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Eco di Maria Regina della Pace 150 (Marzo-Aprile 2000)

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Eco di Maria
Regina della Pace
150
Marzo Aprile 2000
Messaggio di Maria del 25 gennaio 2000:
"
Cari figli! Vi invito figlioli, alla preghiera incessante. Se pregate siete vicini a Dio e
Lui vi guiderà sulla via della pace e della salvezza. Perciò oggi vi invito a dare la pace
agli altri. Solo in Dio è la vera pace. Aprite i vostri cuori e diventate donatori di pace, e
gli altri, in voi e attraverso di voi, scopriranno la pace e così testimonierete la pace e
l’amore che Dio vi dà. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!"
Dalla preghiera incessante il dono della pace
In continuità con il messaggio del mese scorso (25.12.99), ma anche in linea con tutti i suoi
messaggi, Maria insiste sul tema della pace: solo in Dio è la vera pace e Lei ce lo ricorda
senza stancarsi mai! Non possiamo illuderci di trovare altrove quello che si può trovare solo
in Dio, e Maria ancora una volta ci indica la via: la preghiera incessante (1 Tess 5,2).
La preghiera non deve essere solo un momento della nostra giornata, uno spazio sottratto
alle nostre occupazioni, ma deve essere incessante; cioè deve essere continua, senza sosta, e
dunque deve coesistere con tutto quello che facciamo nella nostra giornata, deve pervadere
ogni nostra azione, ogni pensiero, ogni gesto, ogni atteggiamento, ogni istante della nostra
quotidianità, sia che lavoriamo, sia che riposiamo, sia che vegliamo, sia che dormiamo. La
preghiera è vivere alla presenza di Dio, avere viva coscienza della sua presenza, adorare
questa presenza in ogni luogo ed in ogni circostanza, in noi, ma anche in ogni persona che
incontriamo.
Se pregate siete vicini a Dio e Lui vi guiderà sulla via della pace e della salvezza. La
preghiera è comunione con Dio e, dunque, è condizione indispensabile per camminare, sotto
la sua guida, sulla via della pace e della salvezza.
Poi ci esorta a dare la pace agli altri, non solo a "trametterla". Questo è un invito
necessariamente consequenziale al primo perché, se non viviamo in comunione con Dio, se
non scopriamo che solo Lui è la nostra pace, non possiamo realizzare il secondo. La posta
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in gioco non è poca cosa; si tratta della pace e della salvezza non solo nostra, perché
aggiunge: gli altri, in voi ed attraverso di voi, scopriranno la pace. Chiamati dunque
ancora una volta esplicitamente da Maria ad essere donatori di pace dobbiamo chiederci se
non abbiamo frainteso, o sottovalutato, i suoi precedenti e ripetuti inviti Quale pace siamo
invitati a donare? Solo in Dio è la vera pace, e noi possiamo aprire i nostri cuori e
diventare donatori di pace
solo se in essi vive Dio, altrimenti potremo dare al più un
qualche segno di solidarietà umana, una qualche fugace consolazione, qualche illusoria
speranza, ma non toccheremo mai, né raggiungeremo, i meandri intimi del cuore, là dove
l’uomo ha bisogno di essere raggiunto da Dio affinché le sue ferite siano guarite e la
salvezza operi nella profondità della sua anima.
Dobbiamo testimoniare la pace e l’amore che Dio ci dà, dobbiamo essere la prova vivente
di questa pace e di questo amore, provare con la nostra vita, e non a parole che la
Resurrezione non è utopia, che le sue primizie germogliano sulla terra: basta avere occhi per
coglierne la fioritura, in ogni parte del mondo, e in ogni momento, dalla venuta di Gesù fino
ai nostri giorni. Se veramente Gesù vive in noi non ci sarà bisogno di alcun mezzo di
informazione per comunicare la sua presenza; essa sarà colta misteriosamente, senza
bisogno di spendere parole, e passerà attraverso la pace che gli altri scopriranno in noi e
attraverso di noi
, quella pace che Egli solo può dare (Gv 14,27). Nuccio
Messaggio di Maria del 25 febbraio 2000:
"Cari figli! Svegliatevi dal sonno dell’incredulità e del peccato, perché questo è un
tempo di grazia che Dio vi da. Utilizzate questo tempo e cercate da Dio la grazia della
guarigione del vostro cuore, affinché voi possiate guardare col cuore Dio e gli uomini.
Pregate in modo particolare per coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio e
testimoniate con la vostra vita, perché anche loro possano conoscere Dio e il suo
incommensurabile amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
Svegliatevi all’Amore
Come al solito vorrei prima ricordare il precedente messaggio. Spero che non abbiamo
dimenticato che siamo stati invitati "alla preghiera incessante". Pregare incessantemente
non significa pregare in continuo il rosario o essere continuamente nella Messa o
nell’adorazione, ma significa incontrare Dio, prima nella preghiera col rosario, nella Messa,
nell’adorazione, nella confessione, leggendo la Bibbia e, dopo questo incontro, nutriti
proprio dalla grazia di Dio, potremo riconoscere Dio nella natura e soprattutto nel prossimo.
Perché l’ultimo criterio, per tutto quello che facciamo come fedeli, si trova e si realizza nel
nostro incontro con il prossimo. Se non riusciamo a realizzare questo incontro con il
prossimo, tutti ci chiederanno: "che cosa significa per voi pregare se non riuscite ad
incontrare gli altri con amore?". Ecco: preghiamo per poter incontrare gli altri e, incontrando
gli altri, per poter incontrare Dio. La Madonna ha detto: "Se pregate siete vicini a Dio e Lui
vi
guiderà sulla via della pace e della salvezza".
Nella preghiera consueta, Rosario, S. Messa, ecc., la Madonna vuole che incontriamo Dio,
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così da essere vicini a Lui. Ma per essere "vicini a Dio" dobbiamo veramente e
concretamente chiedere che ci liberi da tutto ciò che ci impedisce di essergli vicini,
soprattutto che ci liberi dal nostro orgoglio, dall’egoismo e dal peccato in generale. Questo è
un grande impegno per noi tutti. Per poter fare esperienza che Dio è pace, che in Dio c’è la
vera pace, dobbiamo avvicinarci a Lui nella preghiera e scoprirLo in tutto quello che
facciamo e in tutti quelli che incontriamo. Ma la prima condizione è sempre quella di
aprirsi: "Aprite i vostri cuori!". Se non ci apriamo, non può succedere niente. Io spero che,
avendo cercato di vivere questo messaggio di gennaio, possiamo adesso capire bene quello
che ci ha detto oggi.
Il primo invito è: "Svegliatevi dal sonno dell’incredulità e del peccato". Questo imperativo
"svegliatevi" o "non dormite" lo incontriamo molto spesso sia nell’Antico Testamento che
nel Nuovo. Svegliarsi è credere; svegliarsi è liberarsi dal peccato. Questo è il grande
messaggio per questo mese, ma sicuramente anche per il tempo di Quaresima ormai alle
porte. Perché nel tempo di Quaresima, mentre pensiamo ai quaranta giorni di digiuno e
preghiera di Gesù nel deserto, vogliamo anche noi entrare con la fede in questo tempo e
vivere soprattutto la rinuncia, pregare di più e digiunare di più. Solo così Dio può darci la
grazia della fede e liberarci "dal sonno dell’incredulità e del peccato". Chi comincia a
pregare e digiunare di più nella Quaresima, può già dire che non dorme, che è spiritualmente
sveglio e vuole andare avanti.
Questo tempo, dice Maria, "è un tempo di grazia che Dio vi da". Non è la prima volta che
la Madonna parla di questo "tempo di grazia". Noi sappiamo che per quanto riguarda Dio
tutti i tempi sono tempi di grazia; per quanto riguarda noi, ecco, discerniamo bene i tempi di
grazia perché, per esempio, la Quaresima e i tempi attorno alla Pasqua e al Natale, sono
(continua p.8) (da p.1) sempre in modo speciale tempi in cui ci apriamo più facilmente.
Quanta gente non va durante tutto l’anno a Messa, ma viene per esempio alla celebrazione
del Natale o della Pasqua. Tramite anche queste apparizioni la Madonna vuole farci capire
che noi dobbiamo diventare coscienti che veramente Dio è sempre misericordioso, che
sempre dona la grazia; ma poi dipende da noi.
Ella ci invita: "Utilizzate questo tempo per cercare la grazia della guarigione del cuore",
guarigione che solo Dio può dare. Io credo che dobbiamo davvero prendere sul serio questo
tempo di grazia: penso in particolare alla Quaresima, ma ogni giorno dobbiamo chiedere
questa guarigione del cuore. Il peccato è la grande ferita e le conseguenze del peccato sono
tutte le ferite del cuore e dell’anima, che dopo causano le malattie anche nel corpo. In questo
tempo, ripeto che dobbiamo chiedere concretamente la guarigione del cuore, ma per poterla
chiedere, bisogna che riconosciamo bene il nostro peccato, le nostre ferite dall’infanzia fino
al momento presente.
La Madonna ci invita a chiedere questa guarigione del cuore con uno scopo speciale,
particolare: "affinché voi possiate guardare col cuore Dio e gli uomini". Infatti, quando il
cuore è guarito, possiamo vedere Dio, possiamo ascoltarlo leggendo la sua Parola, possiamo
contemplarlo nella creazione e soprattutto negli uomini, nelle persone. Il peccato invece ci
fa ciechi e noi dopo non vediamo né noi stessi, né gli altri, né Dio. Il peccato ci fa sordi e
dopo non sentiamo né Dio, né gli altri. Così è molto importante veramente in questo tempo
chiedere continuamente questa guarigione, perché noi tutti ne abbiamo bisogno: guarire nel
cuore per poter guardare con cuore nuovo la nostra vita e Dio.
