Lingua 

Aggiornamenti  | Medjugorje  | Messaggi  | Articoli i Attualitaè  | Video  | Galleria | Mappa del Sito  | Sulle[EN]  | Registro degli Ospiti

www.medjugorje.ws » Text version » Eco di Maria Regina della Pace » Eco di Maria Regina della Pace 132 (Marzo-Aprile 1997)

Eco di Maria Regina della Pace 132 (Marzo-Aprile 1997)

Read the document in non-text browser version.
Other languages: English, Deutsch, Español, Français, Italiano
Scarica (73.4 KB )

Eco di Maria
Regina della Pace

132

Marzo-Aprile 1997


Messaggio della Madonna del 25 gennaio 1997

Cari figli, vi invito a riflettere sul vostro futuro. Voi state creando un nuovo mondo senza Dio, solamente con le vostre forze; ed è per questo che non siete soddisfatti e non avete la gioia nel cuore.
Questo tempo è il mio tempo e perciò, figlioli, vi invito di nuovo a pregare. Quando troverete l'unità con Dio, sentirete fame della Parola di Dio ed il vostro cuore, figlioli, traboccherà di gioia; testimonierete, ovunque sarete, l'Amore di Dio. Io vi benedico e vi ripeto che sono con voi per aiutarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

"Voi costruite un futuro
senza Dio con le
sole vostre forze"

Il futuro di cui parla Maria, è quello che stiamo costruendo con le nostre mani e che ci crollerà addosso, perché è secondo i disegni dell'uomo e non secondo quelli di Dio. E' proprio come il mondo fallimentare che Adamo ha iniziato, perché non si è fidato di Dio, o come la torre che gli uomini antichi si erano messi a costruire nella loro ambizione, sfidando il cielo, che poi finì nella Babele.
Per salvare l'umano, Dio ha voluto mettere in noi il divino, ma l'uomo rifiuta il divino per esaltare l'umano e allora va incontro alla rovina. Così la Madonna vede le cose e ci invita a riflettere seriamente su quello che stiamo facendo, chiedendoci di nuovo la preghiera, unica condizione per poter entrare nell'opera di Dio.

1. State creando un nuovo mondo senza Dio, solamente con le vostre forze, mentre Gesù ha detto: Senza di Me non potete fare nulla (Gv15,5). Pensiamo con il nostro progresso di riuscire a eliminare i mali del passato e crediamo di poter relegare, come ferri vecchi, quei principi spirituali e quegli aiuti di grazia, con cui si salvano le persone, le famiglie e le comunità. Ma senza la grazia di Dio siamo sempre più vuoti, anche se pieni di tutto, "sazi e disperati", perché non attingiamo alla fonte del bene, che è Dio-Amore. Così siete insoddisfatti e senza gioia perché vedete sfasciarsi tante attese e le vostre stesse costruzioni.
Cosa vuol dire allora costruire con la forza di Dio? Fare tutto secondo i suoi comandi con la fede in Lui, cioè fare del rapporto con Dio il fondamento della vita, metterci continuamente in ascolto della sua Parola. Anche oggi dalla sua Parola ogni costruzione deve partire, svilupparsi e aver compimento. Se non è il Signore che edifica la casa, invano faticano i costruttori... Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare per un pane di sudore; il Signore ne dà ai suoi amici nel sonno (cf Sal. 126).

2. Anche nella Chiesa non si costruisce nulla, né anime, né gruppi, né comunità senza la grazia: parola poco usata oggi nel lessico comune. Spendiamo tante energie in problematiche, imprese, programmi graditi all'uomo (Perché spendete il vostro denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia? cf Is 55): opere puramente umane, anche se diamo loro un nome cristiano, ma dove non c'è la ricerca dell'amore di Dio, della vita di grazia, dove non si conosce la lotta contro il peccato, ma si accettano senza scrupolo le "esigenze della natura". Sono opere che andranno in fumo e non aiuteranno l'uomo a conoscere Dio. Manca quell'agire nella fede che fa compiere miracoli. E così il mondo è defraudato della sua forza vitale e non vede la salvezza.

3. Ma questo è il mio tempo, soggiunge Maria. Ella rivendica il posto che Dio le ha dato in questo tempo e che molti nella Chiesa non le dànno, a differenza del Papa, che ha annunciato i "tempi mariani" (Enciclica Redemptoris Mater, 1.1.87). Nella sua misericordia per gli uomini, Dio affida a una madre il Suo potere, perché lo eserciti da mamma per la loro salvezza.
E Lei ci indica la Sua arma, la preghiera, unico mezzo per muovere l'Onnipotente. Con la preghiera Lei ci unisce a Dio e ci può salvare da un futuro fallimentare senza Dio.

