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Eco di Maria Regina della Pace 135 (Settembre-Ottobre 1997)

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Eco di Maria
Regina della Pace 135

 

 

Settembre - ottobre 1997

 


Messaggio di Maria del 25 giugno '97:

Cari figli, oggi vi invito a rispondere al mio invito alla preghiera. Io desidero, cari figli, che in questo tempo troviate un angolo per la preghiera personale.
Desidero guidarvi verso la preghiera del cuore. Solo così capirete che la vostra vita è vuota senza la preghiera. Il senso della vostra vita lo scoprirete quando scoprirete Dio nella preghiera; perciò, figlioli, aprite la porta del vostro cuore e capirete che la preghiera è la gioia senza la quale non potete vivere. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Trovare uno spazio
per la preghiera del cuore

Maria, con la solita discrezione, prende occasione di questo tempo propizio delle vacanze per ripeterci quello che siamo già abituati (purtroppo) a sentire da 16 anni: l'invito alla preghiera personale. Lei conosce bene le cose e vede che pochi si applicano alla preghiera come Lei la intende. Certo nella Chiesa si prega, si partecipa alla S.Messa, alla preghiera liturgica, al Rosario, specialmente nei gruppi e a tante altre forme di preghiera comune.
Ma questo basta, se il cuore del singolo non si apre a Dio e non cambia nulla? Con la preghiera diventa Dio attore nella nostra vita o lo siamo sempre noi? Maria vuol ritrarci dal piede sbagliato; dalla formalità senza il contenuto; dal vivere e operare senza partire dal centro, cioè dall'amore di Dio; dal correre dietro alle nostre intenzioni e preoccupazioni senza lasciarci guidare dallo Spirito che ha occhi ben diversi; dal voler professare la fede, parlare, insegnare, ma senza l'autorità di chi è mosso da Dio, perché è stato con Lui, in ascolto di Lui.
La Madonna ci invita a trovare un angolo, cioè uno spazio riservato alla preghiera personale, fuori dal frastuono che ci circonda e dall'assillo delle nostre occupazioni: un luogo silenzioso, vedi S. Caterina che aveva l'abbaino di casa. Preghiera personale significa anzitutto una decisione per la preghiera, per dedicare un tempo a Dio: non pregare solo perché ci si trova con altri che pregano. Ci sono quelli che dicono di pregare durante le faccende domestiche, in macchina, sul lavoro. Nessuno glielo proibisce, ma non è questa la preghiera personale di cui parla Maria.
In un noto messaggio Ella ha espressamente detto: Non potete comprendere il valore della preghiera finché non dite a voi stessi: "Adesso è il tempo di pregare. Adesso null'altro è importante per me, nessuna persona è importante all'infuori di Dio" (2.10.86). Decidetevi a consacrare un tempo del giorno per incontrare Dio nel silenzio (25.07.89). E Gesù invitava gli apostoli: Venite in disparte in un luogo solitario e riposatevi un poco. Questo spazio per la preghiera personale potrebbe essere un corso di esercizi spirituali o un ritiro, quanto mai opportuno, anzi indispensabile, per riprendere le forze. Carlo Carretto proponeva: "Un'ora al giorno, un giorno al mese, una settimana all'anno!". L'estate è il tempo giusto.
Ma la preghiera personale non è altro che la preghiera del cuore, alla quale Maria, ancora dopo tanti anni, desidera guidarci. Pregare col cuore è dare spazio a Dio perché possa incontrarmi nell'intimità; è lasciarsi guardare da Gesù come in uno specchio, ascoltarlo e consegnare tutto a Lui. Hanno pregato col cuore gli apostoli quando, dopo la missione svolta, si riunirono attorno a Gesù per raccontargli quello che avevano fatto e insegnato (cf Mc 6,30-31). Impariamo anche noi a raccontare a Gesù le nostre vicende e problemi per abbandonarci a Lui, perché ci possa illuminare, purificare, indirizzare alla luce della verità del suo amore.
Preghiera del cuore è anche mettermi semplicemente davanti a Gesù quando non sento nulla per lasciare che Lui preghi e operi in me. Ed è anche l'abbandonarci a Maria, p. es. con le tre corone del Rosario ogni giorno: vedremo con stupore quello che Lei, nostro supplemento, farà per noi.
Chi ha fatto questa esperienza del cuore capirà che la vita è vuota senza preghiera, perché il senso della vita è il rapporto di amore con il nostro Creatore, tramite Gesù. Occorre scoprirlo, e questo è dono, a cui però noi dobbiamo aprirci, come la terra riarsa si apre alla pioggia. Occorre far violenza alle nostre abitudini carnali e alla nostra pigrizia, perseverare e attendere con pazienza. Alla fine Dio si farà sentire e ci riempirà di una gioia senza paragoni. Senza questa gioia non potete vivere, perché tutte le gioie mondane fondate su noi stessi passano presto e sono divorate dalla sete di sempre ulteriori conquiste, mentre Gesù ci insegna a rimanere nel suo amore, come Lui rimane nell'amore del Padre, affinché la sua gioia sia in noi e la nostra gioia sia piena (cf Giov 15,9-11). Solo questa gioia sazia ed è durevole come Dio. d.A.


Messaggio di Maria del 25 agosto 1997:

Cari figli, Dio mi concede questo tempo quale dono per voi, affinché possa ammaestrarvi e guidarvi sulla via della salvezza. Ora, cari figli, non comprendete questa grazia, ma presto verrà il tempo in cui rimpiangerete questi messaggi. Perciò, figlioli, vivete tutte le parole che vi ho dato durante questo tempo di grazia e fate rivivere la preghiera finché essa non diventerà per voi gioia.
Invito in modo particolare tutti coloro che si sono consacrati al mio Cuore Immacolato a diventare esempio per gli altri. Invito tutti i sacerdoti i religiosi e le religiose a recitare il Rosario e ad insegnare agli altri a pregare. Figlioli, il Rosario mi è particolarmente caro; attraverso di esso voi mi aprite il vostro cuore ed io posso aiutarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

«Non lasciate passare invano
questo tempo di grazia!»

La Madonna, con parole velate di tristezza, ci mette di fronte alla responsabilità di fare tesoro o meno della sua presenza tra noi. Ella non si è stancata in questi anni di parlarci dal cielo, da dove può vedere gli avvenimenti della terra alla luce dell'eternità; cioè che da questa vita, breve come un lampo, dipende la felicità eterna e che questo è il tempo in cui satana, con grandi portenti e miracoli cerca di indurre in errore, se possibile, anche gli eletti (Mt 24,24).
Proprio per questo Ella ha ottenuto da Dio di venire in aiuto ai suoi figli, per ammaestrarli e guidarli sulla via della salvezza, in modo che non perdano la strada. Per questo da 16 anni ci ripete con premura materna alcuni punti pratici che riassumono tutto il Vangelo. Parla di tutte le parole che ci ha dato in questo tempo di grazia, cioè di tutto quello che è neccessario per uscire indenni dalla grande seduzione. Quelli che le vivono si sentono nella pace di Dio, pure in mezzo alla confusione che satana sta seminando perfino tra i cristiani. Quale dono Dio ci ha fatto! Non l'abbiamo provato anche noi?
Ora voi non capite questa grazia (della mia presenza): cioè anche quelli che vi corrispondono, non ne capiscono tutta la portata. Ma presto verrà il tempo in cui la rimpiangerete: cioè chi l'avrà rifiutata o non l'avrà presa seriamente, rimpiangerà l'occasione perduta. Cosa vuol dire questo presto? Forse che è prossima la fine delle apparizioni? Sappiamo che il presto della Bibbia è detto dal punto di vista di chi non è nel tempo; perciò può essere un presto per noi lontano. Piuttosto vuol dirci: chi ha tempo, non aspetti tempo.
Per chi dice queste parole così gravi? Anzitutto per quanti hanno accolto i messaggi, ma poi, passati gli entusiasmi iniziali, hanno abbandonato tutto, preferendo mettersi sulla strada larga e più facile. E lo dice anche per quelli che li hanno rifiutati, non discernendo il tempo della visita del Signore; e anche per quanti discutono: "Sarà vero? Non è possibile". Hanno perso l'occasione e la rimpiangeranno. Non sarà merito nostro se noi non saremo tra questi!
Accogliere e vivere le sue parole vuol di-re anzitutto pregare. Fin dall'inizio non c'è un messaggio in cui Maria non ci esorti alla preghiera. Maria rovescia la nostra pastorale (Eco 134 p1), basata sul fare, sul muoversi, su attività e programmi: tutto così diverso dalla problematica del Vangelo, incentrata sul rapporto interiore con Dio, da cui viene ogni bene, anzitutto l'amore vero ai fratelli.
Perché dice: fate rivivere la preghiera? Perché se ci limitiamo a una recita, all'adempimento di un obbligo, la preghiera non produce frutti di vita. Far rivivere la preghiera vuol dire ricominciare sempre, perché è facile addormentarsi; vuol dire anche seguire le ispirazioni interiori o le sollecitazioni della Parola di Dio e degli esempi altrui, che la Madonna ci mette davanti. Allora proveremo quanti frutti ci darà la preghiera, quale forza per vincere il peccato e diventerà gioia!
Ma tra tutte le preghiere, la Madonna torna a raccomandarci il Rosario. Sì, perché con esso -ci dice- cioè con le Ave Maria, voi picchiate continuamente al mio Cuore e lo aprite finché io possa aiutarvi. Dall'invito che fa a tutti coloro che sono consacrati al suo Cuore I., capiamo su chi Lei fa affidamento per arrivare a tutti gli altri: e cominciamo con l'essere loro di esempio.
In particolare si rivolge a tutti i sacerdoti e religiosi perché recitino il Rosario. Purtroppo sappiamo che questa pratica è stata abbandonata, come ferro vecchio, da molti istituti e presbitèri. Sapessero l'efficacia di quelle tre Corone, che Lei ha chiesto di recitare ogni giorno fin dall'Assunta del primo anno delle apparizioni. E' un modo di abbandonarci interamente a Lei ed essere protetti, come in una fortezza inespugnabile, da ogni assalto del nemico. E' il mezzo per essere portati in braccio da Maria, che si fa carico delle occupazioni e dei problemi della giornata e ci fa perseverare senza fatica nella grazia. Insegniamo anche agli altri a pregare e vedremo moltiplicate le grazie e i favori di Maria, che "non si lascia mai vincere in generosità e si dona senza riserve a chi pone in Lei tutta la sua fiducia" (Montfort, n.181).Ý d.A.


