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Eco di Maria Regina della Pace 154 (Novembre-Dicembre 2000)

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Eco di Maria
Regina della Pace
154


 

Novembre - dicembre 2000



Messaggio di Maria del 25 settembre 2000:

"Cari figli, oggi vi invito ad aprirvi alla preghiera. Che la preghiera diventi la vostra gioia. Rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie e formate gruppi di preghiera, cosi sperimenterete la gioia nella preghiera e comunione. Tutti quelli che pregano e sono membri di gruppi di preghiera, nel cuore sono aperti alla volonta di Dio e testimoniano gioiosamente l'amore di Dio. Io sono con voi a vi porto tutti nel mio cuore e vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Formate gruppi di preghiera!

Nel messaggio del mese scorso Maria ci stimolava a lavorare di più per Dio e il suo Regno. Oggi ci invita ad aprirci alla preghiera. Aprirsi, perché se non si apre il cuore, la mente, l'anima all'incontro con Dio, la preghiera, che è incontro con Lui, non si realizza, non sussiste. Non bastano olocausti e sacrifici se il cuore è lontano (Sal 50,18). Pregare è stare al cospetto di Dio, lasciarsi inondare, permeare, trasformare dal suo Amore, e così lavorare per Lui e per il suo Regno. Pregare è riconoscersi dono di Dio ed offrirsi in dono a Dio, sul modello di Gesù e di Maria. Allora nella preghiera si compie il miracolo di accogliere Dio nel mondo, si apre il mondo alla sua presenza ed alla sua azione.
L'Evento che ha radicalmente mutato la storia dell'uomo, l'avvento di Dio nell'uomo, è stato possibile per il fiat di Maria: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38). Ora che Dio si è incarnato, ora che il cuore dell'uomo è tempio di Dio, anche noi possiamo e dobbiamo pronunciare il nostro fiat alla sua volontà. Superiamo la diffidenza e la paura, retaggio del primo peccato dell'uomo; aprirsi a Dio, abbandonarsi a Lui, non è perdere la vita ma salvarla (Lc 9,24), non è esporsi a chissà quali sventure ma è fondarsi sulla roccia (Lc 6,47-48), non è strisciare ma librarsi su ali d'aquila (Es 19,4), non è soffrire ma offrire. Infatti, in Dio, con Dio e per Dio, che ci ama come una madre, anzi molto di più (Is 49,15), né la persecuzione né il martirio riusciranno mai a spegnere l'alleluja dei nostri cuori. Tutto dobbiamo riferire, riportare, orientare a Dio perché tutto a noi ritorni da Lui benedetto e santificato; la preghiera risulta così uno scambio di doni, un rapporto concreto d'amore: che la preghiera diventi la vostra gioia.
Un rapporto di vero amore non può appiattirsi nella ripetitività e nell'automatismo, ma deve essere sempre nuovo. Rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie e formate gruppi di preghiera: è il suggerimento operativo all'invito dello scorso mese a lavorare di più; non alle raffinate tecniche di produttività o di formazione della pubblica opinione, non all'invenzione di formule accattivanti ci invita Maria, ma solo e semplicemente alla preghiera. Da tanti anni, con infinita pazienza, Lei ci indica la via, ci incoraggia a seguirla, ci fornisce suggerimenti concreti, ci assicura il suo aiuto. Ci ha insegnato a pregare col cuore, ci ha dato il gusto della preghiera personale, ci ha richiamato alla preghiera in famiglia, all'ascolto della Parola, alla centralità della S. Messa; ci ha incoraggiati all'abbandono fiducioso in Dio... Oggi aggiunge l'invito a formare gruppi di preghiera ed è la prima volta, se non erro, che, nei messaggi indirizzati alla parrocchia di Medjugorje e quindi anche a noi (vedi messaggio del 6 febbraio 1986) appare esplicitamente questo invito. Maria, come fa spesso, motiva il suo invito: così sperimenterete nella preghiera la gioia e la comunione; alla gioia, più volte indicata come componente e frutto della preghiera, ora Maria aggiunge la comunione. La preghiera sia esperienza concreta di gioia e di comunione con Dio e con i fratelli; dove sono riuniti due o tre nel mio nome, dice Gesù, Io sono in mezzo a loro ( Mt 18,20); dobbiamo credere profondamente a questa Presenza e lasciarci trasformare da essa.
Ed ancora: tutti quelli che pregano e sono membri di gruppi di preghiera, nel cuore sono aperti alla volontà di Dio e testimoniano gioiosamente l'amore di Dio; la preghiera richiede ed allo stesso tempo produce l'apertura del cuore alla volontà divina; è al tempo stesso seme e frutto; la preghiera consente di fare esperienza di Dio e dunque di darne gioiosa testimonianza. Non è un frutto magnifico?
Nel nome di Maria, forti della sua benedizione materna, con la certezza di essere tutti nel suo Cuore accogliamo il suo invito, formiamo gruppi di preghiera. Non saranno le nostre forze, né le nostre capacità umane, né le nostre virtù che ci consentiranno di riuscire; ma, nella misura in cui sapremo essere piccoli ed umili strumenti nelle sue mani, potremo vedere le grandi cose che Lei farà per noi ed a posto nostro ed impareremo a riconoscere, a lodare e quindi a testimoniare l'Amore di Dio.
Sia lieto il nostro cuore, sia forte la nostra speranza; il mondo è nelle mani di Maria ed il suo Cuore Immacolato trionferà ***

 

 

Messaggio di Maria del 25 ottobre 2000:

"Cari figli, oggi desidero aprire a voi il mio cuore materno e vi invito tutti a pregare per le mie intenzioni. Con voi desidero rinnovare la preghiera e invitarvi al digiuno che desidero offrire a mio Figlio Gesù per la venuta di un nuovo tempo, un tempo di primavera.
In questo anno giubilare tanti cuori si sono aperti a me e la Chiesa si sta rinnovando nello Spirito. Gioisco con voi e ringrazio Dio per questo dono e vi invito figlioli, pregate, pregate, pregate, affinché la preghiera diventi gioia per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Maria ci porta alla primavera

Un messaggio di gioia e di speranza è quello che Maria oggi ci indirizza. E' un invito a collaborare con lei, con la consapevolezza dell'impegno e della responsabilità che un tale compito comporta ma anche con la certezza che il suo Cuore immacolato trionferà. Oggi desidero aprire a voi il mio Cuore materno e vi invito tutti a pregare per le mie intenzioni. Uniti a Lei, rifugiati nel suo Cuore materno, possiamo essere certi che il nostro contributo, per quanto piccolo, non sarà mai insignificante. Ciascuno di noi è realmente unico, insostituibile ed irrepetibile, dinanzi a Dio e pertanto la nostra risposta d'amore a Dio è un fiore personale, che nessuno è in grado di coltivare a posto nostro. L'invito di Maria è rivolto a tutti; nessuno si ritenga escluso, nessuno si senta indegno o incapace. Accogliamo tutti il suo invito; piccoli o grandi, giovani o vecchi, vicini o lontani, santi o peccatori, nel Cuore di Maria c'è posto per tutti: basta decidersi, basta fidarsi di Lei.
Maria non ci rivela le sue intenzioni, per le quali ci ha chiesto di pregare, ma ci invita a collaborare con Lei: con voi desidero rinnovare la preghiera e invitarvi al digiuno che desidero offrire a mio Figlio Gesù per la venuta di un nuovo tempo, un tempo di primavera. Collaborare con Maria per la venuta di un nuovo tempo, per un radicale cambiamento del mondo. Quale compito più grande di questo? Esiste al mondo un incarico più importante, più prestigioso? Tutti siamo chiamati a questo compito e tutti possiamo dare il nostro contributo; fisicamente sani o infermi, colti o ignoranti, liberi o schiavi, ricchi o poveri. Quelli che per il mondo sono valori, non sempre lo sono per Dio; anzi, spesso, le due scale sono proprio rovesciate (Mt 5,3-12). Maria ha bisogno di preghiera e digiuno; è questo che Lei vuol presentare a suo Figlio Gesù per ottenere la venuta di un nuovo tempo, un tempo di primavera. Dal quinto giorno della sua venuta a Medjugorje Maria raccomanda, quasi ad ogni apparizione, la preghiera; essa è indispensabile per vivere la comunione con Dio, per attingere alla fonte di salvezza che è stata aperta al mondo dal sacrificio di Cristo. Fin dal sesto giorno Maria raccomanda spesso il digiuno. Preghiera e digiuno sono le corsie della via che la Madonna ci invita a percorrere, ma occorre ricordare che si tratta di un cammino da compiere secondo i suoi insegnamenti e non riducibile ad una pratica religiosa formale ed esteriore.
Della preghiera abbiamo recentemente parlato commentando i messaggi di Maria (si vedano gli ultimi numeri di Eco). Per il digiuno certamente si tratta di astenersi dal cibo; (i giorni suggeriti - messaggio ad Ivan del 14.08.1984 - sono il mercoledì ed il venerdì) ma questo non basta (Lc 18,12); come già per la preghiera, Maria chiede il digiuno del cuore (messaggio del 20.09.1984). Digiuno è dunque astinenza dal cibo, ma è soprattutto sobrietà di vita, astinenza da ogni ingordigia, sopraffazione, abuso, lussuria. Digiuno è rinuncia al superfluo, condivisione fraterna; si veda lo stupendo cap 58 di Isaia.
Digiuno è distacco dalle proprie cose, dalle preoccupazioni, da tutto ciò che non ci consente una apertura completa a Dio ed alla sua azione di grazia; preghiera e digiuno sono armi potenti per sconfiggere il male ed il maligno (Mt 17,21).
Maria ci confida le sue gioie: in quest'anno giubilare tanti cuori si sono aperti a me; la Chiesa si sta rinnovando nello Spirito. Sono i segni della primavera spirituale alla cui nascita Maria ci invita; i cuori finalmente si aprono, la Chiesa si lascia rinnovare dallo Spirito. Il nostro S. Padre si è speso senza riserve perché la Chiesa viva una nuova Pentecoste e la civiltà dell'amore trionfi nel mondo e ritengo che Maria pensi anzitutto a lui quando dice gioisco con voi. Accogliamo l'invito della nostra Mamma; gioiamo con Lei e ringraziamo Dio con Lei; è il canto del Magnificat che Maria vuole elevare a Dio con noi; onoriamo questo canto con la nostra vita; sia essa una incessante liturgia di lode e di ringraziamento, sia preghiera divenuta per noi gioia.
Nuccio Quattrocchi

 

È in Cristo la salvezza!