4. Una volta che siamo in sintonia con Dio, sentiamo la fame della sua Parola, perché ci indichi le sue vie e ci insegni i suoi sentieri (sal 24,4). E' proprio della sua Parola che abbiamo bisogno, per aver certezza e luce nel buio, come di lampada che splende in luogo oscuro (2Pt 1,19). Con la forza della sua Parola, in mezzo alle vane costruzioni dell'uomo, che ci abbagliano, potremo uscire indenni e costruire l'opera di Dio. Allora il nostro cuore traboccherà di gioia e testimonieremo, in un mondo prostrato nella polvere dei suoi idoli, l'amore di Dio, che non lascia la sua creazione. E lo testimonieremo ovunque, anche se da solitari profeti, perché Lei ci ripete ancora: Sono con voi per aiutarvi. Non temete.
d.A.


Il messaggio di Maria del 25 febbraio '97:

Cari figli, anche oggi in modo particolare vi invito ad aprirvi a Dio creatore e a diventare attivi. In questo tempo, figlioli, vi invito a vedere chi ha bisogno del vostro aiuto spirituale o materiale.
Con il vostro esempio, figlioli, sarete le mani tese di Dio che l'umanità cerca. Solo così capirete che siete chiamati a testimoniare e a diventare gioiosi portatori della Parola e dell'Amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

"Sarete le mani tese di Dio
che l'umanità cerca"

Il tempo della Quaresima e della Pasqua è di particolare grazia: per questo Maria ci invita «in modo particolare». A fare che cosa? Ad aprirci a Dio creatore e a rinnovarci, proprio come la natura che in primavera si risveglia e fiorisce all'azione del sole. Ma in che maniera aprirci? Certamente con la preghiera assidua, sincera, attenta all'ispirazione di Dio, pronta ad accogliere la sua grazia e tenace nel volerla attuare.
Perché aprirci proprio a Dio "Creatore"? Lo Spirito Santo è chiamato "Creatore" (Veni, Creator Spiritus) perché continua a creare, con la conversione, cuori nuovi che compiono opere nuove, che trasformano i rapporti tra i fratelli per realizzare il disegno di Dio di formare un solo corpo e un solo spirito tra gli uomini. Così tutto sarà ricreato e rinnoverai la faccia della terra (Sal 103).
Quanto diverso tutto questo dal voler costruire un mondo senza Dio con le proprie forze, come Maria ha detto nell'ultimo messaggio! I cuori docili all'azione dello Spirito quindi, lungi dall'essere pigri o stagnanti, diventano attivi nel compiere tutto il bene che Lui ispira.
Vi invito a vedere chi ha bisogno del vostro aiuto. Cos'è che ci impedisce di vedere chi ha bisogno di noi? Il peccato, il nostro egoismo, gli idoli per i quali viviamo, che ci chiudono gli occhi davanti a Dio e agli uomini: così vediamo solo noi stessi e rimaniamo chiusi nel nostro piccolo mondo, insensibili alle necessità dei fratelli, come se esistessimo solo noi.
Anche lo spiritualismo o il pietismo di tante anime devote, in cerca di soddisfazioni intime, le rendono cieche e paghe di se stesse. A loro diciamo: Volete adorare un dio sopra le nuvole e non Lo volete vedere nei vostri fratelli, dove è ben più palpabile e bisognoso di aiuto: chi non ama il proprio fratello che vede, come può amare Dio che non vede? (1Giov  4,19).
I primi cristiani non avevano bisogno di discussioni e di tecniche per attirare i pagani: questi conoscevano Gesù vedendo come i cristiani si amavano: Guardate come si amano! Aprire gli occhi dunque per vedere i bisogni spirituali e materiali dei fratelli e fare tutto quello che è necessario  per la loro salvezza spirituale: anzitutto la preghiera, il digiuno, la testimonianza.
Nel suo viaggio in Sud Africa p.Slavko riferisce che in ogni apparizione serale la Madonna raccomandava a Vicka la preghiera per i bisogni di tante persone: i giovani, le famiglie, gli infedeli, la realizzazione dei suoi piani, ecc.. Poi aiutare i fratelli nei bisogni materiali: se un fratello o una sorella (nella comunità) sono senza vestiti o sprovvisti di cibo quotidiano e uno di voi dice loro: andatevene in pace, ma non gli dà il necessario per il corpo, a che giova? La fede senza le opere è morta (cf Giac 2,14-17).
Cosa ne viene dal nostro aiuto spirituale e materiale ai fratelli? Saremo le mani tese di Dio che l'umanità cerca: solo attraverso di noi potranno vedere la bontà di Dio e conoscere che Egli è Padre e che provvede ai suoi figli. Gli uomini cercano queste mani tese di Dio: e noi gliele rifiuteremo?
Quando, invece di parlare di amore, noi faremo le opere dell'amore, capiremo il ruolo che Dio ci ha affidato e proveremo la gioia di essere strumenti suoi: inoltre se amiamo, non con le parole, ma con i fatti e la verità, rassicureremo anche il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri (cf 1Giov 18...). Allora proclameremo, e non invano, la Parola di Dio che abbiamo vissuto in noi e diffonderemo l'Amore che Dio ha effuso nei nostri cuori mediante il suo Santo Spirito (Rom 5,5). Veni, Creator Spiritus.    
d.A.