Maria è corredentrice
anche senza nuovi dogmi

Nessun nuovo dogma su Maria sarà proclamato dalla Chiesa, oltre ai 4 già noti: Maternità divina (Efeso 431), Verginità perpetua (Lateranense 649), Immacolata Concezione (1858), Assunzione (1950), nonostante il mare di firme arrivato in Vaticano: in passato 4 milioni, tra cui 52 cardinali e 500 Vescovi, e al presente con un movimento che parte dall'Ohio (USA), per promuovere il dogma di Maria Corredentrice, Mediatrice di ogni grazia e Avvocata nostra. Sono titoli già accolti e celebrati dalla Chiesa.
"Non è opportuno abbandonare il cammino tracciato dal Vaticano II e definire un nuovo dogma ex Cathedra" hanno concluso recentemente a Czestochowa gli esperti della Commissione della Pontificia Accademia Mariana Internazionale (tra cui è Laurentin), interpellati dal Papa. Noi sperimentiamo già queste verità che la Chiesa ci insegna, con le grazie che piovono da Maria senza bisogno di definizioni dogmatiche "non necessarie né opportune".


Il Papa a Parigi: "Venite
e vedete dove abita Cristo"

Preceduti e seguiti da un programma di catechesi con i loro pastori, giovedì 21 agosto 500mila giovani di 140 paesi accolgono il Papa davanti alla Torre Eiffel con una festa che si protrae un'ora e mezzo oltre il previsto. Ý
Sabato i giovani formano una catena umana di 36 Km che si stringe attorno a Parigi nella mattinata in segno di fraternità universale. 800mila partecipano la sera per 3 ore alla veglia battesimale di preghiera per tutti i giovani del mondo. Domenica mattina un milione di giovani inondano l'ippodromo di Longchamp e almeno 200mila il parco circostante. Fa un caldo da morire, il Papa soffre l'afa umida: eppure, sfinito ma indomito, porta avanti la celebrazione dalle 9,30 a dopo mezzogiorno, quando all'Angelus annuncia che S.Teresa di Gesù Bambino, la santa dei giovani, della piccola via, sarà dichiarata "dottore della Chiesa"; e poi annuncia il prossimo incontro internazionale: "Ci vedremo nel 2000 a Roma... Chi vivrà, vedrà!"
In questo scenario trionfale, che ha fatto sbalordire i mass media francesi, molto scettici alla vigilia, è stato accolto un Papa tremante ma intrepido, ormai riconosciuto come unica autorità morale ascoltata del mondo. Ma tutta la sostanza del suo messaggio è chiusa in quel Maestro dove abiti? Venite e vedete (Giov. 1,38), che Giov.Paolo II ha voluto come programma di questi giorni: "L'ultima risposta alla domanda: Maestro, dove abiti? deve intendersi così: Cristo abita nell'Eucaristia (il mio Corpo offerto per voi... fate altrettanto) e nel suo popolo che ha affondato le radici in tutta la terra, il popolo che segue Lui, il Signore crocefisso e risorto, il Maestro che ha parole di vita eterna".
E' un richiamo drammatico ai giovani credenti e, attraverso di essi, alle Chiese tutte, perché vivano oggi il messaggio di Gesù, anzi incarnino Gesù stesso, in modo da poter dire agli uomini che brancolano nel buio, eppure cercano dove "abita" la verità: Venite e vedete, ed essi lo riconoscano: Guardate come si amano! E' una sfida che investe tutti noi e le nostre comunità in una tremenda responsabilità: dobbiamo essere specchio in cui gli uomini trovano oggi Gesù che li può salvare: se il mondo oggi non lo vede, è colpa nostra, perchè Lui ci ha costituito sale della terra e luce del mondo e suoi testimoni!
Quale distanza tra questo profeta e i cristiani, che sussultano a tali trionfi, ma non sembrano impegnarsi nel cammino indicato e percorso dal loro Pastore. Questo milione di giovani sentirà come rivolto a sé l'invito a convertirsi, o partiranno convinti di dover convertire gli altri? Quale sarà poi la risposta dei responsabili dei popoli, quando non è lo spirito dell'amore che regge il mondo, ma la tecnica e l'economia? Ancor più oggi il Papa è apparso nella sua persona il Servo sofferente, che però, portando la Croce, è deciso ad affrontare il cammino irto di spine e di incomprensioni verso il terzo millenio.
Alcuni segni profetici di questi giorni. Egli ha dedicato un'attenzione particolare agli emarginati e agli ultimi e ha richiamato i giovani all'amore fattivo, a imitazione di Federico Ozanam, dichiarato beato venerdì nella basilica di Notre Dame: "Quando uomini soffrono, sono umiliati dalla miseria e dall'ingiustizia e disprezzati nei loro diritti, apprestatevi a servirli; chi ama non fa calcoli, non ricerca vantaggi, agisce nel segreto e gratuitamente, sapendo che in Cristo non ci sono persone inferiori o superiori".
Riferendosi al Battesimo, da lui stesso amministrato nella veglia a 10 catecumeni adulti, provenienti da diversi paesi, afferma che "dal Battesimo nasce la forza per testimoniare Gesù mediante una vita retta e fedele, che occorre mantenere con una lotta spirituale costante... La fede e l'agire morale sono legati. Ciò significa che i cristiani nella loro esistenza, per tener fede ai loro valori, possono fare anche l'esperienza della sofferenza che, scelte morali opposte ai comportamenti del mondo, e quindi talvolta eroiche, possono esigere. Ma la vita beata col Signore ha questo prezzo. Cari giovani, la vostra testimonianza ha questo prezzo. Conto sul vostro coraggio e sulla vostra fedeltà". E ancora: "il compito del seguace di Cristo è farsi missionario del Vangelo, vivendolo nel quotidiano".
Egli si umilia chiedendo perdono a nome dei cattolici per la strage di S.Bartolomeo, definendolo "un atto contrario al Vangelo e dalle motivazioni molto oscure": si tratta dell'eccidio di 5mila protestanti (ugonotti) ordinato dalla Regina cattolica di Francia in quella notte del 1572, per il quale anche i Vescovi francesi avevano chiesto perdono... "Solo il perdono offerto e ricevuto conduce progressivamente a un dialogo fecondo che sigilla una riconciliazione pienamente cristiana... Occorre purificare la memoria personale e comunitaria dal ricordo di tutti gli urti, le ingiustizie, gli odii del passato".
E' l'ennesimo mea culpa fatto dal Papa a nome dei cristiani, dopo quello per Galileo, per la tratta dei neri, per il Battesimo forzato degli indios, per le crociate, per le guerre di religione, per le donne, per gli ebrei. Ma nella testimonianza alla verità rientra anche il suo significativo omaggio alla tomba di Jérome Lejeune, scienziato antiabortista, anche se non condiviso dal laicismo francese.
Riguardo alla Chiesa ha detto: "Il giubileo ci invita a fare nella fede un bilancio della storia della Chiesa, con i suoi sviluppi eccezionali, ma anche con gli errori e le divisioni dei cristiani... So che in occidente la Chiesa conosce una caduta della pratica religiosa e una diminuzione delle vocazioni sacerdotali e religiose; questo significa che la Chiesa passa per la prova della Croce e deve ricordarsi che nulla è più grande del suo Maestro".
E' una sfida esigente quella che il Papa propone ai giovani e con essi a tutti noi. I giovani sono i più sensibili ai richiami della coscienza, amano questo Papa e si fidano di lui e per questo egli si rivolge a loro.
Questa sfida però l'accetteranno a una condizione: che non si accontentino di ammirare e applaudire per l'occasione una figura carismatica, ma "siano disposti ad accogliere il messaggio evangelico e a viverlo nel quotidiano, anche quando si scaglia contro i loro idoli. Allora anche questi giovani potranno dire agli altri: Venite e vedete dove abita il Maestro. Il Maestro abita tra noi"... ÝÝ* *


Attenzione! L'unica edizione polacca di Eco di Maria da noi autorizzata è quella edita da Ewa Jurasz, che ha rimpiazzato la compianta sorella Marta Mirkiewicz. Indirizzare richieste, offerte, corrispondenza a Echo Maryi, 30-960 Krakòw, skr.pocz. 188, Polonia, fax (0048) 12-475528


Pregare partendo dalla Bibbia

Il S. Padre, dopo il suo riposo in Val d'Aosta, il 20 luglio ha parlato dell'opportunità offerta dall'estate per prestare attenzione alle esigenze dello spirito, nutrendoci ogni giorno della Parola di Dio.

"...Essa, rivelandoci gli orizzonti dell'amore del Signore, non mancherà di arricchire il tempo delle vacanze e condurrà a vivere poi con animo rinnovato le consuete attività. La S.Scrittura infatti è sorgente pura e perenne di vita spirituale e regola suprema della fede. Essa è come l'acqua che disseta e il cibo che alimenta la vita dei credenti.
Invito perciò tutti a curare un contatto più intenso e frequente con la Parola di Dio, lasciando agire in noi la sua forza risanatrice e creatrice. Il ritmo frenetico della vita forse impedisce spesso a molti di accostarsi alla Bibbia come vorrebbero. Perché non approfittare delle vacanze per portarla con sé e soffermarsi sull'una o sull'altra delle sue pagine immortali?
Imparare a leggere la Scrittura è fondamentale per il credente: è il primo gradino di una scala che prosegue con la meditazione e quindi con la preghiera vera e propria. Pregare a partire dalla lettura biblica è la via maestra della spiritualità cristiana. Chi sa dedicarvi il tempo e l'impegno necessari, ne raccoglie frutti abbondanti. In quest'anno di preparazioni al grande Giubileo... preghiamo perché ogni cristiano e chiunque cerchi la verità si faccia pellegrino delle S.Scritture".

Mettere al centro
la Parola di Dio

La parrocchia, cellula della vita della Chiesa, deve edificarsi sopra la Parola di Dio, che va posta al centro di tutto. Solo così si costruiscono le comunità cristiane, che spesso sono legate solo da precetti e forme tradizionali, o occupate solo da un attivismo sociale o di aggregazione.
"Non ha senso -osservava P.Enzo Bianchi della comunità di Bose (VC)- che i cristiani, per conoscere la Bibbia debbano andare nei monasteri, nei centri di spiritualità, ai corsi biblici e non possano trovare l'insegnamento della Parola di Dio proprio là, dove vivono la fede e la liturgia comune.
Da qui forse si capisce perché stanno dilagando le sètte che mettono al centro la meditazione e la contemplazione... Le comunità cristiane sono sbilanciate verso il fare, verso un solidarismo generico, verso una socializzazione fine a se stessa, non verso il rapporto interiore con Dio: almeno questa è l'immagine che la Chiesa dà di sé".
I cristiani invece devono nutrirsi della Parola di Dio per dare un senso alla propria vita, che non è corsa ai beni terreni, ma attesa della vita eterna, che Gesù ci ha guadagnato con la sua risurrezione dandoci la grazia di vincere il peccato, l'egoismo, la morte. Questa è la speranza che gli uomini devono tro-vare in noi, basata sulla risurrezione di Gesù.