La "Dominus Jesus": oltre il relativismo religioso

Lo scorso 5 settembre la Congregazione per la dottrina della fede ha presentato la "dichiarazione" Dominus Jesus, intervenendo così d'autorità su un argomento che in quest'ultimo decennio è stato oggetto di vivaci dibattiti teologici: Gesù Cristo è l'unica via alla salvezza?
Si tratta di una dichiarazione, cioè di un pronunciamento che non insegna dottrine nuove ma ribadisce quanto già affermato in precedenza dal Magistero. Essendo un documento dottrinale espressamente approvato dal Papa, ha un'autorità universale, cioè deve essere accolto "con fede" da ogni credente.

- Contenuti -

La dichiarazione ripropone la dottrina cattolica tradizionale che riconosce:
La piena e definitiva rivelazione di Gesù Cristo (n. 5-8). Questa affermazione si oppone alla tesi che sostiene il carattere limitato e imperfetto della Rivelazione cristiana, che deve essere completata dalle altre religioni: il mistero di Dio quindi non sarebbe pienamente manifesto del Cristianesimo, ma è ugualmente presente nelle altre religioni.
La Dominus Jesus respinge queste posizioni come contrarie alla fede della Chiesa e riafferma che in Cristo c'è la pienezza del mistero di Dio: Gesù Cristo non può essere considerato uno dei tanti volti assunti da Dio nel corso della storia. L'unicità e l'universalità della salvezza di Cristo: tutti sono salvati dal solo Gesù Cristo nel mistero della Santissima Trinità. Anche i fedeli delle altre religioni che sono salvati, lo sono per mezzo di Cristo, anche se essi non ne sono consapevoli, e non grazie agli atti di culto presenti nelle rispettive religioni.
La Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa Cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui. Le Chiese che, pur non essendo in perfetta comunione con la Chiesa Cattolica, restano unite ad essa per mezzo di strettissimi vincoli, quali la successione apostolica e la valida Eucaristia, sono vere Chiese particolari. Perciò anche in queste Chiese è presente e operante la Chiesa di Cristo.
Questo vale per la Chiesa Ortodossa. Invece gli anglicani e i protestanti che non hanno conservato l'episcopato valido e la genuina e integra sostanza del mistero eucaristico, non sono Chiese in senso proprio; tuttavia i battezzati in queste comunità sono dal battesimo incorporati a Cristo e, perciò, sono in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa (n. 17). Per i non cristiani, la salvezza di Cristo è accessibile in virtù di una grazia che, pur avendo una misteriosa relazione con la Chiesa, non li introduce formalmente in essa (n. 20).

- Motivazioni del documento -

La Chiesa ribadisce alcune verità di fede reagendo a certe posizioni teologiche erronee, diffuse in settori sempre più vasti del mondo cattolico. In particolare si tratta della teologia del pluralismo religioso che considera la rivelazione cristiana al pari delle altre religioni, e di conseguenza riducono Cristo al ruolo di un salvatore - non il Salvatore - al pari di altri "salvatori" (per es. Maometto, Budda, Confucio, ecc., che ovviamente nel documento vaticano non sono espressamente nominati). Di conseguenza si cade nel relativismo religioso che ritiene che una religione vale l'altra.
Lo stesso dialogo interreligioso (cioè con le altre religioni) e quello ecumenico (ossia con le altre confessioni cristiane) rischia di essere compromesso quando manca una chiara affermazione della propria identità. La Chiesa riconosce che presupposto del dialogo è la pari dignità delle persone e il rispetto della libertà di coscienza, ma non può accettare la pari dignità delle dottrine. Il cristiano è come un mendicante che dice ad un altro mendicante dove insieme possono trovare da mangiare. Il cristiano sa dove trovare il pane, non perché è più bravo dell'altro, ma perché gli è stato rivelato.
Occorre precisare che in questo documento non si sostiene affatto che per i fedeli delle altre religioni non c'è salvezza, ma che queste religioni in sé non sono salvifiche, e che i non cristiani che si salvano, sono ugualmente salvati da Cristo. Tuttavia resta per noi misterioso in che modo la salvezza di Cristo viene a loro comunicata poiché sono estranei alla Parola di Dio e ai Sacramenti: il Concilio Vaticano II si limita ad affermare che Dio la dona attraverso vie a lui note (n. 21).

- Reazioni -

Il cardinale Cassidy, responsabile del Dicastero ecumenico, ha precisato che il testo è indirizzato al mondo accademico e non al mondo ecumenico e interreligioso, quindi si tratterebbe di un documento interno. Tuttavia la dichiarazione ha suscitato diverse reazioni critiche sia da parte dei rappresentanti delle altre religioni, che dalle altre confessioni cristiane. Anche da parte cattolica non manca chi manifesta perplessità soprattutto riguardo al tono di certe espressioni in un momento già particolarmente difficile del dialogo ecumenico. Gli anglicani e i protestanti vedono messi in discussione i notevoli successi ecumenici conseguiti in questi anni di dialogo, soprattutto riguardo al concetto di Chiesa che verrebbe loro negato.
Il Papa rispondendo a questi timori ha ribadito che l'impegno della Chiesa cattolica per il dialogo ecumenico è irrevocabile, e durante l'Angelus del 1 ottobre è intervenuto parlando di una dichiarazione che mi sta a cuore, che esprime la stessa passione ecumenica che è alla base della mia enciclica Ut unum sint.
Mirco Trabuio

 

 

CRONACHE DEL GIUBILEO

Cari amici anziani...

Il Giubileo della Terza Età, che oggi celebriamo, riveste un'importanza particolare, se si considera la crescente presenza delle persone anziane nell'attuale società. Celebrare il Giubileo significa innanzitutto raccogliere il messaggio di Cristo per queste persone, ma al tempo stesso far tesoro del messaggio di esperienza e di saggezza di cui esse stesse sono portatrici in questa particolare stagione della loro vita. Per molte di esse la Terza Età è il tempo per riorganizzare la propria vita, ponendo a frutto l'esperienza e le capacità acquisite.
Non si può non iniziare che con le parole stesse di Giovanni Paolo II rivolte il 17 settembre a tutti gli anziani che insieme a lui celebravano quel giorno il proprio Giubileo, un messaggio di speranza che invita ogni persona a vivere pienamente e degnamente questa tappa importante della vita. E' stato anche un appello a tutta la società alla quale il Pontefice dice che si può fare ancora molto per prendere maggior consapevolezza delle esigenze degli anziani, per aiutarli ad esprimere al meglio le loro capacità, per facilitare il loro attivo inserimento nella vita della Chiesa, soprattutto per fare in modo che la loro dignità di persone sia sempre e comunque rispettata e valorizzata.
Molto spesso però, raggiunta l'età matura, l'uomo si blocca di fronte alle diverse situazioni di sofferenza che deve affrontare; ma ricordando la descrizione del Servo sofferente di Jahvè (cfr. Is 50,5), il Papa esorta: La sofferenza non può non far paura! Ma proprio nella sofferenza redentrice di Cristo c'è la vera risposta alla sfida del dolore, che tanto pesa sulla nostra condizione umana.
In un mondo come quello attuale, nel quale sono spesso mitizzate la forza e la potenza, gli anziani hanno quindi la missione di testimoniare i valori che contano davvero al di là delle apparenze, e che rimangono per sempre perché inscritti nel cuore di ogni essere umano e garantiti dalla Parola di Dio.