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L’ultima parte di questo messaggio è proprio l’intenzione che la Madonna sottolinea nella
preghiera con la veggente Mirjana. Dal 2 agosto 1987, ogni due del mese, Mirjana prega con
la Madonna tra le ore 10 e le 11. Prima questo incontro di preghiera con la Madonna del due
del mese era nella "locuzione interiore", ma adesso Mirjana dice che vede proprio la
Madonna. Io credo che conoscere l’amore di Dio sia la cosa più importante, perché, quando
conosciamo Dio e il suo amore, non ci sarà difficile poi incominciare a pregare, ad amare, a
convertirci. Spinti dall’amore di Dio, sicuramente cambieremo in tutti i sensi la nostra vita.
Ma la Madonna non vuole solo che noi preghiamo per i non credenti, per quelli che non
hanno conosciuto l’amore di Dio; Ella vuole anche che la nostra stessa vita sia così
trasparente da aiutare gli altri a conoscere Dio e il Suo grande amore.
Quante volte la Madonna ha detto: "Dio esiste", "mettete Dio al primo posto nella vostra
vita"
! Questo non è solo per noi, ma anche per tutti quelli che noi incontriamo, con i quali
viviamo e lavoriamo. Se la nostra vita si cambierà, di sicuro gli altri conosceranno Dio e il
suo grande amore. Questa è una grande parola per il tempo che è davanti a noi: liberarci
dall’incredulità e dal peccato, chiedere la guarigione del cuore e pregare per quelli che non
conoscono l’amore di Dio. Se noi vivremo così questo messaggio, come la Madonna ci
chiede, di sicuro quest’anno sarà un vero Giubileo per noi tutti. Nuccio
Dimissioni del Papa? …Ecco le sue risposte!
Oltre alle diceeie a cui siamo abituati da tempo, l’incauta intervista del vescovo Lehman,
presidente della Conferenza Episcopale tedesca, sulle possibili dimissioni del Papa nel
caso di grave impotenza
, ha messo in subbuglio i media e i molti che, dentro e fuori della
Chiesa, non vedono l’ora che questo vecchio Papa se ne vada.
Ora, lo stesso intervistato ha ridimensionato le sue dichiarazioni, riconoscendo al Papa una
piena efficienza nel suo ministero, nonostante l’evidente stanchezza fisica e il morbo che gli
fa tremare la mano.
Lo stesso vescovo mostra la sua ammirazione per la continuità con cui il Papa ha seguito per
un mese la conferenza dei vescovi tedeschi, non perdendo una battuta e rispondendo con
prontezza ad ogni questione. Sappiamo poi come il Papa non manca mai a tutti gli
impegni programmati
che schiaccerebbero anche un uomo nel pieno vigore. In passato,
non si era mai verificato che un Papa si dimettesse per salute. Solo Celestino V rinunciò al
pontificato ritenendosi inadeguato al compito.
Ma a noi interessa l’insegnamento che il Santo Padre non cessa di darci anche in questa
occasione. Così ha affermato: Che diritto ho io di decidere del futuro della Chiesa? È il
Signore a decidere i confini temporali del mio pontificato.
E ricevendo il 10 gennaio,
quattro giorni dopo l’intervista, il Corpo Diplomatico ha detto: Quando Dio ci affida un
compito, non chiede mai qualcosa al di sopra delle nostre forze e con il peso ci dà anche la
forza necessaria per portarlo.
E dopo aver passato in rassegna i gravi mali che affliggono il
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mondo, ha affermato: Io mi sento investito da una paternità universale.
Il Papa può rinunciare ad essere padre? La Chiesa non è una società di affari in cui il
manager deve essere sempre in piena forma, ma è una famiglia a cui Gesù ha preposto un
padre perché ne porti il peso e la responsabilità: "Pasci i miei agnelli e pasci le mie
pecorelle"
senza scadenze. Si comprende allora la sua risposta a Ernesto Olivero, in udienza
con i membri del Servizio Missionario Giovani che gli diceva: "Grazie per la sua vecchiaia".
Il Papa lo ha interrotto: Ma io non sono vecchio! Chi non vede che la sua paternità,
esercitata con fermezza e vigilanza illuminata, fino allo stremo delle forze, non sia un
esempio per lo zelo che dovrebbe animare tutti i pastori "fino all’effusione del sangue"?
"Proprio la debolezza fisica del Papa", dice il teologo Forte, "ha finito per acuire la potenza
e la forza del suo messaggio spirituale ed etico, che ha rivelato in Giovanni Paolo II l’unica
voce libera la cui autorità è riconosciuta in tutto il mondo, a scapito di altre voci tese
semplicemente a inseguire il consenso."
Per noi credenti, oltre alla previsioni e valutazioni della scienza, vediamo in Lui un potere
superiore che dispone come vuole della sua missione, irridendosi dei calcoli anche più
ragionevoli dell’uomo. Lo vedi in una estenuante sequela di programmi e di interventi,
eppure vigilante e attento a tutte le persone e ai problemi. Lo vedi ad un certo punto quasi
cadere sopraffatto, e poi, subito rinascere con vigore. Chi può giudicare il suo stato di salute,
o meglio sulla forza soprannaturale che lo sostiene? "È il Signore che fa morire e che fa
vivere, scendere agli inferi e risalire…" (1 Sam 2,6).
"È vano nella fata dar di cozzo" (È
inutile scontrarsi con i disegni di Dio) direbbe Dante.
Donde viene il primato di Pietro? Il Papa stesso sembra aver risposto anticipatamente alla
polemica sulle sue dimissioni, nel discorso del 21 dicembre alla Curia romana. "Il primato di
Pietro è fondato sulla parola di Gesù come risulta dal Vangelo: "Tu sei Pietro" (Mt 16,18).
"Ho pregato per te perché la tua fede non venga meno, e tu una volta convertito conferma i
tuoi fratelli"
(Lc 22,32).
Il primato di Pietro, dunque, non deriva dalle sue capacità, bensì dalla potenza di Cristo che
prega per Lui è in forza della potenza di Cristo, che egli può sorreggere i fratelli, nonostante
la sua personale debolezza. "Dio compie tutto ciò che vuole in cielo e in terra" (Sal 134). È
necessario aver presente questa verità sul "ministerium petrinum". Non può mai
dimenticarla colui che, come successore di Pietro, esercita tale ministero e non devono
dimenticarlo coloro che, a qualunque titolo, partecipano ad esso." d.A.
Desideri aprire la porta della tua vita?
Il precursore del Giubileo è testimone della luce perché amico dell’Agnello. Dio non ha
voluto venire nel mondo senza una Madre da una parte e un Precursore dall’altra. Giovanni
Battista quindi ha un ruolo decisivo &emdash; talvolta troppo ignorato &emdash; da
svolgere in questo passaggio da un’epoca a un’altra: rimane il Preparatore di ogni
Visitazione di Dio.
Si può anche affermare che il precursore dell’anno 2000 è un altro Giovanni: Giovanni
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Paolo II. I suoi venti anni di pontificato, tutto il suo ministero, tutti i suoi atti, non hanno
avuto altro orientamento che fare entrare la Chiesa nel terzo millennio. Per lui, i
trentacinque anni di vita della Chiesa, dall’apertura del Concilio Vaticano II, sono stati una
preparazione continua, trentacinque anni di tempo d’Avvento, dove tutti i desideri, tutte le
grida dell’umanità, sono stati polarizzati verso questo avvenimento.
Come per Giovanni, ancora ora i "farisei" pongono i loro interrogativi: con quale diritto osa
dirci queste cose? In nome di chi? In cosa si immischia? Ma i poveri e i piccoli, lo
accolgono come il più grande profeta del nostro tempo. E più che un profeta egli è un
testimone che designa e dona il Salvatore; e più che un testimone, egli è un amico dello
Sposo.
Nella sua voce i semplici riconoscono quella di Dio, se ne lasciano toccare, illuminare,
convertire, rallegrare… Quelli che oggi ascoltano Giovanni Paolo II sono gli stessi che
hanno accolto sia la predicazione di Giovanni sia quella di Gesù e che domani accoglieranno
la nuova Visitazione di Dio nel nostro tempo.
Il messaggio del Precursore è stato instancabilmente attualizzato da questo Papa: le
sue esortazioni alle differenti categorie di persone &emdash;dai bambini ai capi di stato,
passando attraverso i giovani, le famiglie e i diversi mestieri possibili&emdash;; le sue
continue suppliche perché il debito dei Paesi poveri sia incondizionatamente rimesso, perché
ciascuno condivida generosamente, con gioia quello che ha, perché ognuno sia sincero con
Dio, non fanno forse eco a queste parole: "Gesù viene! Il Regno è qui! Ritornate verso il
Padre! Lasciatevi perdonare!" ?
Giovanni invita a purificarsi nell’acqua mentre Giovanni Paolo II invita a immergersi nelle
acque vive della misericordia che sgorgano dal costato aperto di Gesù; Giovanni annunciava
il battesimo di fuoco mentre per il terzo millennio Giovanni Paolo II annuncia una nuova
primavera sotto il soffio dello Spirito, una nuova Pentecoste.
Per la grande Eucaristia del Giubileo, come per ogni Messa, il Mea culpa precede il Gloria e
il Signore non sono degno prepara la Comunione. Per questo, perché il giubilare sia
armonioso e l’esultanza traboccante, si sono moltiplicati atti di umiltà a tutti i livelli.
Al Sinodo europeo di Roma nell’ottobre 1999, il Cardinale Christophe Schönborn, a nome
dei Vescovi dell’Ovest, ha chiesto perdono a quelli del Centro e dell’Est per il loro silenzio
pubblico durante i lunghi anni di persecuzione comunista; allo stesso Sinodo, il delegato del
Patriarcato ortodosso di Bucarest ha chiesto perdono ai Vescovi greco &emdash; cattolici,
mentre , il 3 dicembre i Vescovi della Spagna, hanno chiesto perdono al Signore per il
crimine dell’aborto e dell’eutanasia, per la rivoluzione sessuale che ha ferito profondamente
l’ecologia umana fondamentale.