Quaresima: "Converti il tuo cuore, accetta la Croce"
Una casa per i senza tetto

Così il Papa apre l'omelia per il giorno delle Ceneri (12 febbraio): "Gesù non chiede osservanze formali o meri mutamenti esteriori, bensì la conversione del cuore per una decisa adesione alla volontà del Padre suo e Padre nostro". E ce ne indica la strada: "l'ascolto assiduo della Parola di Dio, la preghiera incessante, il digiuno interiore ed esteriore, le opere di carità, che rendono concreta la solidarietà verso i fratelli... Gesù ci chiama a seguirlo sulla via della Croce, invito senz'altro esigente, ma capace di liberare, in chi lo accoglie, la forza creatrice dell'amore...".
Non una Quaresima sopra le nubi dunque, ma con gli occhi rivolti ai bisogni concreti dei fratelli che ti stanno davanti ogni giorno: Spezza il tuo pane all'affamato, introduci miseri e senza tetto in casa tua; se vedi un ignudo, rivestilo e non disprezzare la tua stessa carne [così chiama il fratello]... Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se effonderai la tua anima all'affamato [non solo "il pane"], se sazierai l'anima umiliata [non solo "chi è digiuno"], allora brillerà tra le tenebre la tua luce... allora invocherai il Signore ed Egli ti risponderà: eccomi! (cf Isaia 58,7.9.10, secondo il greco e la volgata).
Il Papa nel suo messaggio per la Quaresima (7 febbraio), ci invita appunto ad aprire gli occhi su una delle necessità più urgenti di tanti fratelli: la mancanza di un tetto: "Propongo come tema di meditazione le parole del Vangelo: Venite, benedetti del Padre mio... perché ero senza tetto e mi avete ospitato (cf Mt 25,34-35). La casa è il luogo della comunione familiare... Ma quanti sono purtroppo coloro che vivono sradicati dal clima di calore umano e di accoglienza tipico della casa! Penso ai rifugiati, ai profughi alle vittime della guerra e delle catastrofi naturali. E che dire poi delle famiglie sfrattate o di quelle che non riescono a trovare un'abitazione, della larga schiera di anziani o pensionati sociali che non possono procurarsi un alloggio decoroso? Sono disagi che a loro volta ingenerano talora vere e proprie calamità, come l'alcoolismo, la violenza, la prostituzione, la droga...".
Ci basti pensare che sono 2 milioni e mezzo i senza tetto in Europa; tra il Natale e l'Epifania, nella sola Germania, 40 persone senza un tetto sono morte assiderate. E questo nell'Occidente opulento, mentre nei paesi sottosviluppati queste cifre assumono le proporzioni di una tragedia che coinvolge decine di milioni di persone, poveri e poverissimi, profughi, donne e bambini.
Ciascuno di noi deve chiedersi che cosa può fare quando si trova davanti ai fratelli senza tetto: non basta rimandarli con un'elemosina, ma occorre farci carico del problema, come famiglia e come comunità.

Ci confessiamo per convertirci?

Il Papa in gennaio ha voluto ricordarci il senso profondo della confessione: urge passare da una fede infantile a un cristianesimo adulto, in grado di valutare, per gravità effettiva, peccati e mancanze: p.es. riconoscendo che i diritti degli altri sono doveri per noi. Questo è possibile richiamandoci sempre alla parola del Signore.
Occorre tener presente la scomparsa del senso del peccato e della responsabilità individuale. Oggi tutti ragionano "secondo me", senza partire dalla legge di Dio che non muta: così non si distingue più tra bene e male. Purtroppo anche la famiglia sempre meno inculca i principi fondamentali della vita e i doveri che ne seguono e che coincidono con la legge di Dio.
Inoltre non si può parlare di sacramento della riconciliazione, se non è inserito in un cammino di vita cristiana. Non basta andare a confessarsi solo per "incidenti di percorso", come episodi di disordini sessuali, liti feroci, bestemmie, mancanze ai doveri festivi: episodi su cui si cerca l'assoluzione per placare la propria coscienza e basta. La soluzione sbrigativa è controproducente, perché non aiuta a cambiare mentalità (la "metanoia" del Vangelo) e a passare dalla confessione alla conversione. E qui si vede la necessità di una direzione spirituale, che aiuti a camminare in una prospettiva cristiana.