Nel Giubileo il posto
d'onore è per Maria

Un primato, quello di Maria, radicato nell'umiltà dove il suo rapporto privilegiato con lo Spirito Santo non la sottrasse, nella sua vita terrena, alla fatica della condizione umana. Questo ritratto profondamente umano della Vergine di Nazareth è stato dipinto da Giovanni Paolo II nella celebrazione a Piazza San Pietro a conclusione del XX Congresso mariologico-mariano internazionale svoltosi presso il Santuario del Divino Amore (Roma) dal 15 al 24 settembre. Dieci giorni di intenso studio e preghiera dedicati alla Madonna, in cui teologia Mariana e pietà popolare si sono incontrati e vivificati reciprocamente, in un clima fortemente ecumenico. Duecento relatori provenienti da 36 Paesi del mondo si sono confrontati sul tema "Il mistero della Trinità e Maria", per tratteggiare i lineamenti di quella Madre che Gesù ci ha donato dalla Croce, una creatura umilissima della quale, tuttavia, non si parlerà mai abbastanza.
Nel suo amore apertamente dichiarato per Maria, il Papa ha voluto dedicare un ampio capitolo del Giubileo a Colei che con la sua umiltà segue da vicino quella del Figlio; dichiarandosi Ancella del Signore Ella infatti si dedica totalmente al servizio del Figlio divino. E' in questo primato - continua il Pontefice - la chiave per "leggere" Maria, la quale visse in pieno la realtà quotidiana di tante umili famiglie del suo tempo.
Il legame inscindibile tra Maria Gesù ci conduce allora a vivere questa celebrazione dei duemila anni della nascita di Cristo come una ricorrenza dedicata alla Vergine. C'è perciò da augurarsi, sottolinea il Papa, che tra i frutti di grazia, accanto a quello di un più forte amore per Cristo, ci sia anche quello di una rinnovata pietà mariana. Tuttavia esistono alcune condizioni fondamentali che rendono autentica e davvero "cristiana" la devozione mariana: dev'essere ben fondata sulla Scrittura e sulla Tradizione, valorizzando innanzitutto la liturgia e traendo da essa sicuro orientamento per le manifestazioni più spontanee della religiosità popolare.
Parole colme di sapienza rivolte anche alle migliaia di pellegrini raccolte sul sagrato di S. Pietro per festeggiare il Giubileo mondiale dei santuari mariani, posto proprio a conclusione del congresso: una assemblea variopinta, che sia raccontava attraverso gli stendardi raffiguranti i diversi santuari di provenienza. Questa devozione - termina Giovanni Paolo II nella sua omelia - dev'essere capace di risalire sempre alla sorgente della grandezza di Maria, facendosi incessante Magnificat di lode al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

* René Laurentin, teologo francese e noto esperto di mariologia, ha presieduto al Congresso mariologico-mariano la tavola rotonda sulla presenza di Maria nelle diverse culture del mondo.
Intervistato da un quotidiano italiano sull'importanza della Madonna in questo Giubileo, ne ha sottolineato il valore a partire proprio dal Totus tuus del Papa, esempio eloquente del suo personale abbandono a Maria, la Madre di Dio.

D. Oggi, come annunciare Cristo anche attraverso Maria? In che modo la Vergine è presente nell'evangelizzazione?

R."Maria ha una posizione centrale e universale, anche se discreta, nel Vangelo: come sola causa umana della nascita terrestre del Figlio di Dio. Fu presente a tutta l'infanzia di Cristo, a tutta la vita nascosta fino a 30 anni, alla Croce, alla Pentecoste, dalla sua Assunzione è la figura escatologica della Chiesa".

D. Qual'è il ruolo di Maria nel dialogo ecumenico?

R."E' difficile. La Madre di Dio rimane un segno di contraddizione ecumenica. paradossalmente, malgrado la nostra fede comune e il nostro comune fervore, ho avuto talvolta più difficoltà con gli ortodossi che con i protestanti. Qui al Congresso ho incontrato un luterano, oggi vescovo missionario, che ha fondato un ordine in onore di Maria dopo una "locuzione" della Vergine ricevuta più di dieci anni fa nella Chiesa del Gesù di Roma. Speriamo in nuove sorprese dello Spirito Santo e di Maria, sulla base tanto ricca e non ben compresa del Vangelo, al di là degli eccessi o particolarismi che hanno fatto travisare la meravigliosa figura di Maria". (tratto da "Avvenire")

* L'icona di Maria Sede della Sapienza, ha percorso per due settimane tutta la Russia. Benedetta il 10 settembre in p. S. Pietro, a conclusione del Giubileo delle Università, la moderna icona in mosaico è stata consegnata dal Papa all'Arcivescovo di Atene che dopo una settimana l'ha a sua volta affidata alla delegazione della Chiesa Russa.
La sacra immagine ha "pellegrinato" in diversi posti a Mosca e il 24 settembre nella Chiesa cattedrale dell'Immacolata, in una solenne concelebrazione, l'arcivescovo T. Kondrusiewich ha illustrato le tre motivazioni del pellegrinaggio: la crescita della devozione mariana nel mondo; l'incremento della cultura cristiana, in particolare nelle scuole, negli Istituti di cultura e nelle Università; una pastorale scolastica e universitaria più incisiva. Dalla Capitale è passata a San Pietroburgo dove, tra l'altro, domenica 1 ottobre ha avuto inizio il primo congresso internazionale di Russia sul Rosario. Un pellegrinaggio quindi di grande significato religioso e culturale per la nuova Russia cattolica.

Stefania Consoli

 

1500 vescovi intorno a Maria

Lo spettacolo di tanti vescovi riuniti insieme, da tutte le parti del mondo, non si vedeva dai tempi del Concilio vaticano II. Il nostro odierno raduno mi riporta con la mente a quegli anni di grazia, nei quali si sentì forte, come fremito di una nuova Pentecoste, la Presenza dello Spirito di Dio.
Con queste parole ha esordito il Papa sabato 7 ottobre, nel discorso di apertura del Giubileo dei vescovi, radunati ai piedi della Madonna di Fatima giunta appositamente dal Portogallo. In quel giorno, liturgicamente dedicato alla Beata Vergine del Rosario, la corona dei misteri gloriosi è stata recitata da un vescovo, da un cardinale e da una famiglia di ognuno dei cinque continenti, con un collegamento speciale e simbolico per il 5° mistero, che ha fatto risuonare in piazza San Pietro la voce di sr. Lucia da Coimbra e delle sue consorelle del Carmelo.
Al termine del Rosario, il Santo Padre ha così commentato: La nostra orazione ha riunito la famiglia umana intorno a Maria. Nel contesto del Giubileo abbiamo voluto esprimere la riconoscenza della Chiesa per la materna sollecitudine che Maria ha sempre mostrato verso i suoi figli nel tempo. Non vi è secolo, né vi è popolo in cui Ella non abbia fatto sentire la sua presenza portando ai fedeli, specialmente ai piccoli e ai poveri luce, speranza, conforto. Ma poi ha aggiunto: In particolare la nostra preghiera di questa sera si colloca nella luce del messaggio di Fatima, i cui contenuti aiutano la nostra riflessione nella storia del XX° secolo. Con queste parole il Pontefice ha anticipato l'Atto d'affidamento che ha compiuto il giorno seguente - domenica 8 ottobre - insieme ai vescovi al termine della Celebrazione Eucaristica.
Nel corso dell'omelia aveva spiegato che la venerata immagine della madonna di Fatima, che abbiamo la gioia di ospitare in mezzo a noi, ci aiuta a vivere l'esperienza del primo collegio apostolico radunato in preghiera nel Cenacolo con Maria, la Madre di Gesù. Ed è con questa collegialità che i vescovi hanno pronunciato l'Atto d'affidamento del III millennio e dell'umanità a Maria, un grande evento ecclesiale messo come sigillo del Giubileo. Ne riportiamo alcuni brani che rivelano l'autenticità di un appello sincero e fiducioso di figli bisognosi di aiuto.

"Atto di affidamento"

La Chiesa oggi con la voce del Successore di Pietro a cui s'unisce quella di tanti Pastori qui convenuti da ogni parte del mondo, cerca rifugio sotto la tua protezione materna ed implora con fiducia la tua intercessione di fronte alle sfide che il futuro nasconde. (...)

Vogliamo oggi affidarti il futuro che ci attende, chiedendoti d'accompagnarci nel nostro cammino. Siamo uomini e donne di un'epoca straordinaria, tanto esaltante quanto ricca di contraddizioni. L'umanità possiede oggi strumenti d'inaudita potenza può fare di questo mondo un giardino, o ridurlo a un ammasso di macerie. Ha acquistato straordinarie capacità d'intervento sulle sorgenti stesse della vita può usarne per il bene, dentro l'alveo della legge morale, o può cedere all'orgoglio miope di una scienza che non accetta confini, fino a calpestare il rispetto dovuto ad ogni essere umano. Oggi come mai nel passato, l'umanità è a un bivio. E, ancora una volta, la salvezza è tutta e solo, o Vergine Santa, nel tuo figlio Gesù. (...)