Durante questo grande anno giubilare, assisteremo ancora a molte altre confessioni
reciproche, perché la pace dei cuori, della famiglie, dei popoli, delle Chiese diventi un
terreno pronto ad accogliere i doni che Dio ci riserva. Che i milioni di confessioni possano
ringiovanire il popolo di Dio per permettergli &emdash; una volta guarita la paralisi
&emdash; di danzare liberamente nella casa del Padre, durante questo nuovo secolo.
Sì, "La Chiesa esprime il vivo desiderio di accogliere tra le sue braccia tutti i credenti per
donare loro la gioia della riconciliazione"
. Allora davvero "in tutta la Chiesa si eleverà
l’inno di lode e di ringraziamento al Padre che, nel suo incomparabile amore, ci concede di
essere membri della famiglia di Dio in Cristo"
. Allora la Sposa di Cristo potrà "risplendere
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in tutta la bellezza del suo volto". P. Daniel Ange
"L’Ecumenismo: problema di conversione"
L’ecumenismo deve essere letto nell’ottica più ampia della conversione, per questo il
Papa lo ha inserito come impegno del grande Giubileo. Questo Papa sottolinea molto il
primato da dare alla conversione e invita in questo senso a sentire in tutta la loro gravità le
nostre sofferenze interne. La divisione dei cristiani è uno scandalo di cui bisogna prendere
coscienza come responsabilità di ciascuno di noi. Non ci si può giustificare dicendo che
tocca ad altri &emdash; alla gerarchia, ai teologi &emdash; ricucire le ferite…
Ecumenismo significa anche, come ci ha ricordato il Papa, sacrificare il proprio modo di
guardare la storia e gli altri
; bisogna, insomma, incominciare a concepire anche coloro che
sono fuori della piena comunione come amati da Dio, benedetti da Dio.
Il teologo Sartori
CRONACHE DEL GIUBILEO
Il Giubileo, anno di grazia: il Padre vuole il
ritorno di tutti
È questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti… Mi prostrerò in adorazione nel
suo santo tempio. Apritemi le porte della giustizia. Voglio entrarvi e rendere grazie al
Signore"
(Sal 118). Con le parole del salmista, il Santo Padre ha varcato la Porta Santa la
notte di Natale dando ufficialmente inizio al Giubileo. Le "porte della giustizia" si sono
aperte sul mondo intero, ed ogni uomo di buona volontà potrà entrare attraverso di esse per
ringraziare e adorare il Signore che nella sua grande misericordia ha voluto donare all’uomo
un "anno di grazia" per mezzo del quale potrà recuperare con Dio il rapporto perduto a
causa del suo peccato.
All’Angelus il 1° Gennaio, solennità di Maria Madre di Dio, il Papa esprime il suo amore
filiale alla Vergine affidandole il millennio che è appena cominciato:
Il primo giorno dell’anno è posto sotto la speciale protezione di Maria. Iniziamo il Duemila
sotto lo sguardo amorevole della Madre di Dio, che dona al mondo Cristo, Principe della
Pace. Il manto della sua maternità si stenda su tutti e ci protegga dal male, ci liberi
dall’odio e dalla violenza. Accompagni l’umanità su sentieri di pace. Ogni uomo scopra
negli altri, al di là di ogni frontiera, il volto dei fratelli, di amici, di membri di una sola
famiglia.
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Il Giubileo dei bambini convoglia il mondo intero
Il primo appuntamento "giubilare" si è aperto a Roma il 2 gennaio con il Giubileo dei
bambini.
Un oceano di "giovanissimi fedeli" si è riversato in Piazza S.Pietro e nelle vie
immediatamente adiacenti, lì dove era possibile contenerli; un oceano di entusiasmo, di
gioia e di vita ha caratterizzato la prima domenica del millennio a Roma. Questa vitalità ha
colpito certamente anche il cuore del Santo Padre che ha detto ai suoi giovani interlocutori:
Carissimi bambini, carissimi ragazzi! Sono molto contento di trovarmi tra voi, che oggi
celebrate il vostro Giubileo. Grazie per l’entusiasmo con cui riempite di festa questa
Piazza… Vi saluto tutti con grande affetto… La vostra presenza ricorda che il Giubileo è
tempo di gioia.
Dio è Padre buono, sempre pronto a perdonare e ad offrire ai suoi figli
occasioni per ricominciare a vivere ed a sperare. Egli ci apre ancora una volta il suo cuore
perché ciascuno, pentendosi dei propri peccati, impegnandosi in propositi di bene e
compiendo gesti di fede e di amore, possa riprendere il cammino che lo conduce a Lui.
Nell’Angelus dell’Epifania, il Papa manda un suo messaggio ai patriarchi orientali riuniti
a Betlemme per il bimillenario della nascita di Gesù: Alle Chiese Ortodosse e alle Chiese
Orientali Cattoliche, che celebrano domani la nascita di Cristo, auguro un Buon Natale con
le parole di un Tropario a loro ben noto: - "La tua natività, o Cristo Dio nostro, fece
spuntare nel mondo la luce della verità… Ammaestrati da una stella vennero ad adorare Te,
sole di giustizia, e a riconoscere Te, aurora celeste. O Signore, gloria a Te."
Pensando a tutte le Chiese dell’Oriente cristiano, porgo loro il mio augurio di prosperità e
di gioia. Lo faccio partecipando in spirito al canto delle loro Liturgie, e condividendo i tanti
doni che il Signore ha profuso nelle loro tradizioni e che arricchiscono la Chiesa di Cristo.
Il Cuore di Gesù chiama i suoi all’unità
Unità, unità! Con questa esortazione del Papa che suona quasi come un grido di supplica a
Dio e agli uomini, si è aperta la "Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani", che
quest’anno è stata fatta coincidere con l’apertura della Porta Santa della cattedrale di
S.Paolo Fuori le Mura.
L’evento, poi, ha dello straordinario anche perché per la prima volta nella storia della Chiesa
una Porta Santa è stata aperta dal Papa insieme a due esponenti delle chiese cristiane:
al metropolita della Chiesa ortodossa Athanasios e all’arcivescovo della chiesa protestante
anglicana, Carey. Insieme si sono inginocchiati in preghiera dinanzi alla Porta simbolo di
Cristo riconoscendo così che Egli è l’unica Porta di salvezza per gli uomini. Presenti
all’apertura anche trentadue esponenti di chiese cristiane. Si può davvero dire che è stato
l’evento ecumenico più grande ma anche più concreto di tutti i tempi.
"Come tu Padre sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola… Io in loro e tu
in me perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai
amati come hai amato me" (Gv. 17, 21; 23).
Al desiderio di Gesù espresso nella preghiera
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al Padre, fa dunque eco il desiderio della Chiesa intera che nei suoi rappresentanti si è
riunita in preghiera per supplicare dal Padre sia l’aiuto e il coraggio per percorrere la strada
dell’unità, non sempre facile, sia il perdono per tutto ciò che nella storia della Chiesa ha
pregiudicato il disegno di unità.
Su un appassionato appello al pensiero di Cristo il Santo Padre, in spirito di profonda umiltà
e di apertura verso i fratelli separati ha detto: La settimana di preghiera per l’Unità dei
cristiani, si inaugura oggi a Roma con la celebrazione che ci vede riuniti. Ho voluto che con
essa coincidesse l’apertura della Porta Santa in questa Basilica dedicata all’Apostolo delle
genti, per sottolineare la dimensione ecumenica che deve caratterizzare l’Anno giubilare.
Cari fratelli e sorelle, siate tutti i benvenuti. Benvenuti per questo incontro che segna un
passo in avanti verso l’unità dello Spirito nel quale "siamo stati battezzati".
Unico è il
battesimo che abbiamo ricevuto; esso pone un vincolo sacramentale di unità tra tutti coloro
che per suo mezzo sono stati rigenerati…
L’umile simbolo della porta che si apre reca in sé una straordinaria ricchezza di
significato: proclama a tutti che Gesù Cristo è Via, Verità e Vita (Gv 14,6). Lo è per ogni
essere umano. Quest’annuncio arriverà con forza tanto maggiore quanto più saremo uniti,
facendoci riconoscere come discepoli di Cristo nell’amarci reciprocamente come Lui ci ha
amati (cfr Gv 13,35; 15,12).
Opportunamente il Concilio Vaticano II ha ricordato che la divisione contraddice
apertamente la volontà di Cristo… L’unità voluta da Gesù per i suoi discepoli è
partecipazione all’unità che Egli ha col Padre… di conseguenza la Chiesa non può non
guardare a quel supremo modello e principio dell’unità che rifulge nel Mistero trinitario.
L’apostolo Paolo scrive: "Noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un
solo corpo". Può un corpo essere diviso? Può la Chiesa, Corpo di Cristo essere divisa?