L'arco della pace sulle nubi

Risposta del Papa ai sensazionalismi apocalittici? - Dopo il diluvio Dio ha stretto la prima alleanza con gli uomini: Non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio; e ha attaccato in cielo, come a un chiodo, l'arco con cui aveva colpito l'umanità peccatrice: Questo è il segno dell'alleanza che io pongo tra me e voi, il mio arco sulle nubi del cielo (cf Gen 9,11-13). L'ha ricordato anche il Papa, commentando la lettura della prima domenica di quaresima: "Nel corso delle epoche della storia gli uomini hanno continuato a commettere peccati, forse perfino maggiori di quelli descritti prima del diluvio. Tuttavia dalle parole dell'alleanza stretta da Dio con Noè, si comprende che ormai nessun peccato potrà portare Dio ad annientare il mondo da Lui stesso creato. Questa alleanza ha poi trovato definitiva conferma nel Vangelo, cioè nella notizia che Dio ci ama e che nel suo Figlio incarnato si è fatto solidale con noi, riscattandoci dal peccato e dalla morte".
Ci sembra intendere nelle parole del Papa una risposta ai sensazionalismi apocalittici, che continuamente ricorrono in vista del secondo millennio. Queste parole serviranno a calmare gli spiriti che vivono nell'attesa di avvenimenti catastrofici, previsti da tante "locuzioni" e "profezie"? O non è vero che le catastrofi se le creano gli uomini con la manomissione del creato e i castighi li procurano a se stessi con i vizi, i disordini, la dissoluzione delle famiglie? e le guerre disastrose con l'odio e la sete di potere?
Ma Dio vuol solo usare misericordia, servendosi degli stessi danni che gli uomini si procurano: una rovina salutare che porta salvezza, direbbe Isaia (10,22-23 volgata).

La tragedia del Centro-Africa:
missionari e volontari restano

Un vero genocidio si sta consumando da tempo nel nord-est dello Zaire, ai confini con il Rwanda  e Burundi, dove i violentissimi scontri etnici tra tutsi e hutu, hanno causato la fuga di centinaia di migliaia di persone in preda alla fame e al terrore. Ad aiutare le popolazioni vittime di questa "guerra dimenticata" che coinvolge più o meno direttamente tutti i Paesi dell'Africa Centro-Orientale, sono rimasti soltanto i missionari e i volontari, che continuano ad essere testimoni di verità e autori di carità. Ed è anche a loro che il Papa si è rivolto con il suo "grande grazie", sabato 22 febbraio, parlando alla Federazione degli organismi cristiani di volontariato internazionale, chiedendo che "nessuno si lasci prendere dallo scoraggiamento, anche quando le difficoltà si fanno più gravi, fin quasi ad apparire insormontabili! E' proprio di fronte alle situazioni in cui si sperimenta una sorta di impotenza che ci deve sorreggere la fede in Dio, a cui nulla è impossibile...la vostra testimonianza è importante". * *


La carità verso l'Est
via all'unità

"Occidente scristianizzato:
non si dice più peccato al peccato"

P.Warenfried van Straaten, chiamato comunemente Padre Lardo, il monaco preomostratense fondatore dell'opera "Aiuto alla Chiesa che soffre", è venuto a Roma il 17 gennaio per festeggiare i 50 anni della sua opera e gli 84 della sua vita, spesa soprattutto in aiuto alle Chiese perseguitate dell'Est. Dal 1947 bussando a mille porte, ha raccolto e distribuito in oltre cento paesi, la bellezza di 4.600 miliardi di lire. Gli è stato chiesto:

