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Eco di Maria Regina della Pace 145 (Maggio-Giugno 1999)

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Eco di Maria
Regina della Pace 145


 

Maggio - giugno 1999


Messaggio di Maria del 25 marzo 1999:

"Cari figli, vi invito alla preghiera del cuore. In modo particolare, figlioli, vi invito a pregare per la conversione dei peccatori, di quelli che trafiggono il mio Cuore e il Cuore di mio figlio Gesù, con la spada dell'odio e della bestemmia quotidiana.
Preghiamo, figlioli, per coloro che non vogliono conoscere l'amore di Dio, pur essendo nella Chiesa. Preghiamo che si convertano, perché la Chiesa risusciti nell'amore. Solo con l'amore e la preghiera, figlioli, potete vivere questo tempo che vi è donato per la conversione. Mettete Dio al primo posto e allora Gesù risorto diventerà vostro amico. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Preghiamo per i peccatori
e perché la Chiesa risorga nell'amore

Nella sua sollecitudine per tutti gli uomini, in questo tempo di preparazione alla Pasqua, Maria vuole che i suoi figli si rendano partecipi della redenzione con un duplice impegno: 1. Nel messaggio di febbraio ci invitava a meditare con Lei la passione di Gesù e a prendere parte delle Sue sofferenze con l'offerta delle nostre per le mani di Lei.
2. Nel messaggio presente ci invita a prendere a cuore la conversione dei peccatori che, sia fuori che dentro la Chiesa, trafiggono il suo cuore e quello di Gesù, non tanto per l'offesa che fanno a Loro, ma più per il male che fanno a se stessi, scegliendo l'infelicità nella vita presente e la dannazione per quella futura. Lei conosce bene l'amore senza misura con cui Dio li ama e quanto sono costati a Gesù e non vuole che il sangue del suo Figlio sia stato sparso invano per loro.
Di nuovo ci chiede di pregare col cuore, nel silenzio, rimanendo sotto lo sguardo di Dio per ascoltare quello che Lui vuol dirci e lasciarci penetrare dai suoi sentimenti. Allora capiremo l'amore suo verso i peccatori e pregheremo per la loro conversione. In particolare Lei specifica due peccati: l'odio e la bestemmia quotidiana.
La bestemmia non è soltanto l'oltraggio a Dio che tanti uomini hanno sulle labbra, ma è anche la pubblica esclusione di Dio dagli avvenimenti e dai progetti umani fino a calpestare con indifferenza le leggi divine sulla vita. Anche per questo non si fa quasi più caso alla bestemmia individuale. La Parola di Dio è chiara. Quando riferirono a Mosè che nell'accampamento un tale aveva bestemmiato, egli chiese a Dio che cosa fare: sia lapidato fu la risposta (Lev 24,10...). O tu che bestemmi, così ripaghi il tuo benefattore?
L'odio è una conseguenza dell'ignorare Dio Padre e il suo amore per tutti. L'odio crea discordia e non vede più nulla e nessuno ci ha detto Maria il 31.7.86, cioè acceca l'uomo al punto che non vede più né il bene né il male fino alle estreme conseguenze; forse Lei guarda alla tragica guerra e al genocidio nel Kosovo. L'odio genera i conflitti, le lotte sociali e le divisioni insanabili anche nelle famiglie: guardiamo anche alla facilità con cui oggi si uccide. Il perdono è la grande medicina con la quale la grazia di Dio può guarire. Rivela, o Padre, agli atei, agli increduli, ai bestemmiatori il tuo amore per loro.
Figlioli, preghiamo per coloro che non vogliono conoscere l'amore di Dio, pur essendo nella Chiesa. Ci sono dunque i "lontani" che non conoscono l'amore di Dio (la Madonna a Mirjana); e ci sono quelli che nella Chiesa non vogliono conoscere l'amore di Dio, accontentandosi di un'appartenenza formale o anche socialmente impegnata, ma senza fare un passo verso la conversione del cuore: questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Il motivo? Ci si difende dall'amore di Dio perché obbliga in tutti i sensi: verso noi stessi e verso gli altri.
Anche le apparizioni si rifiutano, perché impegnano a fondo nella conversione, mentre si sta bene così come si è. E così rimane il gelo di un rapporto convenzionale, staccato tra cristiani, membra dello stesso corpo, quando addirittura non ci si divora. In questo caso, che segno siamo per il mondo quando i cristiani si riconoscono solo dal come si amano? Dov'è il fuoco che Gesù è venuto ad accendere sulla terra?
Preghiamo perché si convertano e la Chiesa risorga nell'amore. Parole così gravi non le aveva mai dette prima. Sono uno stimolo per ognuno: ma se ciascuno di noi risorge, la Chiesa tutta risorge.
Questo tempo ci è donato per la conversione, ripete Maria assieme all'apostolo Paolo (cf. Rom 2,5). Ma solo l'amore è il fine e la prova della conversione. Solo con l'amore e la preghiera possiamo vivere questo tempo di grazia. Mettiamo Dio al primo posto e tutto questo verrà come conseguenza. Allora saremo veramente risorti e la Chiesa risorgerà per mezzo nostro!
don Angelo

 

Messaggio di Maria del 25 aprile 1999:

Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera. Figlioli, siate portatori gioiosi della pace e dell'amore in questo mondo senza pace. Testimoniate con il digiuno e la preghiera che siete miei e che vivete i miei messaggi. Pregate e cercate.
Io prego e intercedo per voi presso Dio perché vi convertiate e perché la vostra vita e il vostro comportamento siano sempre cristiani. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Siate miei testimoni
e gioiosi portatori di pace

Nonostante che il destino del mondo sembri nelle mani dei potenti e le sorti dei popoli affidate alle armi più micidiali, nonostante ogni apparenza, c'è un'altra realtà che si muove nella storia. Dopo la passione e la morte, Gesù è risorto e, davanti il suo "esercito" di piccoli, di umili, di miti, di sofferenti annienterà anche l'ultima nemica: la morte (1Cor 15,26).
Anzitutto Maria ci invita, come sempre, a pregare per avere la pace. La guerra ha radici profonde nel nostro cuore, che affondano nel peccato d'origine, nella rottura dell'alleanza con Dio. La pace è puro dono di Dio; è frutto della morte e risurrezione di Gesù: Vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la dà il mondo (Giov. 14,27). E' un dono che l'uomo può accogliere o rifiutare e, come ogni dono di Dio, cresce nella condivisione. Non è per noi soli, ma va condiviso, altrimenti languisce e si esaurisce.
Gesù risorto si presenta alla comunità in preghiera con il saluto: Pace a voi. Anche noi nella preghiera possiamo cogliere la pace di Dio, sentirne l'eco nel cuore e quindi divenire portatori gioiosi della pace e dell'amore in questo mondo senza pace. Ma portare la pace e l'amore di Gesù equivale ad avere e a comunicare la sua Vita, cioè la grazia. Chi è in peccato non può avere la pace, né pregare efficacemente per la pace né comunicarla.
Non si tratta quindi di esprimere qualche parola o sentimento di solidarietà, o dare solo qualche aiuto materiale: occorre testimoniare Gesù, annunciare la sua vita. Ma essere conformi a Gesù, al mite agnello immacolato, è al di là delle nostre forze: questo può venire solo come dono del Padre e del suo Spirito. Se faremo nostro il Fiat di Maria e il Sì di Gesù, potremo essere agnelli in mezzo ai lupi, chicco di grano sepolto nella terra per dare frutto, pane che sazia la fame di giustizia del mondo. Questo è in realtà essere cristiani nel comportamento.
Ma siccome Maria è la Regina della Pace, la pace e la salvezza si faranno strada con il suo volto materno. Per questo vuole che i suoi figli siano suoi testimoni nel mondo. Anzi vuole che appaia a tutti che siamo suoi, portando il contrassegno inconfondibile dei suoi messaggi, e specialmente la preghiera e il digiuno.
Il digiuno comporta sobrietà e quindi è l'antitesi di ogni corsa al successo, alle ricchezze, al potere e quindi alla sopraffazione. E' essenzialità e quindi, insieme alla preghiera, elemento necessario nella ricerca di Dio, come della pace: Pregate e cercate.
Maria è con noi: ce lo ripete ancora una volta. Lei prega e intercede per noi perché ci convertiamo e perché la nostra conversione sia seria, continua e perseverante. Così saremo sale della terra e luce del mondo.
Nuccio e c.

 

La Divina Misericordia
rivelazione antica e sempre nuova

Esiste un profondo legame tra il culto della Divina Misericordia, che contrassegna in modo speciale questo secolo, e la chiamata della Regina della Pace che, accolta in pienezza, ne rappresenta, a nostro avviso, il culmine e l'espressione più alta e compiuta.

La "Dives in misericordia"
La rivelazione dell'amore misericordioso di Dio nella Scrittura.

Per comprendere il significato del culto della Divina Misericordia, riportiamo alcuni passi significativi della grande Enciclica che Giov. Paolo II° promulgò già nel secondo anno del suo pontificato, per proclamare al mondo la grandezza dell'Amore misericordioso del Padre, "Dives in misericordia", che in quest'ultimo anno di preparazione al giubileo appare di particolare attualità.
Afferma anzitutto il Papa: Dio, ricco di misericordia è colui che Gesù ci ha rivelato come Padre: proprio il suo Figlio, in se stesso ce lo ha manifestato e fatto conoscere (cf. Giov. 1,18; Eb 1,1...) e continua, partendo dall'antica Alleanza: già nell'AT l'amore si manifesta nella misericordia del Signore verso i suoi: Egli è il loro Padre... ed è anche lo sposo di colei a cui il profeta annuncia un nome nuovo: beneamata, perché a Lei sarà usata misericordia (Os 2,3)...Il primato e la superiorità dell'amore nei riguardi della giustizia si manifestano proprio attraverso la misericordia.

