Lingua 

Aggiornamenti  | Medjugorje  | Messaggi  | Articoli i Attualitaè  | Video  | Galleria | Mappa del Sito  | Sulle[EN]  | Registro degli Ospiti

www.medjugorje.ws » Text version » Eco di Maria Regina della Pace » Eco di Maria Regina della Pace 137 (Gennaio-Febbraio 1998)

Eco di Maria Regina della Pace 137 (Gennaio-Febbraio 1998)

Read the document in non-text browser version.
Other languages: English, Deutsch, Español, Français, Italiano
Scarica (72.3 KB )

Eco di Maria
Regina della Pace 137

 

Gennaio - febbraio 1998

 



Messaggio di Maria del Natale 1997:

"Cari figli, anche oggi gioisco con voi e vi invito al bene. Desidero che ognuno di voi mediti e porti la pace nel suo cuore e dica: "Io desidero mettere Dio al primo posto nella mia vita!". Così figlioli ognuno di voi, diventerà santo. Dite, figlioli, ad ognuno "ti voglio bene" e questi vi ricambierà col bene ed il bene, figlioli, dimorerà nel cuore di ogni uomo. Stasera, figlioli, vi porto il bene di mio figlio che ha dato la sua vita per salvarvi. Perciò, figlioli, gioite e tendete le mani a Gesù, che è solo bene. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Natale: dite a ciascuno: "Ti voglio bene!"

Di fronte a un Natale di tante angosce per l'uomo, Maria ci offre il Natale che guarisce l'uomo. Ella non poteva dirci con parole più semplici e piene che cosa è il Natale e quale cambiamento deve portare in ciascuno di noi, fino a diventare un vero programma di santità. Gioisco con voi. Per Natale la Madonna non può che gioire per il dono che Dio fa a noi per mezzo delle sue mani e ci invita ad accoglierlo come il solo Bene. E chiede 3 cose:
1. Ognuno si fermi a meditare nel silenzio. Quanto è facile per noi distrarci con gli stessi motivi natalizi, cercando sensazioni ed emozioni invece di fermarci sul Natale! Medita e apri invece il cuore a Dio nel silenzio e guarda a questo inspiegabile abbassamento di Dio. Così capirai quanto è grande l'uomo che tu sei e quello che ti sta accanto; e come tu lo devi amare: come Dio ama te.
2. Poi ognuno porti la pace nel suo cuore, anzitutto accettando il perdono che Lui ci offre. Come si può accogliere Gesù nel peccato che è la negazione dell'amore?
3. E dica: voglio mettere Dio al primo posto nella mia vita. Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore... Tutto rotea attorno a quelle parole: accettare Gesù che guarda solo al Padre, come ci insegna fin dalla culla. Allora gli Angeli canteranno: pace in terra! E' inutile parlare di pace se non si mette Dio, cioè la Verità, al primo posto. Devi deciderti. Basta questo per diventare santo: vedi come Maria semplifica le cose?!

Ma ecco come si obbedisce al Padre. Gesù dice a me dalla culla: accogli il mio amore e ama come amo io. E la Madonna aggiunge: Dite, figlioli, a ciascuno: "Ti voglio bene". Quante volte abbiam visto i ragazzi della comunità Cenacolo guardarsi negli occhi e dirsi: "ti voglio bene", quando si scambiano la pace! E' la conseguenza pratica del Natale. E perché noi non dovremmo dire le stesse parole "ti voglio bene!" e volerglielo davvero (o almeno farglielo capire) a quel nostro familiare, all'anziano, ai nostri più vicini, a quella persona poco amabile o emarginata, forse al fratello, alla sposa, al padre? Ma possiamo fare muro di fronte agli altri quando Dio ha rotto le distanze ed è giunto fino a noi? Come resistere di fronte all'amore di Gesù che è venuto a dare la vita per noi? Chi siamo noi per dire di no al fratello? La Madonna poi non dice di voler bene a "tutti" in senso generale (è facile!), ma di dire ad "ognuno": "Ti voglio bene", perché questo ti impegna anche verso chi non ti garba: ma qui è la vera conversione e la pace. Inoltre non dice "ti amo", parola molto abusata, ma "ti voglio bene", cioè il tuo bene vero, che è Dio per te. Il Natale deve scavare a fondo nei nostri rapporti, se "meditiamo", altrimenti passa invano.

Ma questo impegno singolare che ci dà Maria è anche pieno di promesse: il fratello ci ricambierà col bene. Forse non subito, ma verrà, perché la goccia scava la pietra. E il bene entrerà nel cuore di ogni uomo. Questo è l'unico sistema perché il mondo intero trovi la pace. Come ogni madre, Lei è sempre ottimista perché vede possibile in Dio che ogni uomo si pieghi alla forza dell'amore fino a formare un'unica famiglia. E allora gioite e tendete le mani a Gesù, come Lui le tende a voi. Solo non volendo Lui, che è il solo Bene, fate il vostro male. Deciditi dunque a guardare a Lui solo e a dirgli sempre il tuo sì, per cambiare te e il mondo attorno a te.

don Angelo

* Il Papa ha detto da tempo al nemico: "Ti voglio bene", e questi l'ha "ricambiato con il bene".Un pò alla volta "il ghiaccio si è sciolto" (23.1.86). Fidel Castro si è mosso a fargli visita, poi l'ha invitato nella sua Cuba proibita.Ora dopo decenni ha ripristinato la festa del Natale e alla fine di Gennaio accoglierà come amico il nemico di ieri.

* Anche al suo attentatore il Papa ha detto più volte: Ti voglio bene, perfino visitandolo in carcere. Ora Alì Agcà non nasconde la sua simpatia e l'amore per il Papa, dona le più belle testimonianze su Fatima, sulla certezza che Dio ama tutti e che "il Paradiso è aperto anche alle altre religioni". Lo afferma anche in un intenso scambio epistolare con l'amico don Laerte Furlotti, "il primo prete che mi ha scritto".

* I cattolici della Corea del Sud hanno detto: Ti voglio bene alla Corea del Nord e, animati dal Card.Kim, hanno lanciato fin dal 1995 un movimento di preghiera per la riunificzione nella pace, impegnandosi su tutti i fronti con aiuti alimentari e tecnici per debellare la fame e la carestia del Nord. Hanno anche creato un comitato per il mutuo perdono e riconciliazione, e un progetto per la formazione di pastori e missionari in aiuto al Nord in vista della riunificazione. Anche qui sembra vicino il miracolo.

 

Gesù è il Bene, il solo Bene.

Noi siamo in cerca del bene in tutte le sue espressioni; aspiriamo al benessere fisico, materiale, ma anche spirituale. Desideriamo star bene, vivere bene, trovarci bene nel nostro lavoro, nella nostra città, fra i nostri parenti, con i nostri amici. Ma già nell'aggettivo "nostro" risiede la radice malata che insidia l'orientamento naturale al bene; è proprio per il "nostro bene" che spesso, o anche solo talvolta, mortifichiamo il bene del fratello in questa sopraffazione, più o meno palese, più o meno cosciente, mortifichiamo e degradiamo la nostra vera natura; da esseri creati a somiglianza di Dio, ci abbassiamo ad esseri simili agli animali.

Mettere Dio al primo posto nella nostra vita, cioé ri-orientare la nostra vita secondo l'ordine voluto da Dio fin dall'inizio della Creazione, deve essere per noi prima ancora che un obiettivo, un desiderio; un desiderio ardente dettato dall'amore, dalla nostra risposta d'amore all'Amore di Dio; questa è la via alla santità ed è una via alla portata di ciascuno di noi. Lasciarsi amare da Dio, lasciarsi penetrare dal Suo Amore, accoglierLo e non respingerLo; il resto verrà di conseguenza. Tendiamo le mani a Gesù, accogliamo questo Dio che viene nel mondo per offrire all'uomo la Sua divinità e la Sua stessa vita; tendiamo le mani in un gesto unico di accoglienza e di offerta: Gesù in noi, e noi in Lui. Se davvero meditassimo appena un po' su quanto Egli ci ha amati, su quanto Egli ci ama, se guardassimo a Lui contemplandoLo nel nostro cuore, senza infingimenti, senza elucubrazioni intellettuali, quanta pace in cuore e quanto amore e quanta pace dal nostro cuore si riverserebbero sul mondo! Non il "nostro" bene, ma il Bene che è Lui noi dobbiamo cercare ed allora nessuna contrapposizione di interessi verrà ad imbrigliare l'Amore, ed allora il Bene dimorerà nel mondo, abiterà fra noi vivrà in ciascuno di noi. Allora la nostra gioia non sarà a scapito della gioia del fratello, non dipenderà più dalle circostanze esteriori, perché essa è in noi, dentro di noi e nessuna cosa potrà togliercela perché essa scaturisce da Dio, da quel Dio che vive in noi.
Nuccio



Abbiate coscienza della vostra vocazione cristiana

Così ci ha detto la Madonna il 25 novembre 1997: "Cari figli, oggi vi invito a comprendere la vostra vocazione cristiana. Figlioli, io vi ho guidato e vi sto guidando in questo tempo di grazia, affinché diventiate coscienti della vostra vocazione cristiana. I santi martiri morivano testimoniando: "Io sono cristiano ed amo Dio sopra ogni cosa". Figlioli, anche oggi vi invito a gioire e ad essere cristiani gioiosi, responsabili e coscienti che Dio vi ha invitati in modo speciale a diventare mani gioiosamente tese verso coloro che non credono, affinché, con l'esempio della vostra vita, ricevano fede ed amore per Dio. Perciò pregate, pregate, pregate, affinché il vostro cuore si apra e sia sensibile alla Parola di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata". Ecco il senso di questo messaggio per l'anno nuovo della Chiesa: riconosci, o cristiano, la tua divina chiamata, per diffondere il profumo della conoscenza di Dio a chi lo ignora: con la preghiera capirai e realizzerai questo grande compito.

1. La Madonna ci invita a comprendere la nostra vocazione cristiana. Non solo; Ella aggiunge di essere rimasta tra noi in questo tempo di grazia perchè diventiamo coscienti della nostra vocazione cristiana. Questa vocazione è la ragione stessa della nostra vita: è la chiamata di Dio a essere partecipi della sua vita divina (1 Pt 1,4).