D. Dopo la caduta del muro sono cambiate le cose all'Est?
R. La libertà religiosa adesso c'è, ma tanti problemi restano irrisolti: l'ateismo militante ha lasciato enormi ferite nelle anime, ci vorranno generazioni per guarirle.
D. Lei dice che anche in occidente la Chiesa soffre: di cosa?
R. Per la scristianizzazione dei fedeli che non vivono secondo le leggi del Vangelo. Qui la Chiesa non è perseguitata, ma è tradita dai suoi figli, che non osservano più i comandi di Dio.
D. Quali sono le vie della riconversione?
R. La Chiesa deve predicare il Vangelo senza riduzioni, il Vangelo tutto intero. Molte verità non sono più predicate, o almeno non abbastanza, perché si teme che non piacerebbero ai fedeli.
D. Quali?
R. L'esistenza del diavolo, del peccato mortale, del giudizio universale. Si è persa la nozione di peccato e credono che tutto sia diventato lecito. Difatti non si confessano più e non prendono più i sacramenti che sono un mezzo per guarire dal peccato.
D. Vi definite la più grande multinazionale della carità: cos'è per lei la ricchezza?
R. Secondo Cristo è un pericolo, ma si possono fare cose buone anche con mezzi cattivi, come il servo della parabola dei talenti.

In Russia: la devastazione dell'ateismo

D. C'è un paese che la preoccupa di più?
R. L'Africa. Il colonialismo ha fatto cose spaventose. Qui la decolonizzazione è venuta quando i popoli non erano maturi...
D. Quali sono i suoi prossimi impegni?
R. Anzitutto l'espansione in America Latina, che mi fu sollecitata da Papa Giovanni. Poi l'espansione nei mass-media per diffondere i valori cristiani: a Mosca ormai da due anni una radio cristiana unisce cattolici e ortodossi. E' un passo verso la riconciliazione con la Chiesa ortodossa, che è il terzo obiettivo dell'opera. Poi la riconversione dell'Occidente, in particolare attraverso il sostegno della vita...
D. Perché il grande aiuto alla Chiesa ortodossa?
R. Perché ha sofferto più di qualsiasi altra Chiesa cristiana in questo secolo: è stata sotto il dominio dell'ateismo militante per 72 anni. Nell'ex-URSS tutto quello che era cristiano> > è stato distrutto nel corso di tre generazioni: oggi è la cristianità più povera e sarà molto difficile risanarla. Per questo è necessario aiutare questa Chiesa a risorgere dalle rovine.
D.Siamo ancora tanto lontani noi e gli ortodossi?
R. Non sono un teologo, ma non è normale una Chiesa separata da noi, come non è normale che la carità cristiana escluda gli ortodossi che hanno la nostra stessa fede in Gesù. Sono fratelli. La Chiesa dell'Ovest deve aiutarli. Senza proselitismo, ma aiutandoli a credere nella fede così come l'hanno ricevuta. Il Papa ha detto che la Chiesa deve respirare a due polmoni. La struttura della Chiesa dell'Ovest non è la sola possibile. Ci sono altri riti e modi di pregare, ma noi abbiamo considerato in passato gli ortodossi come cristiani di seconda o terza classe. Non è così: sono cristiani che hanno i loro martiri e i loro santi come li abbiamo noi.

Che cosa ha sofferto la Chiesa Russa tra il 1917 e il '90

Non meno di 200mila tra sacerdoti vescovi e religiosi fucilati o morti di stenti nei campi di concentramento: dati dell'Ente Governativo d'inchiesta sulla Chiesa Russa. Nel 1917 le parrocchie attive della Chiesa ortodossa sul territorio dell'impero erano 77.700; nel 1941 ne restavano 3.021, di cui 3mila nei territori cattolici appena occupati (Polonia, Paesi Baltici e Ucraina Occidentale); ma nella Russia erano solo 21 le Chiese funzionanti, lasciate per turisti stranieri! Durante la guerra Stalin permise l'apertura di un certo numero di Chiese sparse un po' ovunque, in cambio dell'appoggio del Patriarcato russo, ma Kruscev negli anni '60 le chiuse nuovamente.
Generazioni intere sono cresciute senza aver mai visto un luogo di culto e di preghiera, né mai sentito parlare di Dio, se non per deriderlo, o di Cristo "personaggio mitico utilizzato dai ricchi per lo sfruttamento dei proletari". Una persona seria non poteva credere in Dio, anzi qualunque sospetto di idee religiose era un delitto da codice penale: l'ateizzazione era imposta.
Nonostante questo, segretamente in molte famiglie si coltivava la fede, merito di donne anziane che trasmettevano quel che sapevano. La Bibbia era introvabile e qualche pagina di libri di preghiere veniva ricopiata a mano. La cultura russa era stata votata al macero. Un risveglio si è avuto negli ultimi anni ad opera di sacerdoti dal cuore aperto, come P.Alexandr Men', assassinato nel 90. Dopo tale scempio, la maggioranza della popolazione è rimasta quasi del tutto atea o ignara di qualsiasi forma di fede cristiana.