O Madre, che conosci le sofferenze e le speranze della Chiesa e del mondo, assisti i tuoi figli nelle quotidiane prove che la vita riserva a ciascuno e fa' che, grazie all'impegno di tutti, le tenebre non prevalgano sulla luce.
A Te, aurora della salvezza, consegniamo il nostro cammino nel nuovo Millennio, perché sotto la tua guida tutti gli uomini scoprano Cristo, luce del mondo ed unico Salvatore, che regna col Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen

Nicola Bertani

 

La famiglia: dono e benedizione di Dio al mondo

Dall'11 al 15 ottobre, si è svolto a Roma il Giubileo delle Famiglie che è stato fatto volutamente coincidere con la celebrazione della III Giornata mondiale a loro dedicata (un appuntamento triennale iniziato a Roma nel 1994, preseguito a Rio de Janeiro, mentre il prossimo sarà a Manila).
Questo Giubileo ci invita, per certi aspetti, a ritornare indietro con la mente riaprendoci lo scenario indimenticabile della Capitale invasa dai giovani. Sicuramente i numeri sono impareggiabili: sebbene i Continenti fossero tutti e cinque ben rappresentati, non si è raggiunta la cifra di due milioni di pellegrini, ma la serietà dei temi trattati e l'entusiasmo della risposta hanno creato un filo conduttore tra i due Giubilei. Entrambi si pongono dinanzi al mondo come segni vivi di speranza e come risposta affermativa alla cultura della vita. Infatti, se è vero che il futuro e la speranza del mondo sono i giovani, è anche vero che questi, prima ancora che a un tessuto sociale, appartengono ad una famiglia. Essa, come ha ribadito il Papa e come è già stato detto dal Concilio, trova il suo coronamento nella educazione, oltre che nella procreazione della prole. (Gaudium et spes n. 48).
Sicuramente la grande attenzione rivolta a questo Giubileo da parte del Papa e di tutti i responsabili della Pastorale familiare, è dovuta alla preoccupazione con cui, in questi ultimi anni, si guarda alla famiglia, preoccupazione alimentata dai duri attacchi che ancora oggi riceve dal mondo e dalla cultura laica. Il concetto di famiglia come nucleo indivisibile, come luogo di formazione ai valori fondamentali, come ambito che favorisce la crescita armoniosa dell'individuo fornendogli un clima di sicurezza e di amore, nel nostro tempo appare sempre più come un'utopia, anzi, come un'idea scomoda della quale liberarsi perché interpella direttamente la responsabilità di ciascuno.
Si direbbe che talvolta i bambini siano sentiti più come una minaccia che come un dono... I figli non sono un "accessorio" nel progetto di una vita coniugale. Non sono un "optional", ma un dono preziosissimo. Con queste parole il S. Padre ha gettato un fascio di luce su un argomento che scotta e, al tempo stesso, ha voluto scuotere le coscienze esortando gli adulti a non aver paura dei bambini, alludendo forse ad una paura molto più profonda che è nell'uomo: la paura della responsabilità di amare e di farsi dono all'altro. L'essere umano non è fatto per la solitudine, porta in sé una vocazione relazionale... In forza di tale vocazione, egli cresce nella misura in cui entra in relazione con gli altri, ritrovandosi pienamente "nel dono sincero di sé". (Gaudium et spes, 24).
"Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola" (Gn 2,24). Così il Santo Padre commenta Parola di Dio: Una sola carne!... Il termine biblico "carne" non evoca soltanto la fisicità dell'uomo, ma la sua identità globale di spirito e di corpo. Ciò che i coniugi realizzano non è soltanto un incontro corporeo, ma una vera unità delle loro persone, unità così profonda da renderli in qualche modo un riflesso del "Noi" delle Tre Persone divine.
L'elevata dignità a cui sono chiamati i coniugi sta nella natura sacramentale della loro unione. Il matrimonio infatti è sacramento e, continua il Papa, nel matrimonio sacramentale i coniugi si impegnano a testimoniare al mondo l'amore forte e indissolubile con cui Cristo ama la Chiesa. Alle donne chiede di essere fonte di vita e non di morte; ai coniugi chiede di proclamare il valore della famiglia e della vita senza i quali non c'è futuro degno dell'uomo.
Bando agli equivoci! Il Papa sottolinea la natura oblativa del matrimonio che esclude ogni forma di egoismo e di individualismo e invita ad una responsabile e generosa apertura alla vita.
I figli sono il frutto di questa apertura! I figli sono davvero la primavera della famiglia e della società come recita il motto di questo Giubileo.

Agnese Rubino

 

La colpa di essere cristiani

"La Costituzione della Rep. Pop. Cinese sancisce il principio della libertà religiosa, ma il governo cerca di limitare la pratica religiosa alle organizzazione riconosciute, di studiare e controllare tutti i gruppi religiosi. Esistono oltre 180 milioni di aderenti a varie organizzazioni religiose con una grande varietà di credenze e pratiche; la maggior parte professa fedi orientali, ma vi sono milioni anche aderenti al cristianesimo. Tuttavia, dall'inizio dell'anno si è registrata una decisa intensificazione della repressione religiosa". E' ciò che si legge nel Rapporto internazionale 2000 sulla libertà religiosa nel mondo, una vera e propria denuncia sulla drammatica situazione di quanti desiderano vivere la propria fede secondo i principi della libertà evangelica.
Il governo permette di operare liberamente solo alla Chiese cristiane affiliate all'Associazione patriottica cattolica, controllata dal governo stesso; ma in realtà la Chiesa cattolica non ufficiale fedele alla Santa Sede conta un numero molto maggiore di fedeli rispetto alla Chiesa ufficiale.
"La Cina - continua il rapporto - ha finora rifiutato di stabilire relazioni diplomatiche con il Vaticano; i vescovi della Chiesa ufficiale non sono consacrati a Roma, che tuttavia spesso li riconosce non ufficialmente. La crescita di Chiese non registrate continua a provocare ostilità nelle autorità locali che vedono in tale fenomeno una minaccia all'ordine costituito. In alcune aree, le autorità di sicurezza praticano arresti e persino abusi fisici per molestare personalità religiose e fedeli. Molti religiosi sono in carcere per la propria fede: tali "sparizioni" hanno come obbiettivo quello di costringerli ad aderire alla Chiesa ufficiale controllata dal regime".
In questo clima si inserisce la canonizzazione dei 120 martiri cinesi celebrata il 1° ottobre a San Pietro, vista da Pechino come un "distorcere e calpestare la storia", un tentativo del Vaticano di esaltare il colonialismo, arrivando a parlare dei "crimini enormi" commessi dai neo-santi (molti dei quali furono vittime della rivolta dei boxer, che per il governo rappresenta un episodio della lotta antimperialista).
Sessioni ideologiche per sacerdoti e vescovi, minacce al clero della Chiesa ufficiale, un lungo fiume di articoli sui maggiori quotidiani: sono i passi di una vera e propria campagna anti-canonizzazione. Vescovi e preti della Chiesa ufficiale (che hanno chiesto l'anonimato) in diverse diocesi della Cina Popolare hanno ricevuto pressioni perché "evitassero di parlare in pubblico" della canonizzazione durante le messe domenicali del primo ottobre.
Ma il Santo Padre non si è lasciato intimorire da questa accusa priva di fondamento: La Chiesa è oggi grata al suo Signore, che la benedice e la inonda di luce con il fulgore della santità di questi figli e figlie della Cina - afferma il Papa nell'omelia - non è forse l'Anno Santo il momento più opportuno per far risplendere la loro eroica testimonianza? E poi aggiunge risoluto: la presente celebrazione non è il momento opportuno per formulare giudizi su quei periodi storici: lo si potrà e lo si dovrà fare in altra sede. Oggi, con questa solenne proclamazione di santità, la Chiesa intende soltanto riconoscere che quei martiri sono un esempio di coraggio e di coerenza per tutti noi e fanno onore al nobile popolo cinese!
E' un gesto che vuole testimoniare la grandezza di un martirio che ha unito insieme cristiani e stranieri, laici e sacerdoti, donne e uomini di ogni età, compreso bambini. Tutto questo è segno che la fede cristiana sa superare i confini nazionali e razziali.
S. Teresina (la cui festa si celebra proprio il I° ottobre), nel suo Storia di un'anima scriveva: "Compresi che la Chiesa ha un cuore e che questo cuore arde d'amore; compresi che solo l'amore fa agire tutte le membra e che se l'amore fosse venuto ad estinguersi, gli Apostoli non avrebbero mai più annunziato il Vangelo e i martiri avrebbero rifiutato di versare il loro sangue. Compresi che l'amore è tutto ed abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi, poiché esso è eterno".
Infine, il Santo Padre, rivolto a tutti i cattolici in Cina, ha dato eco a questo richiamo all'amore: Desidero assicurarvi ancora una volta che prego ogni giorno per voi. Possano i Santi Martiri confortarvi e sostenervi perché, come loro, possiate dare coraggiosa e generosa testimonianza della vostra fedeltà a Gesù Cristo e di autentico amore per il vostro popolo.
Stefania Consoli

I martiri, salvezza per i cristiani

Nel martirio cristiano continua la vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato degli uomini. I martiri di oggi portano la salvezza di Cristo agli uomini della loro generazione. Il martire, nuovo Agnello di Dio, toglie i peccati del mondo, rende attuale la salvezza. Ogni popolo, ogni generazione è salvata dai suoi martiri. Ogni popolo, ogni generazione può e deve gloriarsi dei suoi martiri perché essi la salvano nel dono in Cristo della loro vita e nel perdono dei peccati. Origene, con profonda verità, ha scritto: se non ci sono più martiri, dubito che ci siano rimessi i peccati.
Sacerdote anonimo

 

S. Lucia, la purezza della luce

Il 13 dicembre, è tradizionalmente considerato il giorno più corto dell'anno (solstizio d'inverno), quando l'oscurità serale sostituisce velocemente i luminosi raggi del sole. In quel giorno la Chiesa festeggia una santa che la tradizione lega proprio alla presenza della luce nella vita degli uomini (in Svezia la fanciulle indossano una corona di candele accese per partecipare alle celebrazioni dell'amata Lucia). Diamo un breve sguardo alla sua vita per comprendere l'origine di questa tradizione.