Tutto è avvenuto nel Battesimo, in cui siamo entrati in comunione con le tre Persone Divine. E questo non è venuto da noi, ma da Dio che ci ha scelti prima della creazione del mondo a essere santi e immacolati al suo cospetto nell'amore, predestinandoci ad essere suoi figli adottivi in Cristo e coeredi della vita eterna (cf Ef 1), chiamandoci dalle tenebre (di una vita di peccato e senza sbocco) alla sua ammirabile luce (1 Pt 2,9).

Per questo abbiamo rinunciato a satana, alle sue opere, alle sue seduzioni e abbiamo aderito al Credo cristiano nella Chiesa. Una fortuna inimmaginabile, che comporta anche una cambiamento di vita: Vi scongiuro, scrive S.Paolo, a comportarvi in maniera degna della vocazione a cui siete stati chiamati...non vivendo più come i pagani nella vanità della loro mente, accecati dalle loro voglie (è bene leggere tutto il cap. 4° degli Efesini).

Non possiamo quindi scherzare col fuoco per ritornare alla schiavitù del peccato e perdere il dono di Dio, la vita eterna (Rom 6,23). Eppure quanta indifferenza e rifiuto davanti al dono di Dio che, dovrebbe invece riempirci di gioia e vederci impegnati a corrispondervi con tutto il cuore!

2. E qui la Madonna ci pone davanti gli esempi di chi ha vissuto la propria vocazione cristiana fino a dare la vita. I santi martiri morivano testimoniando: io sono cristiano ed amo Dio sopra ogni cosa! E noi forse ci vergogniamo di essere cristiani davanti agli altri!

Occorre una radicale decisione: io sono chiamato a seguire la Verità anche se questo comporta la croce. La strada di Gesù è stretta, è contraria a quella del mondo, ma sappiamo dove arriva. E Gesù non ha mai deluso nessuno. Non dobbiamo tentennare davanti a tanti cedimenti. A noi è stato dato non uno spirito di timidezza, ma di fortezza, di amore, di sapienza (2Tim 1,7).

3. Dobbiamo gioire di essere cristiani, dice la Madonna, felici di poter corrispondere all'amore di Dio; non solo, ma di portare il dono ricevuto ai nostri fratelli che lo ignorano. Ne siamo responsabili. Tendere le mani non vuol dire conquistarli ad ogni costo. Maria vuol servirsi di noi, come sappiamo, per raggiungere tanti figli lontani, e, in particolare, dice, con il nostro esempio. Gli uomini non vogliono sentire parlare di Dio, ma vogliono vedere qualcuno che crede davvero. Per poter amare Dio, essi hanno bisogno di vedere chi lo ama sopra ogni cosa; non cristiani tristi, ma contenti di credere e di amarlo così. Dunque gioite sempre nel Signore... e la vostra amabilità sarà nota a tutti gli uomini (Fil 4,4).

4. L'insistenza con cui Maria ripete: pregate, pregate, pregate, ci fa pensare a quei precetti che Dio voleva fissi nel cuore, ripetuti ad ogni passo, legati alla mano come segno e scritti sugli stipiti della casa (cf Deut 6,6...). Senza la preghiera rimaniamo fermi alla sapienza carnale e alla via larga del mondo. Che cosa comunicheremo allora? Non si può comunicare quello che non si vive. Nella preghiera invece il cuore si apre alla Parola del Padre: così si può riempire del suo amore.

Non basta nemmeno sapere, studiare, conoscere la verità. Questo non è ancora amare, è l'antico errore della gnosi: La scienza gonfia, la carità edifica (1Cor 8,2). E Paolo raccomanda con insistenza di unire alla dottrina la pietà (cf 1Tim 6,3-6), cioè l'amore. Se noi apriamo a Dio nella preghiera, Egli entrerà con la sua luce, ci farà intendere la sua Parola e l'annuncio diventerà irresistibile. d. Angelo


L'anno dello Spirito Santo

Manda il tuo Spirito e rinnoverai
la faccia della terra (cf Sal 103)

Il 2° anno di preparazione al grande Giubileo del 2000 è dedicato allo Spirito Santo e noi siamo chiamati a riscoprire la sua presenza e la sua azione nella Chiesa e in ciascuno di noi. "L'uomo, sfigurato dal peccato e dalla morte, rimane sempre immagine di Dio, ma è privo della Gloria di Dio, cioè della somiglianza, della divinità. Il Figlio stesso assumerà l'uomo e gli restituirà la somiglianza con Dio, la Gloria, la comunicazione con Lui: questo è lo Spirito che dà la vita (CCC 705).

Dice il S.Padre nella Lettera sul Terzo Millennio: "Lo Spirito attualizza nella Chiesa di tutti i tempi e di tutti i luoghi l'unica Redenzione portata da Cristo agli uomini, rendendola viva ed efficace nell'animo di ciascuno" (n.44). Lo Spirito è anche per la nostra epoca l'agente principale della nuova evangelizzazione. Sarà dunque importante riscoprire lo Spirito come Colui che costruisce il Regno di Dio nel corso della storia e prepara la sua piena manifestazione in Gesù Cristo, animando gli uomini nell'intimo e facendo germogliare all'interno del vissuto umano i semi della salvezza definitiva che avverrà alla fine dei tempi" (n.45). E ancora: "I cristiani sono chiamati a preparare il Giubileo, rinnovando la loro speranza nell'avvento definitivo del Regno di Dio, preparandolo giorno dopo giorno nel loro intimo, nella comunità cristiana a cui appartengono, nel contesto sociale in cui sono inseriti nella storia del mondo" (n.46).

"E' necessario -continua il Papa- che siano valorizzati e approfonditi i segni di speranza presenti in questo ultimo scorcio di secolo, nonostante le ombre che spesso li nascondono ai nostri occhi" e sottolinea, in campo civile, i progressi realizzati dalla scienza e dalla medicina a servizio della vita umana, l'attenzione all'ambiente, gli sforzi per la pace e la giustizia; in campo ecclesiale: "il più attento ascolto della voce dello Spirito, attraverso l'accoglienza dei Carismi e la promozione del laicato, l'intensa dedizione alla causa dell'unità di tutti i cristiani, lo spazio dato al dialogo con le religioni e la cultura contemporanea".

Infine: "La riflessione dei fedeli nel secondo anno di preparazione dovrà convergere con sollecitudine particolare sul valore dell'unità all'interno della Chiesa, a cui tendono i vari doni e carismi suscitati in essa dallo Spirito" (n.47) e più avanti: "Maria, che concepì il Verbo incarnato per opera dello Spirito Santo e che poi si lasciò sempre guidare dalla sua azione interiore, sarà contemplata e imitata nel corso di quest'anno come la donna docile alla voce dello Spirito, donna del silenzio e dell'ascolto" (n.48). Ricordiamo: Gesù, levatosi in piedi, esclamò a gran voce: "Chi ha sete venga a me e beva. Chi crede in me, come dice la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno". Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c'era ancora lo Spirito perché Gesù non era stato ancora glorificato (Giov 7,37-39). Red.

 

Padre Pio da Pietralcina è stato riconosciuto "eroico nelle virtù" dalla Congregazione vaticana delle cause dei Santi. La Chiesa lo proclama dunque "venerabile" e questo fa sperare che presto possa essere riconosciuto "beato". La Congregazione fa osservare che "la santità di vita di P.Pio, dovuta ad un amore intenso per la Chiesa, messo a dura prova dall'interno della stessa Chiesa, costituisce un modello straordinario di identificazione con Cristo morto e risorto".

Uberto Mori: si è aperto a Modena il 6 dicembre il processo diocesano di beatificazione del fondatore dell'emittente televisiva "Antenna Uno", con il quale abbiamo avuto anche noi edificanti rapporti agli inizi del nostro bollettino.

* Seminario formativo per guide di gruppi di preghiera, di carità e di pellegrinaggi, all'Hotel Sunce di Neum dal 9 al 13 marzo '98. Il tema: Il movimento spirituale di Medj.. Comunicare la partecipazione al fax (387) 88651444. Costo 280 marchi in stanza doppia (più 40 per singola). Possibile trasferimento dall'aeroporto di Spalato da comunicare al fax (385) 21361354. Per la traduzione simultanea necessarie cuffie e ricevitori, acquistabili anche sul luogo.

Precisazione: Ci scusiamo con i lettori per essere incorsi in un errore nell' informazione: "Il Papa, ci credo" (Eco 136,p6), trascrivendo dal francese, senza verificare. Mons.Roberto Cavallero, di cui si parla, non era l'arcivescovo di Chiavari, ma parroco della cattedrale, ora in pensione. A Chiavari poi non c'è un arcivescovo, ma un vescovo: dal 1995 è Mons.Alberto M.Careggio. Tutto il resto della testimonianza è esatto.

* Il 16° aggiornamento di Laurentin su Medj.: "Il Segno dell'Amore di Dio, pace e approfondimento, aspettando i 10 segreti", molto interessante per le ultime vicende, è uscito per le Edizioni Segno,(Via del Vascello 12, 33100 Udine, t.0432-521881, 508455 fax).



Il Papa, nocchiero, verso il terzo millennio

Lo sguardo del Papa sulle tragedie presenti...

 

(dal messaggio di Natale "Urbi et Orbi")

"Quest'oggi, giorno di gioia per tutti, giorno pervaso di tanti richiami alla pace e alla fraternità, più intensi ed incisivi si fanno il grido e l'implorazione dei popoli che anelano alla libertà ed alla concordia, in situazioni di preoccupante violenza etnica e politica.