Trasmettere la Parola di Dio
in modo semplice

La Bibbia contiene la Parola di Dio e ci insegna a vivere nella verità, non nell'illusione o nell'inganno. Il primo passo è affrontarne la lettura, con l'aiuto della Chiesa. Essa la deve spiegare in modo semplice, come parola rivolta da Dio ai suoi bambini per farsi comprendere, senza l'ingombro di una cultura e di una esegesi, che sono fuori dalla portata dei nostri cristiani e finiscono per allontanarli dal senso delle cose che Dio vuol dire loro. Comunque non si tratta di insegnare nozioni come a scuola.
Occorre molta preghiera, sia in chi spiega, sia in chi ascolta: perché i primi possano trasmettere la Parola di Dio con la potenza dello Spirito Santo; e perché quelli che ascoltano possano accogliere la Parola di Dio, non quale parola degli uomini, ma come è veramente, quale Parola di Dio che opera in quelli che credono (cf 1Tess 2,13) e così i loro cuori comprendano bene ciò che Dio vuol dire loro e siano mossi dalla grazia a compierlo.

Da dove cominciare
a leggere la Bibbia?

Dobbiamo anche guidare i fedeli che lo desiderano, a leggere personalmente la S.Scrittura. Non devono commettere l'errore di leggerla dall'inizio alla fine, perché i testi della Bibbia non sono stati messi insieme con uno scopo didattico, o per un cammino graduale di comprensione.
Un cristiano alle prime armi dovrebbe partire da un Vangelo semplice, come quello di Marco per un primo incontro con la persona di Gesù; poi quello di Giovanni servirà ad entrare maggiormente nel mistero di Gesù. Poi sarebbe bene affrontare gli Atti degli Apostoli, perché si possa capire come il Vangelo viene vissuto nella comunità e nella storia. Poi leggere la prima lettera di S.Paolo ai Corinzi, in cui si vede nel vivo una comunità cristiana frutto di quella evangelizzazione.
Solo allora si può passare all'Antico Testamento, alla formazione del popolo eletto con l'Esodo e poi alla legge di elezione e di amore del Deuteronomio. Si tengano per ultimi il Levitico, il libro di Ezechiele, l'Apocalisse, scritti comprensibili solo a chi è iniziato a un cammino di conoscenza della Bibbia. Anche la Genesi è bene affrontarla con una guida per la difficoltà a comprendere certe pagine di essa con i nostri criteri.

Un cammino progressivo

Alla lettura della Parola di Dio, come si esprime il Papa, deve seguire poi la meditazione, cioè il chiederci che cosa vuol dire lo Spirito S. in quelle parole e lasciarci penetrare da esse per comprendere che cosa vuole Dio da noi. Quindi servirci di quelle stesse parole per adorare, ringraziare, supplicare: questa è la preghiera più autentica, insegnataci da Dio stesso. A questa preghiera interiore si prestano soprattutto i Salmi, i quali poi diventano preghiera pubblica della Chiesa.
Non è un cammino facile, ma nel quale i sacerdoti specialmente, da esperti della Parola di Dio, dovrebbero guidare le anime per farle crescere in Cristo. Ma qui si tratta di una rivoluzione nelle proprie attività, che la Parola di Dio compie, se ascoltata senza pregiudizi, per dare il primo posto a ciò a cui spetta. E il primo posto nella nostra vita spetta all'ascolto del Creatore che parla alla sua creatura e che ci indica il cammino della vita.
Allo studio e alla meditazione della Parola di Dio dovremmo dedicare almeno un'ora al giorno per non predicare o parlare a vuoto. Da qui impareremmo anche la gerarchia dei valori, secondo il discernimento di Dio. Allora daremmo meno posto e considerazione a ciò che invece occupa maggiormente la nostra vita sacerdotale, perché di effetto più appariscente o in ordine ha un successo immediato secondo le attese del mondo. Ý* *

 

Russia: libertà religiosa
e retromarcia degli ortodossi

Il presidente Heltsin in data 22 luglio ha posto coraggiosamente il veto sulla legge, approvata dal parlamento russo, la Duma, (con 337 si e 5 no!) che limitava di molto la libertà religiosa alle religioni non tradizionali. Tradizionali sono considerate le religioni presenti in almeno metà delle repubbliche o distretti: quindi gli ortodossi, gli islamici, gli ebrei. I cattolici non rientrano tra queste, sebbene presenti in Russia da 200 anni e, come tali, sarebbero sottoposti all'approvazione delle autorità locali, quindi agli arbitrii dei funzionari di periferia.
La lettera chiara e documentata del Papa a Heltsin ha influenzato la sua decisione contraria alla legge, oltre al pericolo di perdere gli aiuti economici degli USA che, assieme alla libertà religiosa, difendono le sètte. Ora la Duma si riunirà alla fine di agosto e si spera che il presidente riesca a far modificare la legge: in caso contrario la rinvierà alla Corte Suprema.
Il patriarca di Mosca Alessio, sostenuto dai nazionalisti e dai comunisti ha protestato contro il veto presidenziale. Si comprende l'allarme della gerarchia russa, espresso da lui stesso a Graz, per l'arrivo di tanti missionari che si sono lanciati al proselitismo per conquistare al Vangelo lo spazio vuoto che il comunismo aveva lasciato, non tenendo conto che lì c'erano già dei cristiani con una loro storia e una loro gerarchia. Ben peggiore è stata l'invasione sfrenata delle sètte, da non paragonarsi alla Chiesa "sorella", quella cattolica, ben conosciuta dagli ortodossi.
E c'è un altro motivo di fondo per l'improvvisa chiusura degli ortodossi verso l'occidente. Dopo la caduta del comunismo il paese è stato invaso dalla cultura superficiale, diseducativa dei mass-media locali, che imitano gli aspetti più deteriori della comunicazione occidentale. Di fronte al rischio di perdere la propria identità, si reagisce chiudendosi.
Come è difficile ritornare al vero spirito ecumenico di riconciliazione e di comunione reale e sentita, anche se ancora imperfetta? Ma la scelta ecumenica è irreversibile. L'unità dei cristiani è voluta da Gesù, però va chiesta con preghiera ardente e costante, e vissuta come un'ascesi personale e comunitaria, secondo le caratteristiche indicate dall'apostolo Paolo: umiltà, mansuetudine, pazienza, sopportazione vicendevole (Col 3,12).

Il dialogo ecumenico di Graz verrà ricordato soprattutto per la dimensione popolare, e non solo dei vertici, nella ricerca dell'unità. Difatti si è vista un'inaspettata partecipazione della base. "E' stato un momento di gioia intensa, venato da un po' di tristezza... Ora sappiamo più di prima che il dialogo tra cristiani è esigente, come lo è la nuova evangelizzazione", ha detto Mons.Chiaretti.

Chiara Lubich ha affermato: "La spiritualità ecumenica va vissuta come il bisogno di fare compagnia a Gesù abbandonato. Il dolore delle divisioni che ancora ci separano rientra nella nostra vicinanza all'Abbandonato del Golgota".

P. Werefriend, pur rammaricandosi per l'appoggio della gerarchia ortodossa al progetto di legge che limita la libertà religiosa, afferma sull' Eco dell'Amore che non per questo interromperà l'Aiuto alla Chiesa che soffre da tempo offerto ai pope ortodossi per il loro ministero.Ý * *


Notizie dalla terra benedetta

Il Festival dei giovani
"per diventare sempre più figli prediletti"

Agli inizi di agosto una scena indescrivibile si presentava davanti agli occhi ogni giorno: una enorme massa di giovani, venuti da tutte le parti del mondo per incontrare Dio, pregarLo, lodarLo, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria e sentirsi dire: Tu sei il mio figlio prediletto, come recitava il tema di questo 8° incontro internazionale dei giovani. Con l'ausilio di qualche ombrello per proteggersi dalla calura e soprattutto grazie a fratello vento e a qualche sorella nuvola, tutto si è svolto sotto un sole abbronzante: preghiera del mattino, relazioni, liturgia serale comune, con le corone del Rosario, S.Messa e benedizioni, testimonianze dei giovani e dei fondatori delle comunità presenti a Medj. (notata l'assenza di fratel Efraïm, di p. Tomislav Vlasic' e della veggente Marija impegnata col suo neonato).
Tutto questo, insieme al coro in cui spiccavano i fratelli delle Beatitudini, accompagnato dai più svariati strumenti musicali, ai numerosi nuovi motivi musicati, come quelli della Messa in latino, sotto l'impeccabile regia di Agostino, hanno dato all'evento un tono vivace e un clima di festa. Perfino un giovane sacerdote solista con flauto traverso ha commosso l'assemblea con una dolcissima melodia durante l'offerta dei doni.
Dei circa 6mila giovani presenti (secondo i dati più realistici) i più numerosi venivano dai paesi dall'Est: 1.200 cechi, 550 rumeni, 530 polacchi, poi slovacchi, ungheresi, ecc. Molti sono giunti dal Brasile, dall'Argentina e dai paesi di lingua inglese, oltre ai tanti gruppi dai paesi dell'Europa occidentale. In gran numero i sacerdoti giovani, circa la metà dei 200 presenti. Il servizio di traduzione simultanea attraverso le radioline ha raggiunto i pellegrini di dodici lingue (inglesi, francesi, croati, italiani, tedeschi, cechi, slovacchi, polacchi, spagnoli, rumeni, coreani e libanesi).
Con l'aiuto di un gruppo di militari croati è stato approntato un campo-tende che ha ospitato circa 350 giovani. Inoltre presso il tendone verde le Figlie adoratrici del Sangue Prezioso, la Kraljice Mira e un gruppo internazionale di volontari hanno assicurato giornalmente una media di circa 1.500 pasti caldi.