Lucia nasce e vive a Siracusa (antica città della Sicilia - Italia) al tempo delle persecuzioni cristiane. La madre di Lucia, soffre di un flusso di sangue inarrestabile (come l'emor-roissa del vangelo di Luca) cerca nei medici e nella scienza risposta e guarigione, ma inutilmente. Non si scoraggia, però. Ispirata proprio dall'episodio evangelico, decide di andare con la figlia Lucia a Catania, alla tomba di S. Agata, una giovane martire che aveva offerto la vita al Signore in difesa della propria verginità.
Sicure che Gesù continua ad operare nel mondo attraverso i suoi santi che Lo rappresentano su questa terra, madre e figlia si mettono a pregare davanti alla tomba della martire. La loro fede è premiata... S. Agata appare a Lucia e le dice: "Lucia, sorella mia e vergine del Signore, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere? La tua fede è stata di gran giovamento a tua madre che è già guarita. E come per me è stata ricolma di grazie la città di Catania, così per te sarà preservata la città di Siracusa, perché il Signore nostro Gesù Cristo ha gradito che tu abbia serbato illibata la tua verginità". La madre guarisce, ma Lucia riceve una nuova luce nel cuore: capisce la potenza della verginità, la bellezza d'essere sposa di Gesù vergine, Modello dei vergini. Non solo capisce, ma decide di rimanere vergine pur sapendo che il fidanzato non avrebbe capito!
Come aveva previsto, il fidanzato non condivide la sua scelta e tenta in tutti i modi di dissuaderla, ma invano. Certo di aver perduto per sempre Lucia, la denuncia come cristiana al procuratore, che sentita la storia, pensa di poter convincere Lucia a recedere dai suoi propositi, portando la fanciulla in una casa di prostituzione, per introdurla nei piaceri della carne. Non volendo andarci da sola, provano a portarcela con la forza, ma non riescono neppure a smuoverla. Il procuratore non crede ai suoi occhi e prova con le maniere forti: fa portare una coppia di buoi forti, ma i pazienti animali non riescono a vincere la resistenza di quell'esile fanciulla, avvinta da una forza misteriosa ben più forte. A questo punto il procuratore si adira, fa preparare una catasta di legna imbevuta di pece e arricchita di resina e ordina che Lucia sia arsa viva.
Lucia si rivolge ai presenti e dice: "Pregherò il Signore nostro Gesù Cristo, affinché questo fuoco non mi molesti; io poi, che ho fede nella Croce di Cristo, dimostrerò a te che ho impetrato un prolungamento alla mia lotta, così farò vedere ai credenti in Cristo la virtù del martirio e ai non credenti toglierò l'accecamento della loro superbia". E così accade: Lucia esce indenne dalle fiamme e non è neppure deturpata dall'olio bollente che il furente proconsole fa versare su di lei. Morirà decapitata, consumando i celesti sponsali con Colui che aveva conquistato il suo cuore di vergine e per il quale, vergine si era custodita. Famosa in tutto il mondo, amata dai pittori di tutti i tempi, è rappresentata in tanti modi; fra gli altri con un vassoio in mano contenente i suoi due occhi casti. È, infatti, protettrice della vista; sicuramente di quella fisica ma, soprattutto, di quella spirituale.
Sì, perché è detto: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio". La sua verginità le ha permesso di vedere Dio già su questa terra e le ha donato di contemplarlo ora per l'eternità, da dove c'invita e per noi intercede, perché dove è lei possiamo esserci un giorno anche noi, a godere del Giorno che non conosce tramonto.

Lino Frau

 

* Manila - Più tempo passa, più la situazione peggiora. L'escalation di violenza denunciata dai vescovi si è intensificata negli ultimi tre mesi, accanendosi sui civili. "Gente innocente continua a morire, molte donne e bambini, ma nessuno ne parla, neppure i mass-media" afferma in un colloquio con Fides mons. Romulo Valles, vescovo di Kidapawan, diocesi di Mindanao, nel bel mezzo del conflitto. "La situazione è molto lontana dalla normalità. Violenza e morte sembrano molto vicine, pronte a irrompere in ogni momento. Mi chiedo se riusciamo a comprendere davvero il terrore in cui vivono i civili in questa zona!" esclama mons. Valles.
Intanto nella vicina isola di Jolo, il governo, dopo l'offensiva lanciata il 16 settembre, ha imposto il blackout dell'informazione e delle comunicazioni, con il divieto di accesso a mass-media e giornalisti.

* Indonesia/Molucche - La situazione continua ad essere drammatica nelle Molucche dove si sta compiendo la pulizia etnica islamica contro la minoranza cristiana, lontano dagli occhi degli osservatori internazionali.
L'agenzia Fides riporta un nuovo, drammatico SOS da parte della comunità cristiana di Ambon: "Il conflitto nelle Molucche dura ormai da 20 mesi e non finirà, se non con l'annientamento definitivo della presenza cristiana sulle isole.
Dall'anno scorso hanno cancellato il 75% dei cristiani dall'isola. I guerriglieri &endash; continua il comunicato &endash; sono assistiti da una parte delle forze dell'ordine. Hanno valido equipaggiamento militare e sono molto più numerosi dei cristiani. I cristiani non hanno neppure navi per fuggire... Essi non avranno scelta: o rinnegare la fede o essere massacrati" scrivono allarmati i leader. "La comunità cristiana chiede ancora una volta al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e alla Commissione Onu per i Diritti Umani di intervenire per riportare la pace". E accorate risuonano le parole: "Aiutateci, ogni notte e giorno preghiamo Dio, affinché il nostro appello tocchi i cuori di chi può fare qualcosa per venire in nostro aiuto. Una forza internazionale è l'unica speranza di vita. Se vogliamo rimanere sulla nostra terra".

 

ISRAELE: Gli appelli perché la Terra Santa sia "terra di pace"

La Terra Santa deve essere la terra della pace e della fraternità. Così Dio vuole! ha affermato Giovanni Paolo II nell'appello lanciato lunedì 2 ottobre al termine dell'udienza ai pellegrini giunti a Roma per le canonizzazioni.
Il Patriarca latino di Gerusalemme, Michel Sabbah, in una sua lettera ai fedeli sottolinea che "la strada per calmare la situazione è comprendere che i Luoghi Santi non possono essere toccati né soggetti ad alcuna contrattazione: la Città Santa dovrebbe essere la città della riconciliazione, dopo aver stabilito in essa la giustizia". I Patriarchi ed i Capi delle Comunità cristiane di Geru-salemme, hanno reso pubblica una dichiarazione in cui riaffermano la posizione già espressa: è necessario "assicurare libertà di movimento, accesso, culto e preghiera" come è necessario "mettere fine alle violazioni contro tutti i luoghi santi di Gerusalemme".
(Fides)

 

"Ritornate al primitivo fervore"

La "Donna" combatte il "dragone"