Quest'oggi più forte risuona la voce di quanti sono generosamente impegnati ad abbattere barriere di paura e di aggressività, per promuovere la comprensione fra uomini di diversa origine, colore e credo religioso. Quest'oggi più drammatiche ci appaiono le sofferenze di gente in fuga sulle montagne della propria terra o in cerca di approdo sulle coste di Paesi vicini, per inseguire la pur tenue speranza di una vita meno precaria e più sicura. Più angosciato è oggi il silenzio, carico di tensione, della moltitudine, sempre crescente, dei nuovi poveri: uomini e donne senza lavoro e senza casa, bambini e fanciulli offesi e profanati, adolescenti arruolati nelle guerre degli adulti, giovani vittime della droga o attratti da ingannevoli miti. Oggi è Natale, giorno di fiducia per popoli a lungo divisi, finalmente tornati ad incontrarsi e a trattare. Sono prospettive spesso timide e fragili, dialoghi lenti e faticosi, ma animati dalla speranza di giungere finalmente ad accordi rispettosi dei diritti e dei doveri umani di tutti. E' Natale!
Questa nostra smarrita umanità, in cammino verso il terzo millennio, attende Te, Bambino di Betlemme, che vieni a manifestare l'amore del Padre. Tu, Re della pace, ci inviti quest'oggi a non temere e dischiudi i nostri cuori a prospettive di speranza. [...] Il Dio fatto uomo giace quest'oggi nella mangiatoia e silenzioso l'universo lo contempla. Possa l'umanità riconoscerlo come suo Salvatore!"

... e sulle speranze future

(Udienza del 19 nov.1997) Pur avendo chiamato con angoscia "secolo di morte" quello appena passato, il Papa, come gli antichi profeti, vede le tenebre e gli sconvolgimenti attuali come preparazione al ritorno di Dio. "Non le tenebre avvolgeranno il 2000, ma l'amore di Dio avvolgerà il nuovo secolo" descrivendo questo imminente futuro come "un tempo di grazia", come il compimento di un disegno divino di amore per tutta l'umanità e per ciascuno di noi". Strumento di questo compimento dovrà essere il grande Giubileo del 2000.
"Davanti agli sconvolgimenti che scuotono qua e là i diversi continenti -ha detto- dinanzi al ritmo incalzante del sovvertimento di cose e di valori, che insidiano le certezze e persino la vita delle nazioni, faccio mia la speranza di S.Agostino di fronte all'assalto dei vandali: Non abbiate paura, cari figli, questo non è un mondo vecchio che si conclude, è un mondo nuovo che ha inizio. Una nuova aurora sembra sorgere nel cielo della storia, invitando i cristiani a essere luce e sale di un mondo che ha enorme bisogno di Cristo, Redentore dell'uomo..."

Entrare nel 3° millennio con Maria

(all'Angelus dell'Immacolata) "L'umanità che si appresta ad entrare nel terzo millennio trova nell'Immacolata il modello dell'attesa e la madre della speranza. Ella ci insegna a rifuggire dal fatalismo e dalla passiva rassegnazione, come pure da ogni tentazione millenarista. Ci insegna a guardare al futuro, sapendo che Dio viene verso di noi; noi siamo chiamati a prepararci a questo incontro nella preghiera e nell'attesa vigilante..."

All'Immacolata

(Roma, Piazza di Spagna, 8 dicembre): ...Resta con noi, Madre Immacolata, nel cuore della nostra preparazione al grande Giubileo del Duemila... Desideriamo che questo nostro secolo, ricco di eventi, ed il secondo millennio cristiano si chiudano con il sigillo trinitario... E così, nel segno del mistero trinitario, la Chiesa che è in Roma, unita ai credenti del mondo intero, avanza pregando verso la conclusione del XX secolo, per entrare con cuore rinnovato nel 3° millennio... Ti salutiamo, Immacolata Madre di Dio, accetta la nostra preghiera e degnati di introdurre maternamente la Chiesa che è in Roma e nel mondo intero, in quella pienezza dei tempi, alla quale l'universo tende dal giorno in cui venne nel mondo il tuo divin Figlio e Signore nostro Gesù Cristo...

"Dalla giustizia di ciascuno,
nasce la pace per tutti"

E' il tema della Giornata mondiale della Pace, 1 gen. 1998. La giustizia che è "allo stesso tempo virtù' morale e concetto legale", raggiunge in pienezza il suo valore quando è fondata sull'amore, "che ha la sua espansione più significativa nella misericordia". La giustizia è così premessa indispensabile alla pace ed il Papa mette in guardia contro il pericolo di emarginazione per intere nazioni e vasti settori dell'umanità che potrebbe essere connesso alla globalizzazione mondiale del mercato ed esorta i capi di stato di tutto il mondo ad eliminare ogni fattore di ingiustizia all'interno del proprio Paese e nelle relazioni fra i vari Paesi.

Più concretamente il Santo Padre indica quattro settori di intervento prioritario: remissione totale (o almeno parziale) del debito estero; lotta alla corruzione pubblica; risanamento della piaga dell'usura; misure (anche legali) idonee a fermare ogni forma di violenza e/o di sfruttamento specie nei confronti delle donne e dei bambini. La giustizia va fondata sul rispetto dei diritti umani che sono universali, inviolabili ed inalienabili; proprio perché universali, essi comportano il reciproco rispetto e dunque producono doveri; e nella coniugazione dei diritti e dei doveri, trova fondamento umano la pace. Red.

Un miracolo vivente di Maria. Papa, apostolo delle genti. Martire di questo secolo. Curvo sotto il peso della sua Chiesa scossa dalla crisi. Stanco morto e segnato dalla malattia. Soffre, pensa, prega. Sa quello che deve dire e ha il coraggio di dirlo. Ora legge il suo testo, ogni tanto alza gli occhi e, parola per parola, frase per frase, trova la forza di annunciare il suo messaggio. Questo lo fa ringiovanire. Alla fine si scatena un uragano di amore, di venerazione e di rispetto. La vecchia guardia gli è grata. Molti giovani sono pronti a seguirlo. In tutto il mondo fremono quelli che si sono uniti contro il Signore e contro il suo Consacrato. Preghiamo per il Papa, per i suoi amici e nemici e per la nuova gioventù (Eco dell'Amore, 50° dell'Aiuto alla Chiesa che soffre).


Fatima ci aiuta
a vedere questo secolo

"Nel sonno gelido del rifiuto di Dio una Madre copre l'uomo col suo manto"

Il S.Padre ha voluto essere presente alle celebrazioni dell'80° anniversario di Fatima con un messaggio che rivela la sua visione profetica su questo secolo. Dopo aver esposto il motivo dell'appello, cioè la preparazione al Giubileo con Maria, egli afferma che "Fatima ci aiuta a vedere la mano di Dio, Guida provvidenziale e Padre paziente e misericordioso anche in questo secolo", nel quale si sono alternati i segni dei tempi, quelli positivi e quelli negativi, per la Chiesa e per il mondo. Alle crisi, alle diserzioni nella Chiesa, all'abbandono di Dio da parte degli individui e della società, fa riscontro "un'irruzione dello Spirito di Verità nei cuori e nelle comunità, fino a giungere all'immolazione e al martirio per salvare l'immagine e la somiglianza di Dio nell'uomo".
"Leggendo, a partire da Fatima, come l'uomo si è allontanato da Dio, conviene ricordare che non è questa la prima volta che Egli, sentendosi rifiutato e respinto dall'uomo, dà la sensazione, nel rispetto della libertà degli uomini, di allontanarsi con il conseguente oscuramento della vita, che fa scendere la notte sulla Storia, ma solo dopo aver fornito un riparo. Così accadde sul Calvario, quando Dio fattosi uomo fu crocifisso e morì per mano degli uomini. Cosa fece Cristo? Dopo aver invocato la clemenza del cielo con le parole Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno (Lc 23,34), affidò l'umanità a Maria, sua Madre: Donna, ecco il tuo figlio! (Gv 19,26).
Una lettura simbolica di questo quadro evangelico permetterebbe di veder riflessa in esso la scena finale dell'esperienza, nota e frequente, del figlio che, sentendosi incompreso, confuso o indignato, abbandona la casa paterna per addentrarsi nella notte... E' lo scialle della madre che lo copre nel sonno gelido, ponendo rimedio alla disperazione e alla solitudine.
Sotto il manto materno che, da Fatima, si estende su tutta la terra, l'umanità sente tornare la nostalgia della Casa del Padre e del Suo Pane (cf Lc 15,17).

Amati pellegrini, come se poteste abbracciare tutta l'umanità, vi chiedo di dire, in suo nome e per essa: Ci affidiamo alla tua protezione, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le nostre suppliche nelle nostre necessità, ma liberaci da tutti i pericoli, o Vergine gloriosa e benedetta.
Donna, ecco il tuo figlio! Così parlò Gesù a sua Madre, pensando a Giovanni, il discepolo amato che si trovava anche lui ai piedi della croce. La croce, chi non l'ha? Portarla ogni giorno, seguendo i passi del Maestro, è la condizione che il Vangelo ci impone (cf Lc 9,23), certamente come una benedizione di salvezza (cf 1 Cor 1,23-24). Il segreto sta nel non perdere di vista il Primo Crocefisso, Colui al quale il Padre rispose con la gloria della risurrezione, e che inaugurò questo pellegrinaggio di beati.

Questa contemplazione ha assunto la forma semplice ed efficace della meditazione dei misteri del Rosario, consacrata popolarmente e raccomandata con grande insistenza dal Magistero della Chiesa. Carissimi fratelli e sorelle, recitare il Rosario tutti i giorni! Chiedo vivamente ai Pastori di recitare il Rosario nelle loro comunità cristiane. Aiutate il Popolo di Dio a ritornare alla recita quotidiana del Rosario, questo dolce colloquio dei figli con la Madre che essi hanno accolto nella loro casa (cf Gv 19,27)".
Alla fine invoca per tutti ma "in modo particolare per i malati, il conforto e la forza di Dio, affinché accettino di completare nella propria carne ciò che manca alle sofferenze di Cristo (Col 1,24), ricordando... che la salvezza di molti dipende dalle preghiere e dalle volontarie mortificazioni e sacrifici"...

 

Quel messaggio che qualcuno voleva nascondere...