Il Nome di Dio - Nell'AT c'è un passo in cui Dio rivela il suo Nome, quando Mosé gli chiede di usare misericordia verso il popolo che aveva peccato col vitello d'oro e di rinnovare l'Alleanza con Israele. Allora il Signore passò davanti a Mosé, proclamando: Jahvè Jahvè, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato...(Es 34,6-7). Ma tutto l'Antico T. proclama la misericordia del Signore in molti passi. Il Sal 103 parla così: Come il cielo è alto sulla terra, così è grande la sua misericordia... Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono...Perché eterna è la sua misericordia, ripete ad ogni versetto il Sal 136.

Ma solo Gesù ci offre la piena rivelazione dell'identità di Dio: Chi ha visto Me ha visto il Padre. Torniamo al documento del Papa: La giustizia divina rivelata nella croce di Cristo nasce dall'amore e nell'amore si compie. La dimensione divina della redenzione si attua nel restituire all'amore quella forza creativa nell'uomo, grazie alla quale egli ha nuovamente accesso alla pienezza di vita e di santità che proviene da Dio: in tal modo la redenzione porta in sé la rivelazione della misericordia nella sua pienezza.
La croce sul Calvario dimostra come colui che ama desidera donare se stesso. Anche all'uomo è rivolta la chiamata alla croce di Cristo, donando se stesso a Dio e con sé tutto il mondo visibile, partecipi alla vita divina. Tutto il Vangelo, la vita e la predicazione di Gesù convergono alla realtà espressa da Giovanni: Dio è amore (1Gv 4,8.16).
Amore divino e amore umano - Ma questo amore misericordioso non è sicuramente l'amore umano (mess. 20.11.86). E' l'Amore Trinitario, quel mistero, nascosto da secoli, della comunione tra il Padre e il Figlio nello Spirito Santo, che è donata agli uomini nel mistero pasquale di Gesù, fatto obbediente al Padre fino alla morte di croce e per questo esaltato da Dio con un nome che è al di sopra di ogni altro nome...(cf Fil 2,5).
Questo dono di comunione con la vita Trinitaria è offerto continuamente dalla Chiesa mediante la grazia sacramentale e, in questo tempo di grazia speciale, è ottenuto con particolare intensità attraverso l'intercessione della Regina della Pace, in favore di quelli che Lei ha scelto per farsene strumenti della misericordia del Padre per la salvezza del mondo. Così diventano essi stessi, attraverso l'offerta della vita, "le mani gioiosamente tese del Padre verso coloro che non credono" (25.11.97), cioè che non hanno conosciuto (cioè sperimentato come amore sponsale) l'amore di Dio, nella vivificante tenerezza della comunione Trinitaria.

Sublime "vendetta" dell'Amore
Misericordioso nel secolo in cui satana più agisce

Questo nostro secolo si trova indubbiamente, come ebbe a dire il Papa durante il rito di beatificazione di sr. Faustina, "sotto il segno della divina misericordia". Questo secolo ha dovuto assistere ad abissi di violenza e di tenebre forse mai verificatesi in tutte le epoche precedenti: si pensi ai campi di sterminio, ai gulag, ai 50 milioni di morti nella seconda guerra mondiale, alle vittime del terrore nazista e stalinista, alle recenti guerre nei Balcani, al pullulare di ideologie contro Dio e contro l'uomo, all'ateismo pratico e teorico che domina intere regioni del globo, tradizionalmente cristiane. E proprio in questo secolo si sono moltiplicati in modo stupefacente grandi segni spirituali e luci di grazia: sono la sorprendente "vendetta di Dio", che confonde i sapienti di questo mondo e sembra proclamare in un modo inconfutabile la vittoria dell'amore misericordioso di Dio su ogni potenza di male operante nell'uomo.

I grandi testimoni dell'amore
misericordioso nel 20° secolo

Tra i grandi araldi e testimoni di questo amore suscitati dallo Spirito, irradia particolare luce S.Teresa di Gesù Bambino (pur nata al cielo l'1.10.1897), che si offrì vittima di amore alla SS. Trinità per la salvezza del mondo. Nello sviluppo del culto in spirito e verità dell'amore misericordioso in questo secolo occupano sicuramente un posto centrale le apparizioni di Maria SS. a Fatima dal 13 Maggio al 13 ottobre: rappresentano una tappa fondamentale nel grande ciclo delle apparizioni mariane iniziate con la Medaglia Miracolosa nel 1830 a Parigi.
Il contenuto essenziale del messaggio di Fatima è stato comunicato ai piccoli veggenti già nella prima apparizione, il 13 maggio 1917: Volete offrirvi a Dio in atto di riparazione per i peccati e di supplica per la conversione dei peccatori? E alla loro risposta affermativa, la Madonna aprì le mani comunicando loro una luce così intensa che penetrava nell'intimo dell'anima: è il dono di una particolare pienezza di amore Trinitario che può essere accolto solo da parte di chi decide di offrirsi incondizionatamente a Lui, come Maria.
Vuol dire che la condizione essenziale per accogliere in pienezza il dono della Misericordia di Dio, è diventare noi stessi, non solo oggetto passivo di misericordia, ma strumenti attivi di questo amore, cioè decidersi di offrire la nostra vita a Dio in modo incondizionato, perché Egli possa donarsi a noi e così, attraverso noi, realizzare i suoi piani di salvezza per tanti nostri fratelli. E' il grande invito divino all'offerta della vita per la salvezza del mondo, che costituisce il cuore della chiamata spirituale della Madonna a Medj.
Altro grande araldo prescelto da Dio per proclamare al mondo l'infinita Misericordia del Padre, fu sr. Faustina Kowalska (1905-1938), beatificata la domenica in albis 1993. Altri grandi testimoni dell'amore misericordioso di Dio offerti al nostro secolo, furono madre Speranza, nata in Spagna nel 1893, che visse e operò in Italia, dove edificò il grande Santuario dell'Amore Misericordioso a Collevalenza in Umbria; S. Massimiliano M. Kolbe, che visse sino all'estremo olocausto ad Auschwitz un'esistenza di infuocata consacrazione all'Immacolata; P.Pio da Pietrelcina, la cui vicenda spirituale è ormai notissima e che è stato proclamato beato il 2 maggio corrente; S.Leopoldo Mandic', di cui parliamo tra poco.

La chiamata della Regina
della Pace a Medjugorje

Il segno spirituale che esprime in pienezza il grande disegno di grazia, con straordinaria effusione dell'amore Misericordioso negli ultimi decenni di questo secolo, è rappresentato dalla continua presenza di Maria in vari luoghi e, innanzitutto con carattere centrale a Medjugorje, dove in questo tempo, cari figli, si trova la fonte della grazia (8.05.86) e da dove continuano a fluire fiumi di luce e di vita per l'intera umanità da quasi 18 anni.
Il messaggio centrale di Medj., in continuità strettissima con quello di Fatima, che ne è l'annuncio (25.08.91) risiede nella chiamata rivolta a coloro che Dio ha prescelto: all'offerta della vita a Dio, attraverso il Cuore Immacolato di Maria, per la salvezza del mondo: Voglio che comprendiate che Dio ha scelto ognuno di voi nel suo piano di salvezza per l'umanità (25.01.87).
Maria ci invita all'abbandono totale a Dio, a testimoniare con la vita l'amore di Dio, a sacrificare la vita per la salvezza del mondo, assicurandoci poi della ricompensa che il Padre ci ha promesso e assicurandoci che Lei, come buona madre ci tiene per mano: Io sono con voi, non abbiate paura... Se pregate, satana non può intralciarvi... Pregate, la corona del rosario sia sempre nelle vostre mani, come segno che voi appartenete a Me (5.02.88). Questo è un tempo di grazia speciale (25.06.89). Ci invita a essere autentici strumenti di misericordia, diventando portatori e testimoni della sua pace in questo mondo senza pace (25.07.90). Ci invita a scoprire l'indicibile gioia spirituale dell'offerta sconosciuta al mondo e ai cristiani tiepidi perché la vostra vita diventi gioia (25.01.90).
Ci ricorda soprattutto che la nostra vita ha senso e valore solo se viene donata per amore: Non dimenticate che la vostra vita non è vostra, ma un dono con il quale dovete dare gioia agli altri e guidarli verso la vita eterna (25.12.92).
Giuseppe Ferraro

 

