* Essendo difficile trovare pellegrinaggi or-
ganizzati con pullmans dall’Italia, è possibile
raggiungere Medj. in pellegrinaggio organizzato,
con guida spirituale, da Ancona ogni mese. Il
primo si effettuerà dal 6 all’11 settembre, in
occasione della festa della Croce. Per informa-
zioni e prenotazioni: 085-880132 - PE.
* A Pescara P.Tomislav terrà una conferen-
za su “Apocalisse, un messaggio per le Chiese e
per il mondo” il 9 ott.’95 alle ore 18 presso la
Facoltà di economia e commercio, viale Pindaro.
background image
Respons.:Alberto Lanzani, Tip. DIPRO, Roncade TV
I LETTORI SCRIVONO
Da chi è stata portata a Loreto la S.Casa?
Un lettore, che pure è ammiratore di Eco,
si dice ora scandalizzato per l’articolo di Eco
120 in cui si affermava che la Casa di Loreto
“non sarebbe stata trasportata dalla Palestina
per mani angeliche, ma per opera dell’uomo”
e afferma perfino che “distruggere la fede è
facile ma ricostruirla è difficilissimo, se non
proprio impossibile”... (Francesco V., Roma)
Caro fratello, l’ipotesi storica da noi ri-
portata in Eco 120,p.8 e ormai generalmente
condivisa (vedi anche 30 Giorni, marzo 1995
e Segno del Soprannaturale, ultimi numeri)
non solo non nega la fede “umana” nella
presenza della casetta di Nazareth a Loreto,
ma la rende ancora più sicura, anche di fronte
agli scettici di tutti i tempi. (Contrariamente a
quel che avvenne per la Sindone dopo i fasulli
esami pilotati, cui lei accenna). E qui la vera
devozione esce ancora più rafforzata da una
convinzione più fondata.
Questa scoperta poi non distrugge la fede
“soprannaturale”, la quale non si basa su
credenze opinabili, e nemmeno sulle appari-
zioni riconosciute dalla Chiesa, bensì sulla
Parola di Dio che ci porta a credere in Gesù
vero Dio e quindi alla conversione. Per la
S.Casa ognuno può tenere la sua opinione. Ma
che cosa aggiungerebbe di più alla vera fede
la pia credenza che la casetta è stata traspor-
tata dagli angeli, e non dalla famiglia Angeli?
E’ utile sostenere ad ogni costo il miracolo là
dove un fatto può essere chiaramente spiegato
con la ragione? O Dio questa ce l’ha data per
niente?
* Semi di grazia nell’antica Grecia -
Suor Despina di Aghia Paraskevi (Atene), che
cura Eco greco, mi scrive dello zelo, del fer-
vore, delle testimonianze di laici convertiti a
Medj., anche ortodossi, che fanno impallidire
noi consacrati. E mi parla con ammirazione
degli effetti di Medj. in alcune persone: una
convertita ha formato un gruppo a Salonicco e
organizza i pellegrinaggi, pur impegnata in
famiglia e a scuola; un’insegnante del Pireo
comunica la sua esperienza e i messaggi ad
allievi e genitori ortodossi della sua scuola di
stato. A Tinos dove c’é aperta persecuzione da
parte di cattolici e ortodossi contro Medj. (cioè
contro una vita cristiana senza compromessi),
la responsabile continua il suo lavoro nei vil-
laggi, dove dei volontari suonano la campana
per chiamare i fedeli al Rosario serale. Da Rodi
un povero impiegato ortodosso, padre di fami-
glia, fa stampare e diffonde 5000 copie dei
messaggi con testimonianze, anche nelle isole
vicine, dove i membri del suo gruppo di pre-
ghiera sono diventati altrettanti catechisti, ed
esorta a far presto perché i tempi premono. Un
giovane, dopo la lettura di Eco greco, ha for-
mato un gruppo di preghiera ed ora è entrato in
seminario. Grazie, Maria, che continui ad
espandere il profumo di Cristo nei luoghi dove
già lo profuse l’Apostolo delle genti.
* L’Eco tra i monti del Nepal - Chirendra
Satyal ci scrive per comunicare la costruzione
della prima Chiesa del Nepal dedicata all’As-
sunta (inaugurata il 15 agosto dal Card. Tomko).
Allega anche il piccolo bollettino cattolico,
unico nel Nepal, che riporta brevi notizie prese
dall’Eco. Egli aggiunge che “è l’Eco a far
vibrare le alte montagne del Nepal”.