L’unità, spiega ancora il Papa, è un mistero perché è un dono dall’alto,
rispetto al quale
le divisioni sono solo effetto della debolezza umana. Ma l’augurio del Papa, al di là di tutto
è che: In questo anno di grazia deve crescere in ciascuno di noi la consapevolezza della
propria personale responsabilità nelle fratture che segnano la storia del corpo mistico di
Cristo. Ma il ristabilimento dell’unità non è possibile senza interiore conversione perché il
desiderio di unità nasce e matura dal rinnovamento della mente, dall’amore della verità,
dall’abnegazione di se stessi e dalla libera effusione della carità. L’aspirazione all’unità va
di pari passo con il "sacrificio" di ciò che è personale &emdash;
che significa in altre
parole &emdash; mutare il nostro sguardo, dilatare il nostro orizzonte, saper riconoscere
l’azione dello Spirito Santo che ora opera nei nostri fratelli…
In spirito di pentimento per gli errori compiuti aggiunge in conclusione: In questa
basilica, chiediamo perdono a Cristo di tutto ciò che nella storia della Chiesa ha
pregiudicato il suo disegno di unità. Domandiamo con fiducia a Lui, porta della vita, porta
della salvezza, porta della pace, di sostenere i nostri passi, di rendere durevoli i progressi
già compiuti, di concederci l’appoggio del suo Spirito, affinché il nostro impegno sia
sempre più autentico ed efficace… Da questa basilica io spingo avanti lo sguardo verso il
nuovo millennio…
L’auspicio che mi sgorga dal cuore è che in un futuro non lontano, i cristiani finalmente
riconciliati, possano tornare a camminare insieme come unico popolo… in grado di ripetere,
a una sola voce, la gioia di una nuova rinnovata fraternità.
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Come è chiaro, le parole del Papa non sono state solo un’umile presa di coscienza degli
errori fatti lungo il cammino della Chiesa, ma anche un coraggioso impegno verso la
conquista di un’unità nella fede, nella fratellanza e nel rispetto reciproco che come lui stesso
ha detto presuppone sempre da parte di ciascuno il sacrificio di qualcosa.
Festa delle anime consacrate, grande segno di luce e di
speranza
Ogni anno l’odierna festa liturgica riunisce presso la tomba di Pietro un’ampia schiera di
persone consacrate. Oggi la schiera è diventata moltitudine, perché sono presenti persone
consacrate da ogni parte del mondo. Carissimi fratelli e sorelle, voi celebrate oggi il vostro
Giubileo, il Giubileo della vita consacrata. Vi accolgo con l’evangelico abbraccio di pace…
In voi il mio pensiero raggiunge tutti i vostri Confratelli e Consorelle sparsi nel mondo:
anche a loro va il mio saluto affettuoso.
La Celebrazione è cominciata con la suggestiva Liturgia della Luce alla quale ha preso
parte il Papa. Egli con voce ferma e con straordinaria tenerezza paterna ha parlato così ai
suoi interlocutori: …Essendo stato pellegrino in tante parti del mondo, ho potuto rendermi
conto del valore della vostra presenza profetica per l’intero popolo cristiano. Gli uomini e
le donne della presente generazione hanno grande bisogno di incontrare il Signore e il suo
liberante messaggio di salvezza. E rendo volentieri atto all’esempio di generosa dedizione
evangelica, offerto da innumerevoli vostri Confratelli e Consorelle che si spendono senza
riserve per il nome di Cristo, a servizio dei poveri, degli emarginati, degli ultimi…
Cuore dell’omelia è stata appunto la rivalutazione dei voti di castità, povertà e
ubbidienza
, possibili da attuarsi solo se ci pone in comunione profonda con Dio. Spiega
infatti: La prima vocazione di chi si pone alla sequela di Gesù con cuore indiviso è quella di
"stare" con Lui, di fare comunione con Lui, ascoltando la sua parola nella costante lode di
Dio. Penso in questo momento alla preghiera che sale dai tanti monasteri e comunità di
vita consacrata sparsi in ogni angolo della terra…
Parole di incoraggiamento quelle che ha pronunciato verso la fine dell’omelia: Invitati a
lasciare tutto per Cristo, voi consacrati e consacrate, rinunciate a definire la vostra
esistenza a partire dalla famiglia, dalla professione e dagli interessi terreni, e scegliete il
Signore come unico criterio di identificazion
e… L’invito alla rinuncia, voi lo sapete bene,
non è per lasciarvi "senza famiglia", ma per rendervi primi e qualificati membri della
nuova "famiglia",
testimonianza e profezia per tutti coloro che Dio vuole chiamare e
introdurre nella sua casa.
Ha concluso come sempre l’omelia consacrando tutti i presenti alla Vergine Maria perché
sul suo esempio si lascino guidare dallo Spirito alle sorgenti della Vita immortale.
Echo
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Il Giubileo dei malati: "Il dolore: fonte di speranza e di
salvezza"
Gli organizzatori al Papa, che aveva deciso di fare il giubileo degli ammalati in piazza S.
Pietro, avevano obiettato: in febbraio ci sarà troppo freddo; egli ha risposto: "Ma volete che
il Padre non ci pensi?" Difatti in una giornata serena piazza S. Pietro si riempì al mattino di
15.000 persone , al pomeriggio di 30.000.
Carissimi fratelli e sorelle sofferenti, noi siamo i vostri debitori. La Chiesa è vostra
debitrice e il Papa pure…
Un malato tra i malati, un uomo abituato a convivere con la
sofferenza fisica eppure mai piegato da essa, mai in ginocchio, mai schiacciato dalla
malattia.
E proprio grazie a questa sua condizione di infermità il Santo Padre ha potuto
comprendere profondamente i sentimenti, i pensieri, le ansie e le paure delle migliaia di
ammalati che hanno affollato i sagrato di Piazza S.Pietro l’11 febbraio scorso, giorno
dedicato al Giubileo dei malati e degli operatori sanitari.
Dalla Croce di Cristo ogni sofferenza ha acquistato una possibilità di senso, che la rende
particolarmente preziosa.
E per questo, allora, se è giusto lottare contro la malattia, perché
la salute è un dono di Dio, chi sa accoglierla nella sua vita sperimenta come il dolore
illuminato dalla fede, diventi fonte di speranza e di salvezza.
Con queste parole Giovanni
Paolo ha esortato i fedeli a cogliere proprio nella sofferenza il messaggio salvifico del Cristo
crocifisso, morto, ma poi risorto e vivo nella gloria del Padre.
Già dal 1993 il Papa aveva dedicato questo giorno, festa della Madonna di Lourdes, a tutti
coloro che portano la croce della malattia, consapevole del particolare amore di
predilezione che la Vergine ha sempre dimostrato in quel luogo per i suoi figli
sofferenti.
E naturalmente la Madonna, "Salute degli Infermi" (come viene invocata nelle
Litanie) era presente nel cuore di tutti, soprattutto di quanti si recano regolarmente a
Lourdes per implorare davanti alla Grotta guarigione, conforto e sollievo nella sofferenza. A
Lei, le migliaia di presenti hanno dedicato nel pomeriggio una processione con le fiaccole,
come solitamente si usa nel Santuario francese.
La Chiesa però ha voluto dedicare queste giornate giubilari non solo agli ammalati, ma
anche a tutti quei volontari e operatori sanitari che si donano con generosità per assistere i
fratelli meno fortunati: Cristo sia la Porta anche per voi, cari accompagnatori, che vi
prendete cura di loro,
aggiunge il Papa con tono affettuoso e paterno. Come il buon
samaritano ogni credente deve offrire amore a chi vive nella sofferenza, in quanto non è
consentito "passare oltre" di fronte a chi è provato dalla malattia. Occorre fermarsi,
chinarsi sulla sua infermità e condividerla generosamente.
È quanto fa il Santo Padre con tutti noi, spesso affetti di malattie spirituali che ci rendono
incerti e traballanti sul cammino verso il Regno. Non si risparmia mai questo Pastore attento
e premuroso, né si stanca di sacrificare quel suo corpo così provato dalla malattia a
vantaggio del Corpo di Cristo, la Chiesa, bisognosa per molti versi di cure e guarigione.
redazione
Echo
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"Ritornate al primitivo fervore"
Maria insegna: il perdono cristiano, passaggio obbligato alla
pace
(continua)
In numerosi messaggi la Madonna, per poter realizzare un serio e concreto cammino di
purificazione interiore, ci ricorda anche l’importanza fondamentale della dimensione
propriamente sacramentale del perdono, mediante la pratica impegnata e frequente della
confessione (Messaggi del 6 agosto 1982, dicembre 1983, 25 marzo 1985, 7 novembre
1983, 25 febbraio 1987, 25 gennaio 1995 etc.).
Il cammino di purificazione profonda che la Madonna ci propone, richiede tuttavia la
disponibilità incondizionata non solo ad accogliere l’amore e il perdono donati da Dio, ma
a diventare strumenti autentici e attivi della misericordia del Padre per gli altri fratelli.
Per questo occorre una svolta fondamentale che ci conduca da un livello del semplice
perdono donato e ricevuto, ad una decisione libera e matura di offrire la vita a Dio per la
salvezza del mondo. Questo rappresenta un passo fondamentale nella pedagogia concreta
della Regina della Pace offerta a Medj.: "Cari figli… sapete che vi amo e per amore vengo
qua per mostrarvi la strada della pace e della salvezza delle vostre anime… Testimoniate
con la vostra vita e sacrificate le vostre vite per la salvezza del mondo. Io sono con voi e vi
ringrazio…" (Mess. 25/02/88).
Solo mediante l’offerta incondizionata della vita si arriva ad accogliere in pienezza il
perdono donato dal Padre. Infatti, l’amore di Dio è uno solo e lo possiede realmente soltanto
chi lo dona agli altri. Solo così è possibile vivere con verità e pienezza il precetto
evangelico: "Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro" (Lc 6, 36) e l’altro
altrettanto esigente: "Questo e il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io
vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici"
(Gv
15, 12-13). Qui risiede il nucleo vero e l’essenza più profonda della chiamata spirituale di
Maria a Fatima e a Medj., ed è questa anche la nota spirituale caratteristica che si riscontra
nei grandi testimoni della santità suscitati dallo Spirito in questo secolo (S.Teresa del B.G.,
S.Faustina Kovalska, Madre Speranza, P.Massimiliano Kolbe, P.Pio da Pietrelcina, etc.).
Ci sembra un segno luminoso di grande speranza che il Giubileo del terzo millennio, "l’anno
di grazia del Signore", sia stato misteriosamente preparato, attraverso la presenza speciale di
Maria tra gli uomini, da una straordinaria effusione dell’Amore misericordioso del Padre sul
mondo.