"Tornate al fervore primitivo!"
Cosa ci insegna la Madonna sulla confessione

Sin dal secondo giorno delle apparizioni, il 26 giugno 1981, Maria rivela a Ivanka il motivo essenziale della Sua venuta nel mondo: "...desidero stare con voi per convertirvi e per riconciliare il mondo intero". Lo stesso giorno, scendendo dal Podbrdo, Marija rivede accanto ad una grande croce, la Vergine in lacrime, che ripete: "Pace, pace, pace, riconciliatevi. Riconciliatevi con Dio e tra voi. Per questo bisogna credere, pregare, digiunare e confessarsi!"
La chiamata alla conversione costituisce il cuore e il centro del messaggio di Maria a Medj. Il mezzo più sicuro, ripetutamente da Lei indicato, per rimanere sulla via della conversione, per continuare una "metanoia", il cambiamento di spirito, è il sacramento della riconciliazione.
Maria insiste ripetutamente sull'importanza della pratica frequente e sistematica di questo sacramento: "Bisogna invitare i cristiani a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo sabato del mese... Ho invitato la gente alla confessione frequente" (6 agosto 1982). Lo stesso giorno, la festa della Trasfigurazione, ne afferma la speciale efficacia per guarire le malattie spirituali di cui soffre "la Chiesa occidentale": "... La confessione mensile sarà un rimedio per la Chiesa d'Occidente. Bisogna trasmettere questo messaggio all'Occidente".
Riafferma lo stesso giudizio spirituale nel mese di dicembre 1983, estendendone poi la validità a tutto l'orbe cattolico: "La confessione mensile sarà un rimedio per la Chiesa occidentale. Intere porzioni della Chiesa potranno essere guarite se i fedeli si confesseranno una volta al mese".
Alla vigilia della festa dell'Annunciazione 1985, Maria rivolge uno speciale invito venato di delicata tenerezza materna, alla riconciliazione sacramentale prima delle grandi feste liturgiche: "Oggi voglio invitare tutti alla Confessione, anche se vi siete confessati solo qualche giorno fa. Desidero che viviate la mia festa nel vostro intimo, ma non la potete vivere se non vi abbandonate completamente a Dio. Perciò vi invito tutti a riconciliarvi con Dio!". Questo messaggio sembra indicare anche l'importanza di una continua purificazione del cuore per poter vivere in pienezza la comunione con Dio donata attraverso la Chiesa e il valore spirituale della confessione frequente.
L'ultimo giorno dell'anno 1983, nel messaggio a Jelena, la Madonna rinnova l'invito alla confessione per accogliere pienamente i frutti del nuovo anno santo straordinario indetto dalla Chiesa: "Per voi desidero che questo nuovo anno sia realmente santo. In questo giorno, quindi, andate a confessarvi e purificatevi per questo nuovo anno" (31.12.1983).
Accanto agli aspetti legati alla frequenza della confessione, la Madonna sottolinea in modo inequivocabile anche l'importanza decisiva di una adeguata disposizione interiore da parte dei penitenti: "Non vi confessate per abitudine, per restare gli stessi dopo. No, così non va bene. La confessione deve dare un impulso alla vostra fede. Deve stimolarvi ed avvicinarvi a Gesù. Se per voi la confessione non significa niente, in verità vi convertirete difficilmente" (a Jelena il 7.12.1983). Quest'ultima osservazione, venata di gravità, suona come un monito a quanti, ai nostri giorni, trascurano con colpevole leggerezza il sacramento della riconciliazione.
Infatti, nella sapiente pedagogia di Maria la pratica spirituale della confessione, accurata e frequente, rappresenta indubbiamente un elemento di importanza fondamentale per realizzare un autentico cammino di conversione. I contenuti dell'appassionato messaggio della Madonna trovano perfetta rispondenza nel magistero del Papa, che su tale materia esprime, con esemplare chiarezza e sollecitudine pastorale, giudizi del tutto analoghi nella Enciclica "Reconciliatio e paenitentia". Questa, per ragioni incomprensibili, sembra essere stata largamente disattesa o ignorata da vaste schiere di fedeli, laici e anche sacerdoti.
La Madonna invece, maternamente sollecita della gioia e della vera pace dei suoi "cari figli", rivolge anche l'esortazione a riprendere la pratica della confessione generale oggi caduta in disuso, o perfino disapprovata da certi confessori: "Cari figli, vi prego, date al Signore tutto il vostro passato, tutto il male che si è accumulato nei vostri cuori. Desidero che ognuno di voi sia felice, ma con il peccato nessuno può esserlo". (25.02.1987).
Lo stesso invito, accompagnato da note di commovente tenerezza spirituale, è contenuto in un bellissimo messaggio di preparazione al Natale: "Cari figli, anche oggi vi invito a preparare i vostri cuori per questi giorni, in cui il Signore desidera in modo particolare purificarvi da tutti i peccati del vostro passato. Voi, cari figli, non potete farlo da soli, perciò sono qui io ad aiutarvi. Pregate, cari figli, solo così potrete conoscere tutto il male che sta in voi e affidarlo al Signore in modo che il Signore possa purificare del tutto i vostri cuori" 4.12.1986)
Inoltre Maria nella confessione indica il mezzo necessario per poter accogliere in pienezza i doni della pace, della verità e della gioia, che Gesù vuole riversare nel mondo, attraverso coloro che Maria ha scelto, perché ne diventino strumenti autentici e veri portatori a tutti gli uomini: "Gesù desidera riempire i vostri cuori di pace e di gioia. Non potete realizzare la pace se non siete in pace con Gesù; per questo vi invito alla confessione, affinché Gesù sia la vostra verità e la vostra pace" (25.1.1995).
La confessione rappresenta indubbiamente il mezzo spirituale più efficace per disarmare radicalmente l'avversario, che cerca a sua volta, comprensibilmente, di screditarla e ostacolarne in tutti i modi la pratica attuazione. Essa diventa quindi ad un tempo strumento privilegiato di luce nelle mani della Donna vestita di sole e frutto prezioso della lotta spirituale che Lei stessa instancabilmente conduce contro il "padre della menzogna", in questo tempo di confronto decisivo e finale fra i figli della Luce e i figli delle tenebre. La Regina della Pace ha però indicato la strada della vittoria del suo Cuore Immacolato: "Perciò, figlioli, pregate per avere la forza di realizzare ciò che vi dico. Io sono con voi e vi amo" (25.1.1995).
B.F.

La festa della Divina Misericordia è stata celebrata domenica 11 aprile in piazza S.Pietro dal Card.Angelini davanti a 40mila persone. Questa Messa solenne è un grande passo da parte della Chiesa, anche se la festa della Divina Misericordia chiesta da Gesù alla Beata Faustina, non è ancora stata istituita ufficialmente. E' molto significativo che il Papa abbia alla fine salutato i pellegrini per la loro partecipazione alla festa.

Un apostolo della Misericordia:
S. Leopoldo Mandic'

Questo cappuccino croato incarnò nella sua vita la parabola del Padre misericordioso che attende il "figlio prodigo". Per questo il richiamo del Papa alla confessione nell'Anno Santo trova in lui un modello eccezionale del ministero in cui il Padre vuol far scoprire ai figli peccatori il suo Cuore.
La celletta della Misericordia - Nato a Castelnuovo di Cattaro, sulla costa dalmata, nel 1866, era tanto piccolo (m 1.35), debole, claudicante per l'artrite deformante ai piedi, aveva un difetto di pronuncia che gli impediva di predicare e così fu sempre adibito alle confessioni. Nella sua celletta-confessionale del convento cappuccino di Padova, dove oggi i fedeli accorrono al suo corpo incorrotto, confessò per trent'anni dalle 10 alle 15 ore al giorno. Ma la città di Padova non si accorse subito del piccolo grande santo che ospitava.
Di se stesso P. Leopoldo diceva: "Sono veramente un uomo da nulla, anzi ridicolo". E così veniva ritenuto dai frati e dalla gente. Perfino i bambini lo deridevano per strada e gli mettevano i sassi nel cappuccio... Dicevano che "era un confessore ignorante, di manica troppo larga, che assolveva tutti senza discernimento". Poi progressivamente la città cominciò ad avviarsi a quel confessionale, alcuni mandati anche da P. Pio che usava dire: "Avete un Santo, perché venite da me?!"
Poco prima di morire nel 1942, P. Leopoldo fece questa profezia: "La città sarà bombardata molte volte, questo convento sarà duramente colpito, ma questa celletta no. Qui il padrone Dio ha usato molta misericordia alle anime: deve restare il monumento della sua bontà". Infatti i bombardamenti del 1944 distrussero il convento, ma la celletta rimase in piedi... Ma cosa avveniva in quella celletta? Se colui che vi entrava mostrava un po' di esitazione o qualche impaccio, P. Leopoldo si alzava in fretta e gli andava incontro allargando le braccia: "Si accomodi, signore, si accomodi... Non abbia paura sa, non abbia riguardo... Vede, anch'io, benché frate e sacerdote, sono tanto misero. Se il Padrone Dio non mi tenesse per le briglie, farei peggio degli altri...".
Tuttavia P. Leopoldo non riduceva la confessione a qualche minuto. Si tratteneva a volte molto a lungo. E non era dolce quando si cercava di scusare il male o minimizzarlo. Lo diventava invece infinitamente se lo si riconosceva con umiltà. Ci basti questo episodio.
Un giorno un uomo entrato in quella celletta si ostinava a difendere i suoi numerosi peccati con sottili ragionamenti. P. Leopoldo le aveva provate tutte ma poi, di fronte alla raffinata derisione dell'uomo, si era alzato in piedi e aveva esclamato: "Se ne vada! Se ne vada! Lei si mette dalla parte dei maledetti da Dio!". L'uomo quasi svenne dalla paura e si prostrò a terra piangendo; allora P. Leopoldo lo sollevò e, abbracciatolo, gli disse: "Vedi, ora sei di nuovo mio fratello".
Talvolta confessava anche con la febbre e saltava i pasti vedendo la fila dei penitenti. Non di rado, finite le confessioni, faceva lunghe preghiere, di notte. A molti penitenti aveva promesso: "Farò io penitenza per te, pregherò io per te". Una volta disse: "Se il Crocifisso mi avesse a rimproverare della 'manica larga' gli risponderei: questo cattivo esempio, Paròn Benedeto (Padrone Benedetto), me l'avete dato voi! Ancora non sono giunto alla follia di morire per le anime!"...