Così scrive il vescovo Paolo M.Hnilica: "Questo appello del Papa purtroppo non è stato diffuso come doveva, e ciò è tipico quando si tratta della Madonna. La lettera firmata da Giov.Paolo II il 1° ottobre 1997 è stata pubblicata solo il 15 ottobre dall'Osservatore Romano. Così oltre mezzo milione di fedeli, più 20 vescovi e 500 sacerdoti, presenti a Fatima il 13 ottobre hanno atteso invano queste ispirate parole, senza poterle ascoltare.
Anche alla luce di questi spiacevoli inconvenienti, consideriamo questo messaggio uno dei più profondi commenti al significato dell'appello della Madonna a Fatima per i nostri tempi. Siamo convinti che in queste parole il Papa abbia condensato il frutto di una sua lunga riflessione sull'importanza degli avvenimenti di Fatima per il mondo intero e per questo abbia trovato anche il coraggio di fare un appello che non ha precedenti, mi sembra, ai vescovi e ai sacerdoti del mondo intero a pregare e a far pregare con il S.Rosario tutti i giorni. Noi siamo allora obbligati a confrontarci con questo messaggio.
Infatti la nostra fede non ci fa vedere nel Papa una semplice figura umana, ma il Vicario di Cristo che ha, più di tutti i vescovi messi insieme, l'ispirazione dello Spirito Santo per guidare la Chiesa sulla strada della salvezza.
Se Giov.Paolo II ha parlato di Fatima come di un "riparo" dato da Dio all'umanità di questo 20° secolo, che dorme un "sonno gelido" perché ha abbandonato Dio e si trova perciò nell'oscurità, noi non possiamo sottovalutare questa analisi del Sommo Pontefice. Egli infatti non si abbandona certo a facili pessimismi, ma ci ricorda la verità dei fatti che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, indicandoci il rimedio: la Misericordia di Dio che si dona a noi attraverso la mediazione materna della Madre Corredentrice, la Vergine Addolorata sotto la Croce. E' Lei che stende su tutti noi quello che il Papa chiama in questa lettera il suo "scialle materno" e così facendo fa ritornare in noi "la nostalgia della Casa del Padre e del Suo Pane (cf Lc 15,17)...
Facciamo tesoro di queste parole, soprattutto ora mentre intorno a noi si stringe sempre più la morsa del serpente, di satana, che infuriato cerca in ogni modo di sopprimere la Madre e il Bambino che Lei porta sulle sue braccia (cf Ap 12,4). Non addormentiamoci, ma aggrappiamoci all'Eterna Parola che ci viene offerta, mentre stiamo annegando in un mare di parole senza senso..."


Civitavecchia, appendice di Medjugorje

Nei mesi di novembre e dicembre -ci segnala il parroco don Augusto Baldini-, contrariamente allo scorso anno, abbiamo potuto registrare decine e decine di pellegrinaggi organizzati con pullmans e ogni altro mezzo, specialmente nei giorni festivi e prefestivi.
Notevole l'incremento dei pellegrini stranieri. Intenso il lavoro pastorale, partecipate le SS.Messe e le adorazioni serali, ma la gente viene soprattutto per le confessioni. I quattro sacerdoti ora impegnati a tempo pieno: don Sergio, don Massimo, padre Roberto ed ora don Pablo, da poco ritornato, affermano che ci sono veri miracoli di conversioni. Continua anche la segnalazione di grazie spirituali e di guarigione fisica e si stanno raccogliendo gli ex-voto e le testimonianze.
E' stata celebrata solennemente l'Immacolata, con il santuario affollato tutto il giorno. C'è stato un grande pellegrinaggio di Filippini residenti a Roma e una concelebrazione molto nutrita di missionari salesiani di ogni parte del mondo, presenti a Roma per un corso di studi. Per l'occasione è stata inaugurata una grande statua della Regina della Pace alta due metri, accanto a una croce di sette metri e mezzo donata dai fedeli francesi di Dozulé.
Il Vescovo ha annunciato per il mese di gennaio una lettera pastorale nella quale, d'accordo con la Congregazione della Dottrina della Fede, darà un orientamento dettagliato sul culto della Madonnina delle Lacrime. Mons. Grillo ha anche pubblicato per le edizioni Carroccio un nuovo libro sui fatti di Civitavecchia, con prefazione di don Augusto. Anche il poeta dialettale Giuliano Sestili si è cimentato a lodare la Madonnina con un grazioso libro in poesia dialettale.
Oltre agli interventi di Laurentin e di don Amorth, anche la stampa e televisione continuano a interessarsi dei fatti: Rai Tre per Natale, Rai Due il 6 gennaio ne parlerà in cronaca diretta.

* L'Eco di Maria nelle lingue principali si trova a Medjugorje nel nuovissimo negozio Shalom a destra davanti alla Chiesa ed ora anche presso Ain Karim, ultimo negozio della Galleria sotto l'Hotel Internazionale, dietro la canonica, dall'altra parte della strada.


Notizie dalla terra benedetta

Dai responsabili: cos'è necessario per Medjugorje!

 

Dal 28 al 30 novembre si è tenuto a Tocco da Casauria (Pescara) un convegno nazionale per organizzatori e guide di pellegrini e animatori dei gruppi di preghiera italiani che cercano di rispondere agli inviti di Maria, Regina della Pace. L'invito era partito dalla Parrocchia di Medj. e dal Centro Informazioni Mir., visto che al Seminario internazionale di Neum del 24-28 febbraio '97 pochi italiani avevano partecipato. Per la verità non erano molti neanche a Tocco... purtroppo.
Il parroco di Medj., Ivan Landeka, ha tenuto una relazione sul ruolo di Maria nella storia della salvezza e sul movimento spirituale di Medj., con accenni al contesto storico. Un passaggio di quanto ha detto:"Gli avvenimenti di Medj. (la presenza di Maria, i suoi messaggi) devono avere il 1° posto; le persone coinvolte (veggenti, sacerdoti, ecc.) devono rimanere al 2° posto. Guai se le persone diventassero più importanti degli avvenimenti: sarebbe molto pericoloso." Ha pure ricordato le dichiarazioni finali dei quattro Seminari internazionali tenuti finora (1994-95-96-97).
Fra Miljenko Stojic, direttore del Centro Informazioni di Medj. ha parlato dell'accoglienza dei pellegrini, dell'attività del Centro informazioni nato quattro anni fa e dell'Associazione delle guide, attiva da oltre due anni. Ha ricordato che l'ufficio informazioni è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17 per aiutare tutti i pellegrini e coordinare gli incontri. Ha raccomandato che tutti i pellegrini in partenza per Medj. avvertano per tempo il Centro del loro arrivo, per garantire una migliore accoglienza ed organizzazione degli incontri, usando il fax: 00387-88-651444. Da tre anni il Centro pubblica ogni 15 giorni in tutte le lingue principali il Press Bulletin con le notizie ufficiali del Santuario. Ha anche ricordato che ci sono 380 casi di guarigione con documentazione medica.
P. Urbano Pittiglio ha tenuto una interessante relazione su come organizzare e guidare un pellegrinaggio. Ha partecipato al convegno anche fra Leonard Orec', già parroco di Medj. ed ora impegnato per lo più presso la Curia Generalizzata dei Frati Minori a Roma, come assistente per lo Sviluppo internazionale dell'Ordine.

Osservazioni

Negli interventi dei partecipanti si sono toccati molti punti. Qui ne accenno telegraficamente alcuni:

- Nelle liturgie serali a Medj. si tenga conto che il più delle volte la stragrande maggioranza di pellegrini presenti non è di lingua croata.
- Per risolvere la difficile convivenza tra i parrocchiani e le masse di pellegrini, con pericolo che la vita della parrocchia venga soffocata, si auspica per i pellegrini un santuario a parte (come p. es. la basilica interrata di S.Pio X che c'è a Lourdes), lasciando la chiesa alla parrocchia. Ci è stato risposto che non è loro consentito di costruire una chiesa; che però è stato progettato un grande edificio che sostituirà il tendone, con possibilità di divisori per ricavarne tre sale. Dovrebbe essere pronto per il 17° anniversario.
- Si sente la necessità che ci siano fissi, presso il Santuario, alcuni sacerdoti per le lingue principali. Capita spesso che anche gruppi di pellegrini italiani non trovino un confessore. Purtroppo non è facile trovare questi sacerdoti che si fermino per un certo tempo, es. un anno.
- Si è raccomandato di evitare certe ostentazioni di nazionalismo croato, tenendo conto che Maria è Madre di tutti, anche degli Ortodossi, dei Mussulmani, ecc. Solo così Medj. potrà diventare un vero centro ecumenico.
- Medj. centro della carità verso tutti i poveri della Bosnia Erzegovina: occorre che gli amici di Medj. continuino il flusso di aiuti perché nulla purtroppo è cambiato nei tantissimi campi profughi, dove c'è ancora bisogno di tutto.
- Vanno bene per i pellegrini gli incontri con i frati e con i veggenti, ma occorre garantire loro anche spazi di silenzio.
- Accompagnare i pellegrini con grande atteggiamento di umiltà, credendo veramente che chi conduce tutto è la Madonna.
- I gruppi che si mettono sulla scia dei messaggi che la Madonna dà a Medj., non cerchino riconoscimenti e spazi speciali, come "medjugorjani", ma operino semplicemente come tutti i fedeli nella Chiesa e a servizio della Chiesa. Alberto Bonifacio

Un vescovo brasiliano
ai piedi della Regina della Pace

All'inizio del mese di novembre 1997 il vescovo ausiliare di Brasilia, capitale del Brasile, monsignor Juan Evangelist Martins Terra è venuto in visita al santuario dela Regina della Pace a Medj. ed ha raccontato al Press Bullettin la sua esperienza.

Dopo aver parlato della situazione della Chiesa brasiliana ed in particolare di Brasilia, città di 3 milioni di abitanti, a maggioranza cattolica e del lavoro delle sètte, non ben definite, a cui si contrapponte un eccellente movimento carismatico, il Rinnovamento dello Spirito, il Vescovo spiega che con 45 membri di questo movimento ha visitato la Terra Santa e, nel ritorno, Medj. "Qui a Medj. -ha detto- si avverte una speciale devozione alla Vergine. Anche i brasiliani venerano molto la Madonna. In Brasile c'è il santuario di Abresida nel quale la S.Vergine è apparsa e ci sono anche molti altri santuari a Lei dedicati.