Il Festival giorno dopo giorno

Sabato 2 agosto, p.Jörg Müller, psicoterapeuta tedesco diventato sacerdote dopo la conversione a Medj., con una forte carica di gioia e di freschezza, ha esposto l'esperienza della sua chiamata, nella quale ha vissuto l'amore insistente e geloso di Dio che lo invitava a donarsi totalmente a Lui; e ha sollecitato i giovani a diventare veri apostoli, capaci di rispondere alle domande del mondo. Al pomeriggio Ivan ha ricordato quando la Madonna ha invitato a pregare ogni giorno le tre corone del S. Rosario e ha concluso con un appello alla preghiera in famiglia, necessaria perché la famiglia trovi la pace.
Con stile brioso, p. Cosimo Cavalluzzo ha trattato il tema del battesimo e della bellezza della santità. I suoi interventi erano incentrati sull'amore a Gesù, da accogliere nella nostra vita come amico. Ha messo in guardia i giovani dal grande pericolo della New Age, cioè l'indifferente mescolanza di tutte le religioni e ci ha ricordato che nel battesimo Dio ci ha chiamato figli prediletti e, per volontà di Gesù, siamo anche diventati figli di Maria. "Devi sentire la sua delicata presenza di Madre. Quando sei nella prova, sulla croce, quando vedi tutto buio, non aver paura: chiama Maria. Lei non ti abbandonerà. Quando tu, giovane cerchi tenerezza e amore, subito come spugna ti riversi sul mondo e ti abbrutisci, assorbendo tanti veleni. No, quando cerchi tenerezza e amore, vai subito da Maria, gettati tra le sue braccia..." Nella serata si è svolta la lunga processione Eucaristica per le vie di Medj. addobbate a festa, con grande e commossa partecipazione.
Domenica 3 agosto P.Gianni Sgreva, fondatore della comunità mariana Oasi della Pace, nella sua relazione dal titolo E voi chi dite che Io sia? ha fatto una buona analisi sulle maggiori sfide del tempo contemporaneo. Proponendo il motto "l'uomo è ciò che mangia", interpretabile sia secondo la visione materialistica (tu mangi materia, quindi sei solo materia), sia secondo la chiave dei Padri della Chiesa in riferimento all'Eucaristia (tu mangi Cristo, quindi diventi Cristo), ha concluso: la tua vita, di comunione in comunione, deve trasformarsi sempre di più nella umanità e nella divinità di Gesù.
P.Gianni ha confidato il suo iniziale timore e rifiuto di consacrarsi alla Vergine fino a quando, nel ringraziamento di una S.Messa celebrata nella cappellina delle apparizioni vicina all'altar maggiore, sentì così chiaramente (al punto da girarsi a guardare se c'era qualcuno), queste parole: Datti tutto a Me. "Da allora, conclude, non faccio più niente senza la Madonna".
Lunedì 4 agosto l'intervento di quel vulcano di vitalità che è suor Elvira, fondatrice delle comunità Cenacolo per tossicodipendenti. Attraverso espressioni colorite e pepate, ha parlato della situazione dei giovani che sono drogati dai vizi del mondo e, ancor prima, dall'iper-protettività dei loro stessi genitori, che li vogliono tenere sotto le ali fino a quando non diventano degli zitelloni.
Ha ribadito l'importanza della preghiera come unica risposta vera ad ogni problema della vita. Poi ha ricordato i momenti della sua giovinezza quando con decisione lasciò tutto e partì da casa per farsi suora, buttandosi nelle mani della provvidenza. Ci dice con quale amore segue i suoi ragazzi, non risparmiando loro la correzione. Ed essi la ricambiano con sincero e visibile affetto: le hanno dedicato di cuore anche il loro recital.

Dopo di lei ha reso testimonianza uno dei suoi giovani, Stefano, che si prepara a diventare sacerdote nella comunità. E' stato lui a rivelare che Elvira ha atteso ben dodici anni lavorando in cucina, nell'obbedienza alla sua congregazione, prima di realizzare la sua chiamata a fondare la comunità. Dio sa fare le cose bene, ha detto Elvira, saltando e cantando sul palco "Risuscitò" in un'esplosione di gioia, unendosi a tanti dei suoi ragazzi e a Vicka, confermando così che, se Dio fa attendere, è perché vuole che diventiamo maturi nell'amore da travolgere il mondo intero. Nel pomeriggio dello stesso giorno ci sono state le testimonianze di alcuni dei suoi ragazzi. Sono seguiti i veggenti Vicka, Jakov, Mirjana, Jelena.
Emozionante e riuscitissimo il programma serale "Vieni e vedi" proposto dai giovani della Comunità Cenacolo: l'hanno preparato con molto impegno in quattro mesi, rinunciando anche a molte partite di calcio. Nella parabola del Padre misericordioso, adattata ai giovani del 2000, essi hanno raccontato la vita del drogato, che inizia tra l'indifferenza del mondo e arriva al culmine della bassezza, fino a quando dall'inferno lo Spirito Santo gli fa urlare "Papà!".
Allora il Padre, vedendolo in quelle condizioni, gli corre incontro commosso, gli si getta al collo e lo bacia. E gli offre la forza sanante delle comunità col suo programma di vita evangelica, di preghiera e di lavoro che porta alla risurrezione. Per sconfiggere la morte, Gesù continua a rimanere appeso a quella croce per me, mi offre Maria e mi dona lo Spirito che dà vita: ecco il messaggio esplosivo e concreto incarnato in quei giovani sprizzanti gioia. Quali talenti sotterrati ad opera del mondo e della droga, Dio ha fatto venire alla luce in questi giovani!

Martedì 5 agosto, compleanno di Maria. P.Jozo, parroco di Medj. al momento delle prime apparizioni, ha parlato e pregato con impeto e tenacia, con la carica carismatica che gli è propria. Egli ha espresso con parole appassionate una sintesi dei messaggi di Maria a Medj. in questi sedici anni. Ha invitato poi a scolpire nei nostri cuori la Parola di Dio, che deve diventare viva nella nostra vita: "Permettiamo a Dio di scrivere nei nostri cuori la sua Parola, ha detto, anche se costa fatica e tanta preghiera, e preghiera sanguinante".

Alberto Bonifacio ha dato la sua testimonianza come portatore di aiuti, ricordando il sacrificio silenzioso ed eroico di tanti amici, tra cui Fabio, Sergio e Guido caduti il 29 maggio '93 a Gornji Vakuf, nel portare soccorso alle popolazioni della Bosnia allo stremo. E' Gesù che ci chiama ancora in aiuto dei suoi poveri, ricordandoci: Quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli lo avete fatto a Me.
Dopo la S.Messa serale, i giovani hanno cantato e suonato a tutto spiano, in diciotto lingue diverse, i loro auguri alla Regina della Pace. Quelli che hanno riscosso maggior successo sono stati i libanesi e i coreani.
Mercoledì 6 agosto. All'alba della festa della Trasfigurazione migliaia di giovani sul Krizevac' hanno concluso il Festival con il S.Rosario e la partecipazione all'Eucaristia presieduta da P.Slavko. Il mandato affidato loro è stato quello di diventare figli prediletti nella luce e nell'ascolto del Figlio prediletto Gesù Cristo, alla scuola della Regina della Pace, Madre di ogni predilezione di Dio. Così è terminato il Festival che ogni anno presenta un volto più bello.
(Alessandro e C.)

 

Osservatorio

1. Tutta l'organizzazione e lo svolgimento del Festival sono ruotati attorno a p.Slavko Barbaric', che sapeva riassumere e armonizzare le relazioni e intervenire al momento giusto; inoltre è riuscito a creare il clima dell'ascolto e della puntualità, affrontando anche con la solita calma e freddezza le varie situazioni.
2. Egli ha avuto un'attenzione particolare nell'orientare i giovani al sacramento della Riconciliazione (o Confessione) e si notava che anche i relatori in comune accordo puntavano a questo atto fondamentale, come punto di partenza per un cammino verso Dio. Ogni giorno più di quaranta sacerdoti erano disponibili per le confessioni, eppure non bastavano a soddisfare la sete di misericordia dei giovani, che a volte aspettavano anche più di due ore in fila per ricevere il perdono e l'abbraccio di Dio.
3. L'adorazione continuata giorno e notte davanti al SS. Sacramento nella cappella della Kraljice Mira, è stata il centro spirituale del Festival. Sia benedetto Dio poiché, sempre più, dei giovani scoprono il dono meraviglioso della contemplazione di Gesù Eucaristia nel silenzio.
4. Il taglio di esperienza personale, e non di sole cose teoriche, che i vari oratori hanno dato ai loro discorsi, ha aiutato i giovani a vedere nei sacerdoti la comprensione e l'aiuto per i loro problemi, facendo loro sentire la Chiesa più vicina al loro cammino.
5. All'interno del Festival il tocco decisivo l'hanno dato suor Elvira e i suoi ragazzi assieme. La gioia e l'amore che da essi è traboccato hanno scosso tanti cuori portandoli decisamente a una fede più profonda nel Dio dell'amore e della misericordia.
I veggenti poi hanno il dono di comunicare con facilità i contenuti della vita cristiana, facendo trasparire la stessa semplicità di Maria, quando parla a loro e, attraverso loro, a noi nei suoi messaggi così profondi.
6. Approfittando della disponibilità dei giovani e della particolare grazia di Maria, qualcuno ha osservato che sarebbe stato opportuno offrire ai giovani delle dinamiche spirituali concrete per l'avvenire, necessarie per un cammino di crescita nel loro rapporto con Dio, puntando a un indirizzo unitario. Ma evidentemente la molteplicità e la diversità delle voci udite non hanno potuto offrirlo.
7. Per alcuni il programma troppo intenso ha impedito il necessario approfondimento e sedimentazione delle idee, perché non c'era uno spazio di tempo sufficiente per la riflessione. Ma possiamo dire, senza esagerare, che il Festival è stato per tutti un grande dono di Maria. Ai giovani della prima esperienza ha permesso di scoprire Dio nella vita e quindi il senso della propria esistenza. Agli altri, che erano già in cammino, è stata offerta la conferma che non si combatte il nemico con le proprie forze, ma con le armi della luce, che partono dalla preghiera del cuore, come ha sempre ripetuto Maria nei suoi messaggi.
(Daniele e C.) ÝÝ

 

E' accaduto per l'anniversario

Il 25 giugno, dopo la lunga preghiera di guarigione fatta da P.Jozo sui malati, mentre la folla sciamava lentamente, un gruppo di polacchi si fermava davanti all'altare esterno con suor Alessandra. E rimaneva a pregare fino a tarda notte, in cerchio attorno a una bambina, Justina, tutta rattrappita nella sedia a rotelle. Anche due italiane di Finale Emilia (MO) , tra cui Mirella Pincelli, che ha testimoniato il fatto ad Antenna 1, hanno voluto rimanere, attratte da quella preghiera ardente. Poi si sono unite agli altri nell'imporre le mani e una di loro le ha imposte sulle gambine: erano ridotte a due tubetti.
A un certo punto Justina ha cominciato a sbattere i piedi e con voce soffocata ha gridato "Jesus". E, mentre la mamma le tendeva le mani, si è alzata, poi ha cominciato a camminare da sola, salendo sulla scalinata e girando attorno all'altare. I presenti la seguivano con lo sguardo attoniti e commossi e alla fine hanno cantato: Gloria a Dio! La mamma invitava la bimba a scendere, ma lei non curandosi continuava a camminare... Sappiamo che centinaia di questi casi sono registrati in Canonica e testimoniano che Maria è venuta a visitare gli uomini; e lascia anche dei segni, sia pure discreti come questo. Ý(M.P.)