Apostolo dell'unità - Dietro questa vocazione c'è però un segreto. "Quando avevo 22 anni, dice lui stesso, ho sentito la voce di Dio che mi chiamava a pregare e a meditare per il ritorno degli ortodossi all'unità cattolica". Ne fece un voto. Era la sua "santa pazzia", dicevano i suoi confratelli; ne parlava a tutti e sperava di realizzare questa chiamata, concretamente, tornando in Croazia. E sembrava cosa fatta quando la città di Fiume venne annessa all'Italia e lui destinato a quel convento. Ma il Vescovo di Padova tanto fece che ottenne dal Provinciale di mantenerlo nella sua città dove tutti lo reclamavano. Sembrava una sconfitta. Ma non fu così.
Un confratello che si meravigliava per questo cambiamento, gliene chiese ragione e così rispose P. Leopoldo: "Tempo fa ebbi l'occasione di incontrare una santa persona che dopo la comunione mi disse: «Padre, Gesù mi ha ordinato di dirle che ogni anima che lei assiste qui nella confessione è il suo Oriente»". E da allora fece proprio così. Trattava ogni penitente come se la conversione all'unità del suo popolo dipendesse da quella del peccatore che aveva davanti.
Così anche nella S. Messa - che offriva sempre, se poteva, per questa intenzione - sentiva una sofferenza fisica per la rottura dell'unità e, immedesimandosi a Cristo, piangeva a volte fino a bagnare la tovaglia dell'altare... Dio gli concesse di fare miracoli già in vita; ma lui sosteneva che non c'entrava niente: "Che colpa ne ho io -diceva- se vengono con tanta fede e se, per la loro fede, il Padrone Dio li esaudisce?"
Leggeva nelle anime. Un signore, che da anni non si confessava, era stato trascinato lì dagli amici e pensava tra sé: "Mi metto in coda e poi, quando se ne sono andati tutti, me ne vado anch'io prima che mi tocchi entrare in quello stanzino". Ma di colpo uscì fuori P. Leopoldo e, andando dritto a lui gli disse: "Venga avanti lei, signore... L'aspettavo sa, l'aspettavo...". E poi, una volta dentro: "Lei non voleva venire... ma non si preoccupi... le dico io quello che ha fatto... E' questo quello che ha fatto, vero? E ora è pentito, vero? Allora Dio le perdona tutto. La ringrazio di essere venuto a portarmi tanta gioia, ma l'aspetto ancora, sa... Venga e saremo buoni amici...". Ecco, ci auguriamo che con un buon confessore possiamo incontrare nell'intimo il nostro Padre del cielo...
P. Leopoldo tornò al Padre il 20 luglio 1942 pronunciando le ultime parole della Salve Regina, che aveva sempre chiamato con tenerezza "la Paròna Benedeta"... Il Santo, riprodotto in una statua bronzea a Medj., sembra lì a proteggere e a ispirare i confessori nel loro ministero di misericordia.
Nicola

 

Il Giubileo
l'anno della misericordia: che cosa dovremo fare

Non era mai accaduto che un giubileo fosse celebrato tra due millenni. E non era mai accaduto che, oltre a popolazioni interessate in numero così elevato, la società umana disponesse di mezzi di trasporto e di accoglienza quali oggi può offrire.
Il Giubileo cristiano si riallaccia a quello ebraico, pur avendone caratteri del tutto diversi. Per gli Ebrei il Giubileo, che cadeva ogni 50 anni, era chiamato anno della remissione; in esso venivano rimessi i debiti e liberati gli schiavi (Lev 25,8...). Aveva quindi uno scopo sociale. Per i cristiani invece la celebrazione del Giubileo ha un significato solo spirituale; fa parte della disciplina penitenziale e implica la remissione dei peccati e la liberazione delle pene dovute alla giustizia divina.

Come è iniziato - È interessante conoscere l'inizio del Giubileo, dovuto a due motivi convergenti. Nel 1300 era papa Bonifacio VIII. All'inizio del nuovo centenario una grande folla si riversò festante sotto le finestre del Papa. Il pontefice era pronto a concedere qualcosa di nuovo. Era pronto perché (ricordiamo un fatto poco noto), un suo zio francescano veramente santo, il Beato Andrea Conti, gli aveva suggerito di indire un anno di particolare preghiera e penitenza, destinato a promuovere la santità dei costumi. Così il Papa concesse l'indulgenza plenaria a chi, durante quell'anno, fosse venuto a Roma in pellegrinaggio, per pregare sulle tombe dei due grandi apostoli, Pietro e Paolo.
Il Giubileo divenne un'istituzione periodica, prima ogni 50 anni e poi ogni 25. A questi giubilei ordinari, chiamati Anni Santi, se ne aggiunsero altri straordinari in speciali ricorrenze.

Caratteristiche del prossimo Giubileo - Esso verrà celebrato contemporaneamente a Roma e in tutte le Chiese particolari del mondo. Avrà inizio la notte di Natale del 1999, con particolare solennità a Roma, a Gerusalemme, a Betlemme. Al tempo stesso inizierà in tutte le cattedrali e le concattedrali cattoliche. Nella Basilica di S. Paolo l'apertura della Porta Santa avrà luogo il 18 gennaio, all'inizio della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. La chiusura avverrà il giorno dell'Epifania del 2001; così il tempo di Natale sarà il cuore dell'Anno Santo, che festeggia la nascita del Redentore.
Caratteristica fondamentale è la riconciliazione con Dio (confessione, comunione, preghiere particolari) e l'acquisto dell'indulgenza plenaria.
Ricordiamo che l'indulgenza giubilare può essere acquisita solo una volta al giorno (quindi tutti i giorni) e può essere applicata a se stessi o in suffragio delle anime dei defunti. Le condizioni: fondamentale la confessione e la partecipazione all'Eucaristia (questa è necessaria per ciascun'indulgenza), e la preghiera secondo le intenzione del Papa, che testimonia anche la comunione con la Chiesa. Poi si aggiungono altre particolari condizioni:
1. A Roma si compirà un pio pellegrinaggio in una delle quattro basiliche patriarcali, oppure a S. Croce in Gerusalemme, o a S. Lorenzo al Verano, o al Santuario del Divino Amore, o a una delle catacombe; ivi si parteciperà alla S. Messa o ad altra celebrazione > > liturgica.
2. In Terra Santa si osserveranno le stesse condizioni visitando la Basilica del S. Sepolcro in Gerusalemme, o la Basilica della Natività a Betlemme, o la Basilica dell'Annunciazione a Nazaret.
3. Nelle Diocesi, si osserveranno le stese condizioni pellegrinando alla Chiesa Cattedrale o in altra chiesa o santuario, secondo le indicazioni del vescovo locale.
4. In ogni luogo (si noti la novità), recandosi a visitare per un certo tempo fratelli in necessità o in difficoltà: infermi, carcerati, anziani soli, handicappati, ecc.
Un'altra novità: dato che l'anima del Giubileo è lo spirito di penitenza, si può acquistare l'indulgenza giubilare anche con un generoso atto di penitenza, come rinunciare per almeno un giorno al fumo, alle bevande alcoliche, digiunando...; oppure compiendo generose opere di carità. Naturalmente sono sempre necessarie le condizioni generali di confessione, eucaristia preghiera secondo le intenzione del Papa.

Il vero scopo - È chiaro da tanta larghezza di possibilità, quello che ci si attende da questo Anno Santo. Ci si attende una messa in ordine della propria anima di fronte a Dio e un impulso a vivere in pienezza e con coerenza gli impegni della vita cristiana. Sono tutti impegni insegnati da Gesù Maestro per il nostro bene, ossia per la salvezza eterna, ove il "giubilo" sarà totale e per sempre. Ecco perché il Giubileo è offerto a tutti, ricchi e poveri, sani e malati. Lungi dal ridursi ad una gita, apre l'animo ad un cammino di vera conversione, col pentimento e la remissione d'ogni pena per il passato e con l'avvio a camminare "in novità di vita" per l'avvenire.
D. Gabriele Amorth

 

L'icona di Gesù misericordioso

Gesù apparve a suor Faustina il 22.2.1931 chiedendole che fosse dipinta un'immagine, "simile a ciò che vedi", e scrivici sotto: Gesù, in te confido! Due fasci di raggi, uno rosso e l'altro bianco uscivano dal cuore di Gesù e si allargavano fino a ricoprire il mondo intero. "Vedi, sr. Faustina, questi raggi significano l'acqua e il sangue usciti dal mio costato: l'acqua che purifica le anime e il sangue che è la vita dell'anima. L'acqua i sacramenti del Battesimo e della Penitenza; il sangue, l'Eucaristia. Quante lotte dovette subire, prima che il quadro, dipinto grazie agli sforzi del suo confessore, fosse esposto per la prima volta nel santuario di Ostra Brama a Vilnius! Subito l'icona attirò l'attenzione e grazie straordinarie di conversione.
Altre richieste di Gesù: la festa della Divina Misericordia alla II domenica di Pasqua con la novena da iniziare il Venerdì Santo e il Rosario della Divina Misericordia.