D. Quando ha sentito parlare per la prima volta di Medj. e da chi è venuto a saperlo?

R. Ho sentito parlare di Medj. per la prima volta quindici anni fa. Allora mi trovavo in Europa. In Brasile abbiamo una cattedrale consacrata alla Regina della Pace. Marija Pavlovic' e P. Leonardo Orec', in visita in Brasile, hanno presenziato alla benedizione della 1^ pietra di questa Cattedrale. La Radio Cattolica di Brasilia porta il nome della Regina della Pace ed ha il grande merito di informare molti sugli avvenimenti di Medj.

D. E' la prima volta che viene a Medj.?

R. Sì, sono qui per la prima volta, in modo inaspettato. per me è un piccolo miracolo il fatto di trovarmi qui. Sapete, io insegno la Bibbia ed ora dovrei trovarmi a fare lezione in Brasile, ma alcune circostanze inspiegabili mi hanno condotto qui. Per me e per tutto il gruppo è stato in un certo senso un pellegrinaggio miracoloso per poter pregare a lungo ed instancabilmente.

D. Quali sono le sue impressioni da credente, vescovo e pastore della Chiesa?

R. Mi sono recato più volte in visita a Fatima e Lourdes. Ho visto che lì è già tutto concluso, mentre qui, siccome ci sono ancora le apparizioni, si avverte una speciale presenza della Vergine. Sento che tutto il luogo ed il circondario vivono per la Vergine, non è vero? Tutto il posto vive per la Vergine. Mi stupisce che il luogo non sia grande come Fatima, che è diventata una grande città; qui non è così. Intorno alla chiesa è stata mantenuta la semplicità. Ieri sono stato a pranzo dai frati di Medj. e mi ha affascinato la loro semplicità, anche poi durante la preghiera e la confessione.

Ho avuto come l'impressione di trovarmi nelle prime chiese di Gerusalemme. Io sono vissuto ed ho lavorato a Gerusalemme per due anni, come archeologo e docente di Sacre Scritture. Ho lavorato nel deserto della Siria come cappellano in una tribù di Leviti. Penso che tutto questo lavoro mi abbia preparato in modo che ora io possa avvertire qui la grande grazia e benedizione della Vergine.

Che ne dice il Papa e molti Vescovi

D. Lei, in quanto vescovo e pastore della Chiesa, sa che il vescovo locale non è favorevole a questi avvenimenti. La infastidisce questo?

R. No, perché ci sono altri vescovi che la pensano diversamente. Potrei citare i vescovi che ogni anno si recano, assieme anche ai sacerdoti, a fare esercizi spirituali a S.Marino con don Gobbi. Tra questi si trova spesso anche l'arcivescovo di Pescara, mio grande amico. Questi in un'occasione mi ha confidato di aver chiesto al Santo Padre: "Cosa devo fare quando i fedeli della mia diocesi vogliono andare in pellegrinaggio a Medj.?".

"Cosa fanno?" ha chiesto il Santo Padre. "Pregano e si confessano". "E non è forse questo un bene?" ha risposto il Santo Padre.

Io ho lavorato per dieci anni con il Santo Padre ed il Card. Ratzinger. Il Card. Ratzinger è un uomo meraviglioso, pieno di spirito e molto simpatico. Talvolta sento dire di lui che è molto severo, ma io penso che sia una persona di gran cuore. In un'occasione gli ho chiesto cosa pensasse di questo movimento. Mi ha risposto che l'albero si riconosce dai frutti, perchè i buoni frutti sono segno della presenza di Dio.

D. Glielo ha detto il Card. Ratzinger?

R. Sì.

D. A proposito di Medj.?

R. A proposito di Medj. e di don Gobbi. Per entrambi i movimenti.

D. Quando tornerà in Brasile cosa dirà ai suoi fedeli in quanto vescovo e pastore della Chiesa?

R. In Brasile abbiamo pellegrinaggi organizzati per Medj. e anche pellegrinaggi per altri santuari. I più numerosi ed interessanti sono quelli a Medj., e per questo ora sono venuto a rendere grazie alla Vergine per questo bel dono. Penso che questa visita abbia rallegrato molti fedeli della nostra diocesi.

D. Darà il suo supporto a chi vuole venire a Medj.?

R. Naturalmente. Inoltre in Brasile abbiamo una pubblicazione mensile ["Eco di Medjugorje" edizione brasiliana a cura dei Servos da Rainha, n.d.r.] nella quale ci sono tutte le ultimissime notizie su Medj. La pubblicazione è gratuita ed è letta da molte persone.

A Medj. si rendono conto
di questa grazia?

D. Infine, cosa vorrebbe dire a noi che viviamo qui e lavoriamo tutti i giorni con i pellegrini? Un suo messaggio ai parrocchiani di Medj.?

R. Solitamente si dice che nessuno è profeta in patria. Molte persone vengono qui a pregare, ma mi chiedo se anche le persone del posto si comportino allo stesso modo. Mi domando anche se i giovani di Medj. si rendano conto della grazia che hanno qui, se sanno assumersi questa responsabilità e rendere testimonianza della fede che hanno ricevuto da Dio. La responsabilità non è solo dei sacerdoti, ma di tutti i parrocchiani che si sono consacrati alla Vergine. Gli abitanti di Medj. dovrebbero tenerlo sempre presente.

D. Infine vorremmo ringraziarla e cogliamo l'occasione per raccomandarci alla sua preghiera. A nome di tutti i lettori promettiamo le nostre preghiere a lei e tutti i pellegrini che verranno.

R. Anche a me ha fatto molto piacere stare con voi ma purtroppo già oggi pomeriggio torneremo in Brasile.

 

Un vescovo messicano benedice la nuova stazione radio di Medj. - Martedì 25 novembre 1997 ha iniziato la propria attività la stazione radio "MIR-Studio Medjugorie" Il direttore è fra Miljenko Stojic' e la redattrice capo Marija Dugandzic'.
Lo scopo di questa nuova stazione radio è quello di essere a servizio dei pellegrini che vengono nella parrocchia di Medj.. Speriamo che col passare del tempo raggiunga anche le loro case, dovunque esse siano. La stazione radio è stata benedetta il 7 novembre da Mons. Lazaro Pezer, vescovo della città messicana di De Autlan Lalisco.
Ogni vostro contributo a questa stazione radio sarà il benvenuto. Vi preghiamo in particolar modo di inviarci CD con le musiche del vostro paese con le quali vi accoglieremo quando verrete al santuario della Regina della Pace a Medj.. Vi ringraziamo anticipatamente. (Press B.)

Pellegrini in crescendo - Durante il mese di Ottobre sono arrivati a Medj. pellegrini in numero maggiore che negli anni passati, anche anteguerra. Si sono registrate 139.000 Comunioni e la S.Messa è stata concelebrata da 3.364 sacerdoti provenienti da ogni parte del mondo: in media 108 al giorno. Alla fine di Ottobre, come al solito, si sono distinti i pellegrini francesi, che scelgono in gra parte l' ultima settimana di questo mese: ne sono venuti circa 2.000.

Durante la novena di Natale, ogni giorno alle 14, molti pellegrini, favoriti dal bel tempo, sono saliti sul Monte delle apparizioni, recitando due corone del Rosario e le preghiere in preparazione alla Festa. Il Natale è stato frequentato prevalentemente dai croati e da gruppi di francesi. I ragazzi della Comunità Cenacolo hanno preparato uno splendido presepio vivente attorno alla Chiesa. Tutti i veggenti erano presenti, tranne Ivan che è in America con la famiglia.

Dopo 16 anni e 6 mesi, per 4 veggenti (Vicka, Jakov, Ivan, Marija) le apparizioni continuano, a loro dire, ogni giorno, non sappiamo fino a quando. Per Mirjana e Ivanka sono terminate nei primi anni.

Nei giorni succesivi al Natale è ripreso un grande afflusso dall'estero soprattutto francesi, italiani, tedeschi, in attesa del 1998, che è stato preparato da una veglia di preghiera iniziata alle 22 e terminata con la S.Messa, in cui la Consacrazione ha segnato a mezzanotte l'inizio del nuovo anno. (A.M.)

Centri per la pace del Centro e Sud America a Medj. - I rappresentanti dei 20 centri per la pace di tutti i Paesi dell'America Latina si sono dati appuntamento l'ultima settimana di ottobre a Medj. per l'8° incontro internazionale dei Centri per la Pace. Questi centri sono sorti come luogo d'incontro di tutti coloro che hanno avvertito l'importanza dell'invito della Vergine a Medj. La loro opera consiste soprattutto nella diffusione del messaggio e nell'organizzazione dei gruppi di preghiera e dei pellegrinaggi. E' già l'ottavo incontro, ma per la prima volta si tiene a Medj..
I circa 350 partecipanti hanno trascorso una settimana in preghiera e riflessione, scambiandosi le proprie esperienze di anni nella diffusione del messaggio di Pace della Vergine tra tutti i credenti del territorio di lingua spagnola. E' emersa in particolar modo l'esigenza di collaborazione tra tutti i centri per un'autentica diffusione del messaggio della Vergine al mondo. (Press Bulletin)

* Viaggio a Medjugorje - Pullman giornaliero da Trieste (vicino a staz. FFSS) ore 18, con arrivo a Medj. alle 08 del mattino successivo; riparte alle 18 da Medj. con arrivo a TS alle 08 (tel 040-425001; £ 102mila, con prenotazione, a/r). Per mare traghetto da Ancona, lunedì, mercoledì, venerdì ore 21, sabato ore 22: tel. 071-55218, fax 202618 (ag. Mauro), opp. tel. 071-204915, fax 202296 (ag. Morandi).

"Andate verso il terzo millennio senza paura" - Il Papa lo ripete sovente, facendosi eco di Maria. "I cristiani sbagliano di fronte all'avvenire se pensano alle guerre e al male. Per un cristiano c'è un solo atteggiamento verso il futuro: la speranza della salvezza. Se voi pensate al male, al castigo, alle guerre, siete già sulla strada che vi ci conduce. La vostra responsabilità è di accettare la pace divina, di viverla, di diffonderla, non con parole ma con la vita".