Jelena e la sua esperienza:
come la Madonna ha insegnato a pregare col cuore

Jelena Vasilj, 25 anni, che studia teologia a Roma, nelle vacanze a Medj. si rivolge spesso ai pellegrini con la sapienza che conosciamo, cui ora aggiunge anche la precisione teologica. Così ha parlato ai giovani del Festival:

La mia esperienza è diversa da quella dei sei veggenti... Noi veggenti siamo la testimonianza che Dio ci chiama personalmente. Nel dicembre 1982 ho fatto l'esperienza del mio Angelo custode, e più tardi della Madonna che mi parlava nel cuore. La prima chiamata è stata la chiamata alla conversione, alla purezza del cuore per essere poi in grado di accogliere la presenza di Maria...
L'altra esperienza è sulla preghiera ed io oggi vi parlerò solo di questa. In tutto questo tempo ciò che è stato più incoraggiante, è stato che Dio ci chiama e poi si rivela come Colui che è, colui che era, e che sarà sempre. La prima convinzione è che la fedeltà di Dio è eterna. Questo vuol dire che non siamo noi soltanto che cerchiamo Dio, non è solo la solitudine che ci spinge a cercarlo, ma è Dio stesso il primo che ci ha trovati.
Che cosa la Madonna ci chiede? Che noi cerchiamo Dio, chiede la nostra fede, e la fede è la pratica del nostro cuore e non solo una cosa! Dio parla nella Bibbia mille volte, parla del cuore e chiede la conversione del cuore; e il cuore è questo luogo dove Egli vuole entrare, è il luogo della decisione, e per questo la Madonna a Medj. ci chiede di pregare con il cuore, che significa decidersi e donarsi totalmente a Dio... Quando noi preghiamo con il cuore, noi doniamo noi stessi. Il cuore è anche la vita che Dio ci da', e che noi vediamo attraverso la preghiera.
La Madonna ci dice che la preghiera è vera solo quando diventa il dono di se stessi; e ancora che quando l'incontro con Dio provoca in noi il ringraziamento a Lui, questo è il segno più evidente che l'abbiamo incontrato. Questo noi lo vediamo in Maria: quando lei riceve l'invito dell'Angelo e visita Elisabetta, allora nasce nel suo Cuore il ringraziamento, la lode. La Madonnna ci dice di pregare per ricevere la benedizione; e questa Benedizione era il segno che avevamo ricevuto il dono: cioè che eravamo graditi a Dio.
La Madonna ci ha indicato diverse forme di preghiera, p.es. il Rosario... La preghiera del Rosario è molto valida perché include un elemento importante: la ripetizione. Sappiamo che il solo modo di essere virtuosi è di ripetere il nome di Dio, di averlo sempre presente. Per questo dire il Rosario vuol dire penetrare il mistero del cielo, e nello stesso tempo, rinnovando il ricordo dei misteri, entriamo nella grazia della nostra salvezza.
La Madonna ci ha convinti che dopo la preghiera delle labbra c'é la meditazione e poi la contemplazione. Va bene una ricerca intellettuale di Dio, ma è importante che la preghiera non resti intellettuale, ma vada un po' più lontano; deve andare verso il cuore. E questa preghiera ulteriore è il dono che noi abbiamo ricevuto e che ci permette l'incontro con Dio. Questa preghiera è il silenzio. Qui la parola ci abita e porta frutto. L'esempio più luminoso di questa preghiera silenziosa è Maria. Ciò che principalmente ci permette di dire di sì è l'umiltà.
La più grande difficoltà nella preghiera è la distrazione e anche la pigrizia spirituale. Anche qui è solo la fede che ci può aiutare. Devo raccogliermi e chiedere a Dio di donarmi una fede grande, una fede forte. La fede ci dà di conoscere il mistero di Dio: allora il nostro cuore si apre. Per quanto riguarda la pigrizia spirituale c'é solo un rimedio: l'ascesi, la croce. La Madonna ci chiama a vedere questo aspetto positivo della rinuncia. Lei non ci chiede di soffrire per soffrire, ma per dare spazio a Dio. Anche il digiuno deve diventare amore e ci porta a Dio e ci permette di pregare.
Un altro elemento della nostra crescita è la preghiera comunitaria. La Vergine ci diceva sempre che la preghiera è come una fiamma e tutti insieme diventiamo una grande forza. La Chiesa ci insegna che la nostra adorazione non deve essere soltanto personale, ma comunitaria e ci chiama a riunirci e a crescere insieme. Quando Dio si rivela nella preghiera, ci rivela noi stessi e anche la comunione vicendevole. La Madonna mette al di sopra di ogni preghiera la S. Messa. Lei ci diceva che in quel momento il cielo scende sulla terra. E se dopo tanti anni non capiamo la grandezza della S.Messa, non possiamo capire il mistero della Redenzione.
Come la Madonna ci ha guidati in questi anni? Non è stato che un cammino nella pace, nella riconciliazione a Dio Padre. Il bene che abbiamo ricevuto non è di nostra proprietà e quindi non è solo per noi... Lei ci ha indirizzato al nostro parroco di allora per iniziare un gruppo di preghiera e ci ha anche promesso di condurci Lei stessa e ci ha chiesto di pregare insieme per quattro anni. Perché questa preghiera sia radicata nella nostra vita, prima ci ha chiesto di incontrarci una volta alla settimana, poi due, poi tre volte.
1. Gli incontri erano molto semplici. Cristo era al centro, dovevamo recitare il rosario di Gesù, che è incentrato sulla vita di Gesù allo scopo di capire il Cristo. Ogni volta ci ha chiesto il pentimento, la conversione del cuore e se avevamo delle difficoltà con le persone, prima di venire a pregare, chiedere perdono.
2. In seguito la nostra preghiera diventava sempre più preghiera di rinuncia, di abbandono e di dono di noi stessi, in cui bisognava dare a Dio tutte le nostre difficoltà: questo per un quarto d'ora. La Madonna ci ha chiamati a dare tutta la nostra persona e appartenere totalmente a Lei. Dopo di che la preghiera diventava una preghiera di ringraziamento e finiva con la benedizione. Il Padre Nostro è l'essenza di tutti i nostri rapporti con Dio e ogni incontro terminava con il Padre Nostro. Al posto del Rosario dicevamo sette Pater, Ave, Gloria soprattutto per quelli che ci guidano.
3. Il terzo incontro della settimana era per il dialogo, lo scambio tra noi. La Madonna ci dava il tema e noi parlavamo di questo tema; la Madonna ci diceva che così si donava a ciascuno di noi e condivideva la nostra esperienza e che Dio arricchiva ognuno di noi. La cosa più importante è l'accompagnamento spirituale. Ci ha chiesto una guida spirituale perché, per capire la dinamica della vita spirituale, dobbiamo capire la voce interiore: quella voce interiore che dobbiamo cercare nella preghiera, cioè la volontà di Dio, la voce di Dio nel nostro cuore. Ý(4 agosto 1997)

 

"I sacerdoti alla scuola di Maria"

Questo il tema svolto nei 4 giorni di ritiro per i 120 sacerdoti, provenienti da ogni parte del mondo e animato dai padri Slavko, Cosimo Cavalluzzo di Napoli e per un giorno da P.Jozo. E' stata una vera benedizione e si è deciso di farne un altro per il prossimo anno. "Molti preti hanno testimoniato di aver riscoperto la preghiera e anche la gioia di essere sacerdoti, l'Eucaristia e soprattutto la Confessione" ha detto P.Slavko. "E' stata un'esperienza di cielo -ha confessato don Giambattista di Brescia- sia per la particolare presenza di Maria che si è fatta sentire, sia per la comunione fraterna raggiunta tra preti di ogni nazione, sia per l'esperienza fatta a contatto con i padri e con i veggenti.
Mirjana non ha nascosto che la Madonna vuole la santità nei sacerdoti e anche il popolo la esige. Ivan ha riferito le parole della Vergine durante l'apparizione, nella quale i preti pregavano assieme a lui: Sia lodato Gesù Cristo, miei cari figli. Quando vi vedo qui, sono piena di gioia. Vi benedico con la mia benedizione materna. Il rinnovamento spirituale qui iniziato, continui nelle vostre parrocchie. Cari figli, non stancatevi di invitare tutti alla preghiera. La Madre pregherà suo Figlio per voi. Dunque pregate, pregate, pregate! Andate nella pace di Dio.
La folla presente si è mostrata più volte commossa vedendo la devota schiera dei sacerdoti durante le celebrazioni. Suor Emmanuel ha raccolto alcune confidenze. Un prete di 35 anni: "Non avevo mai visto questo: nei ritiri fatti prima si faceva lavorare la testa, qui si muove il cuore.
Ho l'impressione che la Vergine abbia fatto una pulizia generale in casa mia: ha scosso tappeti, ha spostato mobili, ha rimosso questo, quello... Ora conto su di Lei per mettere tutto in ordine". Un altro prete polacco: "Ho ricevuto la grazia di non aver più paura a parlare agli altri. Mi ha invaso una grande pace. Voglio portare qui i miei confratelli e tutta la mia famiglia". Un parroco: "Ero convinto che la preghiera fosse importante, ma qui l'ho sperimentata come il fondamento della mia vita. Ho deciso di consacrarle molto tempo. Quanto al digiuno lo farò un giorno alla settimana: E' indispensabile". In effetti nessuno di questi preti è ripartito da Medj. com'era arrivato. (A.M.)

Un vescovo dalla Tanzania: imparare a portare la Croce - Mons. Damiano Kyaruzi, durante il suo viaggio a Roma, dove è stato ordinato vescovo il 29 luglio, è venuto qui per la prima volta in preparazione alla sua ordinazione. E' stato colpito dalla intensa preghiera dei pellegrini nella Chiesa e sui monti. "I pellegrini che vengono qui -ha dichiarato- scoprono il dono della vita e Dio che ne ha cura: essi tornano a Dio e diventano messaggeri di pace... Sul Krizevac si impara ad accettare tutto e portare a compimento il proprio compito guardando e seguendo la via della Croce di Gesù...".