Capire l'amore del Papa per la Chiesa russa

Il Papa ha spesso chiamato il mondo intero a ricordarsi del martirio dei cristiani in Russia e della loro vocazione nella Chiesa. Sono cristiani, ogni divisione è fuori luogo. Il Papa ripete che il suo pellegrinaggio in terra russa intenderebbe iniziarlo dalle isole Solovki, la cui terra è intrisa del sangue di vescovi e sacerdoti, l'intera gerarchia russa là rinchiusa e posta davanti al diktat comunista: "Abiurate e collaborate", a cui è seguita la risposta: "Non possumus!".
Nel 1939 erano solo 4 i vescovi russi rimasti in libertà! Come giudicare coloro che poi cercarono di venire a patti unicamente per mantenere in vita la Chiesa nel paese? "Ma solo per la Chiesa -disse il metropolita di Leningrado Nikodim, che visse torturato da questo dilemma-, mai per i nostri interessi, mai lasciarsi tentare o prendere dal gioco".
Il Papa ha sempre mostrato comprensione per il comportamento della gerarchia ortodossa, fino a giustificarla e a salvarla. Ma finora il suo pellegrinaggio in terra russa non ha potuto svolgersi. Quella gerarchia sembra preoccupata di non urtare le frange malate di radicalismo o i gruppi di pressione politica che vivono sulla divisione e sullo scontro. Nonostante questo, si registra un profondo fermento ecumenico all'interno della Chiesa ortodossa russa, che prepara dalla base il futuro dell'unità e che nessuno potrà fermare. (cf Avvenire 8 e 18 genn. 97)

La Madonna di Fatima pellegrina
in Russia: sono i suoi tempi!

Il simulacro della Madonna di Fatima, reduce dalla peregrinazione di un anno nelle diocesi polacche, è partito ora per l'Est. L'hanno chiesto i vescovi cattolici della Russia (di Mosca, della Siberia e del Kazakistan), presenti a Fatima con mons. Bernardo Antonini e una quarantina di pellegrini, per la grande festa del 13 ottobre, alla quale hanno assistito 800mila fedeli. La statuetta è già rimasta per tre mesi in Russia: l'8 dicembre ha ricevuto l'omaggio di migliaia di fedeli nella Chiesa di S.Luigi dei Francesi, vicinissima alla piazza Rossa; da metà gennaio per altri tre mesi rimarrà in Siberia; poi altri tre mesi in Kazakistan, dove il 13 luglio avrà termine il pellegrinaggio, nell'80° anniversario dell'apparizione, nella quale Maria aveva parlato ai tre pastorelli riguardo alla Russia e a ciò che essa avrebbe provocato nel mondo.

Mons. Bernardo Antonini, rettore dell'unico seminario cattolico di S.Pietroburgo, ha illustrato la situazione religiosa della Russia, testimoniando di 4 regali della Madonna: 1. un corso bibblico a Mosca, molto frequentato e aperto a cattolici, ortodossi e ...ignari di religione; 2. l'apertura del seminario richiesta da giovani corsisti per consacrarsi a completo servizio di Gesù (tra due anni i primi sacerdoti); 3. pubblicazione di un settimanale cattolico a Mosca; 4. la nascita a Mosca di Radio Maria offerta da p.Andrea d'Ascanio. (Anche i lettori di Eco hanno acquistato per la Casa Maria di Mosca una tipografia, che stampa anche Eco in russo con 7mila copie).
(Mons. Bernardo Antonini, Russia - 198005 S. Pietroburgo, ul 1 krasmarmeiskaja 11)
Non è la prima volta che la Madonna di Fatima va pellegrina nei territori dell'ex-impero. P.Andrea d'Ascanio, aiutato dai suoi volontari dell'Armata bianca,  ha raccontato in due libretti "I miracoli di Nostra Signora di Fatima sulle strade dell'Est" (ed. Ancilla, Conegliano TV) le visite fatte dal '90 al '95 in Bulgaria, in Romania, in Ucraina (4 volte), in Russia, in Bielorussia diffondendo centinaia di migliaia di Rosari con straordinari segni di grazia. Ora la bianca statuetta è ritornata in Russia con la "Carovana del Rosario" dell'associazione "Luci sull'Est". * *

Mons.Francesco Maria Franzi, vescovo ausiliare di Novara, ha concluso la sua giornata terrena il 10 dicembre '96 a 87 anni. Vero apostolo della Vergine nello spirito del Santo di Montfort, ha scritto e predicato su Maria, ha fondato il Collegamento Mariano Nazionale e le Settimane Mariane. Assistente spirituale della Sezione Italiana dell'Apostolato mondiale di Fatima, presieduta per tanti anni dal presidente Scalfaro, possiamo chiamarlo, vero profeta dei tempi mariani. Al gruppo di preghiera di Novara, di cui è sempre stato guida, ripeteva: "Sono iniziati i tempi di Maria".