La prospettiva della finale vittoria dell’amore di Dio e del perdono rischiara ora come non
mai, con la vivissima luce dell’Agnello Immolato la via regale di chi è pronto a dare il
proprio assenso incondizionato alla chiamata di Maria, per il definitivo trionfo del suo
Cuore Immacolato su ogni potenza di tenebra presente nei cuori e nella storia degli uomini.
Giuseppe Ferraro
Echo
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Il perdono è dono di Dio, non conquista dell’uomo!
Degna di essere riportata è la testimonianza sul perdono, come esperienza profonda e intima
dell’amore di Dio, che Giuseppe Soffiantini, imprenditore rapito dalla anonima sequestri,
ha vissuto durante il tempo della sua prigionia e che ha scritto per il mensile "Luoghi
dell’infinito".
Non l’ho mai detto a nessuno, ma sono convinto che se nella loro vita i miei rapitori, i miei
carcerieri, avessero incontrato un po’ più di comprensione da parte del prossimo, forse non
sarebbero diventati dei criminali così feroci. Buonismo? Proprio no. Scusate, ma il
buonismo è una cosa, il perdono un’altra
. C’è una bella differenza. Ve lo dice uno che ha
passato otto mesi nella cella della morte, 237 giorni di lotta totale per difendere la propria
vita e la propria dignità ogni ora, ogni minuto appese a un filo sottilissimo. Uno che è
sopravvissuto, che ora è libero, ma che non si sente un eroe. Né per aver resistito al male.
Né per aver perdonato il male.
Piuttosto direi. Sono un miracolato. Una persona normale che in Dio ha trovato la forza di
resistere e perdonare. Il sequestro è un’esperienza terribile. Fisicamente e moralmente,
rischi di perderti per sempre. Anche se ti liberano, anche se torni ai tuoi affetti, alla famiglia,
agli amici, al lavoro.
C’è un solo modo per tornare veramente liberi: perdonare chi ti ha fatto un male così
inaudito
. Altrimenti, incatenato senza speranza all’odio, al rancore, al desiderio di vendetta,
diventi carceriere di te stesso. Per chi crede che la vita sia un bene da godere, e che lo scopo
della vita sia l’amore - per Dio, il prossimo, la natura - , perdonare è una necessità. Quando,
liberato, ho detto in pubblico che perdonavo carcerieri e rapitori, mi hanno tacciato di
buonismo. Ma io non sono buonista, sono una persona normale che ha deciso di
perdonare
.
Chi mi ha sequestrato deve essere giudicato e punito per il male che ha commesso. Ma ai
rapitori e ai carcerieri auguro, nell’espiazione della pena, di riuscire a riconquistare la
dignità che hanno perduto. Ecco perché sono contro la pena di morte: non possiamo
cancellare la speranza
, noi che speriamo contro ogni speranza. Sono convinto che
perdonare non faccia bene solo a me, ma anche ai miei aguzzini. All’inizio non sembra fare
effetto, eppure, riavvolgendo il nastro della memoria, sono convinto che se in certi passaggi
cruciali del sequestro non mi hanno ammazzato, come potevano e volevano, è anche per i
sentimenti che ho mostrato loro.
La forza di resistere e di perdonare non nasce dal nulla. Ho pregato tanto in quei 237
giorni di anticamera della morte; ho scoperto un’intimità con Dio che mi ha aiutato
molto
. Dio, perdono: realtà concrete, mica parole…
Quando insieme ad altri ex sequestrati ci siamo raccolti a Loreto, alla Madonna abbiamo
presentato una catena spezzata. Un prodigio possibile solo all’amore, che fa delle nostre vite
un incessante quotidiano Giubileo. Giuseppe Soffiantini
Echo
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Notizie dalla terra benedetta
Apparizione a Mirjana
Il 2 gennaio una grande folla si è riunita al Cenacolo per assistere all’apparizione a
Mirjana. Mirjana era gioiosa e ha ripetuto ai presenti alcune delle parole della Madonna:
"Cari figli, oggi come mai prima d’ora, il mio cuore chiede il vostro aiuto. Io, vostra
Madre, prego i miei figli di aiutarmi a realizzare quello per cui il Padre mi ha mandata qui.
Mi ha mandata in mezzo a voi perché il suo amore è grande. In questo tempo grande e santo
nel quale siete entrati, pregate in modo particolare per coloro che non hanno ancora sentito
l’amore di Dio. Pregate e aspettate."
Vicka si confessa
Riportiamo alcuni passi tra i più toccanti dell’intervista fatta a Vicka da padre Livio di
Radio Maria all’inizio di quest’anno 2000. Saranno espressioni assai gradite ai nostri lettori
perché rivelano un’autentica testimone di questo tempo di grazia. Attraverso le risposte a
domande di vario genere, Vicka manifesta con semplicità e chiarezza, una profonda
spiritualità; traspare dal suo conversare un’intima e continua unione con il Signore, con la
Madonna.
l’amore che ci rende belli
D. "Dopo tanti anni di apparizioni, l’approfondimento nei misteri della fede l’hai appreso
direttamente dalla viva voce della Madonna o ti è bastata la sua presenza?"
R. "Basta stare con Lei per maturare. Non mi aspettavo che la Madonna mi desse tanto,
però anch’io ho corrisposto. Non ho mai chiesto niente per me, né voglio farlo per
l’avvenire… Ancora prima che la Madonna iniziasse ad apparirmi ero contentissima del
dono della vita; ma ora debbo trasmettere questa luce, che è nel nostro cuore, e piano piano
trarre fuori dalle tenebre tante persone, specie giovani, stanche di vivere, appesantite dalle
cose passeggere, completamente inesperte della bellezza delle realtà dello spirito… Dal
volto della Madonna traspare una grandissima bellezza che non si può descrivere. Lei stessa
ha detto che è così bella perché ama. Così noi dobbiamo essere belli, anzitutto dentro,
perché poi questa bellezza si irradia anche sui nostri volti… Purtroppo noi nascondiamo il
nostro viso con tante maschere, nascondiamo tutto dentro… Dobbiamo cominciare ad amare
per essere belli; iniziare amando, di vero cuore i nostri di casa, i familiari, poi fuori tutti gli
altri… Non c’è problema per la bellezza: la vera bellezza è la bontà, quella spirituale…"
C’è chi osserva che per Vicka è facile l’incontro con il Signore perché lei vede la Madonna.
Lei risponde: "Non è tanto importante vedere la Madonna, quanto sentirla dentro in ciascuno
di noi, soprattutto è importante praticare quanto continuamente ci viene suggerito dai
messaggi che ci trasmette."
Pace e gioia incontenibili
Echo
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"Dio mi ha dato il grandissimo dono della pace e non trovo parole per esprimergli la
gratitudine per questa grazia; grazia che corrisponde alla stessa missione della Regina della
Pace venuta in questo tempo per irradiare pace fra noi. In me la pace è cresciuta e cresce
ogni giorno di più perché l’ho voluta e la voglio continuamente. Per questo non smetto ogni
giorno di pregare…
Il mio sorriso? La mia gioia? Non esiste niente altro nella mia vita che fare quello che la
Madonna vuole: mi dichiaro sua serva; ho dato la mia vita alla Madonna e perciò sono
pronta ad affrontare tutto quello che Lei vuole: in questo sta la mia gioia.
Vorrei che anche altri vivessero la mia stessa condizione e fosse concesso anche a loro di
trasmettere lo stesso amore che la Madonna nutre per tutti... So che rientra nel desiderio
della Grande Signora di trasmettere la sua presenza agli altri, mostrare, cioè che Ella sta in
mezzo a noi…
Sapendo che ogni giorno mi incontro con tanti pellegrini qui a Medj., provenienti da ogni
parte: malati, lontani da Dio, angosciati per molti problemi, contrarietà o preoccupazioni,
non mi è dato di essere triste.
Ogni mattina appena sveglia prego: "Eccomi Signore, Madonna Santa, fate di me quello che
volete". Non potremo avere pace, grande tranquillità, se subito ci lasciamo disturbare
dai problemi.
Purtroppo oggi molti vivono in modo stressato, agitati per motivi
insignificanti… Chi non ha pace, deve trovare tempo per fermarsi un poco e pensare alla
sua anima; parlare personalmente con Dio; dire al Signore ciò che lo fa stare male nel suo
intimo; chiedere a Lui di liberarlo da questi pesi. Chi trova la vera pace, non la perde poi
così facilmente
Sono felicissima quando a volte viene da me qualcuno che non sa niente
di Dio, perché allora gli posso trasmettere l’amore di Dio che è Padre tanto vicino ad
ognuno; così piano piano può cominciare a cercare in sé e attorno a sé la Sua presenza. Tanti
sono quelli che purtroppo più che essere ciechi con gli occhi, hanno il cuore chiuso a Dio".
La sofferenza, grande dono di Dio
In passato Vicka è stata toccata dalla malattia, lo è stata anche recentemente con disturbi
fisici di cui i medici non hanno saputo sempre diagnosticare con precisione le cause.
D. "Tu Vicka, sei stata ammalata tante volte; non hai mai chiesto la guarigione?
R. "No! Mai. Io chiedo la guarigione per gli altri, per me no, la Madonna sa!
Considero le sofferenze, la malattia come dei doni, e ne sono contenta; ringrazio Dio di
cuore per questi doni.
Voglio dire a tutti gli ammalati che quando viene la Madonna, metto loro al primo posto, poi
tutti gli altri… Esorto gli ammalati a pregare così: "Ti prego Dio, che con questa mia
sofferenza ho ancora qualcosa di buono da donarti; ti chiedo solo in questo momento che
abbia la forza e il coraggio di portare la mia croce con tutto l’amore e la gioia".