La Chiesa, anche nei più autorevoli documenti del Concilio Vaticano II, non cessa di ricordare ai credenti che: "Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall'origine del mondo, destinata a durare, come dice il Signore (cfr. Mt 24,13; 13,24-30 e 36-43), fino all'ultimo giorno...inserito in questa battaglia l'uomo deve combattere senza soste" (Gaudium et Spes, 37). Ancora afferma, nel fondamentale documento conciliare sulla Chiesa, che "anche gli scritti dell'Antico Testamento...letti nella Chiesa e capiti alla luce dell'ulteriore piena rivelazione, passo, passo mettono sempre più chiaramente in luce la figura di una donna: la madre del Redentore. Sotto questa luce essa viene già profeticamente adombrata nella promessa, fatta ai progenitori caduti in peccato, circa la vittoria sul serpente (cfr. Gn 3,15). (Costituzione dogmatica "Lumen Gentium, 55).
La Madonna, fin dalle prime settimane dall'inizio delle apparizioni, rivela che il senso spirituale profondo della sua straordinaria presenza a Medj. si colloca nel quadro della grande lotta apocalittica in atto, oggi più che mai, tra la Luce dell'Amore di Dio e le potenze delle tenebre: "È in corso un grande combattimento tra mio Figlio e Satana. La posta in gioco sono le anime degli uomini" (mess. 02.08.1981). In seguito ci ripete che è in corso una implacabile lotta spirituale tra Lei, la "Donna vestita di sole" e "il dragone" che "si avventa contro la donna che ha partorito il Figlio maschio" (Ap 12,13):"dovunque mi manifesto e con me mio Figlio, subito arriva anche Satana" (Mess. 28.01.1987).
Medj. non è infatti un luogo di devozioni pietistiche, ma uno spazio di grazia in cui ferve un grande combattimento senza quartiere tra la stirpe della donna e il "serpente antico", che tenta instancabilmente di "insidiarLe il calcagno" (Gn 3,15) e in cui è richiesta una scelta radicale per Dio e contro Satana. La Madonna chiama infatti i suoi figli ad unirsi decisamente a lei in questo scontro decisivo tra i figli della luce e le potenze delle tenebre: "Perciò cari figliolini miei, pregate e testimoniate con la vostra vita che siete miei, perché Satana in questi giorni torbidi vuole sedurre quante più anime possibili"(Mess. 25.04.1992). Per questo chiede di rinnovare, con una decisione più profonda e incondizionata, la consacrazione al Cuore misericordioso di Gesù attraverso il suo Cuore Immacolato: "Invito tutti coloro che mi hanno detto sì a rinnovare la consacrazione al mio Figlio Gesù, al suo Cuore e a me, in modo che possiamo usarvi ancor più efficacemente come strumenti di pace in questo mondo senza pace"(ibidem).
Maria smaschera risolutamente le subdole trame del nemico. Così avverte membri del gruppo di preghiera da lei costituito e guidato: "State in guardia. Questo periodo è pericoloso per voi. Il demonio cerca di distogliervi dal vostro cammino. Quelli che si danno a Dio subiranno degli attacchi" (Mess. a Jelena 26.07.1983) e poche settimane più tardi, ripete: "Satana è arrabbiato con coloro che digiunano e si convertono"(15.08.1983).
La Vergine ci ricorda anche che il demonio mira a indebolire le anime, tentando di strappare loro quella gioia spirituale che sgorga da una pienezza di comunione col mistero pasquale di Cristo: "In questi giorni avete assaporato la dolcezza di Dio, grazie al rinnovamento della Parrocchia. Satana vi attacca con violenza per strapparvi questa gioia. Con la preghiera potrete disarmarlo totalmente e assicurarvi la felicità" (Mess. 24.01.1985).
Il "Principe di questo mondo" non si limita ad insidiare le singole anime, ma si avventa con rabbiosa violenza anche contro le comunità spirituali suscitate o ravvivate dalla speciale presenza della Regina della Pace, là dove, nella luce del mistero della Chiesa, risplende più visibilmente la gloria della SS. Trinità. Perciò moltiplica i suoi attacchi anche contro la Parrocchia di Medj.: "Satana prende insidiosamente di mira la Parrocchia. Non vi addormentate nella preghiera" (Mess. 17.01.1985)."Satana è particolarmente attivo in questi giorni nella Parrocchia. Pregate... affinché ogni attacco di Satana si trasformi in gloria di Dio" (Mess. 07.02.1985).
L'ira del nemico si riversa in modo speciale anche sulla famiglia, "piccola Chiesa domestica", luogo in cui per eccellenza nasce e cresce la comunione d'amore e il bene prezioso della vita, dove brilla il sigillo dell'amore trinitario. Maria svela gli occulti disegni dell'avversario, assicurando la sua speciale protezione a chi si stringe al suo Cuore Immacolato con una preghiera ardente: "Satana vuole creare disordini nei vostri cuori e nelle vostre famiglie. Figlioli non cedete. Non dovete permettere che egli diriga voi stessi e al vostra vita.
Io vi amo e intercedo per voi presso Dio. Figlioli, pregate! (Mess. 25.01.1994).
La Madonna indica anche alcuni segni inequivocabili rivelatori della presenza attiva del Nemico: "Ogni turbamento viene da Satana (Jelena.15.08.1983)"."Satana è arrabbiato con voi, cerca anzitutto di precipitarvi nella confusione" e mette specialmente in guardia i suoi figli da certe chiusure del cuore che agevolano in modo particolare l'opera disgregatrice di Satana: "...non permettete a Satana di operare nella vostra vita attraverso malintesi, incomprensioni e mancanza di accoglienza degli uni da parte degli altri" (Mess.25.01.1990).
Di fronte all'opera devastatrice che il Nemico va dilatando a dismisura nelle anime, Maria lancia quasi un grido di acuta sofferenza materna, che sembra levarsi dall'abisso d'amore del suo Cuore ferito, destinato a squarciare il velo di torpore spirituale che si è adagiato sui cuori di molti tra i chiamati nel suo grande piano di salvezza: "Vi invito tutti in modo speciale alla preghiera e alla rinuncia, perché ora come mai prima, Satana vuole mostrare al mondo il suo volto infame con il quale trascinare più gente possibile sul cammino della morte e del peccato. Perciò cari figli aiutate il mio Cuore Immacolato a trionfare in un mondo di peccato"(Mess. 25.09.1991). (continua)

Giuseppe Ferraro

 

Esorcismo e discernimento

Don Gabriele Amorth, il noto esorcista del Vaticano ci ha parlato, nel corso di una conferenza, di una questione molto importante per la vita dei cristiani, soprattutto in questo tempo in cui luce e tenebre si contrappongo in modo evidente.
Il tema affrontato, "Esorcismo e discernimento", può essere sintetizzato in tre punti.

1. L'esistenza del demonio. Innanzitutto bisogna inquadrare il problema dell'esistenza del demonio, messa in discussione da un buon numero di teologi razionalisti, i quali vorrebbero interpretare Satana solamente come un mito o un simbolo del male in generale. A questi studiosi rammentiamo l'insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica: "quando alla fine del "Padre nostro" si dice "ma liberaci dal male", con "male" s'intende la persona del Maligno, non il male in generale" (CCC n.2851).
Il Papa Paolo VI disse a riguardo del diavolo: Satana è un agente perverso e pervertitore... non è solo un demonio, ma una paurosa pluralità. Quindi, Satana è persona, anzi, è una pluralità di persone; comprende tutti quegli angeli che, avendo rifiutato di obbedire a Dio, sono diventati demoni, cioè ribelli e maledetti. A sostegno di questa dottrina della Chiesa è opportuno cercare nella Bibbia quei brani da cui emerge che l'esistenza di Satana è chiaramente rivelata dalla Scrittura; inoltre, si può comprendere che parlare del demonio significa parlare indirettamente di Cristo, perché la Bibbia afferma che Gesù è il Salvatore in quanto è venuto a liberarci dal potere del Maligno. "Satana è libero, intelligente e dotato di spirito d'iniziativa.".

2. L'azione del diavolo. La sua attività principale, che possiamo definire ordinaria, consiste nel tentare l'uomo al male, cercando di farlo allontanare da Dio. Per questo, non basta soltanto "credere in Dio" - come difatti crede il 90% degli italiani - ma è necessario fare la volontà di Dio. "Nei miei 45.000 esorcismi - racconta ironico don Amorth - non ho mai incontrato un diavolo che non creda in Dio. Credere non serve a niente; piuttosto, bisogna fare ciò che Gesù ci ha detto di fare"(cfr. Gc 2,14-20; Mt 7,21).
A quest'azione tentatrice del demonio siamo sottoposti tutti, e per tutta la vita, come accadde anche a Gesù ed a Maria; per questo, è necessario vigilare, fuggire le occasioni di peccato e, soprattutto, pregare, perché da soli perdiamo la lotta contro Satana, mentre la vinciamo se ci uniamo a Cristo con l'orazione.
Vi è poi un'attività straordinaria del demonio, che consiste nel poter dare dei disturbi particolari, eccezionali; ciò accade a volte per colpa nostra, ma a volte anche per colpa altrui. Possiamo classificare questi mali secondo 4 categorie, anche se ancora non esiste fra gli esorcisti un linguaggio comune per descrivere i fenomeni demoniaci.
* possessione: il diavolo entra nel corpo umano e si manifesta con gesti e parole. In tal caso, sia ben chiaro che Satana non può mai impossessarsi dell'anima.
* vessazione: il demonio colpisce una persona con sofferenze e malefici, agendo sul piano della salute, degli affetti o del lavoro. è un caso molto difficile da discernere perché spesso questi mali giungono da Satana ma in modo indiretto, non evidente, così da sembrare dovuti a fattori naturali. Pertanto le persone colpite, spesso non comprese da preti e vescovi che a volte di queste cose sanno poco, si rivolgono ai maghi in cerca di aiuto; ed i problemi si complicano ulteriormente, perché ogni magia trae efficacia dal regno delle tenebre. è una stupida illusione pensare che la magia bianca, quella fatta teoricamente "a fin di bene", possa utilizzare il potere del Maligno per recare benefici ed eliminare il male. La magia è sempre nera, sempre malefica, anche quando viene presentata come "buona".
* ossessione: si tratta di disturbi dati all'uomo, che colpiscono la sua serenità interiore, il suo equilibrio psico-emotivo. Satana aggredisce causando turbamento, angoscia ed intimi tormenti.
* infestazione: si intendono quei malefici che colpiscono cose ed animali. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che si possono fare esorcismi anche alle cose (CCC n.1673), e difatti capita, a volte, di dover esorcizzare case o luoghi. Tutti questi mali particolari, che tuttavia non hanno mai potere sull'anima, si ricevono per 4 motivi:

a) per libera iniziativa del demonio. Dio, in virtù della libertà concessa alle creature, tollera che Satana operi il male, anche se il male non è la volontà di Dio. Ciò non rappresenta tanto una permissione di Dio al male, quanto un suo non-intervento immediato. I motivi di questa volontà divina in parte ci sfuggono; però, sappiamo che Dio ha il potere di trasformare il male in bene.
Molti santi sono stati colpiti da possessione, vessazione, ossessione, e si sono santificati attraverso queste prove: Padre Pio, il Curato d'Ars, S. Gemma... Non dimentichiamo, dunque, il valore della croce. I mali satanici, offerti in sacrificio a Dio, hanno un potere di redenzione enorme.

b) per frequenza a luoghi pericolosi: maghi, cartomanti, gruppi satanici, sedute spiritiche.

c) persistenza in peccato grave. Col passare del tempo, ci si "indurisce" nel peccato e il male mette radici profonde in noi.
d) malefici: è la causa più comune, riguarda il 90% dei casi, e non dipende da colui che riceve i mali. "Maleficio" significa un male fatto con l'aiuto del demonio. Chi può farlo? Non tutti, ma solo i maghi realmente in contatto col diavolo. Vi sono varie forme di maleficio: fattura, legatura, malocchio... Di tali mali è colpevole chi ordina i malefici e chi li fa.