Una Chiesa è veramente attiva
quando fa lavorare Gesù
per convertire e formare discepoli

Un settimanale diocesano, nel numero del 5 gennaio, denunciava, con sincerità e stupore, l'indifferenza con cui veniva accolto dai lettori un sommario di temi, problemi, attività, illustrato al pubblico dagli addetti ai lavori, come prova di una intensa attività ecclesiale. Alcuni di questi temi: formazione del popolo di Dio; impegno nella cultura, e nel sociale, verso l'emarginazione; poi Chiesa e comunicazione sociale, Chiesa e politica, chiesa e nuovi problemi dell'economia e del lavoro, questione femminile, vita e problemi negli organismi rappresentativi, Chiesa e città, comunità cristiana e territorio. Un repertorio mozzafiato.
Forse il silenzio che ne è seguito, era segno di una diffusa perplessità nel riconoscere in questo ventaglio di temi i veri problemi per le nostre comunità, alle prese con una scristianizzazione galoppante. La vera e produttiva attività ecclesiale è quella che mira alla conversione e alla vita di grazia, attraverso la Parola di Dio annunciata "opportune et importune" e testimoniata.
La molteplicità dei compiti e delle proposte da cui siamo pressati ci disorienta e ci intimorisce. Il Vangelo è ben più semplice e ci dice che una cosa sola è necessaria; che il lievito -se è tale- penetra e fermenta tutta la pasta... Cercate il Regno di Dio, il resto vi sarà dato in sovrappiù... Ora questo incalzare di proposte che urgono non finisce per farci dimenticare l'unum necessarium, e così svuotarci e non esser più segno? Allora vi saranno strutture, ma senza le anime, organizzazioni su piano umano, ma senza lo Spirito che dà vita (pag.1, n.2)
E' chiara la scelta degli apostoli: Noi ci dedicheremo alla preghiera e alla predicazione della Parola. Il nostro ministero deve scaturire dalla preghiera e dalla meditazione della Parola per annunciarla nella potenza dello Spirito perché il messaggio evangelico abbia oggi la stessa efficacia dirompente di allora. Da qui verranno anche cristiani maturi che sapranno rapportarsi con la città terrena. Lo Spirito poi ci farà leggere i veri problemi degli uomini nella profondità di Dio e non con un metro umano. Puntiamo dunque alla nostra santificazione e alla conversione delle anime, senza perder tempo ed energie in attività estranee al nostro ministero, o limitarci ad opere di pura aggregazione o di coinvolgimento esteriore, altrimenti prepariamo il vuoto per le nostre comunità. E non meravigliamoci poi se vediamo le anime più sensibili cercare altrove, in gruppi e movimenti (e Dio non voglia in sètte) quello che non trovano nelle nostre comunità.
Ci si impone un serio esame: che cosa si vuole? Qualcosa di appariscente che faccia dire che l'azienda funziona? Un volume di iniziative che ci allinei alla corsa del mondo e che giustifichi la nostra presenza di fronte ad esso? O permettiamo al Signore Gesù di lavorare, mettendoci ai suoi piedi, ascoltando ciò che dice a noi e alle Chiese? Chi rimane in me e Io in lui, porta molto frutto, perché senza di Me non potete fare nulla (Gv 15,5).
Sappiamo che l'efficacia di qualsiasi opera viene solo dalla grazia e che Lui solo può attirare i cuori, quando è presente in una vera comunione di fratelli, che non sia soltanto presenza di persone che hanno un nome per cui sono vive... (cf Ap 3,1). Se è vero che ciò che nasce da Dio vince il mondo (1Giov 5,4) dobbiamo fare un'inversione di rotta perché il nostro agire venga dalla fede, e non da parametri umani. E non dar sempre per scontato ciò che invece manca (la vita di preghiera) e che rende ogni struttura senza vita, preti e collaboratori compresi.
L'apertura a Gesù semplifica tutto, l'apertura al mondo complica e falsa tutto. Il Vangelo ci parla del potere di Gesù e non delle nostre opere, dell'obbedienza a Dio, non a noi stessi, della capacità che viene da Dio. Le persone devono vedere come preti e laici responsabili siano seri nel credere alla salvezza delle anime e alla loro dannazione, che da essi stessi dipende. Devono vederli esemplari collaboratori di Gesù, se dal loro apostolato dipende la salvezza.
Noi tutti soffriamo della situazione delle nostre Chiese: tutti ne siamo responsabili. Non per nulla la Madonna ci richiama da 15 anni alla via del Vangelo e piange sangue a Civitavecchia. Ma quando getteremo le reti nel nome di Gesù veramente e non solo a parole? Quando distingueremo ciò che è prezioso da ciò che è vile, da diventare come la bocca di Dio (cf Ger 15,19)? Allora, con l'immancabile croce, vedremo anche nelle nostre Chiese qualche segno in più della presenza di Gesù.
d.A.