Personalmente dico che ho potuto superare bene ogni cosa, sapendo che offrendo il mio
male alla Madonna, le davo aiuto… La Madonna dice che oggi sono pochissimi coloro che
sanno accettare prontamente la sofferenza come dono, ponendosi domande che non
tranquillizzano. Dico con tutto il cuore che la sofferenza è un grandissimo dono, lo dico
perché ne ho fatto l’esperienza. La sofferenza è dono perché con essa si attuano i piani di
Dio, la sua volontà a beneficio di chi ci sta vicino o anche lontano. Con la sofferenza e con
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la malattia, offerte al Signore, gli si dà l’omaggio più gradito".
Capodanno a Medjugorje: l’esperienza dei pellegrini
Come già avviene da alcuni anni, anche quest’anno si è svolta la veglia di preghiera per
festeggiare il nuovo anno. Alle 22.00 la preghiera ha dato inizio alla celebrazione,
conclusasi con la Santa Messa di mezzanotte. Vi hanno preso parte circa 5mila fedeli.
In quest’occasione sono stati ancora una volta particolarmente numerosi i giovani
provenienti da tutti i Paesi europei e dagli Stati Uniti. I parrocchiani ed i pellegrini si sono
congedati insieme dall’anno vecchio e sono entrati nel nuovo cantando e pregando per
la pace
, della quale il mondo e gli uomini di oggi hanno tanto bisogno. La profondità
dell’esperienza di coloro che attendevano il nuovo anno a Medj. è testimoniata dal fatto che,
anno dopo anno, per questa occasione il numero dei pellegrini aumenta. Chi viene una volta,
ci torna di nuovo. In questo mondo inquieto ed insicuro, i giovani decidono di affidare il
proprio futuro a Dio. Bulletin
L’1 gennaio, festa della gran Madre di Dio, Marija ha avuto l’apparizione all’Oasi della
Pace e la Madonna era raggiante. Ha guardato e benedetto ogni persona presente e questo ha
allungato di molto la durata dell’apparizione.
Il 2 gennaio Marija si è recata a Citluk per visitare l’orfanotrofio di suor Josipa e la
Madonna è apparsa davanti a 90 bambini orfani
. Questi bambini avevano preparato dei
canti da offrire alla Madonna come dono durante l’apparizione, e Marija ha riferito che
mentre cantavano la Santa Vergine li guardava sorridendo. L’apparizione è stata molto
lunga e la Madonna ha dato questo messaggio: "Io sono la Regina della Pace e sono anche
la vostra Madre; ricordatevi che sono la vostra Madre e che vi amo
". Per i bambini è stato
un grande momento di gioia.
* Padre Jozo ha tenuto i ritiri invernali nella "Casa san Giuseppe" di Medj. (Fax a
Medj: 00 387 88 651 768). Le date sono le seguenti: per i francofoni dal 23 al 27 gennaio;
per gli anglofoni dal 7 all’11 febbraio.
* Una buona notizia: il 15 gennaio a Boston (USA) è nata la piccola Mikaela, terza figlia
del veggente Ivan. Ringraziamo Dio per il dono della vita!
(Dal diario di sr. Emanuel)
P.Slavko Barbaric’ si è recato in visita in Germania dal 14 al 23 gennaio 2000. Al suo
ritorno ci ha riferito le sue impressioni.
"Ho tenuto una serie di incontri di preghiera presso diverse comunità parrocchiali, a partire
dalla parrocchia dei SS.Pietro e Paolo a Freising, non lontano da Monaco. Nonostante il
clima rigido, la chiesa era piena di fedeli, alla Messa hanno concelebrato una decina di
sacerdoti e in tutto regnava una bella atmosfera di preghiera. Alla fine c’è stata una
relazione ed un dibattito tra i presenti.
Echo
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Sabato e domenica, 15 e 16 gennaio, ha avuto luogo un incontro con circa 300 giovani a
Schwäbisch-Gmünd, presso la casa di S. Bernardo, diretta da P. Hans Buob.
Il programma è iniziato verso le 9.00 con la preghiera, i canti, e le relazioni; nel pomeriggio
invece, il programma ha seguito l’ordine della preghiera serale che si svolge a Medj. cui
hanno fatto seguito le testimonianze dei giovani sul loro incontro personale con Medj. e
sulla loro conversione. Dopo cena alcuni giovani hanno fatto ritorno a casa mentre altri sono
arrivati per prendere parte ad un programma notturno che ha avuto inizio alle 21.00
rimanendo in preghiera per tutta la notte, divisi in vari gruppi.
Si è messo particolarmente in evidenza un gruppo denominato "Totus tuus", formato da
persone molto attive che raccolgono ragazzi provenienti da tutta la Germania. Il programma
si è concluso domenica verso mezzogiorno. Degno di essere ricordato è lo spettacolo
allestito dai ragazzi il sabato sera
: la rappresentazione in chiave realistica della vita di una
famiglia che si viene a trovare dinanzi alla disgregazione. Una vita diventata impossibile per
tutti: la madre disperata a causa del cattivo comportamento del marito e dei figli. La
televisione, la radio, le uscite ed i rientri a notte fonda, le incomprensioni e le liti erano tutto
quello che ancora li "univa". In famiglia non si pregava, ma un giorno la mamma, trovando
per caso un rosario della nonna, inizia a pregare. Intanto in famiglia si viene a sapere di
Medj, e quindi si decide di andarci tutti in pellegrinaggio. A quel punto tutto cambia: dopo il
pellegrinaggio in casa si inizia a pregare, si mette da parte la televisione e al suo posto si
colloca una statua della Madonna portata da Medj. La famiglia inizia finalmente a vivere
nella pace e nella gioia. Dio è tornato nella loro vita.
Da domenica 16 fino a giovedì 20 gennaio sono stato a Hochalting, presso la casa di S.
Ulrico. Guidati ancora una volta da P. Hans Buob 70 partecipanti hanno riflettuto sul tema:
"In cammino con Maria verso il cuore di Dio". Le giornate sono state scandite dalle
relazioni, dalla preghiera, dal programma di preghiera simile a quello serale di Medj. e
dall’adorazione. Tutti i partecipanti hanno offerto la propria testimonianza su come il
pellegrinaggio a Medj. li abbia aiutati a cambiare vita. Ascoltando le loro testimonianze sui
giorni di grazia a Medj. e su cosa tutto questo significhi per loro, ho desiderato che tutti i
veggenti ed i parrocchiani potessero ascoltarli, in modo particolare quelli che ancora non
riconoscono l’impresa di grazia di Dio proprio a Medj.
Ho concluso i miei incontri Marksteinach presso Schweinfurt giovedì 20, insieme a P.
Dietrich von Stockhausen
.
E venerdì 21 gennaio sono andato con P. Dietrich a Heroldsbach dove abbiamo incontrato
250 fedeli.
* Sebbene ormai in età avanzata, il grande amico di Medj., Mons. Frane Franic’,
arcivescovo in pensione di Spalato &emdash; Makarska, si è recato in visita a Medj. il 10
dicembre. Durante la sua visita privata di un giorno ha celebrato la Santa Messa in cappella.
Il giorno prima a Mostar è stato presentato il libro dell’arcivescovo "Chiesa, sostegno della
verità".
* Mons. Pavao Zanic’, ex vescovo di Mostar, è tornato al Signore l’11 gennaio scorso a
Spalato, all’età di 82 anni. Nella sua sistematica opposizione alle apparizioni, fu certo
anche lui strumento della provvidenza per la purificazione dei cuori e per il cammino verso
la verità su questi eventi. Preghiamo per lui!
Echo
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* Il VII incontro internazionale delle guide e dei gruppi di preghiera di Medj., si terrà a
Neum da domenica 19 marzo a venerdì 24 marzo sul tema: "Medj. impulso profetico per
il XXI secolo".
- Lunedì 20 marzo, fra Franjo Vidovic’ terrà una relazione sul tema: "I profeti nella Sacre
Scritture e nella tradizione della Chiesa". Alla sera ci sarà un incontro con i frati di Medj.:
P.Slavko, P.Leonard Orec’, P.Jozo …
- Martedì 21 marzo, P. Sabino Palumbieri parlerà sul tema: "La condizione dei cristiani nella
civiltà contemporanea".
- Mercoledì 22 marzo ci sarà la relazione di Alfons Sarrach sul tema: "Segni profetici di
Medj.".
- Giovedì ci sarà la conclusione del lavoro.
- Venerdì si partirà per Medj. dove è prevista una visita alla collina della apparizioni.
Bulletin
Giubileo dei consacrati a Medjugorje
Che la Madonna guidi i suoi consacrati e che lo Spirito Santo guidi la Chiesa, l’hanno potuto
sperimentare i membri di tutte le Comunità religiose a Medj. riuniti per una novena di
preghiera in occasione della Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, che quest’anno è
coincisa con il Giubileo dei consacrati.
La conclusione del messaggio della Madonna a Mirjana (02.01.2000) "Pregate e aspettate",
ha sensibilizzato i responsabili di alcune Comunità presenti a Medj., che hanno avvertito il
desiderio di riunirsi in preghiera e attesa intorno a Maria, così come la Chiesa primitiva,
ubbidiente alle parole di Gesù, insieme con sua Madre, si era preparata nella preghiera e
nell’attesa alla venuta dello Spirito Santo.
Per nove sere siamo stati dunque testimoni di una preghiera viva, guidata dalla Madonna
ogni giorno verso un nuovo passo avanti.
Da questa nostra esperienza è scaturita la certezza che la Madonna ci inviti a non lasciarci
schiacciare dalle preoccupazioni, perché ciò significa che non siamo completamente
abbandonati a Lei, ma che al contrario, ci inviti ad affidare al suo Cuore tutto quello che ci
sembra impossibile e irrealizzabile, con la fiducia che a Dio nulla è impossibile. Solo allora
si apre nell’anima la vera preghiera.