Un vescovo dal Camerun: approfittiamo di questo tempo di grazia - Mons. Adalbert Hdzana, vescovo di Mbalmayo in Camerun è venuto a Medj. a metà giugno. "Vado volentieri pellegrino -ha detto- nei luoghi mariani: sono stato già due volte a Lourdes e a Fatima e sono felice di essere ora a Medj., che mi sembra sia il proseguimento di Fatima. Qui vedo una realizzazione del Vangelo nella situazione dell'uomo d'oggi. La Vergine parla molto semplice e nei suoi messaggi non ci sono minacce né paure, ma il richiamo all'amore e alla fiducia in Dio, a cui si oppone il peccato. Il loro contenuto è conforme al Vangelo e alla Tradizione. La Vergine ci invita ad accogliere i sacramenti che ci dànno la vita divina e a viverli, soprattutto la Riconciliazione e l'Eucaristia...
La Chiesa fa bene a prendere le sue precauzioni perché gli eventi non sono ancora terminati, ma qui accadono cose buone da tanto tempo. Le cose che raccomanderò di più al mio ritorno saranno la conversione e la consacrazione. La Vergine ci ripete continuamente di liberarci dal peccato e di aprirci all'amore di Dio. Invito tutti ad approfittare di questo tempo di grazia che Dio ci concede per mezzo di Maria..." (cf Eco 134, p5).

L'arcivescovo colombiano, (non scozzese, come scritto in Eco 134, p8), Mons. Fabio Betancourt Tirado è venuto a Medj. per l'anniversario con un gruppo di pellegrini della sua diocesi di Manizales, reduce dalla Terra Santa. Ci ha detto: "E' la prima volta che vengo in questo luogo e qui avverto la presenza di Dio. Sento la grazia che Dio dona ai suoi fedeli per mezzo di sua Madre. Qui la Vergine ci invita ad ascoltare il Signore, che ci chiede per mezzo di sua Madre di convertirci e di farci portatori di pace".

 

P.Slavko e Vicka in missione nei Paesi Bassi - Anche dall'Olanda, uno tra i tanti paesi scossi da una profonda crisi religiosa, continuano a giungere pellegrini a Medj.. Col passare del tempo son diventati testimoni dei messaggi della Vergine presso il loro popolo. [segno della loro vitalità è anche la bella edizione dell'Eco di Maria in fiammingo, che l'amico Frank Van Strijthagen diffonde da Maastricht in 8mila copie].
Fra Slavko e la veggente Vicka sono stati invitati in Olanda alla fine di giugno e nei tre giorni di loro permanenza hanno incontrato un gran numero di fedeli, che hanno preso parte al programma di preghiera.
E' stato interessante vedere come il movimento spirituale di Medj. abbia portato tanta luce nel cuore degli uomini, perché "solo chi è stato a Medj. è pronto a pregare, adorare e prendere parte all'Eucaristia" ha dichiarato il parroco di una delle parrocchie dove si sono tenuti gli incontri. Nell'occasione fra Slavko e Vicka hanno fatto visita al generale croato Blaskic in attesa di essere processato all'Aia per confortarlo spiritualmente, come un prigioniero ha diritto, non importa che sia o meno colpevole.

La Chiesa di Medj. è dedicata al patrono dei pellegrini! - La festa di S.Giacomo, patrono della parrocchia è stata celebrata solennemente il 25 luglio con la processione della statua del Santo fino al parco, dove è stata celebrata l'Eucaristia. Nell'occasione è stato murato sulla facciata della Chiesa un rilievo in pietra, con l'effigie di S.Giacomo, opera e dono alla parrocchia di Fra Joakim Gregov, della provincia francescana di Zara, scultore e cappellano militare.
La parrocchia di Medj. venne fondata nel 1892 e fu scelto proprio S.Giacomo maggiore, patrono dei pellegrini, come titolare: certo allora nessuno immaginava che qui sarebbero arrivati milioni di pellegrini, ben più che a Campostella, dove ne attira da secoli! La vecchia Chiesa parrocchiale fu costruita nel 1897, ma diventava pericolosa perché costruita su un terreno friabile: ora se ne vedono i resti nel parco. Così si provvide presto alla costruzione dell'attuale Chiesa, che venne ultimata e consacrata nel 1969: sembrava sproporzionata per i pochi abitanti di Medj., ma la Provvidenza vedeva molto lontano. Ora non è sufficiente a contenerli!

L'associazione delle guide per i pellegrini di Medj. ha tenuto dal 21 al 24 luglio un seminario di formazione con questo programma: i messaggi delle S.Scritture (fra Miljenko Stojic), i messaggi cristiani (Fra Ivan Tolj), i messaggi della Vergine (Fra Slavko) e turismo e pellegrinaggi legati agli eventi di Medj. (Marija Dugandzic). Gli allievi che supereranno le prove potranno lavorare come guide nel Santuario in modo da poter offrire indirizzo e informazioni valide per i pellegrini.
(Notizie tratte dal Press Bulletin)

 

Il gruppo di Ivan, ha celebrato il 4 luglio i suoi 15 anni di incontri. Le serenate di questi giovani alla Gospa, fatte di canti croati, di rosari, di invocazioni allo Spirito e di azioni di grazie, si sono elevate in questi anni dalla collina delle apparizioni o dal Krizevac due volte alla settimana. I 16 membri del gruppo, scelti espressamente da Maria, erano stati per 4 anni alla sua scuola prima di fare la loro scelta di vita; a questa scuola, dicono, hanno imparato anche a cantare. Come descrivere la nostra gioia nel sentirli cantare sotto le stelle in quelle serate di preghiera, uniche al mondo!
Tuttavia la qualità di un gruppo di preghiera e la sua fecondità spirituale non dipendono da doni "straordinari" ricevuti, ma dalla risposta che ciascuno dà a Dio nel profondo del cuore. Così il gruppo di preghiera più "ordinario" del mondo può superare anche i gruppi straordinari. Basterebbe che diventasse un vivaio di santi!

Marija Pavlovic' Lunetti ha dato alla luce il suo terzo figlio a Monza il 19 luglio: si chiama Marco Maria. Per questo non ha potuto essere presente al Festival dei giovani. Sia la madre che il figlio stanno bene. Auguri e benedizioni. Anche Ivanka, che vive una vita molto ritirata nella casa di Miletina, ha tre figli e ne desidera degli altri.

L'abbandono a Maria e un piccolo voto! - Un padre di famiglia cinese, di condizione modesta, aveva molto faticato per far studiare suo figlio a Londra. Nei primi due anni il giovane supera tutti gli esami, ma il terzo cade nella tentazione della droga e scrive a suo padre che ha smesso di studiare. Quale angoscia per i genitori così lontani!
Il padre non finisce di piangere pensando al peggio per il suo figlio caro: tanti sacrifici spesi invano! Ma, sia lui che la moglie, rinnovati dai messaggi di Medj., superando la comprensibile ansia, decidono di abbandonarsi pienamente al Cuore di Maria perché liberi il figlio. Nella preghiera il padre ha l'ispirazione di offrire un sacrificio per lui difficile: smettere di fumare, quando se ne vanno due pacchetti al giorno.
L'impresa è ardua, ma per l'amore del figlio egli tiene duro. Poco tempo dopo riceve una lettera da Londra: "Papà, sono tornato all'università. E' un miracolo. Un giorno ho avvertito che la droga mi disgustava, ho riflettuto e ho sentito una forza interiore che mi spingeva a continuare gli studi. Ora tutto va bene, potete essere contenti..." La data della lettera mostrava che la decisione era avvenuta poco dopo il "digiuno di sigarette" del padre. Raccontando questa storia il padre piangeva di gioia.

(tratti dal diario di suor Emmanuel)


S.Teresa di Lisieux: "La mia vocazione è l'amore"

Fotografato in mille modi, stampato su magliette, corretto da improbabili colori, il volto di Teresa di Gesù Bambino resiste all'idolatria della Santità, non si riesce a farlo diventare quello di una star dai buoni sentimenti. La trasparenza di quegli occhi è così grande che non si lascia accontentare per se stessa, ma conduce lo sguardo, oltre ogni ostentazione di virtù personali, dentro la verità dell'anima, sua e di ogni uomo, verso quel fondo dell'umana sofferenza in cui è sceso Dio. E da cui è risalito portandoci con sé.
Teresa comincia a conquistarci con il suo essere così vicina, simile a noi: confessando col candore di un bambino, le debolezze e le fragilità che di solito nascondiamo anche a noi stessi, diventa amica, sorella, capace di comprendere: Chi è debole che anch'io non lo sia? (2Cor 11,29). Poi però ottenuta la nostra fiducia, finisce col portarci lontano, ben oltre noi stessi, fuori dal triste paese delle nostre angosce.
Ho visto la miseria del mio popolo e ho udito il suo grido: Sono sceso per liberarlo, per farlo uscire da questo paese (Es 3,7-8). In Teresa, come in tutti i santi e in ogni vero cristiano, si comunica a noi eterno e sempre nuovo, il mistero della Pasqua, del passaggio da questo mondo al Padre. Ma per poterci donare la realtà viva di Dio venuto ad abitare in mezzo a noi e a salvarci, Teresa Martin ha dovuto compierlo lei per prima, passo dopo passo, questo esodo.
Ha dovuto conoscere, bimba di appena 10 anni e già dai 4 orfana della mamma, le angosce di una malattia misteriosa: "Sono persuasa che era opera del demonio, dirà un giorno. Soffrivo molto e Maria, sorella maggiore, in ginocchio accanto al mio letto, con Leonia e Celina, pregò la Vergine col fervore di una madre che chiede la vita del figlio: e ottenne quello che desiderava... Quello che mi penetrò tutta l'anima fu il sorriso della Madonna. Allora tutte le mie sofferenze svanirono". E' il Vangelo che viene riscritto dalla fede di ogni generazione: Gesù vedendo la loro fede lo guarì.
Teresa è guarita, ma non ancora rinata. Anni di sofferenze attendono questa adolescente così fragile e vulnerabile: separazione dalle persone più care, incomprensioni delle coetanee, scrupoli e ansie nella vita spirituale. E' come paralizzata, in balia di una vita dalla quale sa di non potersi aspettare che sofferenza. Come non riconoscersi in questo suo soffrire, tanto più acuto quanto invisibile nelle sue cause? Come non ritrovare se stessi nel suo sentirsi sola nel vuoto del mondo?
E' ancora una ragazzina, ma è già scesa alla verità dell'esistenza: L'uomo è un povero, non ha nulla, non può nulla: Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? (Rom 7,24) Ed ecco il miracolo "che viene a liberarmi e farmi crescere in un momento: in quella notte luminosa di Natale, nella quale Gesù si fece debole per amor mio, mi rese forte e coraggiosa, mi rivestii delle sue armi e da quella notte in poi camminai di vittoria in vittoria e cominciai per così dire una corsa da gigante".
A guardare cosa successe in quella notte, verrebbe da sorridere: l'amato papà Martin fa un'osservazione che ferisce Teresa; ma lei, pur con le lacrime agli occhi, riesce a superare la crisi e si ritrova gaia e sorridente: "Teresa non era più la stessa, Gesù le aveva cambiato il cuore". Possibile che basti così poco? che da questo piccolo capriccio mancato sia nata la "Santa più grande dei tempi moderni?" La nostra superbia ne è scandalizzata, ma lei la piccolissima di Gesù, seppe riconoscere in quell'istante di coraggio, impossibile al suo animo debole e ripiegato, tutta la grazia della sua conversione. Teresa non è più la stessa, per la pura misericordia di Dio è nata una nuova creatura: Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!
Questa guarigione del cuore è alla sorgente di tutto il suo cammino verso Dio e di quel miracolo di grazia e amore che porterà Teresa, monaca carmelitana di 22 anni, a offrirsi vittima di olocausto all'Amore Misericordioso per la salvezza dei peccatori. "In poco tempo il Signore aveva saputo trarmi dal circolo angusto entro il quale mi dibattevo senza sapere come uscirne. Liberato dagli scrupoli, dalla sensibilità eccessiva, lo spirito mio si sviluppò... Gesù fece di me un pescatore di uomini, io sentii un desiderio grande di lavorare alla conversione dei peccatori... Sentii che la carità entrava nel mio cuore, col bisogno di dimenticare me stessa per fare piacere agli altri, e da allora fui felice!"
Guarire e amare sono le parti di una sola realtà: l'anima che riceve dallo Spirito Santo la forza di sollevarsi da se stessa, liberata dal suo girare forzato intorno all'io, si muove a cercare l'Altro e lo incontra... "Una domenica, guardando un'immagine di nostro Signore in croce, fui colpita dal sangue che cadeva da una mano sua divina, provai un dolore grande, pensando che quel sangue cadeva a terra senza che alcuno si desse premura di raccoglierlo; e risolsi di tenermi in spirito a piè della croce per ricevere la divina rugiada, comprendendo che avrei dovuto in seguito spargerla sulle anime... Il grido di Gesù sulla croce mi eccheggiava continuamente nel cuore: Ho sete! Queste parole accendevano in me un ardore sconosciuto e vivissimo... Volli dare da bere all'Amato e mi sentii io stessa divorata dalla sete delle anime".
Al dolore dell'io si è ormai sostituito per sempre in Teresa il dolore di Dio, che è sorgente di vita, la piaga dell'uomo è guarita dalle Piaghe di Dio e diventa tutt'uno con esse. La sofferenza in lei sarà d'ora in poi solo d'amore e per amore.
Anche per noi oggi è possibile iniziare. Teresa, guarita e liberata dall'Amore, è qui, come tutti i santi, per dirci questo: l'esodo dalla schiavitù di se stessi può diventare realtà. Non c'è in noi sofferenza, miseria, debolezza, che Dio nostro Padre giudichi insignificante o banale e di cui non desideri prendersi cura: Gesù non aspetta altro che di scendere nella nostra prigione per portarci fuori e inondarci d'amore, come ha fatto con lei. Ý(Le sorelle della comunità del Pozzo, MO)

