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Il Papa Benedetto XVI non è contro Medjugorje

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Il Papa non è contro Medjugorje

“Habemus Papam – Abbiamo il Papa!” Questo annuncio ha rallegrato la Chiesa intera, i credenti e il mondo. Ma succede che – per alcuni – l’annuncio che abbiamo un Papa non è sufficiente. Alcuni vorrebbero avere e infiammare conflitti nella Chiesa. Un settimanale croato in prima pagina, insieme alla notizia sul nuovo Papa Benedetto XVI, ha pubblicato l’asserzione secondo cui il nuovo Papa sarebbe un oppositore di Medjugorje. Certamente, secondo lo scenario consueto, il testo in sé non contiene argomenti per questo giudizio ma solo una posizione della Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicata l’8 Novembre 1995 estrapolata dal suo contesto. Essa così recita: “Per i luoghi di apparizioni che sono ancora sotto indagine i pellegrinaggi sono proibiti”. E questo è tutto. Non c’è nulla che riguardi l’attitudine del nuovo Papa su Medjugorje. Potremmo dire l’esca è tirata. Qualche giorno fa, un rinomato giornalista croato mi ha detto che la Chiesa in questi giorni deve fare attenzione perché essa dovrà pagare tutto il bene scritto su di lei quando Giovanni Paolo II è morto. Accade che il pagamento arriva e quel giornalista non si è sbagliato.

Al fine di difendere la Verità, è bene dire che questi tipi di articoli sono maliziosi e scritti non a caso. Imputare al neoeletto Papa qualcosa che egli non ha detto, significa offendere il suo ufficio. Siamo logici e guardiamo la cosa in questo modo: se qualcuno sottolinea in modo così spettacolare che il nuovo Papa è contro Medjugorje, secondo la logica delle cose, significa che ci sono alcuni cambiamenti in Vaticano. L’affermazione che il Papa è un oppositore di Medjugorje è qualcosa di nuovo e perciò interessante. Ciò ci conduce a pensare che il precedente Papa fosse favorevole a Medjugorje. Questo fatto tocca anche la personalità e l’autorità del neoeletto Papa che – finora – è stato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede e, come tale, avrebbe potuto dire chiaramente innumerevoli volte che era contrario a Medjugorje, se lo fosse. Il nuovo Papa, dunque, è stato ipocrita? Certamente no. La cosa è chiara per coloro che vogliano andare alle fonti della verità su Medjugorje. L’Ufficio della Congregazione per la Dottrina della Fede ha confermato diverse volte che i fedeli si devono attenere alla Dichiarazione su Medjugorje pubblicata dai Vescovi a Zara il 10 Aprile 1991 basata sul lavoro delle commissioni che hanno esaminato gli eventi di Medjugorje. Mons. Tarcisio Bertone, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede (di cui era Prefetto il Card. Ratzinger) nella Dichiarazione Prot. Numero 154/81-01985, pubblicata il 23 Marzo 1996, scrive: “…Sulla base delle ricerche sin qui compiute non è possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali. Tuttavia, i numerosi credenti che arrivano a Medjugorje provenienti da vali luoghi e spinti da motivi religiosi e di altro genere hanno bisogno dell'attenzione e della cura pastorale innanzitutto del vescovo della diocesi e poi anche di altri vescovi così che a Medjugorje e con Medjugorje si possa promuovere una sana devozione verso la Beata Vergine Maria, in armonia con l'insegnamento della Chiesa”.

Oltre a ciò, possiamo citare numerose altre dichiarazioni ufficiali nelle quali non c’è la proibizioni dei pellegrinaggi privati a Medjugorje. Per ciò che concerne Medjugorje, il Cardinale – ora Papa – Jozef Ratzinger ne ha parlato molto positivamente nel suo libro intervista “Zur Lage des Glaubens”, pubblicato nel 1986. C’è un’intervista sulla situazione della fede nella Chiesa e nel mondo, dove egli parla positivamente di Medjugorje come luogo di preghiera, un luogo dove l’uomo si converte al Signore, spinto dalla Madre Maria. Quando, qualche tempo fa, fu diffusa la notizia che il Vaticano aveva proibito i pellegrinaggi a Medjugorje, il portavoce della Santa Sede, Joaquin Navarro Valls, dichiarò: “Non si può dire alla gente che non possono andare là finché non si dimostra che le apparizioni sono false. Questo non è ancora stato dimostrato. Dunque, chiunque può andare, se vuole” (Catholic News Service, 21.8.1996).