Abbiamo potuto sperimentare anche la sua gioia per la comunione e lo spirito di
collaborazione nate di recente fra la diverse Comunità. In seguito a questa esperienza,
abbiamo compreso che ciò che più fa soffrire Gesù non sono tanto i peccati quanto la
mancanza di fiducia che i suoi consacrati hanno in Lui. Per questo ci sentiamo spronati in
modo particolare a pregare per il dono della fede e dell’abbandono in Dio.
Credo che per ognuno di noi questa novena sia stata un passo avanti nella comunione, nella
fede e nell’abbandono, come è stato testimoniato da tutti al momento dell’Offertorio nella
Messa comunitaria conclusiva. Infine il pranzo comune e un momento di gioioso incontro
Echo
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sono stati un ulteriore grande "Grazie" a Dio per il dono della vita consacrata.
Sentiamo che lo Spirito Santo ci spinge avanti in quest’apertura nella preghiera per poter
cogliere i suoi impulsi; sentiamo inoltre che a Lui è necessaria questa comunione di "cuori"
nella preghiera, perché apre lo spazio nella Chiesa e nel mondo alla sua azione in quest’anno
giubilare. Paula
Prepariamo un "Totus Tuus" mondiale
"Completamente tuo" Maria, è il motto che il S. Padre ha scelto per il suo pontificato,
prendendolo da S. Luigi Grignon de Monfort al quale il Papa è molto affezionato. In
quest’anno giubilare, il Papa desidera estendere il suo Totus Tuus al mondo intero con un
gesto molto significativo, già inserito nel programma ufficiale del Giubileo: "l’atto di
affidamento alla protezione di Maria del nuovo millennio"
, l’8 ottobre prossimo. Questo
stesso giorno si celebrerà anche il Giubileo dei Vescovi, che da tutto il mondo confluiranno
a S. Pietro. Proprio in quell’occasione, il Papa insieme con tutti i vescovi consacrerà il III
Millennio a Maria.
A tal proposito il S. Padre ha espresso un desiderio: che questo grande atto di
consacrazione venga preparato, che si preghi tutti uniti, in tutto il mondo, al fin di ottenere
l’adesione profonda e convinta di tutti i vescovi, i sacerdoti e i fedeli.
Per esaudire il desiderio del S. Padre è dunque necessaria una grande preghiera che ci unisca
a Maria e fra di noi. Testimoni e sostenitori dell’iniziativa delle Madonne pellegrine, alcuni
noti sacerdoti faranno sentire la propria voce anche attraverso le pagine del nostro periodico.
È importante sottolineare che questo movimento d’unità vuole rispettare tutte le sensibilità,
le spiritualità, tutti i carismi e non vuole promuovere un’associazione ma al contrario, vuole
stimolare la creatività di ognuno e l’organizzazione della "Visitazione" nel proprio paese. La
scelta della statua o dell’icona da far pellegrinare, è lasciata alla libera iniziativa dei singoli.
" È per mezzo della SS. Vergine Maria che Gesù è venuto nel mondo ed è anche per mezzo
di lei che deve regnare nel mondo" (S. Luigi Grignon de Monfort).
Ora lasciamo la parola a P. Jozo, che ha voluto mandarci la sua testimonianza.
Accogli la Vergine pellegrina nella tua famiglia !
Nel giorno della natività di Maria, l’8 settembre 1995, è partito dalla Francia una
grande iniziativa mariana
. La confraternita Notre-Dame de France ha iniziato un
ambizioso progetto, conforme ai documenti e all’insegnamento della Chiesa: estendere la
gloria della SS. Vergine fra i popoli. Si tratta del movimento delle "Vergini pellegrine".
Come Maria ha visitato sua cugina Elisabetta nella sua casa e nella sua famiglia, oggi, allo
stesso modo, Ella vuole visitare il mondo intero. La sua Visitazione porta sempre la pace e
il bene, rappresenta sempre l’inizio di un mondo migliore. Lei è continuamente alla ricerca
di un posto per suo Figlio. Gli ultimi messaggi della Regina della Pace a Medj. sono un
invito alla preghiera, una chiamata, soprattutto per i cristiani, a portare la pace agli altri.
La Vergine è la pellegrina che ha portato la pace ad Elisabetta e alla sua famiglia. Lei, che è
Piena di grazia, desidera attraverso di noi raggiungere tutti i suoi figli. Oggi, più che mai,
quando ci troviamo davanti al fallimento e alla distruzione della famiglia cristiana, abbiamo
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bisogno di una Vergine e di una Madre. Oggi quando la vita sul nostro pianeta è in pericolo,
non solo la vita del bambino non ancora nato, ma di ogni altra vita, abbiamo bisogno di una
Madre donatrice della vita, di una Madre che raduni la sua famiglia per pregare in essa e
mantenerla unita.
La Confraternita Notre-Dame de France ha fatto realizzare migliaia di statue e in questo
modo ha dato la possibilità ad ogni comunità, parrocchia, diocesi, di offrirne una a Maria.
Questo movimento desidera invitare ogni singolo e ogni famiglia ad aprire la porta alla
Madre che dona la pace e la speranza. Le prime 250 statue e icone della Madonna benedette
dal S.Padre in piazza S.Pietro sono partite nel mondo intero chiamando tutti gli uomini alla
preghiera e alla conversione. Nel corso di questi cinque anni le "Vergine pellegrine"
hanno visitato più di 120 paesi;
in Iraq, in Vietnam, in Libano, ecc... Ad ogni incontro tutti
partecipano all’Eucarestia, alla preghiera, all’adorazione del SS.Sacramento. Le numerose
conversioni sono i segni visibili che accompagnano la Vergine pellegrina…
Lascia anche tu la Vergine entrare nella tua famiglia e nella tua parrocchia. Accoglila
con la tua preghiera. Apri a lei la porta della tua vita affinché possa offrirti la pace e la gioia.
Certo, numerosi pellegrini vengono a Medj, ma su 6 miliardi di uomini, quanti non avranno
mai l’occasione ne la possibilità di sentire la sua chiamata? Ecco dunque quanto è
importante che la gente incontri la Vergine pellegrina nel proprio paese, nella propria
parrocchia, nella propria famiglia per conoscere i suoi messaggi. Quando accoglierai la
Vergine nella tua parrocchia o nella tua famiglia rispondi con la preghiera del rosario, delle
litanie e con la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Che questo con la Vergine
Maria sia un incontro che cambi la tua vita per introdurvi la preghiera quotidiana e una vita
sacramentale profonda!
Cari amici, permettete alla Regina della Pace e alla Vergine pellegrina di partire in
pellegrinaggio!
Accompagnatela con le vostre preghiere, i vostri digiuni e i vostri sacrifici,
affinché su tutte le strade che percorrerà, ai 4 angoli della terra germogli la primavera della
Chiesa. Questa chiamata, nell’anno giubilare, sia la preparazione della Chiesa per il nuovo
Millennio e per il nuovo secolo! Con le vostre preghiere e i vostri sacrifici parteciperete a un
grande progetto della nostra generazione. Grazie per aver risposto a questa chiamata!
P. Jozo Zovko
Qualche indicazione pratica: Per chi non trovasse statue o mancasse di mezzi, sono messe a
disposizione al seguente indirizzo numerose statue di Madonne pellegrine e icone de "La
Governante" (spese a carico solo per il trasporto. In casi particolari, l’Associazione si può
prendere carico anche di queste, nei limiti dei suoi fondi.) Confrérie Notre-Dame de France,
11 rue des Ursulines, BP227, 93523 St Denis cedex 1. Tel:0033164596556, fax:
0033164596522. E-mail:olbns@easynet.fr - internet:http://www.vierge-pelerine.org
S. Brigida: simbolo di unità tra i cristiani
S. Brigida è stata eletta dal Papa compatrona d’Europa insieme a S. Caterina da Siena e S.
Teresa della Croce (Edith Stein)
, dato che la loro santità si espresse in circostanze storiche
e geografiche che le rendono particolarmente significative per il continente europeo, e
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perchè i cristiani europei possano trarre spirituale giovamento dalla contemplazione e
dall’invocazione di alcuni santi che sono particolarmente rappresentativi della loro storia.
Questa santa svedese, vissuta agli arbori del XIV sec, fu considerata da molti papi un ponte
tra la il Nord Europa e Roma; tra luterani e cattolici
. Essendosi infatti la Scandinavia,
patria della santa, nel secolo XVI distaccata dalla comunione con Roma, la figura di Brigida
costituisce un forte segnale ecumenico considerando anche l’impegno che in questo senso
ha svolto il suo ordine.
Di recente è stato firmato ad Augusta un accordo tra luterani e cattolici sul tema della
giustificazione. Questo accordo mette ancora più in risalto il contributo ecumenico che S.
Brigida ha offerto alla Chiesa, se si considera che esso pone fine alla disputa incominciata
secoli addietro con Lutero, ovvero se ci si salva per mezzo della fede o delle opere.
Nata in Svezia, nel 1303, da una famiglia aristocratica e molto religiosa, madre di otto figli,
fu impegnata nella vita familiare e fu oggetto di straordinarie visioni. Ebbe anche tempo di
dedicarsi con il marito ad opere di carità, fondando un piccolo ospedale per servire gli
ultimi.
Nel 1341, alla morte del suo sposo, Brigida si dedicò completamente a Dio e questi non
tardò a farsi sentire da lei affidandole una nuova missione e guidandola passo passo con una
serie di grazie mistiche straordinarie.
Lasciata la Svezia nel 1349, si recò a Roma, sede del papato, dove potè ampliare ancora di
più i suoi orizzonti spirituali e fondò l’ordine del SS. Salvatore o brigidino.