Notizie dalla terra benedetta

A Mirjana: "Voglio farvi uscire dalle tenebre di oggi"

Giovedì 18 marzo, Mirjana, ha avuto l'apparizione nel campo da gioco della Comunità Cenacolo, attorniata da una gran folla raccolta in preghiera. L'apparizione è iniziata alle 10.14 ed è durata 6 minuti. La Madonna ha parlato con Mirjana dei segreti, ma i segreti rimangono segreti. Mirjana ha detto che la Madonna ha benedetto i presenti e sicuramente anche quelli che erano uniti nella preghiera, poi ha dato questo messaggio:

"Cari figli, io desidero che voi affidiate a me i vostri cuori, così che possa condurvi nella strada che porta alla luce e alla vita eterna. Non voglio che i vostri cuori entrino nelle tenebre di oggi. Io vi aiuterò. Io sarò con voi in questa strada in cui si scopre l'amore e la misericordia di Dio. Come madre vi chiedo di permettermi di farlo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

In questo messaggio, naturalmente come in tutti gli altri messaggi, la Madonna desidera che affidiamo a Lei i nostri cuori, perché vuole condurci alla luce e alla vita eterna. Allora bisogna lasciarsi guidare dalla Madonna. Quali sono le tenebre del nostro cuore? Se io non vedo i doni che il Signore mi ha dato e li distruggo, se non vedo il mio peccato, il mio comportamento negativo, sono nelle tenebre. Se vedo solo il male dell'altro e non vedo il bene, sono nelle tenebre.
Liberarsi da queste tenebre, significa entrare nella luce. La Madonna ci assicura anche che è con noi e che vuole guidarci sulla strada in cui si scopre l'amore e la misericordia di Dio. Questa è l'intenzione per la quale la Madonna prega il 2 di ogni mese con Mirjana.
Infine bisogna proprio ripetere l'ultima frase di questo messaggio: "come madre vi chiedo di permettermi di farlo". La Madonna qui tocca il problema della nostra libertà; Lei nel nome del Signore ci offre tutto, tutto quello che noi desideriamo profondamente: la luce, la vita eterna, l'amore, la misericordia. Ci offre tutto ciò che può liberarci dalle tenebre, ma noi possiamo dire di "no" a tutto questo. Questo è il mistero del peccato. Allora decidiamoci oggi e, come Maria ha detto al Signore "Sia fatta la Tua volontà", ognuno di noi possa dire lo stesso.
(P. Slavko) 

"Difendete Medjugorje!"

È quanto è stato detto a p. Jozo dal Santo Padre in occasione di un incontro personale, ma è anche l'esortazione che hanno condiviso i 150 partecipanti, provenienti da 10 diversi Paesi, dell'Annuale Seminario formativo per le guide dei pellegrinaggi a Medj. che si è svolto a Neum (Croazia) dal 28 febbraio al 5 marzo.
Difendere Medj. in un pellegrinaggio significa innanzitutto impegnarsi personalmente con una risposta fedele ai messaggi della Vergine. Difendere Medj. significa sottolineare l'essenziale, luoghi e messaggi, con una spirito di umiltà, docilità e abbandono nelle mani di Maria. Inoltre, significa difendere i diritti che Maria ha sul cuore di ogni pellegrino. In questa prospettiva i partecipanti hanno studiato delle proposte concrete affinché il programma dei pellegrinaggi sia conforme ai desideri della Madonna.
Il gruppo italiano presente all'incontro (con il brasiliano) ha suggerito alcuni punti utili a custodire il dono di Medj., tra i quali:
1. l'importanza che la parrocchia organizzi le testimonianze dei veggenti e le istruzioni dei frati ai pellegrini; 2. che la parrocchia si faccia carico di assicurare la presenza fissa di un sacerdote, disponibile per le confessioni e per la liturgia per ogni gruppo linguistico più rappresentato; 3. che si preoccupi di coinvolgere maggiormente i fedeli stranieri presenti al programma serale, svolto per la maggior parte in lingua croata e che sia sottolineato con maggiore attenzione il momento dell'apparizione da chi guida il Rosario. 4. In ultimo, la proposta di rendere disponibile la Cappella dell'Adorazione anche al mattino per quanti non possono svolgere altre attività e 5. della creazione di due sentieri pedonali che dalla chiesa portino alle due colline.
Tra i lavori del seminario, lo studio del documento della Santa Sede "Il pellegrinaggio nel Grande Giubileo del 2000", nel quale sono contenute preziose indicazioni affinché i pellegrinaggi siano realmente occasione di edificazione spirituale per ogni pellegrino in cammino verso Dio.
Alberto Bonifacio 

La Pasqua a Medjugorje - Durante la Settimana Santa e la Pasqua il flusso dei pellegrini é stato un po' meno intenso degli altri anni, ma sono venuti nuovi gruppi. Per le migliaia di presenti la liturgia del Giovedì Santo, i riti del Venerdì e del Sabato Santo sono stati organizzati in dieci lingue, per ciascun gruppo linguistico. Tra i pellegrini stranieri, i più numerosi erano quelli provenienti da Germania, Austria e Francia. Eccezionalmente numerosi quelli venuti da tutte le regioni della Croazia e dalle parrocchie circostanti. Durante il programma di preghiera serale, in media 20 sacerdoti si sono dedicati alle confessioni.
Presso la casa "Domus Pacis" durante la Quaresima si sono svolti 5 Seminari di digiuno e preghiera guidati da P.Slavko, ai quali hanno partecipato 230 pellegrini di diversi gruppi linguistici.

Viaggio missionario di P.Slavko - Il 19 marzo P.Slavko ha visitato i prigionieri croati detenuti a L'Aia. L'incontro si è protratto dalle ore 13 alle 17. Tutti si sono accostati alla confessione e alla comunione pasquale, sempre molto grati per le visite che ricevono, soprattutto da Medj.
Il 20 marzo P.Slavko ha avuto un incontro di preghiera nel santuario nazionale belga di Banneux, dove la Madonna è apparsa come Madre dei poveri nel 1932/33 invitando alla preghiera per la conversione dei peccatori. Il programma è iniziato alle 10 e si è concluso alle 18 con l'adorazione e la preghiera per la guarigione. Hanno partecipato molti gruppi di preghiera, in tutto 3000 persone.
Il giorno dopo si è tenuto un incontro di preghiera a Eindhoven (Paesi Bassi), organizzato dalla comunità "Amore crocifisso e ferito", una comunità molto giovane, attiva, che ha la casa madre a Maastricht. Il gruppo ha accolto Medj. e ne diffonde i messaggi.
Tutti questi incontri sono solo una nuova dimostrazione di quanto Dio abbia fatto per mezzo di Maria, Regina della Pace.

AVVISO - Con il passaggio all'ora legale, il programma di preghiera serale di Medj. ha inizio con il Rosario alle ore 18, prosegue con la S.Messa alle 19, seguita dalle benedizioni. L'adorazione del SS.Sacramento si svolge il giovedì dopo la S.Messa serale ed il mercoledì e venerdì dalle 22 alle 23. Il Rosario sulla collina delle apparizioni si recita la domenica alle 15 e la via crucis alla stessa ora del venerdì sul Krizevac. (dal Press Bulletin)

Accoglie la vita e viene guarita

"Tra le guarigioni avvenute in questi giorni, mi ha colpito in modo particolare quella di Marilyn, 37 anni. Dopo la nascita del primo figlio cominciò a soffrire di gravi problemi all'udito e i suoi medici di Parigi la invitarono a non avere altri figli per non peggiorare ulteriormente. Quattro anni più tardi, Marilyn iniziò una seconda gravidanza e rifiutò l'aborto che i medici le proponevano, preferendo diventare invalida piuttosto che sacrificare la vita del suo bambino.
Alla nascita del piccolo Giovanni, nella primavera del '97, Marilyn perse completamente l'udito, ma non si pentì mai di essersi sacrificata per dare alla luce una nuova vita. Alla fine di marzo è venuta qui a Medj. per celebrare la festa dell'Annunciazione e offrire alla Vergine il suo bambino. Durante la Messa di mezzogiorno in francese, Marilyn ha iniziato improvvisamente a sentire la musica dell'organo... e da quel momento il suo udito è tornato perfettamente normale! La Madonna ha voluto ricompensarla per il suo coraggio di aver scelto la vita! Ora il piccolo ha cominciato a parlare e la mamma ha le sue orecchie per sentirlo.

"Quanto la mancanza di fiducia ferisce il cuore di Dio!" - Padre Xavier P., un giovane sacerdote di passaggio a Medj., ci lascia la sua testimonianza: "L'altro giorno il Signore mi ha fatto capire il vero significato del sacramento della riconciliazione. Incontrando il mio Padre spirituale gli ho detto che, essendomi confessato il giorno prima, non avevo niente di nuovo da dire.
Lui però mi ha risposto che la confessione non è "avere qualcosa da dire", ma è mettersi ai piedi della Croce di Gesù per accogliere la misericordia che sgorga dal suo cuore. Allora mi sono inginocchiato e ho detto: «Signore, ai piedi della tua croce ti chiedo perdono per ogni mio peccato e vengo ad accogliere la tua misericordia». Poi, avvolto dall'amore di Dio, ho detto una cosa alla quale non avevo mai pensato: «Ti chiedo perdono per la mia mancanza di fiducia in Te», e dicendo questo ho capito che cosa bloccava il cuore di Dio nella mia vita, ho capito quanto la mancanza di fiducia ferisce il cuore di Dio".

Il 4° ritiro internazionale per sacerdoti sul tema "Il sacerdote al servizio della vita" avrà luogo a Medj. dal 30 giugno al 6 luglio 1999. Quanti sacerdoti durante questi ritiri hanno ritrovato il senso della loro vocazione... Invitate tutti coloro che conoscete!
(dal diario di sr. Emmanuel)

La tragedia del Kosovo e della Serbia

Ogni giorno abbiamo davanti agli occhi la tremenda visione dei profughi kosovari (quasi un milione in un mese) scacciati brutalmente dalla loro terra e la sistematica distruzione degli impianti, non solo militari, ma anche vitali della Serbia. Non giudichiamo superficialmente. Questo è il "volto truce" di satana che "vuole la guerra (25.3.93) e vuol distruggere non solo la vita umana, ma lo stesso pianeta" (25.1.91). Egli trova i suoi complici in persone assetate di potere e piene di odio. Non saranno gli sforzi diplomatici e neanche l'annientamento del nemico a riportare la pace.
Anzi la vendetta chiama vendetta, con il pericolo che il conflitto si allarghi. Solo Dio può tutto, proprio tutto e può rendere vani i consigli degli uomini (Sal 33). Quando vorrà Egli farà cessare le guerre... e dirà: Fermatevi e sappiate che io sono Dio... (Sal 46). Con questi avvenimenti Dio saprà bene come riportare vittoria, perché la terra, che è sua, arrivi alla pace come è in cielo e così si realizzi anche nell'umanità la sua gloria piena: la sua gloria è l'uomo vivente!
E Maria ci esorta: afferrate il Rosario... con la preghiera e il digiuno si possono fermare anche le guerre (25.4.92). Perciò mobilitiamo l'esercito dei suoi figli per vincere, con le sue armi, le armi di satana. Ella non potrà riportare vittoria senza di noi, che abbiamo accolto la sua chiamata.