La difesa di Medjugorje da parte di p. Daniel-Ange contro gli attacchi della stampa francese, sotto il titolo Perché bombardare l'Oasi della Pace? da noi largamente riportata in Eco 136, p4, ha suscitato larga eco ovunque. Ora, dal Brasile, lo stesso padre ha aggiunto una nuova messa a punto sui Cahiers d'Edifa. In apertura di essa, l'editore scrive: "La prima lettera di Daniel-Ange ha fatto un bene alla causa di Medj., che Famille Chrétienne avrebbe mai immaginato, se è stato così alto l' afflusso dei francesi a Medj. in Ottobre. Molti hanno scoperto Medj. attraverso questa bella lettera (ad opera dell'Echo de Medjugorje essa ha toccato più di un milione di lettori). Di fronte a testi così chiari, la gente ha potuto discernere da che parte sta la verità" (E.C.).

Suor Emmanuel, assieme a Denis e Cathy Nolan, e altri due membri locali degli Enfants de Medjugorje, sono stati accolti dal "Congressman" U.S.A. Chris Smith, molto impegnato nella protezione della vita e hanno parlato a una trentina di persone rappresentanti di varie religioni, dei messaggi e delle testimonianze della Regina della Pace. Poi, su proposta di uno dei membri del Congresso, ci sono stati alcuni minuti di preghiera, la cosa senza dubbio più importante, che ha aperto ai molto utili contatti successivi. Grazie a tutti quelli che hanno pregato e digiunato perché proprio qui si aprisse la porta alla grazia di Medj.; e perdonatemi se non posso confidarvi altro.

Venite a Medjugorje, fissate fin d'ora una data per il vostro pellegrinaggio a Medj. durante il 1998: i frutti sono così abbondanti! Coloro che accolgono o aiutano i pellegrini sono ogni giorno testimoni di meraviglie di grazie. Recentemente alcune persone hanno detto la loro gioia per la guarigione dal- l'alcool, altri hanno ritrovato la pace nel cuore dopo anni di angoscia a causa di un lutto. Molti giovani si sono decisi per la castità prima del matrimonio, etc. Padre Jozo dice che venire qui è un gran dono. perché non domandarlo?... (dal diario di Suor Emmanuel)


P. Slavko: interrogativi
sulla preghiera

1. Perché pregare? ...Molti cristiani sono come uno studente che ha dimenticato che cosa voleva diventare. Immaginate uno studente che voleva diventare un buon medico e poi, durante gli anni di studio, dimentica che voleva diventare un bravo medico. Che cosa succede con i suoi studi? Ogni ora di studio diventa una perdita di tempo!
Perché studiare se ha dimenticato che voleva diventare medico? Così molti non pregano più perché non sanno più perché pregare! Per molti pregare significa perdere tempo. Per molti digiunare significa solo avere fame e niente altro. E naturalmente, se pensano così, è sicuro che non pregheranno e non digiuneranno. Ma quando uno sa perché prega e perché digiuna, arriva più facilmente alla pace.

2. Avete un angolo per la preghiera? - La Madonna poi ci invita a creare un angolo per la preghiera. E' quello che avete sentito tante volte: un angolo con la Bibbia, la croce, il rosario... Un angolino in cui c'è un'atmosfera che ti aiuta a pregare. Per esempio, la famiglia mangia in cucina o altrove e dopo la madre o il padre dicono: adesso andiamo nella stanza o nell'angolo della preghiera.
E' più facile anche concentrarsi, entrare nella preghiera. Ma guardate: quando avete costruito le vostre case, avete chiesto al vostro architetto di pensare a tutto. Nei paesi più ricchi si guarda anche dove mettere una seconda macchina, una terza... Ma chi ha chiesto al suo architetto di creare un bell'angolino per la preghiera? O quando forse dovevate comprare una casa avete guardato prima dove si poteva creare l'angolo per la preghiera? L'importante è capire che bisogna pregare in famiglia e per questo avere una angolo per la preghiera.

3. Pregate quanto mangiate? - Noi dobbiamo essere sinceri: la preghiera tra i cattolici è in crisi. Molti non pregano, proprio niente! Molti dicono che pregano, ma quando si chiede: "Quanto preghi in un giorno?" spesso rispondono: un segno di croce, la preghiera all'Angelo custode, un'Ave Maria e basta! E dicono: sì, prego! Chi fa così non può dire che prega. La preghiera è un incontro con Dio e se vogliamo incontrare una persona bisogna avere tempo. Invece noi ci scusiamo dicendo: non c'è tempo. Siamo proprio specialisti, noi cattolici, in questa scusa: non c'è tempo!
Ultimamente, parlando di preghiera, io dico così: se i cattolici cominciano a mangiare quanto pregano, in due settimane due terzi dei cattolici sono nell'al di là e un terzo rimane con il parroco, ammesso che il parroco sopravviva. Sono sicuro che molti di noi sarebbero già morti se avessimo mangiato quanto abbiamo pregato; ma sulla nostra tomba si dovrebbe scrivere: "Qui ha trovato la sua pace un buon cattolico che era onesto e ha deciso di mangiare quanto pregava". Ma se cominciamo a pregare quanto mangiamo, certo la situazione cambia!
Ma Dio ha creato il nostro cuore e la nostra anima in modo che abbiamo bisogno quotidianamente dell'incontro con Lui. Chi non mangia muore. Chi non ha contatti con Dio, spiritualmente è morto, chi è morto spiritualmente non può amare, non può perdonare, non sa essere amico e non può avere la pace. Per questo la Madonna ci chiede di rispondere al suo invito alla preghiera: perché vuole che i suoi figli vivano, che le famiglie possano vivere e, dopo, che anche tutto il mondo possa vivere in pace, sempre. Spero che questo pellegrinaggio vi aiuterà un po' a dare la risposta alla preghiera.

4. Preghi perché tu lo vuoi? - La Madonna poi ci invita anche alla preghiera personale. La preghiera personale è la preghiera che tu fai con amore, per la quale tu hai preso una decisione con amore. Dopo, la tua preghiera non dipenderà da chi prega o da chi non prega, perché tu comunque pregherai, in quanto hai preso questa decisione con amore. Oggi non è facile, soprattutto per i giovani, prendere una decisione personale per la preghiera. La mentalità che stiamo creando non aiuta lo spirito di preghiera o una decisione per Dio.
Per esempio io conosco dei paesi cattolici dove nella prima elementare si dice al bambino che può scegliere: andare al catechismo o no. Io sarei d'accordo con questa libertà bellissima se ci fosse la stessa libertà anche per tutte le altre materie. Forse la classe dove si insegna matematica non sarebbe molto piena! O per esempio c'è chi prende questa posizione: quando i miei figli avranno 18 anni, decideranno per la religione; io non voglio imporre niente. Io sono d'accordo che anche questa libertà è accettabile, purché anche le altre cose non si impongano.
Per esempio, voi avete imposto la lingua italiana ai vostri figli. Perché non avete aspettato fino ai 18 anni? Tutto si impone! Guardate la televisione! La Madonna non è sicuramente per il fanatismo e nemmeno vuole imporre qualcosa per forza, ma una decisione personale sì.
Un altro esempio: se incontrate un ubriacone sulla strada con due bottiglie tra le mani e con una terza che sta bevendo, nessuno dirà che è matto, ma solo che ha dei problemi nella sua vita e che, poverino, beve. Ma se incontrate uno sulla stessa strada con un rosario...: molto saggio o molto matto? I più diranno: matto! Vedete come è difficile per molti decidersi per Dio, per la preghiera, per la Messa; perché non è facile decidersi ad essere differenti dagli altri. Le famiglie molte volte non aiutano; a causa di questo la Madonna raccomanda i gruppi di preghiera che possono aiutare. Allora decidetevi per Dio e per la preghiera e vedrete che veramente si può. (Da una conversazione del 16.08.97)



P. Jozo a Reggio Emilia:
la potenza della preghiera

Il 30 nov. l'Associazione Mir i Dobro, che sostiene le opere di P. Jozo Zovko (via Giovane Italia 3, Viggiù VA) ha organizzato una giornata di preghiera animata dallo stesso Padre nella Basilica della Madonna della Ghiara in Reggio E.. Alla funzione hanno partecipato circa duemila fedeli con tanto calore e devozione. Nella sua catechesi P. Jozo ha chiesto di vivere i messaggi che la Madonna ha dato sia a Fatima che a Medj., con fedeltà e semplicità, di avere una fede assoluta in Maria e di riporre in Lei ogni speranza.
Questa manifestazione ha colpito in modo particolare chi non avrebbe mai pensato che la gente potesse rimanere oltre quattro ore, in un raccoglimento così profondo come è stato qui. Hanno molto impressionato i racconti delle conversioni di fedeli verificatesi negli ultimi viaggi, specialmente quelli più recenti in America. Da giornate come queste emerge una sensazione: quanto possono la fede e l'amore dei testimoni scelti da Maria, quando incontrano anime umili e aperte ai suoi messaggi. (Nella C.)