3. L'autorità che Cristo ha conferito alla Chiesa affinché scacci Satana. Gesù ha dato questo potere prima ai Dodici, poi ai 72 discepoli; infine, lo ha esteso a tutti i credenti: "questi sono i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni" (Mc 16,17).
Oggi, però, l'esorcismo può essere fatto solo da un sacerdote autorizzato dal proprio Vescovo, e con il permesso del Vescovo del luogo. Tuttavia, ogni fedele può recitare delle preghiere di liberazione, per sé e per altri, senza bisogno di autorizzazione del Vescovo, il quale può al massimo proibire la forma pubblica o il luogo in cui queste preghiere vengono fatte.
Il fine di queste preghiere è lo stesso dell'esorcismo, cioè scacciare Satana; ma mentre l'esorcismo è la preghiera ufficiale e pubblica fatta in nome della Chiesa - e per questo è di per sé più efficace - la preghiera di liberazione resta sempre una preghiera privata, la quale, in alcuni casi, può comunque dare grandi risultati.
Al tempo di S. Caterina, infatti, è capitato che portassero a lei i casi di possessione più difficili; Caterina, che non era sacerdote ma era santa, riusciva a liberarli. Così pure S. Francesco, S. Leopoldo Mandic e tanti altri santi, pur non essendo esorcisti, hanno liberato molti indemoniati. In linee generali, il potere di cacciare i demoni dipende dalla fede e dalla preghiera.

Massimiliano Curletti

 

 

"Ritengo che il 99 per cento dei vescovi non creda più nell'azione straordinaria del demonio".
Così risponde don Amorth a un giornalista di 30 giorni sul satanismo:

D. E la Chiesa, di fronte al diffondersi di questo fenomeno (satanismo), cosa fa?

R. È completamente assente! Da trecento anni si è cessato di fare esorcismi nella Chiesa latina (non è così nella Chiesa ortodossa e in certe confessioni protestanti). E perciò sacerdoti e vescovi, non avendo mai visto esorcismi, non parlandone mai, avendo evacuato dalla fede cattolica così come viene insegnata nei seminari la presenza personale del diavolo, non ci credono più. Ritengo che il 99 per cento dei vescovi non crede più nell'azione straordinaria del demonio.
Basta vedere il nuovo rituale esorcistico preparato dalla Santa Sede: è stato fatto da persone completamente incompetenti, e che hanno paura degli esorcismi. "Se non c'è la certezza della presenza di Satana non si facciano esorcismi", dice il nuovo rituale. Ma questo è assurdo: Satana si nasconde, si camuffa in tutti i modi. Il vecchio rituale romano insegnava la prudenza, per non confondere mali psichici con infestazioni diaboliche. ma insegnava anche i trucchi che usa il demonio per camuffare la sua presenza.
E dirò di più: il nuovo rituale proibisce di fare esorcismi in caso di maleficio: ma i casi di maleficio sono oltre il 90 per cento di tutti i casi di infestazione diabolica. Secondo il nuovo rituale, quindi, non bisognerebbe mai fare esorcismi!.
Sono incredibili queste riforme liturgiche che partono dal presupposto che la Chiesa per secoli si è sbagliata. Sì, Satana è dappertutto. E può lavorare indisturbato, perché chi meno lo disturba sono i preti!
Red.

 

"Io sono con voi..."

La presenza di Maria nella vita dei cristiano ha una grande importanza, specie nella vita dei consacrati.
Ella si introduce nella vita semplice, familiare, con una sorprendente facilità. Non sentiamo parole, non cogliamo gesti, ma solo un pacato, dignitoso "aggirarsi" nella casa compiendo i più umili dei lavori, con un cuore pronto ad ogni richiesta, con un'attenzione tenera e gentile a chi le sta intorno...
Chi vive la presenza di Maria interpreta con amore ogni pensiero, ogni richiesta, ogni desiderio del cuore di ciascuno. Delicata, si "impone" con il suo atteggiamento altamente spirituale, e detta in silenzio il cammino e la pratica di ogni virtù. L'"Invisibile" e il visibile si "alternano" nel suo cuore di donna chiamata a compiere una missione che la supera e la trascende. Lei sola la conosce... ma fino in fondo? Non si preoccupa: la volontà di Dio è al di sopra di ogni altro pensiero e preoccupazione. Ripete, con incessante e crescente amore di servizio: "Ecco l'ancella del Signore, si compia in me la tua parola..."
Guardare Maria, "studiare" Maria, è davvero "saggezza", per chi intende superare tutti gli ostacoli che si frappongono al cammino spirituale di un'anima... magari anche consacrata. Maria ha imparato a sue spese e ha condiviso in tutto il cammino dell'umanità: bene e male; travagli, preoccupazioni e contrasti; prove di ogni genere. (...)
Maria è sempre "attuale" per il cammino di fede e di santità. Maria, "cantautrice" del Magnificat, è una chiara luce per tutti, ma più e più per i consacrati".

(dagli scritti di: Carmelo S. Anna - Carpineto)


Notizie dalla terra benedetta

Maria ci accompagna sotto la Croce

L'8 settembre è stata celebrata solennemente la festa della Natività della Maria Vergine. La S.Messa era presieduta dal nuovo parroco di Medj. Ivan Sesar, insieme ad altri 70 sacerdoti.
Anche quest'anno la solennità dell'esaltazione della Santa Croce è stata celebrata la prima domenica dopo la festa della Natività di Maria Vergine, il 10 settembre, sul monte Krizevac. Come ogni anno, il fiume di pellegrini si è riversato su Medj. già durante la notte. Molti di essi hanno percorso a piedi centinaia di chilometri.
Ma non tutti conoscono la storia del Krizevac e della sua croce.... A circa un chilometro in linea d'aria dalla chiesa di Medj. si erge il monte Krizevac. Sulla sua cima (520 s.l.m.) il parroco dell'epoca ed i suoi parrocchiani innalzarono nel 1934 una croce in cemento alta 8.56 m. Sulla croce sono iscritte le parole: "A Gesù Cristo, Redentore dell'umanità, in segno di fede, amore e speranza, in ricordo del 1900° anniversario della passione di Gesù". Successivamente si instaurò la consuetudine di celebrare la Santa Messa ai suoi piedi la prima domenica dopo la festa della natività di Maria Vergine, in ricordo dell'esaltazione della croce.
Il Krizevac non attira tanti pellegrini per le sue bellezze naturali, né per l'importanza della croce che qui si erge, ma perché gli uomini hanno compreso che la strada che conduce alla pace passa attraverso la croce. Molte persone infatti, proprio su questo monte, hanno trovato la pace e la via che porta a Dio. Inerpicandosi lungo il difficile sentiero che porta fino alla croce sul Krizevac, i pellegrini pregano la via crucis. Ecco perché lungo il sentiero che porta al monte Krizevac sono stati collocati sedici rilievi in bronzo sui quali è presente l'immagine della Vergine. E' un messaggio rivolto a tutti: la Madonna segue Gesù e noi lungo la via crucis della vita.

P. Slavko missionario
in Inghilterra

Convertitosi a Medj. dall'ebraismo, Bernard Ellis sentì il bisogno e propose ai pellegrini inglesi un incontro annuale di preghiera. L'idea fu accettata e dal 1990, ogni anno, si organizza un incontro di preghiera l'ultimo lunedì di agosto. Al suo ritorno dall'Inghilterra, fra Slavko ci ha riferito le sue impressioni: "La nostra sistemazione era presso Walsingham &endash; il santuario mariano più antico dell'Inghilterra. Numerose persone hanno partecipato a questo decimo incontro di preghiera, il quale è iniziato con il Rosario, e poi ha proseguito con la S. Messa, l'adorazione e la preghiera per le guarigioni, secondo lo stile di Medj.
Il 26 agosto si è svolto l'incontro nella parrocchia di S.ta Margherita, dove il parroco ha organizzato adorazioni giornaliere dalle 10 del mattino fino alle 22. Speriamo che sempre più persone siano disposte a donare un'ora a Gesù e ad essere con Lui nell'adorazione. Oltre all'incontro di preghiera annuale di tutti i pellegrini di Medj., è stato organizzato anche l'incontro giovanile Youth 2000, al quale hanno partecipato 1500 ragazzi provenienti da tutta l'Inghilterra e la Scozia.
Domenica 27 agosto ho trascorso il pomeriggio con loro, per riflettere sullo stesso tema del festival di Medj. e dell'incontro di Roma: "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi". Possiamo soltanto essere grati a Maria Regina della Pace per tutti i figli che ha radunato intorno a sé e che generosamente e totalmente continuano il suo programma di preghiera."

** Dal 15 al 18 settembre p. Slavko ha tenuto alcuni incontri di preghiera in Belgio ed in Germania. Il 16 settembre si è svolto il consueto incontro presso il santuario nazionale di Beauraing, dove la Madonna apparve all'inizio degli anni 30, invitando in modo particolare alla preghiera per la conversione dei peccatori. Sono seguite le "Giornate mariane" a Fulda, dove regnava un'atmosfera di preghiera molto intensa. Questi incontri dimostrano che lo spirito di preghiera di Medj. ha contagiato molte persone in questa zona del mondo ed esso reca con sé i frutti della conversione e predispone i fedeli ad andare a Gesù insieme a Maria, entrando così con sicurezza nel nuovo millennio.