* Maria compensa il vuoto di una madre
terrena - Dall’Australia: “...ho sempre tro-
vato difficile accettare il ruolo di Maria come
madre di tutti, me compreso. Credo sia dovuto
al fatto che ho avuto un rapporto psicologica-
mente terribile con mia madre e con altre
persone che mi hanno deviato. Certo quelli che
hanno avuto un rapporto normale con la madre,
sono anche in grado di accettare la maternità di
Maria. Devono essere grati alla loro madre e
sentirsi benedetti da Dio...” (Alan K.)
Caro Alan, tanto più la Madonna ti sarà
madre, quanto più tu non hai goduto la tene-
rezza di una madre terrena. Tutto in Dio viene
compensato a dismisura: basta aver fede e
riceveremo il centuplo di ciò che abbiamo
offerto a Dio (in questo caso la tua croce).
Credi e troverai tutto.
* Benedizione di Maria per Eco - In
Canada Michele Cacchione, che riproduce e
diffonde Eco inglese e francese in Canada,
appoggiandosi a un gruppo di preghiera di tutta
fede e umiltà (alcuni conosciuti personalmen-
te), ci scrive della protezione tangibile di Ma-
ria. “La battaglia è forte, ma questo ci inco-
raggia perché vuol dire che satana non è per
niente contento delle 11.000 copie di Eco
(5mila inglesi e 6mila francesi) che riprodu-
ciamo e facciamo circolare. Nella certezza del
trionfo del suo Cuore Immacolato...
Così pure dalla Colombia P.Querubin dei
cappuccini di Buga riproduce e distribuisce
4.000 copie di Eco spagnolo: ringraziamo Dio
con lui perché si è ripreso da una operazione
alle cateratte ad ambo gli occhi.
* Tra le tante testimonianze che
rispecchiano il nostro intento, ne riportiamo
un’ennesima dall’Argentina: “...Questa pub-
blicazione è un gran tesoro, alimento indi-
spensabile per le anime semplici che vogliono
vivere per Dio...” (M. Cristina Koleff); e dalla
Colombia: “Grazie per Eco, lo leggo ‘subito’,
lo do anche alle consorelle e alla Legio Mariae.
E’ un grande stimolo per la preghiera per il S.
Padre, i Vescovi e i sacerdoti. Sono le vere
informazioni sulla Chiesa nel mondo e la sua
situazione. Grazie anche a nome del Vescovo
di S. Ignazio” (G. Lioba). A loro fanno eco
molti monasteri, che affermano, per es., di
“leggerlo in comunità trovandolo ricco di in-
segnamenti, perché oggi è minata l’ortodossia
della dottrina e il Vangelo viene presentato in
chiave tanto razionale da eliminare qualsiasi
mistero...” (Agostiniane di Milano)
La maggior parte dei lettori sono ricono-
scenti perché “Eco fa conoscere il pensiero del
Papa e aiuta a sentire con la Chiesa” (M.
Zonny, Brooklyn, USA); “fa tanto bene a me
e attorno a me nel Patriarcato greco-cattolico”
(P.Pierre Ahddad, Il Cairo); perché “questo
foglio mi libera dalla superficialità e aiuta il
mio cammino spirituale” (Aldo A., San Remo);
“è un pane celeste che mi nutre, sono parole
che mi scavano nell’intimo” (Paolo G., Vado
Ligure
). Quante anime dicono di attendere da
noi il nutrimento per tutto il mese! Ne sentiamo
tutta la responsabilità.
P.Kolbe diceva: Il nostro bollettino sarà
perfetto solo quando lo si potrà firmare: RE-
DATTORE CAPO, L’IMMACOLATA. E se
qualche articolo non fosse ancora adatto a
questa firma, bisognerebbe rifarlo in modo
che vi corrisponda... Tutta la nostra attività
deve provare che l’Immacolata agisce in noi e
attraverso di noi (
5 luglio ’36).
Anche noi lo desideriamo con tutto il
cuoreper Eco. Per questo chiediamo anche ai
lettori il sostegno della loro preghiera per poter
svolgere bene questo servizio a Maria, mentre
li benediciamo nel segno dei suoi Dolori e della
Croce del suo Figlio. Nel Nome del Padre e del
Figlio e dello Spirito Santo. Amen
Villanova Maiardina, 26.08.95
>>ce lo dà sempre. Quando persevereremo nel
pregare, scopriremo che Dio ha sempre fatto il
meglio per noi, anche quando ci ha tolto qual-
cosa o ci ha fatto sentire la frusta della cor-
rezione
. Saremo ugualmente soddisfatti e nella
pace, perché appoggiati alla sua onnipotenza e
bontà senza limiti.