Lettera del Papa ad Alessio II

Nel cuore della guerra è avvenuto a Belgrado l'abbraccio caloroso del Patriarca di Mosca e del rappresentante del Papa, dopo anni di freddezza tra ortodossi e cattolici. Il Nunzio apostolico, tra lo stupore generale, è stato il primo a ricevere il saluto del Patriarca Alessio e gli ha consegnato una lettera del Papa, in cui si dice:
"E' un dovere per tutti quelli che professano il Vangelo della pace proclamare con voce unanime che ogni forma di violenza, di pulizia etnica, di deportazione delle popolazioni e l'esclusione di popoli della vita sociale, non può essere un mezzo per giungere a soluzioni civili dei problemi...".
Il Papa si dice "confortato dalla notizia del viaggio del Patriarca per portare il messaggio pasquale di pace e solidarietà" e si augura che "la sua visita porti frutti e ci aiuti ad essere portatori di consolazione di fronte a un tale dramma umano".

Il Papa è sicuro - Il 19 novembre 1997, Giovanni Paolo II dichiarava: "Non saranno le tenebre a regnare nell'anno 2000, ma il nuovo secolo sarà avvolto dall'amore di Dio. Sarà come un tempo di grazia, come il compimento di un disegno d'amore per tutta l'umanità e per ognuno di noi". Poi, facendo sue le parole di S.Agostino, continuava: "Non abbiate paura, non sarà la fine di un vecchio mondo, ma sarà l'inizio di un mondo nuovo". In questi giorni di guerra e di agonia per molti nostri fratelli, facciamo nostra la speranza del Santo Padre!

Vicka raccomanda di ricercare la pace del cuore attraverso la preghiera, perché solo così la situazione in Kosovo potrà migliorare. La veggente ha detto ai pellegrini: "La Madonna dice che si parla troppo della guerra ma non si prega abbastanza. L'agitazione e la paura non aiutano ma, al contrario, vengono utilizzate dal nemico". Cerchiamo di diventare portatori di pace e di mettere in pratica ciò che la Madonna ci insegna da ormai 18 anni.

P. Jozo propone 9 novene, con inizio il 18 maggio, compleanno del Papa e con la conclusione il 6 agosto, per ottenere la pace, con l'impegno ogni giorno di recitare le 3 corone del Rosario e di digiunare il mercoledì e venerdì. Nei più gravi momenti Maria è sempre intervenuta, per esaudire la preghiera unanime del suo popolo.
Anche l'Oasi della Pace propone una catena di adorazione settimanale (Deliceto di Foggia): tel e fax: 0881-963464

Per aiutare i profughi del Kosovo

Oltre agli aiuti dei volontari e delle Caritas diocesane, la parrocchia di Medj., davanti alla via crucis dei profughi kosovari, si fa disponibile per i soccorsi più urgenti:
Propone 1. Aiuti finanziari sul conto: "Medjugorje-Mir", Medjugorje, Privredna Banka Zagreb d.d., Rackoga 6 - Zagreb CROATIA, "Aiuto per Kosovo", n. 7090-...-9982800-924204. 2. Aiuti alimentari, abiti e prodotti igienici: "Medjugorje-Mir" di spalato, tel. ++385 21 361 354, fax: ++ 385 21 342 258, e-mail: medjugorje-split@st.tel.hr

Dall'Italia: L'organizzazione di aiuti che parte 2 volte al mese da località della Lombardia e dell'Emilia, fa sapere che convogli sono partiti e partiranno per l'Albania, dove sono i profughi kosovari e anche per zone della Bosnia dove se ne sono rifugiati circa 30mila attraverso il Montenegro e non arrivano aiuti. Rivolgersi ad Alberto Bonifacio, v. S.Alessandro 26, 23855 Pescate LC, tel 0341-368487, fax 368587. Si invitano altri gruppi di generosi a riempire pullmini e unirsi al convoglio.

"A causa dei conflitti in Serbia e Kosovo, molti pellegrini hanno paura di mettersi in viaggio e di venire a Medj. Eppure qui in Erzegovina tutto è calmo e tranquillo come sempre, e devo dire che il Kosovo e la Macedonia si trovano a una grande distanza da noi. Gli aeroporti della Croazia sono di nuovo aperti e i pellegrini non hanno mai avuto problemi". (P. Slavko)

 

Dalla Chiesa dei poveri
e dei perseguitati

"Denutrizione, analfabetismo, disoccupazione, droga e alcolismo, violenza di ogni tipo nelle case e nelle strade... Ecco lo scenario che accoglie i missionari della Comunità di Villaregia al loro arrivo a Campo Limpo, la sovraffollata baraccopoli ai margini della città di S. Paolo, in Brasile. Un luogo segnato dalla sofferenza e dalla miseria dove persino l'omicidio, la prima causa di mortalità, è visto dai giovani come una necessità si vita e non come violenza! Al contrario, da essi è ritenuta violenza la mancanza di occupazione, perché questo li spinge a rifugiarsi nell'alcool e nella droga pur di non sentire il peso della disperazione.
Il lavoro dei missionari è immenso ma è la forza dell'annuncio evangelico, è la forza dell'amore del Cristo risorto che apre loro la strada verso il cuore di ogni uomo: Ho pianto ascoltando dalle labbra di giovani già tossicodipendenti, ladri, assassini la testimonianza del loro incontro col Cristo vivo, che li ha strappati della morte e li ha resi strumenti di liberazione per altri giovani , racconta uno dei missionari. Il nostro arrivo ha trasformato il loro terrore in speranza, il loro pianto in preghiera: 'Qui tutto era morto e anch'io ero morta', mi ha confidato una ragazza, ''vivevo come un'animale rinchiuso in gabbia. Ora che siete arrivati, sono rinata... Ora so che sono figlia di Dio!". (R.)

Rinasce la Chiesa Cambogiana

Dopo la fine del tristissimo capitolo scritto dai Khmer Rossi (1975-79) nella storia del popolo cambogiano (un vero e proprio uragano che ha causato la distruzione di chiese, l'espulsione dei missionari, l'uccisione di preti, di vescovi e religiosi), la Chiesa locale sta riprendendo gradualmente vita e vigore. Anche il numero dei fedeli (circa 22 mila fra cambogiani e vietnamiti) è ritornato a quello dei primi anni '70. L'acuta sofferenza ha avuto delle ripercussioni positive sulla realtà odierna, maturando nei cristiani il desiderio di essere una Chiesa con una propria identità: con la liturgia e i testi sacri tradotti in lingua cambogiana, con l'uso di immagini e gesti tratti dalla tradizione religiosa locale ecc.
Il carattere universale è comunque garantito dalla presenza di ben 13 istituti religiosi missionari provenienti da Francia, Italia, Giappone, Messico, Tailandia, India... che testimoniano la carità e la gratuità attraverso diversi progetti di sviluppo a favore dei poveri e dei bisognosi.
Ma il frutto più commovente di questa rinascita spirituale in Cambogia è la conversione di ex buddisti che si ricordano come erano stati trattati dai cristiani nei lavori forzati sotto Pol Pot, quando era normale rubarsi il riso a vicenda, mentre i cristiani preferivano il silenzio all'accusa e il dono del riso all'egoismo.
Un vescovo Cambogiano, Mons. Destombes, afferma in un'intervista che la fede cristiana colpisce profondamente anche i giovani: "Essi vedono che il buddismo non risponde alle loro aspirazioni, a essere valorizzati, a vivere insieme... Il cristianesimo spinge invece le persone ad uscire da se stessi e a formare comunità, a condividere il pane ma anche la Parola di Dio". L'ultimo passo da compiere rimane quello di una riconciliazione del Paese con il suo passato, nella verità, perché senza la verità non c'è guarigione".

Martiri della fede - 40 missionari cattolici sono stati assassinati nel 1998 nel mondo: 9 in Ruanda, 8 in Congo, 10 in America Latina. E questo senza contare la sofferenza di centinaia di milioni di cristiani privati della libertà religiosa in Cina, in Vietnam, in Laos, a Cuba, in Sudan, in Pakistan, in Egitto, in India, ecc... Dal 1985 ad oggi sono circa mille i sacerdoti e i religiosi che hanno incontrato la morte per Cristo.
In Russia la legge sulla religione firmata da B. Eltsin nel settembre del 1997, mostra i suoi primi effetti perversi, frutto di interpretazioni fantasiose. Erano state già sollevate dal mondo intero molte critiche che affermavano che la libertà religiosa garantita dalla costituzione era stata violata. I permessi di soggiorno di un anno sono stati ridotti a tre mesi da molti funzionari, rendendo così problematico il lavoro dei missionari. Molti missionari della Chiesa cattolica romana hanno dovuto rientrare nei loro paesi, specialmente in America Latina. L'insieme delle Chiese non ortodosse continua ad essere vittima di questi attacchi costanti.

I primi 4 sacerdoti russi saranno ordinati il 23 maggio a S.Pietroburgo: era da 82 anni che questo non avveniva! Sono i primi frutti del seminario, aperto solo 6 anni fa e diretto dall'italiano P. Bernardo Antonini.