Lasciate che Dio arrivi
dove vuole

Segnato dal peccato, appesantito dai problemi, dalle paure, dalle insicurezze, l'uomo ha un bisogno profondissimo di incontrare Dio per essere soccorso e sostenuto. Nella sua infinita bontà paterna, Dio non manca mai di aprire le braccia a quanti Lo cercano con fede e cuore sincero. Ma per ottenere quello che serve alla propria guarigione, l'uomo deve innanzitutto sacrificare quello che è già in suo possesso.
La cosa più difficile da sacrificare sul cammino di fede è proprio la nostra logica, le nostre convinzioni perfette, cariche di esperienze e di abitudini (soprattutto spirituali), che bloccano la creatività di Dio e ci rendono rigidi e severi, come lo erano i farisei al tempo di Gesù. Anche la nostra giustizia, quella che ci spinge a dire "sono a posto", "ho ragione" oppure "è ingiusto!" deve essere donata a Dio in sacrificio, altrimenti siamo morti alla vita della Grazia. Infatti, le virtù molte volte non trovano posto in noi, perché il nostro cuore è tutto occupato dalla logica, dalla giustizia e dai formalismi umani, implacabili giudici e rigorosi avvocati...
[Dio è come un genio letterario inesauribile che scrive puntate a getto continuo e imprevedibli nel libro della nostra vita. Noi vorremmo sempre veder finito il nostro libro per essere soddisfatti nel confronto con gli altri, poter godere della nostra esperienza e possedere qualcosa di stabile. Ma mentre noi siamo fermi ai nostri schemi, tutto salta perché Dio va avanti col suo imprevedibile progetto e se non stiamo ai suoi passi e non ci abbandoniamo al suo genio, rimaniamo inesorabilmente indietro]. Per questo è necessario entrare in un silenzio profondo nel quale incontrare Dio e, da Lui attendere ogni risposta. Nel silenzio interiore vissuto al cospetto di Dio, le parole umane non possono aiutarci, ma neanche offenderci, perché niente e nessuno potrà mai prenderci "la speranza che va contro ogni speranza". Le paure non avranno più motivo di esistere, perché sarà Dio a provvedere totalmente a noi, in ogni situazione e circostanza.
Quando siamo totalmente abbandonati a Dio, aiutiamo la nostra anima a liberarsi dalla schiavitù del peccato e ad aprirsi all'azione della Misericordia. Non così i Farisei, i quali possedevano una logica e una giustizia umana perfette, ma rimanevano chiusi alla Misericordia divina.
Per questo motivo la preghiera non deve essere una ricerca di beni o soluzioni, piuttosto un desiderio di essere riempiti della Misericordia di Dio, della Grazia, del perdono, il che naturalmente comporta il sacrificio di tutto il resto, nella certezza di ricevere quello di cui si ha veramente bisogno. Occorre saper mettere tutto sull'altare e, quanto più diamo a Dio, tanto più Egli ci potrà donare.
Il fondamento della vita spirituale è sentire che Dio è Dio, che Dio è il Signore, che Dio è il Salvatore e saper esclamare con fiducia: "Signore mio e Dio mio", proprio come faceva S. Tommaso dopo la risurrezione di Gesù. Ma per farlo bisogna prima liberarsi da tutte le certezze e le esperienze delle quali siamo "ricchi". Esse infatti portano con sé delle attese che finiscono per impedire la libera azione dello Spirito Santo in noi. Tra l'altro, le attese di successi e frutti spirituali possono essere un ostacolo persino maggiore di quelle materiali, perché vengono create in nome di Dio.
Se permettiamo a Dio di procedere come vuole e di cambiare le nostre esperienze precedenti, Egli potrà condurci avanti e attirarci a Sé. Questo vuol dire però anche volere morire alle proprie conoscenze e previsioni e decidere di attraversare con coraggio la propria debolezza, la paura ed il buio.
Il nostro rapporto verso la Grazia si sviluppa e matura quando, consapevoli che non possiamo fare niente da soli, con fede preghiamo e attendiamo che Dio ci aiuti. Solo così Dio potrà utilizzarci secondo il suo disegno a noi sconosciuto. L'unica esperienza spirituale che conta davvero è la nostra capacità di credere incondizionatamente nella Provvidenza divina, nella verità che Dio è Dio, nella certezza che il nostro passaggio attraverso il buio, il dolore, la debolezza è un'offerta a Lui gradita...

(da una conversazione di P. Tomislav)


Una novizia: disonorata,
perdona e accoglie la vita

Per la celebrazione della "Giornata della vita" , 1 febbraio, offriamo ai lettori questa commovente testimonianza, anche se già pubblicata altrove. (Dalla lettera alla Superiora della sua Congregazione).

«Sono Lucia Vetruse, una delle novizie che hanno subito lo stupro dei miliziani serbi. Le scrivo in merito a quello che è successo a me e alle mie sorelle Tartina e Sendria.
Mi consenta di non fornire i dettagli. E' stata un'esperienza atroce, incomunicabile se non a Dio, alla cui volontà mi sono rimessa quando mi sono consacrata a Lui con i miei voti. Il mio dramma non è solo l'umiliazione subita in quanto donna, né il danno irreparabile che è stato fatto alla mia scelta di vita e alla mia vocazione, ma è anche la difficoltà di comprendere nella mia fede un avvenimento che rientra sicuramente nei disegni di Colui che continuo a considerare il mio Sposo divino.
Pochi giorni prima avevo letto il Dialogo delle Carmelitane di Bernanos e mi era venuta l'idea di chiedere al Signore di morire martire. Mi ha presa in parola, ma in quale modo! Oggi mi trovo in un'angosciosa oscurità interiore. Hanno distrutto il mio progetto di vita, che consideravo definitivo, e ne hanno tracciato uno nuovo, che non riesco ancora a decifrare.
Quando ero adolescente, avevo scritto sul mio diario personale: "Non possiedo nulla, io non appartengo a nessuno e nessuno mi appartiene". E invece qualcuno mi ha presa una notte che voglio dimenticare, mi ha derubata di me stessa e mi ha fatto sua.
Quando sono tornata in me faceva giorno e il mio primo pensiero è andato all'agonia di Gesù nell'Orto degli Ulivi. Una lotta terribile è avvenuta in me. Da un lato mi chiedevo perché Dio aveva permesso che fossi ridotta in pezzi e distrutta, proprio in ciò che era diventata la mia ragione di vita, e dall'altro quale fosse la nuova vocazione sul cui cammino mi aveva indirizzata. Mi sono alzata, sfinita, mentre aiutavo suor Joséphine, e mi sono preparata. Sentivo la campana suonare la sesta al monastero delle Angosce, vicino al nostro. Mi sono fatta il segno della croce e ho recitato mentalmente l'Inno della liturgia: "In quell'ora sul Golgota, il vero Agnello pasquale, Cristo, pagò il riscatto dei nostri peccati per la salvezza..." Cos'è dunque, Madre, la mia sofferenza paragonata a quella di Colui al quale avevo promesso mille volte di donare la mia vita? Ho detto lentamente: "Che la tua volontà sia fatta ora che non ho più altro sostegno che la certezza che Tu, Signore, Tu sei accanto a me".
Le scrivo, Madre, non per ricevere la sua consolazione, ma perché Lei mi aiuti a rendere grazie a Dio per avermi unita a migliaia di compatrioti, offesi nel loro onore e ad accettare questa maternità non desiderata... La mia umiliazione si aggiunge a quella delle altre ed io posso solo offrirla in espiazione dei peccati commessi dagli stupratori sconosciuti e per la pace tra le due etnie in lotta, accettando il disonore ed offrendolo alla pietà di Dio. Non me ne voglia se le chiedo di condividere una "grazia" che poteva sembrare assurda. In questi ultimi mesi ho pianto tutte le mie lacrime per i miei due fratelli, assassinati da quegli stessi che terrorizzano e assediano le nostre città. Pensavo che non avrei potuto soffrire di più e che il dolore non avrebbe potuto raggiungere tale intensità.
Ogni giorno centinaia di persone affamate tremanti per il freddo e con la disperazione negli occhi, vengono a bussare alla porta dei nostri conventi. Qualche settimana fa una ragazza di 18 anni mi aveva detto: "Voi siete fortunate perché avete scelto di vivere in un luogo in cui la cattiveria non può entrare" e aveva aggiunto: "Voi non sapete cosa sia il disonore". Avevo riflettuto e capito che si trattava del dolore del mio popolo e avevo provato quasi vergogna di restare ai margini di questa sofferenza.

Ora sono una di loro, una delle tante donne sconosciute del mio popolo, il cui corpo è stato ridotto in pezzi e l'anima saccheggiata. Il Signore mi ha fatto penetrare nel mistero di quella vergogna, ed inoltre, alla Suora che sono, ha concesso il privilegio di comprendere la forza diabolica del male... La mia storia è la loro e la mia rassegnazione, sostenuta dalla fede, potrà servire, se non da esempio, almeno di conforto alle loro reazioni morali e affettive.
Un piccolo segno, un parola, un aiuto fraterno possono bastare a mobilitare la speranza di un esercito di sconosciuti. Dio mi ha scelta -mi perdoni questa presunzione- per guidare le persone umiliate verso l'alba della Redenzione e della libertà. Non potranno dubitare della mia sincerità, delle mie intenzioni, perché anch'io, come loro, vengo dai confini dell'abiezione...
E' passato tutto, Madre, ma ora tutto comincia. Quando lei mi ha telefonato, dopo avermi detto parole di conforto per le quali le sarò riconoscente tutta la vita, mi ha chiesto: "Cosa farai della vita che ti è stata imposta nel ventre?" Sentivo che la sua voce tremava mentre mi faceva questa domanda, alla quale non potevo rispondere subito, non perché non avessi riflettuto sulla scelta che dovevo fare, ma perché lei non voleva turbare le mie decisioni con altri progetti. Ora ho preso la decisione: il bambino sarà mio e di nessun altro. Potrei affidarlo ad altre persone, ma lui ha diritto al mio amore di madre, anche se non è stato desiderato né voluto.
Non si può separare la pianta dalle sue radici. Il seme che è caduto sulla terra ha bisogno di crescere dove il misterioso -anche se malvagio- seminatore lo ha gettato. Non chiedo niente alla mia Congregazione che mi ha già dato tutto. Ringrazio le mie sorelle per la loro solidarietà e le loro attenzioni, e soprattutto per non avermi fatto domande indiscrete.
Me ne andrò con il mio bambino, non so dove, ma Dio che ha spezzato improvvisamente la mia gioia più grande, mi indicherà il cammino da percorrere per compiere la sua volontà.
Sarò povera, rimetterò il mio vecchio grembiule e indosserò gli zoccoli che le donne usano nei giorni di lavoro e andrò con mia madre a raccogliere la resina dei pini delle nostre foreste. Farò l'impossibile per spezzare la catena di odio che distrugge i nostri paesi. Al bambino che aspetto insegnerò solo l'amore. Il mio bambino, nato dalla violenza testimonierà che l'unica grandezza che rende onore a un individuo é il perdono».