La Madonna poi entra nella nostra fami-
glia, quasi si accompagnasse alle sollecitudini
del Papa e della Chiesa per essa. Tante volte in
passato ha detto di pregare in famiglia, di dire
il Rosario e di leggere la Bibbia in famiglia.
Oggi la famiglia è più che mai malata: ci sono
fratture tra sposi, tra genitori e figli, abbandono
degli anziani: è la morte della famiglia. Tra le
tante diagnosi che fanno i sociologi al capez-
zale della famiglia, anche Maria fa l’unica vera
diagnosi: non c’è pace nella famiglia perché
non c’è preghiera
. E così non entra il perdono
di Dio, la sollecitudine, l’amore e la gioia di
Dio.
Se la famiglia si riunisce a pregare, Gesù è
in mezzo ad essa e la Sua grazia entra nei
singoli e nell’assieme, per sostenere tutti nelle
difficoltà dei rapporti, per far trovare a tutti
pace anche nelle afflizioni e dare a ciascuno la
grazia necessaria contro il male. Quando nei
cuori dei membri è entrato l’amore di Dio,
quella è la vera medicina e il nutrimento per la
pace, il dialogo e la crescita armoniosa. Ma se
non c’è la pace di Dio, che cosa si scambiano
le persone in famiglia? L’amore degli sposi,
come quello dei genitori e quello dei figli viene
da Dio e i membri se lo trasmettono a vicenda
nella reciproca sottomissione, come nella fa-
miglia di Nazareth. Senza Dio ci sono cisterne
vuote che non dànno acqua.
Maria vuol riportare nella famiglia quella
preghiera che la secolarizzazione e la televi-
sione hanno distrutto. E insegna dei piccoli
gesti per poter cominciare: la preghiera del
mattino e della sera
. Al mattino chiediamo la
benedizione di Dio col Padre nostro, iniziamo
la giornata nel Nome della SS. Trinità con il
Gloria, ci affidiamo all’assistenza della Madre
con l’ Ave Maria e degli angeli custodi con
l’Angelo di Dio. In questo modo non affronte-
remo la giornata da soli, non saremo sommersi
da un nugolo di preoccupazioni, di angosce,
dai pesi del lavoro e dei rapporti umani diffi-
cili, che minacciano di trasformare la giornata
in un calvario senza speranza. Nella preghiera
sentiremo che i nostri pesi li porta Chi è ben più
potente di noi. Termineremo la giornata con il
grazie a Dio per il bene ricevuto e il perdono
per il male fatto, meglio ancora con il Rosario
in famiglia. Quanto è diversa la vita per chi si
sveglia con Dio e si addormenta con Dio!
Maria poi ci assicura del suo amore, della
sua benedizione, ci stringe nel suo abbraccio,
ci porta al suo cuore perché possiamo essere
sicuri del suo aiuto. Quanta tenerezza provia-
mo a questo pensiero! Ma perché questo av-
venga, Essa pone ancora la solita condizione,
quasi come un dolce ricatto: non potrete es-
sere nel mio abbraccio se non sarete pronti
a pregare ogni giorno
: “pronti” per la preci-
sione, perché vuole l’intera disposizione del
nostro cuore: Pronto è il mio cuore, o Dio,
pronto è il mio cuore (Sal 56,8 volg.)!
* La grande Casa S.Giuseppe per ritiri spi-
rituali è stata inaugurata il 9 agosto con la presen-
za dei padri Jozo e Viktor, Ivan e Leonardo.
Anche la Madonna l’ha benedetta, come ha assi-
curato Marija Pavlovic’-Lunetti. Primi ospiti di
passaggio saranno 50 bimbi della Bosnia che
andranno con Vicka dal S.Padre.
Alcuni lettori si chiederanno perché, nono-
stante la nuova testata Eco di Maria, figura anche
la vecchia Eco di Medjugorje. Per motivi tecnici.
Le Poste ci avvisano che se non vogliamo cam-
biare il numero del ccp (il che creerebbe confu-
sione in chi si serve dei moduli precedenti -e in
questo caso le offerte verrebbero annullate-) dob-
biamo mantenere anche la vecchia dicitura. Av-
visiamo i lettori che anche il numero di ccp n.
10730463 usato nei primi anni non è più valido.
 


 

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