La Vergine pellegrina verso Betlemme. Il 25 dicembre 1999, in occasione della festa del Natale che precederà l'ingresso nel grande Giubileo cristiano, tutte le nazioni del mondo sono invitate a seguire la Vergine pellegrina verso Betlemme, per una straordinaria notte di pace, d'amore e di preghiera. Se Dio vorrà, Cattolici, Ortodossi e Protestanti potranno venire a portare in omaggio ai piedi di Gesù bambino e di sua Madre tutti i più bei regali e le più belle opere d'arte realizzate in ogni Paese per la gloria di Gesù attraverso la santa Vergine.

 

Fede sorprendente e intatta
in paesi poveri

L'ha costatato con stupore P. Jozo nel suo lungo viaggio missionario che l'ha portato in Libano, Siria e Corea dal 5 nov. al 12 dic. '98. Vi era stato invitato con insistenza da comunità, pastori e pellegrini, che volevano sentire testimonianze dirette su quei meravigliosi eventi, che ormai sono conosciuti e producono frutti in tutto il mondo.
In Libano il cristianesimo è presente sin dai primordi, ed è custodito e conservato fino ad oggi grazie a religiosi dotti e saggi, come i maroniti, da solitari che attraverso tutta la sua storia sono stati padri dello spirito per questo popolo. Questi uomini di preghiera e di penitenza sanno dare luce alle anime, e offrire alla gente un retto indirizzo: sono come i famosi cedri del Libano, cantati dalla Bibbia, che non si arrendono al tempo.
La televisione ha trasmesso tutti gli incontri di preghiera: così gran moltitudine di gente ha potuto seguire tutto, accanto alle migliaia di fedeli presenti nelle chiese e negli ambienti aperti in cui erano raccolti. All'incontro di preghiera a Beirut hanno preso parte il cardinale Nesellah Boutros Sfeir, i vescovi ed il Nunzio Apostolico nel Libano.
La Siria con la sua capitale, Damasco, è stata la seconda stazione in questo viaggio. Anche in Siria si sente lo spirito degli antichi eremiti e dei padri spirituali. Negli incontri di preghiera l'invito era rivolto egualmente ai cattolici, agli ortodossi e ai musulmani. A Damasco, P.Jozo ha incontrato il patriarca grecocattolico nella chiesa di S.Paolo e poi anche la veggente Mirna di Soufanieh.

A differenza del Libano e della Siria, la Chiesa in Corea è recentissima. Il primo cattolico che ha messo piede in Corea vi è giunto 208 anni or sono da Pechino. Da allora, fino alla fine del XIX secolo, la Chiesa era perseguitata. Si sono contati circa diecimila fedeli martiri, fra i quali anche dieci sacerdoti. Dei suddetti martiri 103 sono stati beatificati nel 1984. Oggi nella Corea del Sud ci sono circa 5 milioni di cattolici.
I Coreani sono gente di larga tolleranza, con uno spiccato senso del sacrificio e della sopportazione. Durante gli incontri nelle chiese strapiene e nei cortili era possibile trovare un posto per sedersi, anche per terra e così partecipare alla preghiera con lo stesso raccoglimento con cui partecipavano coloro che erano comodamente seduti. E' un po' difficile trovare un popolo come quello coreano che partecipa in maniera così bella e raccolta alla celebrazione eucaristica: hanno saputo unire la contemplazione alla solennità dell'Eucaristia. Hanno uno spiccato senso per la musica; e la liturgia è sempre qualche cosa di sostanzioso e di gioioso per lo spirito, ed insieme un godimento per l'ascolto. Nel corso di due settimane P. Jozo ha avuto incontri di preghiera a Seul, a Taeag, a Choonencheon ad Orunjol e a Puezan.
C'è stato anche un incontro con la comunità francescana. Ogni angolo era stracolmo di fedeli: la chiesa, la cappella, il cortile. Si attendevano mille fedeli, ne sono venuti tremila. Questo incontro è stato qualcosa di grandioso; si percepiva l'anima della Corea e l'amore dei coreani per Gesù. (I.V.)

"Le tentazioni e le tempeste che si aggirano sul nostro capo sono segni certi della divina predilezione. Il timore che avete di offendere Dio è la prova più sincera che non l'offendete".
P. Pio

Daniel Ange: Il Cuore paterno di Dio vuole salvare i giovani

Il sacerdote francese Daniel Ange, incaricato dal Papa per la pastorale giovanile, è stato il 6 e 7 febbraio 1999 ad Algundo, presso Merano, dove l'hanno ascoltato circa mille persone, in gran parte giovani. Il tema dell'incontro era: "Abbiamo sete d'amore, non di un amore che lascia dietro di sè solo ferite e amarezza, ma di quell'amore che solo Dio può dare". I giovani sono rimasti affascinati dallo slancio di Padre Ange che ha parlato di quell'amore, espressione della Bellezza in armonia con la creazione, che si manifesta nell'Amore del Padre.
Nel nostro tempo denso di avvenimenti, l'amore è attaccato da molti elementi nocivi, molti giovani vengono chiamati da Gesù a difendere il vero amore. Nel matrimonio lo Spirito Santo si riversa sugli sposi, il coniuge viene accolto dalle mani del Padre e il matrimonio rinchiuso nel cuore del Padre. Oggi l'amore fra uomo e donna è divenuto impossibile senza l'effusione dello Spirito Santo (Giov. Paolo II).
La famiglia è per il figlio il primo laboratorio per i suoi futuri rapporti con gli altri ed il luogo dove fa la prima esperienza del perdono. Il 90 per cento della delinquenza giovanile negli USA viene da famiglie divise. Il 90 per cento dei giovani che vengono da relazioni regolari e che partecipano alla costruzione del paese, hanno la fortuna di avere una famiglia unita. Nei regimi totalitari si fa di tutto per strappare i figli alle famiglie e per inculcare loro una ideologia: per questi perciò una famiglia credente rappresenta un focolaio di opposizione.
I giovani oggi sono disorientati perché nessuno li mette al mondo per il Signore, cosa a cui la donna è di per sè chiamata. Molti non riescono a chiamare Dio col nome di Padre, perché il loro padre terreno non è secondo il cuore di Dio. Il Padre celeste vuole guarire i giovani dalle loro ferite e spesso, in una società senza la figura del padre, è la donna ad assumere il ruolo paterno. La nostra società rifiuta la diversità e si spaventa davanti ad una persona minorata fisicamente o psichicamente, e infine anche davanti a Dio che è totalmentre altro.
L'omosessualità nasce spesso dalla carenza di esperienza della complementarietà fra uomo e donna e quando tali persone si trovano a vivere in una famiglia equilibrata o in una società in cui uomini e donne, giovani e ragazze, vivono la castità, spesso riescono a guarire. Equiparare la convivenza omosessuale all'unione fra uomo e donna voluta da Dio è un attacco satanico alla Santissima Trinità. Se verrà introdotta la legge che consente a coppie omosessuali di adottare bambini, allora questi si troveranno due padri o due madri. Questa è una grave ingiustizia contro la natura e contro lo stesso Creatore.
Così tante famiglie sono distrutte perché i loro membri non si perdonano a vicenda. Oggi molte famiglie vengono salvate dai figli che pregano, perché essi hanno un posto speciale presso Dio. Quando S. Francesco Saverio non poteva evangelizzare mandava i bambini. I cuori di Gesù e del Padre sono trafitti dalla infedeltà e dalle ferite all'amore: i coniugi separati devono diventare adoratori dell'Eucaristia.
Oggi sperimentiamo un terribile massacro di bambini perché Satana si vendica su di essi; questo secolo entrerà nella storia come il più mortifero. Il Papa ha il coraggio di additare i fatti: in 20 anni sono stati uccisi con l'aborto un miliardo di bambini. Salvare la vita vuol dire anche difendere i nostri popoli dallo scomparire. Le famiglie che adottano bambini strappati all'aborto danno una testimonianza d'amore.
Il Papa è un difensore della vita, perciò viene accettato anche dalle altre confessioni. Un altro attacco diabolico all'unicità dell'uomo è la clonazione umana. La sessualità è un capolavoro di Dio, attraverso il quale viene donata la vita ad una persona unica in grado di vivere eternamente. Oggi avviene una satanica perversione della sessualità regolata armoniosamente da Dio, e non si teme nemmeno il commercio dei bambini che muoiono di AIDS a causa delle perversioni sessuali degli adulti.
Sorge una nuova generazione: negli USA si chiamano giovani che vadano nelle scuole a proclamare la bellezza della castità. Ciò è molto più conveniente per lo Stato, più che le spese per i contagiati dal virus HIV. Al posto del vecchio slogan "sesso sicuro", ora va di moda "salvare il sesso". Una nuova tendenza, ispirata dallo Spirito Santo, ora si profila: centinaia di migliaia di giovani fanno promessa di castità e si impongono di non avere rapporti sessuali prima del matrimonio. Senza lo Spirito Santo non è possibile la castità in una società come la nostra, pervasa dal sesso fino alla nevrosi.
Molti giovani affermano di non trovare facile la continenza, tuttavia di riuscire a farcela con la forza di Gesù. Chi cade può trovare rifugio nel Sacramento della luce, della purificazione e del perdono. La castità protegge l'amore come lo strato di ozono la terra. Questi sono i giovani della futura Europa. Molte migliaia di Maria Goretti sono gli anticorpi che lo Spirito Santo diffonde per salvare i giovani. (da appunti: quaderno 38/99 del Movim. per la Vita di Bolzano)

La promessa di castità per un anno

Il culmine degli incontri è stato quando la maggioranza dei giovani, con libera scelta, si è radunata attorno all'altare per fare la promessa di castità per un anno. Su ciascuno di loro il sacerdote ha posato le mani invocando l'aiuto del Signore. Una giovane relatrice ha detto chiaramente che oggi i giovani sono in cerca della verità e non di un mondo privo di valori interiori e proteso solo a interessi materiali. Dicano chiaro anche i sacerdoti che solo la fede praticata nella sua pienezza può dare un senso alla vita e proteggere i giovani dagli inganni e dai pericoli di questo tempo.