(In Notizie Gesuiti italiani)


Tra i frutti di Medj.
il nuovo Ospedale P.Pio

Quando Dio raggiunge l'uomo con la sua grazia, tutto cambia in lui e anche attorno a lui. E' la storia di sempre della misericordia di Dio... Qualche volta Dio delega sua Madre a strumento della sua grazia. E' quanto avviene a Lourdes, a Fatima e ora anche a Medj. dal 1981. Da quando la Beata Vergine ha parlato ai sei ragazzi, quel luogo dimenticato tra i monti di Erzegovina è diventato luogo di vita per milioni di persone.
La terribile guerra sembrava aver stroncato l'afflusso dei pellegrini, ma a guerra finita è ripreso più intensamente il richiamo di Maria alla preghiera e alla conversione. Non si contano i giovani che hanno ritrovato Dio e la sua Chiesa, le guarigioni spirituali e fisiche, i molti salvati dalla droga, i sacerdoti che hanno ritrovato il fervore della loro vocazione, persone soprattutto giovani che offrono un anno di volontariato per servizi umanitari o religiosi. A fianco dei frutti personali va registrato anche un fiorire di opere e attività sociali, soprattutto per orfani, disabili, drogati, che fanno di Medj. un vero "cantiere di Dio".
Ora l'associazione Solidarietà e aiuto di Noceto (Parma) ha deciso di costruire un ospedale a Medj., per il quale già esistono tutti i permessi. Il giornale di Spalato Dalmazia Libera (6.8.96) l'ha definito "tempio di medicina e di fede" e tale vuole essere quest'opera dedicata a P.Pio da Pietralcina, traendo ispirazione dalla sua Casa Sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia).
Il terreno (65.520 mq.) è già stato acquistato in località Vionica. Ora, per iniziare, l'associazione intende dar vita a un primo Centro Sanitario entro il 1998. L'aiuto è già venuto dalla Regina della Pace per mezzo di un cuore generoso di sacerdote, don Onelio Ciani, direttore di una comunità per disabili di Udine, che ha donato per lo scopo una casa per handicappati, da lui iniziata proprio a Medj.: la casa è allo stato grezzo, è da finire e da attrezzare.
Altro aiuto è venuto da P.Pio stesso, che ci ha fatto incontrare il cappuccino P. Michele Piacentino che dirige i Centri riabilitazione motoria "P.Pio" della Puglia e con lui è nato un programma comune: la casa "Regina Pacis" a Medj., che comincerà a funzionare, a Dio piacendo, nella primavera 1999, con guardia medica attrezzata, poliambulatori e fisioterapia (piano terra); laboratori di analisi e diagnostica, laboratorio protesi per bimbi mutilati (1° piano); accoglienza per handicappati, sez. don Onelio Ciani (2° piano); residenza di suore, personale fisso e volontario (3° piano).

Vuoi collaborare? Offri al ccp 11958436 "Solidarietà e Aiuto per la Casa Internazionale della Pace", Via Generale Dalla Chiesa 38/a, I-43015 Noceto (Parma), tel 0521-628448, fax 0521-628447-628523; opp. alla sede operativa della stessa "Solidarietà e Aiuto": cas.post.206, 39100 Bolzano, fax 0471-283706. P. Mannes M. Ghizzardi, O.P. (BZ, tel 0471-280694)


[Preghiamo di non spedire più a noi offerte destinate ad altre cause (øspedale p.Pio, opere umanitarie, parrocchia e radio di Medj. adozioni orfani, etc.) per non creare un doppio giro postale. Le offerte si inviino agli interessati, al n. di ccp indicato nei numeri precedenti, o con chèques. Grazie!]

* Incontro internazionale giovanile di preghiera. Il 9° Festival dei giovani, si terrà anche quest' anno dal 31 Luglio sera al 6 Agosto mattina. Il tema degli incontri: Vieni, Spirito Creatore. Riferiremo in un prossimo numero il programma già predisposto.

* Per i sacerdoti si terrà un ritiro internazionale, guidato dai padri Slavko, Cosimo Cavalluzzo e Jörg Müller dal 30 giugno al 5 luglio 1998 (per informazioni tel 00387-88-651988, Fax 00387-88-651888/651444).

* Esercizi spirituali tenuti da p. Jozo in casa S.Giuseppe nel 1998: Gennaio 11-15 per tedeschi, 18-22 per francesi; Febbraio 8-12 per italiani, 22-26 per spagnoli; Marzo 1-5 per croati, 8-12 per inglesi, 22-26 solo per sacerdoti inglesi.
I corsi iniziano sempre la domenica, alle ore 15 e finiscono il giovedì sera. Il padre desidera non più di 40 persone per corso, contento se ci fossero molti sacerdoti.
Iscrizioni per italiani e tedeschi: casa S.Giuseppe: tel 00387-88-651268, fax 00387-88-651768/705450. Per altri gruppi: segreteria di p.Jozo (Lidia, fax 00387-88-705450).

* I 4 volumi delle meditazioni dei padri Tomislav e Slavko: Aprite i vostri cuori a Maria; Abbandonatevi totalmente a Me; Pregate col cuore; Vi supplico: ascoltate i miei messaggi e viveteli sono ancora i più validi per trovare il vero spirito dei messaggi. Gratuiti. Chiedere: Amici di Medj., v.Nirone 9, 20123 MI

* Riceviamo e pubblichiamo: l'Atto d'amore, rivelato da Gesù per la salvezza di tante anime a Justine Klotz con approvazione ecclesiastica: "Gesù e Maria, vi amo! Salvate le anime dei sacerdoti, salvate le anime. Ve lo chiediamo supplichevoli e concedeteci di poter ripetere questo atto d'amore mille volte, ad ogni respiro, ad ogni palpito". Così pure quello rivelato a sr. Immacolata Bretone: "Gesù, Maria, vi amo! Salvate le anime". Ogni atto d'amore è un'anima salvata!

Un SOS dai portatori di aiuti - La Regina della Pace chiama ancora i suoi figli in aiuto dei più poveri. L'Assoc. Kraljica Mira, 22062 Barzanò (LC), tel-fax 039-955183 chiede aiuti in denaro per la città di Glamoc, completamente distrutta e ora irraggiungibile ai mezzi dei portatori di aiuto. Il parroco ringrazia i lettori per i 25 milioni consegnatigli e i medici dell'ospedale per il materiale ricevuto.
Per informazioni: Alberto Bonifacio, v.S.Alessandro 26, 22050 Pescate (LC), tel 0341-368487, fax 368587; ccp 17473224.

Ringraziamo i lettori per le loro offerte, in modo speciale, i francesi e gli svizzeri (edizioni italiana e tedesca) per i loro invii regolari e abbondanti. Siamo grati anche ai soliti italiani e agli altri generosi, che permettono l'arrivo gratuito di Eco in tutto il mondo.

Grande gioia ci procurano i lettori, segnalandoci la presenza di Eco anche nelle zone più impensate del mondo (p.es. nella Cattedrale di Sidney, in alcune Chiese di Londra, nelle missioni nel Sudan dove infierisce la persecuzione, nelle isole più sperdute dell'oceano). Soprattutto missionari da ogni parte del mondo ci confidano che Eco è il dono tanto atteso della Regina della Pace per la loro predicazione e per la formazione loro e di tante anime, in luoghi sprovvisti di ogni sussidio spirituale.
Ma soprattutto ringraziamo quanti hanno pregato con fede e hanno ottenuto da Maria, con interventi inaspettati e incredibili, che uscisse anche questa edizione di Eco, compromessa (e quindi ritardata) per la forzata inattività di chi ne porta il carico. Per l'avvenire siamo sospesi a Lei...

Maria che ci ha donato il Bene di Gesù, apra i cuori di tutti a riceverLo in quest'anno dello Spirito Santo, perchè ci facciamo santi e possiamo dire a ciascuno: "ti voglio bene", come anche noi lo diciamo a voi. Vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo.

Villanova M., 4 gennaio 1998



Eco è gratuito: grazie a chi ci aiuta. Indirizzare offerte a Eco di Maria, cas. post. 149, 46100 Mantova, o con assegni, o con vaglia postali o con ccp n. 10799468.

 

EDIZIONI ESTERE

Inglese: Echo of Mary, cas.post.27, I-31030 Bessica Treviso. Francese: Echo de Marie, B.P. 4602, F-45046 Orléans, Cedex 1. Tedesco: Echo Mariens, Cas. Post. 149, I-46100 Mantova. Spagnolo: Eco de Medj., cas. post 149, I-46100 Mantova; Catalano: Amics de Medj., c.Carme 11 baixos E-08700 Igualada-Catalogna; Portoghese: Gilberto Correia, rua de Brito 24, P-4915 Vila Praia de Ancora, tel. 911181; Brasiliano: Servos da Rainha, Caixa p. 02576, 70279-970 Brasilia DF; Olandese Int. Medj. Comité afd. Nederland-Belgie, Misericordeplein 12C, 6211 XK Maastricht (Olanda); Polacco: Echo Maryi, 30-960 Krakòw skr.pocz. 188 (Polonia), fax (48) 12475528; Russo: Dom Marii, Ul Remisova 5, a/28, 113186 Moscow (Russia); Svedese: Carlo Frizzo, c/o Josephina Hemmet, 16849 Drachmannsg 2, Bromma (Svezia) Ungherese: Fraternitas, 1399 Budapest, P.F. 701/85, Hongrie, fax 36-11329001; Rumeno: Ecou din Medjugorje, cas. p. 41-132 Bucuresti (Romania). Albanese: Sander Prendushi, L. Heroj, Rr Skenderbeg, nr 98, Shköder (Albania). Greco: Sr. Despina de la St. Croix, 69 rue Epirou, Agia Paraskevi, 15341 Athenes.

Distributori ediz. italiana all'estero: Svizzera: Nora Künzli, via Caressaa, CH-6862 Rancate 091/6463469 (Versamenti: Banca Raiffeisen, Eco di Medj.,CH-6862 Rancate, cc.69-1079-0). Canada: Giuseppe Bozzo, 8324 Nicolas Leblanc, Montreal Que H1E 3W5, 648-3420. Australia: (tutte le lingue) Medjugorje Sentinel, P.O.Box 746, Pennant Hills, NSW 2120, fax 02-980-7806.

 

Resp.Ing.A. Lanzani-Tip. DIPRO(Roncade TV).

 


 

PC version: Questa pagina | Medjugorje | Apparizioni  | Messaggi  | Articoli i Attualitaè  | Galleria[EN]  | Medjugorje Videos[EN]