Parole di S. Teresa: "Nel cuore della Chiesa... io sarò l'Amore... Ora non ho più alcun desiderio se non quello di amare Gesù alla follia. Non desidero più la sofferenza né la morte, ma è l'amore solo che mi attira... e l'abbandono che mi guida, non ho altra bussola! Non posso più chiedere niente con ardore, fuorché il compimento perfetto della volontà di Dio".
"Attraverso la misericordia contemplo e adoro le altre perfezioni divine. Allora tutte mi appaiono raggianti d'amore; la giustizia stessa, forse più che qualsiasi altra, mi sembra rivestita d'amore. Quale gioia pensare che il buon Dio è giusto, cioè che tiene conto delle nostre debolezze, che conosce perfettamente la fragilità della nostra natura. Di che cosa dunque avere paura?" (S.Teresa di G.B.)

Appunto ai predicatori - Dotata di spiccato senso pratico, S. Teresa concretizzava il suo ardore mariano nella pratica delle virtù, soprattutto passive, che hanno reso Maria "la Tuttasanta". Per cui, dal suo letto di dolori, si sentiva costretta a muovere questo appunto ai predicatori, lei che desiderava essere tale per poter parlare della Madonna sfogandosi con la sorella Madre Agnese di Gesù: "Che i sacerdoti ci mostrino delle virtù praticabili!
E' bene esaltare le sue prerogative e i suoi titoli, ma bisogna soprattutto poterla imitare. Lei preferisce l'imitazione. Per quanto sia bella una predica sulla Santa Vergine, se tutto il tempo si è costretti a fare:"Ah!...Ah!..." se ne ha abbastanza! Come mi piace di cantarle: "Il sentiero stretto del Cielo, tu l'hai reso facile praticando sempre le virtù più umili".


La verità su Medj. è questa!

Nel 16. anniversario i vescovi Franic' e Hnilica, unitamente ai padri responsabili di Medj., hanno inviato una testimonianza sugli eventi, in una lunga lettera, pacata e ferma, che riportiamo in sintesi per ragioni di spazio.
In essa si riconosce che "il movimento spirituale di Medj. è uno dei più grandi e autentici movimenti spirituali di questo XX secolo, che coinvolge fedeli, clero, religiosi e vescovi, i quali testimoniano dei molteplici benefici spirituali venuti alla Chiesa... Decine di milioni di pellegrini sono venuti a Medj. in questi 16 anni. Migliaia di sacerdoti e centinaia di vescovi hanno potuto testimoniare soprattutto attraverso le confessioni e le celebrazioni, che la gente qui si converte e che le conversioni sono durature... Quelli che sperimentano la presenza di Maria e la sua grazia speciale non si contano, e nemmeno le storie personali di guarigioni spirituali e corporali e le vocazioni a una vita consacrata..."
L'arcivescovo di Spalato, mons.Franic', non ha dubitato di affermare a suo tempo che "la Regina della Pace ha fatto di più in 4 anni di apparizioni che tutti noi vescovi in 40 anni di pastorale nelle nostre diocesi".

Così, dai messaggi della Regina della Pace, sono nati ovunque gruppi di preghiera, che sono una presenza viva e operante nella Chiesa. Ne è testimone anche la gigantesca mole di aiuti mandati da ogni parte del mondo, ad opera loro, come nessun'altra organizzazione ha fatto, per sostenere le popolazioni della ex Jugoslavia devastate dalla guerra.
La lettera poi si sofferma sui giudizi negativi e sulle affermazioni ambigue diffuse dalla stampa, che lasciano credere in un giudizio negativo da parte della Chiesa e in un divieto dei pellegrinaggi [la Chiesa certamente non può dire una parola definitiva finché le apparizioni sono in corso]. E riporta la dichiarazione recisa del portavoce ufficiale del Vaticano Navarro Valls (agosto 1996), in cui egli ribadiva: "1. Riguardo a Medj. non è intervenuto nessun fatto nuovo, dopo l'ultima dichiarazione dei vescovi della ex Jugoslavia dell'11 aprile '91. 2. Tutti possono organizzare pellegrinaggi privati per recarsi in quel luogo di preghiera".
La lettera poi esamina le recenti vicende mondiali, in particolare della Russia, del Ruanda, della Bosnia-Erzegovina alla luce degli ultimi messaggi mariani, riconoscendovi l'intervento amorevole di Maria. Dieci anni prima della guerra Ella era venuta a Medj. piangendo e gridando: «Pace, pace, pace, riconciliatevi» per richiamare i suoi figli alla conversione, al fine di evitare la catastrofe. Così pure avvenne a Kibeho. Ella poi ha preservato dalla distruzione la sua piccola oasi di pace in Erzegovina. E il suo compito non è terminato: attraverso i messaggi e la grazia dei suoi figli vuol portare la pace nelle terre dilaniate dagli odii etnici e la conversione a tutti gli uomini perché abbiano la vera pace.
La lettera prosegue ricordando i giudizi favorevoli su Medj. dati dal Papa, sia pur privatamente, in moltissime circostanze. Li ha espressi soprattutto a vescovi, a sacerdoti, a gruppi di fedeli che chiedevano il suo parere sul pellegrinaggio a Medj.. "Medj. è la continuazione di Fatima", ha detto più volte. "Il mondo sta perdendo il soprannaturale, la gente lo trova a Medj. attraverso la preghiera il digiuno e i sacramenti" affermava davanti alla commissione medica dell'associazione Arpa, che riferiva sui risultati scientifici dell'esame dei veggenti, tutti positivi. "Proteggete Medj." disse il Papa a p.Jozo Zovko, il francescano parroco di Medj. al momento delle apparizioni; e al Santuario di Medj. ha espresso più volte il desiderio di recarsi lui stesso, come recentemente ha testimoniato il Presidente croato.
"Il movimento spirituale di Medj. è nato per restare fedele all'appello urgente della Regina della Pace: Pregate, pregate, pregate. La Madonna ha condotto i fedeli ad adorare Gesù nell'Eucaristia e ad attingere da Lui la luce dello Spirito per comprendere e vivere la Parola di Dio, per sapere amare, perdonare e trovare la pace... Lei non ci chiede grandi programmi, ma le cose semplici ed essenziali per il vivere cristiano, oggi spesso dimenticate: l'Eucaristia, la Parola di Dio, la Confessione mensile, il Rosario quotidiano, il digiuno...
Non dobbiamo stupirci se satana tenta molte strade per distruggere i frutti di Medj., né temere le voci contrarie... Non è la prima volta che intorno a interventi soprannaturali ci sono nella Chiesa pareri discordanti, ma noi ci fidiamo del discernimento del Supremo Pastore"...
"Uniamo i nostri cuori al Cuore immacolato di Maria: sono i suoi tempi annunciati a Fatima; sono i tempi del Totus Tuus universale che, attraverso il pontificato di Giovanni Paolo II, si sta diffondendo in tutta la Chiesa, ma che trova oggi così forti resistenze"... "Alla forza oscura del male, Maria ci chiede di rispondere con le pacifiche armi della preghiera, del digiuno, della carità: ci addita Cristo, ci porta a Cristo. Non deludiamo le attese del suo Cuore di Madre" (Giovanni P.II, 7 Marzo '93)...
La lettera è firmata da Mons.Frane Franic', Mons.Paolo M.Hnilica, fra Tomislav Pervan (Superiore dei francescani di Erzegovina), fra Ivan Landeka (Parroco di Medj.), fra Iozo Zovko, fra Slavko Barbaric', fra Leonard Orec'. Medjugorje, 25 giugno 1997.