Commentando in questi giorni la scelta del nuovo Papa Benedetto XVI, il dr. Fra Tomislav Ivancic, professore alla Facoltà di Teologia Cattolica a Zagabria, che conosce personalmente il Cardinale Ratzinger e con cui si è spesso incontrato nella Commissione Teologica Internazionale, ha detto che non si dovrebbe dimenticare che il nuovo Papa sa prendere una buona posizione nei confronti di Medjugorje. Fra Tomislav Pervan, che ha tradotto i libri del Cardinale Ratzinger e ha scambiato lettere con lui lo conferma. In definitiva Medjugorje non si può né dimostrare, né negare con scritti o discussioni. Gesù ha detto: “Dai loro frutti li riconoscerete” e questi frutti della grazia di Dio e della guida della Madonna nella conversione delle persone sono evidenti di giorno in giorno.

Fra Mario Knezovic,

responsabile del CIMM e capo redattore di Radio “Mir” Medjugorje

Egli parla in modo ispirato di Medjugorje

Milan Vukovic, dottore in legge e giudice della corte costituzionale della Repubblica Croata, dichiara: "Come cardinale, Joseph Ratzinger non ha mai pronunciato una parola non amichevole od ostile, o in contraddizione alle apparizioni di Medjugorje". (Vjesnik, Mercoledì, 27 Aprile 2005.)

"Come Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinal Joseph Ratzinger non ha mai ed in nessun luogo pronunciato parole avverse od ostili, o contraddicenti alle apparizioni di Medjugorje, un fenomeno che ha unito il mondo intero, perché Medjugorje è un intervento divine e non umano!

Come avvocato, ho difeso Fra Jozo Zovko che è stato accusato nel 1981 a Mostar di aver partecipato alla creazione di questo fenomeno. Ho pubblicato due libri sulle mie osservazioni e sulla vile accusa e sui relativi risultati: “Čl. 133 KZ SFRJ nad Međugorjem” (1990) e “Obdareni milošću – Dvadeset godina poslije procesa fra Jozi Zovku” (2000).

Descrivo la dichiarazione del cardinal Ratzinger nella conferenza stampa del presidente Tudjman (pubblicata nel bollettino stampa n. 61), che ha risposto ai giornalisti durante la sua visita a Medjugorje: "Ripeto ancora che, in occasione della mia ultima conversazione con lui, Papa Giovanni Paolo II ha detto che, in occasione della sua visita in Bosnia-Herzegovina, avrebbe voluto visitare anche Medjugorje."

Questa testimonianza del presidente Tudjman è occasione affinché citi la dichiarazione del cardinale Ratzinger che "in base alle indagini, finora non può essere affermato che si tratti di apparizioni e rivelazioni soprannaturali ... Per i luoghi di apparizioni ancora in esame, i pellegrinaggi ufficiali non sono consentiti." Ciò non significa che non possa cambiare in avvenire.

Ciò è pratica abituale della chiesa in casi simili. Il desiderio del Santo Padre di visitare Medjugorje, secondo la testimonianza del presidente Tudjman, indica in conclusione che, nella prospettiva del passato Papa di un nuovo ordine mondiale - la civiltà dell'amore - Medjugorje ha avuto un posto importante.

Nel mensile “Nasa ognjista” XXI (1991) N.10 il compianto Padre Slavko Barbaric parla del suo incontro con il cardinal Ratzinger a Linz, nel corso di una riunione con più di 300 sacerdoti che hanno discusso le loro esperienze nei confessionali di Medjugorje. Egli ebbe una lunga conversazione col cardinal Ratzinger su Medjugorje. Fra Slavko, con grande senso di responsabilità, riferì che Ratzinger gli disse: "La chiesa non desidera reprimere qualche cosa che sta portando buoni frutti spirituali". Per quanto riguarda le apparizioni, ha sottolineato che "Attualmente non può dire sì o no. La Commissione della Conferenza episcopale continuerà con il suo lavoro ".

Il cardinal Ratzinger ha parlato in modo ispirato di Medjugorje nel 1991. Nella prima pagina di Neue Bildpost del 8 settembre 1991, ha annunciato presto la soluzione alla questione di Medjugorje ed ha promesso che in ogni caso si sforzerà di dichiarare Medjugorje un luogo di pellegrinaggio e di preghiera."

"Camminiamo nella verità", usava dire il defunto cardinal Kuharic , "perché è ben meglio scrivere la verità che inventarla."

 


 

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