** I rappresentanti di circa 20 paesi dell'America Latina si sono dati appuntamento a Medj. dal 20 al 26 settembre in occasione del XII incontro internazionale dei centri della pace. Il tema era: "Celebriamo con Maria il grande Giubileo". Tali centri sono sorti in tutta l'America Latina come luoghi di raccoglimento di tutti coloro che hanno compreso l'importanza dell'appello di Maria a Medj. La loro attività consiste soprattutto nella diffusione dei messaggi e nell'organizzazione di gruppi di preghiera e pellegrinaggi. E' emersa in modo particolare l'esigenza di una crescita spirituale del singolo nel vivere i messaggi della Madonna, come pure la necessità di diffondere i messaggi agli altri e di costituire e guidare gruppi di preghiera.

* Secondo le ultime disposizioni in materia di visti e passaporti, è possibile entrare in Bosnia ed Erzegovina, e quindi anche venire a Medj., solo se provvisti di passaporto. Non è dunque sufficiente la carta d'identità, ad eccezione dei cittadini della Repubblica di Croazia.(Press Bulletin)

* Durante una conferenza a Medj., Marija ci ha riferito alcune parole della Santa Vergine poco conosciute, ma molto importanti: "Molti vengono qui per chiedere a Dio la guarigione fisica, ma alcuni di loro vivono nel peccato. Costoro non comprendono che devono cercare innanzitutto la salute dell'anima, che è la più importante, e purificarsi. Essi dovrebbero, per prima cosa, confessarsi e rinunciare al peccato".

Marija ha precisato, che molte più guarigioni sarebbero concesse da Dio se si facessero le cose nel giusto ordine, e cioè:
1°: confessarsi e rinunciare sinceramente al peccato;
2°: implorare la guarigione.

Qui a Medj., dove si realizzano profonde riconciliazioni con Dio, si può constatare quanto questo messaggio sia vero: molte malattie scompaiono dopo che la salute dell'anima è stata recuperata.

* Il 3 settembre abbiamo festeggiato il 35esimo compleanno di Vicka, che irradiava una gioia incredibile. Infatti, nel giorno del loro compleanno, la Gospa abbraccia e bacia i veggenti: "È un'esperienza che non si può descrivere" ci ha detto Vicka. È significativo che la Madonna ami tanto festeggiare i compleanni. In tal giorno, in modo particolare, Ella ringrazia Dio di aver creato quella persona e più che mai, esprime la sua ammirazione per la bellezza e la grandezza del dono della vita. (dal diario di sr. Emanuel)
Donatella da Nizza di Sicilia: "Sono venuta a conoscenza della vostra rivista mensile Eco di Maria Regina della Pace". L'ho letto con molto interesse perché in ogni articolo sprigiona verità profonda e tanta dolcezza, particolarmente nella lettera di don Angelo."

 

 

I LETTORI SCRIVONO

P. Carlo da Buenos Aires: "Per mezzo di Eco sono informato dei messaggi della Madonna e di tutti gli avvenimenti di Medj. E' una ricchezza straordinaria che mi arriva ogni due mesi. Vi ringrazio moltissimo. Penso che la nascita al cielo di don Angelo abbia lasciato un grosso vuoto... ma sono certo che intercede per tutti voi e per i lettori di Eco. Che egli vi benedica e vi protegga dal cielo, con la nostra carissima mamma Maria, Gesù, il Padre e tutti i santi."

Tre lettori dall'Albania: "Abbiamo seguito con tremore nel cuore gli ultimi passi di don Angelo nella vita terrena. Che forza d'animo! Non era difficile scoprire chi gli dava tanta forza! Lui era un prediletto "guerriero d'amore" della nostra Madre Celeste." (Teresa)

"Abbiamo pregato per lui (ma adesso lui prega per noi). Nello stesso tempo, in quanto comuni mortali, avevamo "paura" che con la scomparsa di don Angelo per l'Eco venivano giorni difficili, tenendo conto anche il fatto che il nostro caro giornalino non guarda in faccia nessuno... un giornalino, come fosse scritto dallo stesso Papa!" (Gjoni D.)

"Adesso siamo sicuri, Eco di Maria, per volere della nostra Madre, proseguirà... Anche se tante volte passiamo il giornalino da una casa all'altra, non chiediamo per adesso altre copie (facciamo anche delle fotocopie), solo per non aumentare le spese dell'unico giornalino che riceviamo gratis. Un grazie da parte del povero popolo albanese alla redazione dell'eco e dei suoi benefattori." (Matia P.)

Antonio da Reggello (FI): "Un ricordo carissimo e preghiera all'amato don Angelo che dal Paradiso segue il vostro lavoro e la mia pur piccola distribuzione dei suoi bei foglietti. Ho rinchiuso nel mio cassetto le sue tre lettere scrittemi e le tengo come un caro ricordo."

P. Remo dal Mozambico: Carissimi, è da molto tempo che seguo e leggo con piacere l'Eco di Maria. Sono tanto contento di seguire le belle novità che voi pubblicate. Ho visitato Medj. tre anni fa durante le mie ferie... Sono rimasto molto contento e sorpreso nel vedere tanta devozione. Sono missionario in Mozambico da 35 anni e qui nella mia missione la Madonna è molto venerata. Ogni volta che visito che comunità cristiane distribuisco moltissime corone del Rosario."

Sr. Diletta da Mocaiana (PG) - Grazie per la fedeltà nell'inviarmi l'Eco di Maria in questi anni, e soprattutto per la sua ricchezza spirituale frutto della Madonna e del dono di ciascuno di voi. Con voi tutti continuo a pregare per tutte le intenzione della Madonna, per tutti i cuori.

Roberto - Ho conosciuto da poco il vostro meraviglioso giornalino. Sono più che mai convinto sia un grande strumento nelle mani del Signore per raggiungere le anime... Pregherò sempre per questa missione che portate avanti, se pur tra ostacoli e prove, in maniera mirabile!

 

"Apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide e portavano palme nelle mani. (...) Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello". (Ap 7,9 ; 13)

 

Gesù nasce... nel presepe!

"Era il giorno di Natale del 1223 quando Francesco d'Assisi realizzò un suo intimo desiderio: 'rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l'asinello'." (Fonti Francescane - 468).
Nato per volontà di S. Francesco, il presepe è entrato a far parte della nostra vita in modo naturale, così come tutte le cose semplici, le cose che "fanno casa", quelle che hanno il sapore di antico e che ci riportano alle piccole "magie" dell'infanzia, alle calde atmosfere familiari.
Lo guardiamo ammirati e poi, improvvisamente, scopriamo che le nostre reali dimensioni svanisvono e, quasi per incanto, ci troviamo inseriti in quel piccolo mondo fatto di carta, di colla, di gesso e di vetro... ma anche di sassi, di muschio , di legno... In quel mondo in cui artificio e realtà si toccano e si fondono, dove la natura e le invenzioni umane si alleano per formare nuove armonie. Un pò come in quel tempo in cui la natura divina entrò in quella umana per ridonarle dignità e valore, per rinnovare l'antica alleanza.
Non più spettatori esterni dunque, ma dentro la scena: attori, interpreti e protagonisti, chiamati a partecipare all'evento di Betlemme in modo unico e originale, ognuno secondo il proprio modo di essere.
La fantasia, l'arte, l'abilità artigianale si mettono così al servizio dell'anima: un dono grande per quanti desiderano, come Francesco, "guardare Gesù con gli occhi del corpo".

Stefania Consoli

 

* Censimento dei Gruppi di Preghiera - Stiamo effettuando il secondo censimento dei Gruppi di Preghiera operanti in Italia e all'Estero. Invitiamo i capi gruppo ad inviare a Gianni Romolotti (e-mail: realt@tin.it e/o fax 02.58105979) quanto segue:
1.Indirizzo, Tel, Fax, E-mail del capo gruppo;
2.La consistenza del proprio gruppo, cioè quanti mediamente partecipano.
E' importante sapere in quanti siamo per fornirci impressioni in tempo reale su Medj.: incontri, pellegrinaggi, ecc.

Recentemente la Sig.ra Italia De Lazzari, una delle prime distributrici di Eco nella zona di Villanova, ha raggiunto i santi del cielo. Siamo riconoscenti per il servizio di amore che ha reso ai fratelli in nome di Maria, Regina della Pace, e insieme a tutti i lettori ci stringiamo in una catena di preghiera perché la sua gioia in cielo sia piena.

* Ci scusiamo con i lettori che ricevono Eco di Maria tramite pacco postale per tutti i disguidi che si sono verificati. Tali inconvenienti sono stati causati dal nuovo servizio delle Poste che deve ancora mettere a punto il suo funzionamento. Confidiamo in un futuro miglioramento.

* L'Eco di Maria è gratuito e vive solo di libere offerte, da spedire attraverso il nuovo numero di c.c.p. 14124226 o tramite bonifico bancario intestato a Eco di Maria, c.c. n. 68068/0 Banca Agricola Mantovana, Ag. 4, Frassino, Mantova, coordinate CAB 11504, ABI 5024. Anche con il tuo contributo Eco potrà continuare la sua missione nel mondo Grazie!

 

L'attesa del Signore che viene e non tarda ravvivi il desiderio della preghiera.
Una gioia umile e profonda e la semplicità dei rapporti tra i credenti saranno segni che ci confermano nel cammino.
Ringraziamo coloro che nel silenzio e spesso con sacrificio contribuiscono alla redazione, realizzazione e spedizione di Eco.
Dio ci benedica

Don Alberto

Villanova M., 1 novembre 2000


Eco su Internet: www.eclipse.it/medjugorje
E-mail abbonamenti: ecodimaria@mclink.it

 


 

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