 

Le continue apparizioni
di Medjugorje manifestano il ruolo di Maria nel nostro tempo

Non ci sono mai state nella storia umana delle apparizioni durate così a lungo. Questo rappresenta per gli uomini un segno del piano che Dio ha per loro, piano in cui Maria assume un compito particolare. Quando Dio progetta qualcosa, ciò si realizza. A dir vero, la sua opera comincia spesso in modo silenzioso e nascosto, però, attraverso la collaborazione e la disponibilità degli uomini, tutto giunge a compimento.
Così è avvenuto anche per Maria, la semplice fanciulla di Nazaret, così è accaduto in molti luoghi di apparizioni e così pure si può vedere oggi a Medj.. Le apparizioni di Maria sono cominciate in un piccolo villaggio in Erzegovina che oggi è ormai conosciuto in tutto il mondo. Attraverso piccoli gruppi di preghiera, i messaggi di Maria si sono diffusi per tutta la Terra in modo inarrestabile. Dio manda Maria, perché la sua presenza è importante per un mondo che ha molte volte respinto Dio.
Possiamo anche riconoscere l'importanza di Maria, in particolare per il nostro tempo, dall'espressione emblematica di Giovanni Paolo II: "Totus Tuus - completamente tuo, Maria". Il Papa, che ha visitato tanti paesi, ognuno con le proprie difficoltà, e che conosce i problemi dell'umanità intera, sa pure che proprio l'uomo di oggi ha bisogno soprattutto della Madre celeste. Maria è sempre Madre e come tale si preoccupa dei problemi dei figli. Ella è anche la Donna che meglio sa ricondurre a Dio l'uomo smarrito. Perciò ha pianto alla parola "pace" a Medj. quando disse, all'inizio delle apparizioni: "Pace, pace, solo pace; fra Dio e l'uomo deve esserci di nuovo pace; la pace deve essere fra gli uomini".
Quando anche noi siamo pronti ad affidarci a lei completamente con le parole "Totus Tuus", ella, che ha sempre camminato direttamente verso Dio, può aiutarci ad amare di più Gesù, per trovare in lui la vera gioia che nessuno potrà toglierci: "Vi ho detto questo perché la mia gioia sia in voi e perché la vostra gioia sia piena"(Gv 15,11). Come Madre, ella desidera prima di tutto condurci sulla via della vita eterna. Ella ci aiuta già su questa terra a restare uniti a Gesù e a scoprire in lui la vita: « Io sono venuto perché abbiate la vita e l'abbiate in abbondanza» (Gv 10,10).

Padre Pio, che è stato beatificato il 2 maggio, onorava Maria in modo particolare, e di lui si dice che pregasse il rosario continuamente. Quando gli fu chiesto, sul letto di morte, che cosa è veramente importante in questi tempi, rispose: "Amate la Madre di Dio, e fate in modo che venga amata. Pregate il rosario". Questa è la testimonianza di un uomo che aveva uno stretto legame con la sua Madre celeste. Nella vita di P.Pio la forza di Maria fu visibile in modo straordinario, ed egli vide in lei la stella della speranza, che sorge sopra le angustie dei nostri tempi.

Maria raccoglie i suoi figli attorno a sé, affinché si comprendano, si aiutino e perché lei possa condurli sulla via verso Dio. Così disse anche a suor Lucia di Fatima che unica fra i tre veggenti sarebbe rimasta sulla Terra: «Figlia mia, non preoccuparti, il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via più sicura che ti porterà a Dio. Oggi vi sono molte minacce per la fede. In un mondo diventato frenetico, le domande fondamentali dell'uomo vengono rimosse e l'uomo vive spesso superficialmente e soffre della mancanza di senso della vita. L'uomo raramente si interroga sul senso del suo esserci, da dove viene e dove va. Per lo più, la domanda sull'esistenza di Dio non sorge più oppure viene rimossa.
Perciò è sempre più necessario ascoltare la voce di Maria, che ci invita sempre a riservarci del tempo per Dio e per la preghiera, a rivolgersi a ciò che è essenziale, perché l'uomo non vive di solo pane. L'uomo materialista d'oggi sbaglia quando pensa che "avere" di più significhi "essere" di più. Nell'avidità di ricchezza si è pronti a calpestare il prossimo, specialmente se debole, invece di considerarlo ed accettarlo nella sua dignità di Figlio di Dio. Le tendenze che producono una cultura di morte non possono essere sottovalutate e sono diventate una vera minaccia per l'uomo e per una grossa parte dell'umanità stessa. La Madre celeste vede questi pericoli incombere sull'umanità, perciò Maria chiama l'uomo alla conversione. Ella lo invita a tornare a Dio, l'unico che può donare all'uomo pace e preparare per lui la strada della salvezza.
Helmut

Lettere

Un Missionario felice - Da Santafè di Bogotà (Colombia) - Dopo aver espresso la sua gioia per l'arrivo regolare di Eco, scrive: "Sono quarantotto anni che vivo in missione e vado già per gli ottant'anni di vita e, tra gioie e sofferenze, non mi sono mai pentito di aver lasciato la mia terra, la mia famiglia, come Abramo, per vivere e portate il nome di Dio a queste povere anime assetate di Lui.
Ogni settimana tengo una conferenza alla Legione di Maria e insegno loro come si deve amare e testimoniare la nostra appartenenza al Cuore Immacolato della Vergine; in ogni mia predica esorto i fedeli a ricorrere alla Madonna che è il mezzo più efficace per andare a Gesù".
P.Victor Menegòn

Suor Maureen di Dublino scrive: "Non saprà mai quanto bene fa Eco! .... Dio ti benedica Padre, e tutti quelli che ti aiutano".

I 4 volumi delle meditazioni dei padri Tomislav e Slavko -Aprite i vostri cuori a Maria; Abbandonatevi totalmente a Me; Pregate col cuore; Vi supplico: ascoltate i miei messaggi e viveteli - sono ancora i più validi per conoscere il vero spirito dei messaggi. Sono gratuiti e disponibili nelle principali lingue presso:Amici di Medjugorje, v. Nirone 9, 20123-Milano.

Eco di Maria nelle lingue principali si trova a Medj. nei negozi Miriam e Shalom a destra davanti alla Chiesa ed anche presso Ain Karim, l'ultimo negozio della Galleria sotto l'Hotel Internazionale, nella strada antistante la Chiesa.

Viaggio a Medjugorje - Pullman giornaliero da Trieste (vicino a staz. FFSS) ore 18, con arrivo a Medj. alle 08 del mattino successivo; riparte alle 18 da Medj. con arrivo a TS alle 08 (tel 040-425001; £ 102mila, con prenotazione, a/r). Per mare traghetto da Ancona, lunedì, mercoledì, venerdì ore 21, sabato ore 22: tel. 071-55218, fax 202618 (ag. Mauro), opp. tel. 071-204915, fax 202296 (ag. Morandi).

Per il nuovo ospedale Padre Pio a Medjugorje - Prosegue intensa l'attività, sul piano tecnico e burocratico, per preparare quanto necessario alla realizzazione dell'Ospedale "P.Pio". Primo nucleo operativo sarà il Centro medico Regina Pacis che funzionerà verso la fine dell'anno. E' una struttura a quattro piani. Per ora è solo allo stato grezzo: tutta da attrezzare per entrare in funzione! Ci affidiamo alla Provvidenza ... e anche a voi. Potete dare il vostro contributo in lire o in moneta Euro sul ccp 11958436 intestato: "Casa internazionale della Pace", via Gen. Dalla Chiesa 38a, 43015 Noceto (PR)
P.Mannes M.Gizzardi

Tre nuovi santi sono stati proclamati da Giovanni Paolo II il 18 aprile in Piazza S.Pietro.
Don Giovanni Calabria, umilissimo sacerdote veronese, fondatore dei Poveri Servi e Serve della Divina Provvidenza, nel quale risplende la fiducia illimitata nella Paternità Provvidente di Dio, "carità genuina verso gli umili, spirito di sacrificio, amore alla povertà, zelo per le anime, fedeltà alla Chiesa".

S. Marcellino Benedetto Champagnat, marista che, con fede incrollabile in mezzo a difficoltà immense, ha dedicato la vita all'educazione dei piccoli e dei giovani abbandonati, vero modello per gli educatori e i sacerdoti, con lo sguardo missionario rivolto alle terre lontane.

Suor Agostina Livia Pietrantoni delle suore di S. Antida Thouret, che spese la vita a servire Gesù nei malati, con somma pazienza, disposta ad ogni sacrificio e fu stroncata dalla mano di un povero assistito a soli 30 anni per sua la fedeltà alla purezza. "Quale fascino indescrivibile esercita la misteriosa presenza di Gesù in quanti lo accolgono: è l'esperienza dei santi" ha esclamato il Papa.

L'Eco di Maria è gratuito e vive solo di offerte, da spedire o per c.c.p. 10799468, o per assegno, o per cc. bancario: Banca Agricola Mantovana, Ag. 4, Frassino, Mantova, conto 26641/1 Eco di Maria, coordinate CAB 11504, ABI 5024.

 

Ringrazio tutti i fratelli e le sorelle per le preghiere, la premura, gli auguri con i quali mi hanno confortato e aiutato in questo tempo di prova. Ora la mia capacità di lavoro è limitata, ma l'assistenza e la provvidenza di Dio è continua e commovente. Rispondiamo amore per amore. I SS Cuori di Gesù e di Maria vi riempiano di grazia in questi due mesi a loro consacrati e vi benedicano.

Don Angelo

Villanova M., 28 aprile 1999

 


 

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