 

P.Slavko: Perché non c'è ancora un riconoscimento ufficiale? - "...Le controversie con il Vescovo di Mostar non sono ancora state sedate: si tratta del conflitto che dura ormai da trent'anni sulla suddivisione delle parrocchie della diocesi, molte delle quali egli vorrebbe che fossero cedute dai francescani al clero secolare. Ed è anche questo il motivo per cui Medj. non è ancora riconosciuta dalla Chiesa ufficiale. Non è il Vaticano a opporsi, ma sono i singoli che vogliono danneggiare il tutto...
Il Vescovo insiste sul fatto che noi manipoliamo la gente quando si oppone al passaggio delle parrocchie al clero secolare e che faremmo senza dubbio la stessa cosa anche con Medj.. A volte penso che sarebbe stato tutto più facile se la Madonna non fosse apparsa in un paese dove c'è questo conflitto... Ma sono profondamente convinto che la verità verrà alla luce del sole...
(Da Medj. invito alla preghiera, 2° tr.'97, p.8-9)


Avviso: L'Eco di Maria nelle lingue principali a Medjugorje si troverà d'ora in poi nella nuovo sede del negozio MIR-Shalom, posto nel nuovissimo edificio davanti alla chiesa, a destra della statua della Madonna.

Pellegrinaggio militare - Mille soldati croati, insieme a qualche migliaio di pellegrini hanno percorso Medj. portando candele accese fino alla statua della Vergine. Così si è concluso il quarto pellegrinaggio militare al Santuario della Regina della Pace. Era iniziato con una grande processione alla collina delle apparizioni, dove fra Ivan Bradvica ha guidato il Rosario per la pace. Al ritorno molti sacerdoti attendevano i militari per le confessioni. E' seguita la celebrazione eucaristica con 50 sacerdoti. Fra Joakim Gregov cappellano militare di Zara che presiedeva, affiancato dal Parroco fra Ivan e da fra Miljenko Stojic pure cappellano militare, ha detto: "Dopo Lourdes siete venuti in questa terra santa per imparare che la patria si difende e si protegge con l'aiuto di Dio. Iniziate e concludete le vostre giornate con la preghiera, nel nome di Dio".

* Radio Maria, la portentosa radio inventata da Maria per arrivare a tanti suoi figli sparsi nel mondo, conta 750 ripetitori disseminati in tutta Italia e 16 radio Maria in lingua locale in altrettanti paesi del globo. Radio Maria, diretta da P.Livio Fanzaga, sta costruendo una rete mondiale di radio col medesimo nome, per le quali si assume tutte le spese di inizio e anche di funzionamento, almeno per il primo anno di vita. Oggi l'onere finanziario di radio Maria e delle emittenti estere è di 50 milioni al giorno: solo un impegno costante degli amici può permettere di continuare a dotare la Chiesa di questo strumento provvidenziale che porta il nome di Maria, Regina della Pace e della evangelizzazione. (R. Maria, cas. post 209, 20036 Erba CO, tel 031-610600, 0332-826876)

* Viaggio a Medjugorje - Pullman giornaliero da Trieste (vicino a staz. FFSS) ore 18, con arrivo a Medj. alle 08 del mattino successivo; riparte alle 18 da Medj. con arrivo a TS alle 08 (tel 040-425001; £ 180mila a/r). Per mare traghetto da Ancona, lunedì, mercoledì, venerdì ore 21, sabato ore 22: tel. 071-55218, fax 202618 (ag. Mauro), opp. tel. 071-204915, fax 202296 (ag. Morandi).
Casa di accoglienza dei giovani (Eco 133, p8) occorrono solo materiali e mano d'opera. Informaz. Rita presso Vicka, Bijakovic; opp. VR, 045-7596172 (tarda sera).
Eucaristia vivente, volumetto e cassette sul convegno di p. Tomislav Vlasic' in aprile e altri precedenti: chiedere all'associaz. Eucaristia vivente, S. Maria Colleromano, 65017 Penne PE, ccp 18537650.

 

Immergersi nel Vangelo e nei Salmi

Queste parole confidenziali, rivolte da don Giuseppe Dossetti il 21 giugno 1996 a un gruppo di giovani preti di Foggia, saliti a Monte Sole sull'Appennino bolognese per incontrarlo, sono le sue ultime dette in pubblico. Quindi suonano come testamento di un sapiente patriarca che, dopo la sua lunga esperienza con gli uomini, non ha altro di più valido da raccomandare.

"Io dico due cose, e una terza l'aggiungo", come dice il Libro dei Proverbi. Le due sono queste: il Vangelo e i Salmi. Nessuna scoperta. Credo che assolutamente tutta la vita della Chiesa, oggi più che mai, domani più che oggi, in un grande flusso storico che adesso neppure possiamo prevedere o sognare ma che è alle porte nei prossimi anni, nei primi anni del secolo prossimo, tutta la vita della Chiesa dipenda dal Vangelo. Inquadrato e naturalmente vissuto nell'Eucaristia.

Il Vangelo: che i preti e i laici, senza differenze quasi, si immergano nel Vangelo. Questo lo dico con una particolarissima e specifica insistenza, anche quantitativa: leggerlo, leggerlo, leggerlo, leggerlo, formarvi su di esso, sul Vangelo letto infinitamente, mille volte al giorno se fosse possibile, "sine glossa". Lettura continua il più possibile. Leggete il Vangelo, turandovi le orecchie e sradicando i pensieri; ci pensa poi Lui a sradicarli ancora più profondamente, in un rapporto continuo, personale, vissuto, creduto con tutto l'essere: e sapendo di accogliere la Parola di Dio come Gesù l'ha seminata quando andava per le strade della Galilea. Ascoltate il Vangelo così com'è, senza glossa, come diceva Francesco, continuamente, in maniera che raschi il vostro cervello, veramente lo raschi completamente, e invece vi plasmi lo spirito. Raschi il cervello e vi plasmi lo spirito, senza che ve ne accorgete, non stancandovi mai, perché è assurdo stancarsi del Vangelo. E' di una profondità infinita, inesausta e inesauribile. E continuamente ci plasma, ci sostiene, ci forma, ci crea, come cristiani prima di tutto.
Sino a Gregorio Magno, e dopo anche di lui, c'erano canoni che impedivano ad uno di diventare sacerdote se non sapeva il Salterio a memoria; si è prolungata a lungo questa tradizione nella Chiesa. Non ci chiedevano lauree, non ci chiedevano studi di antropologia teologica, ma di sapere a memoria il salterio. Questa, secondo me, era una esigenza di laurea più alta e più forte. Sempre rispettando i valori che possono essere inclusi nella cultura moderna e nel progresso anche degli studi teologici e biblici, ma trascendendo. Mi sono fatto rilegare l'edizione critica del Nuovo Testamento, quella fatta dai grandi, da Antonio Martini a Metzger, con il Salterio dell'Alfa, greco, e li tengo insieme e continuamente passo dall'uno all'altro, li mescolo, li impiasticcio, li lavoro, però sono loro che mi lavorano. Questo solo trovo che sia veramente fruttuoso e meritevole di farlo. Salterio e Vangelo, Vangelo e Salterio. Avete tanti impegni, ciascuno secondo la vostra collocazione pastorale o da un mandato superiore, però nulla impedisce questo; si fa insieme.
Queste sono le due cose che vi volevo dire. Adesso aggiungo la terza: la storia. (E qui aggiunge come bisogna conoscere la storia, leggerla nello spirito del Vangelo, perché sia maestra della vita).


* Eco è gratuito e vive delle offerte dei lettori. Grazie a chi, aiutandoci, ci permette di continuare. Indirizzare offerte a Eco di Maria, cas.post. 149, 46100 Mantova, o con assegni, o con vaglia postali o con ccp n. 10799468.

* Tra le molte lettere con cui Maria ci consola della nostra fatica, eccone alcune:

Un giovane ci racconta l'anno della sua conversione dopo Medj. nel 1994. «Il mio cuore è pieno di gioia grazie anche a voi e non posso tenere per me tanta ricchezza... Ora vivo con Dio ed Egli non è estraneo a nessun aspetto della mia vita. Ogni giorno porta qualcosa di nuovo perché rinnova il miracolo dell'Amore... Ora Eco di Maria è per me il regalo più stupendo. Mi dà una carica spirituale e una gioia straordinaria. Sento in esso come un'azione divina nelle parole umane. Ascolto nel cuore i messaggi di Maria come le parole più dolci di una mamma, in cui trovo soluzione per tutto ciò che devo fare. Anche grazie al vostro instancabile lavoro, Dio mi dona questa gioia; e desidero che sia anche la vostra. Ivano».

Dal Brasile: "...Eco mi arriva sempre nei momenti cruciali, nei momenti di deserto o di desolazione o quando devo prendere decisioni: ne ricevo tanto aiuto e sostegno pastorale. Non vi dico con quanta intimità fraterna il Signore mi ha concesso di stargli vicino." (p. Luiz Carlos di Barro da Corda)

Da Serra S. Bruno CZ: "Non ci privi della voce della Madonna: lei la sosterrà perché è la sua voce" (Antonio Catroppa)

* Per l'ing. Umberto Mori ing. Umberto Mori, apostolo di Maria e fondatore di Antenna 1, è stato richiesto il nulla osta alla Congregazione delle cause dei Santi per l'apertura del processo di beatificazione.


Maria accoglie i coniugi

35 coppie di coniugi hanno svolto un pellegrinaggio-ritiro a Medj., toccando con mano che cosa significa portare i propri problemi e quelli della famiglia a Maria. Il ritiro organizzato da P.Urbano, è stato condotto in modo confidenziale ed efficace da P.Ivan Bradvica. I coniugi si sono potuti aprire e confrontarsi con grande sincerità.
I sacerdoti hanno visto che bisogno hanno le coppie di oggi di essere aiutate nelle loro difficoltà e guarite nelle loro ferite, prima ancora dei figli e per essi. Momenti di grazia particolare sono stati la presenza alla apparizione di Maria a Ivan e la salita alla collina delle apparizioni e al Krizevac, dove si sono confrontati con la vita di Maria e con la Passione del Signore. Sia Vicka, che Ivan, che Jelena hanno dimostrato nelle loro testimonianze che i veggenti non hanno perso la freschezza e la semplicità degli inizi. Qui la presenza di Maria si fa sempre sentire in modo palpabile, oltre tutti i limiti umani.

La Corona del S. Rosario ci unisca e ci mantenga nella grazia di questo tempo di Maria, vivendo tutte le sue parole. Con la sua benedizione materna.

Villanova M., 26.08.97

 


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Resp.Ing.A. Lanzani-Tip. DIPRO (Roncade TV).

 


 

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