Compì molti pellegrinaggi in Italia e in Europa, nei luoghi che costituivano le sorgenti del
cristianesimo e non ultimo in Terra Santa. In realtà non tanto attraverso i pellegrinaggi,
quanto invece per mezzo del senso profondo del mistero di Cristo e della Chiesa, S.Brigida
si fece partecipe della costruzione della comunità ecclesiale in un momento critico della sua
storia.
Le sue esperienze di fede la resero un punto di riferimento per molte persone della Chiesa
del suo tempo; con sicurezza si rivolse a principi e pontefici e non risparmiò ammonizioni
severe sulla condotta morale del popolo cristiano e del clero. Morì a Roma il 3 luglio 1373.
("Il regno - documenti 1999")
* Per Alberto Bonifacio e i suoi collaboratori l’anno giubilare è cominciato all’insegna
della carità; nonostante la neve renda molto difficile i viaggi, il 28/01/00 hanno guidato 20
furgoni a Sarajevo e a Mostar per soccorrere musulmani, serbi, croati, albanesi del Kosovo
nelle loro prime necessità e il 18/02/00 hanno guidato altri 14 furgoni diretti a Nevesinje e
Graæanica a sud della Bosnia, a Mostar.
La riconoscenza per la loro opera è stata espressa anche dall’Arcivescovo di Sarajevo,
Puljiæ, che in una lettera li ha sinceramente ringraziati per l’aiuto e la vicinanza dimostrati
verso tutti i bisognosi di qualsiasi nazionalità.
Trasmettiamo di seguito l’indirizzo per chi volesse sostenere la loro opera con delle offerte:
Alberto Bonifacio, Via S.Alessandro, 26 &emdash; Pescate (LC) &emdash; Tel
0341/368487 &emdash; Fax 0341/368587. ccp n. 17473224; ccb n. 98230/Y Banca
Popolare di Lecco &emdash; Div. Deutsche Bank Piazza Garibaldi, 12 &emdash; 23900
Lecco &emdash; ABI 3104 &emdash; CAB 22901.
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* Segnaliamo che Eco viene tradotto anche in lingua slovacca. Approfittiamo per
ringraziare tutti coloro che si prestano al paziente lavoro di traduzione e che ci permettono
di essere fedeli all’appuntamento Bimestrale con i nostri lettori.
"Sento i beati che mi chiamano
lassù!"
Così rispondeva don Angelo a chi diceva di attendere il suo ritorno dopo il ricovero
invernale nella casa di cura. E infatti, dopo alcuni giorni di grande sofferenza fisica ma
anche di filiale abbandono a Dio, don Angelo entrava gioioso e sereno nella Casa del Padre,
lì dove i santi lo attendevano per far festa con lui nella gloria.
E’ morto il 3 marzo, primo venerdì del mese, quasi una delicatezza da parte di Dio nei suoi
confronti, giacché egli amava molto la devozione al Sacro Cuore di Gesù e invitava i suoi a
fare altrettanto: "Metti il tuo cuore al posto di Gesù, e il suo al posto del tuo!".
Don Angelo era consapevole che la sua lunga malattia era voluta da Dio, "perchè - diceva -
il Signore chiama alcune persone ad essere più vicine a Lui e a partecipare alla sofferenza
della croce per la salvezza del mondo, di quelli che non comprendono". Ha lasciato così nel
cuore di tutti noi, oltre al dolore per il distacco umano, una grande pace e la certezza che la
sequela di Gesù sulla via della croce e dell’amore è la strada più breve per raggiungere la
pienezza della vita e la beatitudine del cielo. Con questi sentimenti il Vescovo di Mantova,
Mons. Egidio Caporello insieme a 65 sacerdoti e una numerosissima assemblea hanno
celebrato lunedì 6 le esequie nel canto e nella preghiera corale.
Cinque i nuovi vescovi in Cina per la Chiesa patriottica
Il 6 gennaio a Pechino sono stati ordinati 5 vescovi per la Chiesa patriottica, ovvero la
Chiesa ufficialmente riconosciuta dal governo
, mentre in S.Pietro, il Papa, nello stesso
giorno, ordinava 12 nuovi vescovi per la Chiesa cattolica. Decisione questa della Chiesa
patriottica che suscita meraviglia e al contempo disappunto negli ambienti della Santa
Sede
, perché l’iniziativa del governo cinese allontana la possibilità del dialogo. La comunità
ecclesiale cattolica ha vissuto questo momento con gli stessi sentimenti di dolore e di
disappunto espressi pochi giorni prima dalla Santa Sede.
Gli oltre 130 seminaristi del Seminario nazionale di Pechino, - informa l’agenzia vaticana
Fides - hanno disertato in massa la celebrazione. Il giorno prima erano stati obbligati a
partecipare alle prove della cerimonia, ma la sera hanno deciso di non partecipare, ritenendo
all’unanimità che la cosiddetta consacrazione episcopale è contro i principi della loro fede e
della fede cattolica.
Uno studente ha dichiarato che adesso tutti loro temono pressioni e persino persecuzioni sia
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da parte del governo sia da parte dell’Associazione Patriottica, perciò in un messaggio essi
chiedono ai loro amici: "Pregate per noi ed esprimete assieme alla Chiesa universale la
solidarietà verso di noi".
Un altro indizio che fa riflettere è, sempre secondo la Fides, la
bassissima partecipazione dei fedeli, infatti erano presenti meno di 200 persone in confronto
alla media di 600 che regolarmente vanno a Messa la domenica nella cattedrale di Pechino.
Quelli che loro malgrado hanno partecipato, perché costretti, hanno detto che la cerimonia
sembrava più un funerale che una festa di ordinazione e che il clima era molto teso. Gli
stessi 5 nuovi vescovi patriottici, dichiarano le fonti di Pechino, hanno subìto pressioni
estreme
prima di accettare di farsi ordinare.
A Timor Est si continua a morire… di fame!
I missionari impegnati nelle zone di Timor Est fanno sapere che anche se la guerra - che ha
visto duri scontri tra cristiani e musulmani - sembra essere finita, non sono affatto finiti i
problemi per la popolazione che ora muore di fame, di malattie e di stenti.
La mancanza di acqua, poi, a causa della stagione dei monsoni, rende ancor più alto il
rischio di epidemie in quelle zone dove la povertà è già di casa.
Sempre alta la tensione nelle Molucche dove sembra non voler tornare la pace tra cattolici e
musulmani. Anche il S. Padre ha lanciato un appello perché torni presto una riconciliazione
con gli islamici nell’arcipelago ormai da tempo sconvolto dalle violenze.
I lettori scrivono
Sr. Luigina dal Giappone: Padre, prego per la sua infermità. Certo Maria è costantemente
vicino al suo servo fedele perché sappia compiere fino in fondo la volontà del Padre. Tutto
il bene che ha fatto nel mondo col suo Eco di Maria, sarà la sua corona in Paradiso.
Le
sono vicina con riconoscenza e affetto.
Lorenzo e Catia di Cesena: Leggere e meditare i contenuti così profondi di questo
giornale, rende il nostro cuore ancora più grande.
Mariangela B. di Cuneo: Eco di Maria è un ottima pubblicazione che leggiamo con gioia
tutti in famiglia e ci aiuta a meditare e a pregare. Desidero dire un grazie sincero a Don
Angelo per l’aiuto e il conforto che ci ha dato durante questi anni, donando tutte la sue forze
per la salvezza delle anime. Per noi è un grande esempio, perché nella sua grande sofferenza
ha saputo accogliere la croce abbandonandosi completamente a Dio, offrendosi per noi con
tanto amore. Grazie d. Angelo, grazie di tutto.
Dal Messico: Il bene che proviamo nel ricevere Eco di Maria è immenso, sono innumerevoli
i frutti. Dio benedica e premi lo sforzo di tutti coloro che si impegnano per pubblicare e
spedire il giornale.
Maria B.: L’Eco è la luce della Madonna che illumina il nostro cammino; Elena S.: L’Eco
è meraviglioso, la santa Vergine ce lo conservi; Sr. Maria Clara: Eco, non ti
abbandoneremo perché crediamo in te! Ci tieni uniti gli uni agli altri per formare un’unica
corona del Rosario nelle mani di Maria, per il trionfo del suo Cuore Immacolato. Grazie
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perché esistete.
L’Eco di Maria è gratuito e vive solo di offerte, da spedire o per c.c.p. 10799468, o per
assegno, o per il nuovo c.c. bancario: Banca Agricola Mantovana, Ag. 4, Frassino,
Mantova, conto 68068/0 Eco di Maria, coordinate CAB 11504, ABI 5024.
Eco su Internet: www.eclipse.it/medjugorje
E-mail: ecodimaria@mclink.it
Ringraziamo di cuore i lettori per le offerte di cui, nella loro generosità, hanno voluto farci
dono e che a noi sono indispensabili per poter continuare quest’opera. La pace e l’amore che
traboccano dal Cuore Immacolato di Maria siano la vostra ricompensa già su questa terra.
Grazie anche a tutti coloro che sostengono l’Eco con la loro preghiera.
Villanova M. 8 marzo 2000
Messaggio di condoglianze di P. Jozo Zovko
Don Angelo è stato un angelo custode per il grande movimento mariano e rinnovamento
della Chiesa venuto da Medjugorje. Grazie Signore per Tuo Figlio Don Angelo che ha fatto
tantissime volte come S. Giuseppe, ha protetto la Madre con il Figlio.
L'Eco di Medjugorje è stata la voce che ha unito milioni di pellegrini in tutti i continenti.
Grande missione con tanto ostacoli.
Don Angelo ha superato tutti, è vissuto per testimoniare e amare. Grazie!
Carissina Regina dela Pace, fa entrare il Tuo figlio nel Regno di Dio.
Condoglianze alla famiglia.
Fra Jozo Zovko
Medjugorje, 7 marzo 2000
Echo
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