Una veggente scrive
ai suoi parenti

Una lettera inedita di S.Bernadette è stata scoperta casualmente da René Laurentin a Montreal. La scriveva alla sorella Marie-Toniette a 30 anni, all'inizio del suo calvario, che la porterà alla morte 5 anni dopo. Faceva sentire la sua preoccupazione di primogenita, perché i familiari rimasti a Lourdes non approfittassero delle apparizioni per arricchirsi. Ecco che cosa scrive:
I.M.I. - Nevers, 28 dicembre 1874
"Mia buona e cara Maria, comincio la mia lettera offrendoti i miei auguri di buon anno così come (a) Giuseppe. Il mondo ordinariamente fa consistere la felicità nei piaceri e nella ricchezza. Non è quel che domando al Signore per noi, perché la vera felicità non è là, ma piuttosto nell'osservanza dei comandamenti di Dio e della santa Chiesa. Io prego il Signore e la Santissima Vergine di accordarvi la grazia di osservarli il più esattamente possibile. State certi che la vera felicità è solamente là, per questa vita e per l'altra.
I miei auguri più ardenti sono perché voi siate dei buoni e ferventi cristiani. Non dimenticare che bisogna che noi ci ritroviamo tutti un giorno in Cielo. Non preoccuparti quanto alla mia salute, sto molto bene..." Non si sa quale bene intendesse! Dedica il resto della lettera agli auguri di buon anno per lei e per i parenti, con ringraziamenti per le cugine che le hanno mandato in dono burro e marmellata... E conclude: "Addio mia buona sorella, ti do appuntamento presso i SS Cuori di Gesù e di Maria."
Suor Marie Bernard

L'Abbé René Laurentin, il più grande studioso di apparizioni mariane vivente, ha compiuto 80 anni. Consigliamo: Lourdes, cronaca di un mistero di René Laurentin, ed. Mondadori, il più bel libro su Lourdes, condensato di tutte le sue ricerche.

S. Luigi M. di Montfort avrà un posto meritato nel Calendario ufficiale della Chiesa. Messa e Ufficiatura saranno celebrati il 28 aprile. Così ha disposto il S. Padre dopo la sua memorabile visita in Francia. (Eco 130, p.2)


Civitavecchia al traguardo:
un aiuto per Medjugorje?

Dopo quasi due anni di lavoro gli undici esperti della Commissione teologica, incaricata di accertare le lacrimazioni della Madonnina di Medjugorje a Civitavecchia, hanno concluso positivamente le indagini. Il materiale raccolto è stato inviato alla Congregazione per la dottrina della fede che in piena autonomia esprimerà la propria valutazione.
René Laurentin,  membro della stessa Commissione nonchè l'unico autorizzato a rilasciare dichiarazioni,  ha detto che "quella lacrimazione è un fenomeno  molto positivo, che sta dando buoni frutti. Mi sembra un buon segno del Cielo". Laurentin ha anche smentito l'errata notizia secondo la quale egli non farebbe parte della Commissione d'inchiesta: "E' falso. E' stato monsignor Grillo a chiedermi di far parte della Commissione e io ho accettato".
Mons. Gerolamo Grillo vescovo diocesano, sul quale ricade la responsabilità storica e teologica di un pronunciamento ufficiale, recentemente ha dovuto rilasciare a giornali  e programmi televisivi  numerose interviste. In una di queste ha dichiarato:  "inizialmente ero  piuttosto scettico e perplesso sulla questione. Ma Nostra Signora mi ha dato un segno. In quel momento, i miei genitori e la suora che si trovavano con me nella cappella hanno detto che ero diventato bianco come un lenzuolo. Il sangue non si inventa. O c'è o non c'è. Mia sorella si è macchiata il dito  con il sangue, ma  è subito svanito. Accadde lo stesso quando i Gregori hanno asciugato la statuetta con un fazzoletto. Non ne è rimasta traccia: una volta prelevato dalla statua, il sangue scompare".

Interrogativi sul sangue

E' necessario chiarire questo punto, perchè ci si domanda: come ha fatto allora la Magistratura a prelevare del sangue dalla statua, dal momento che esso scompare? Lo stesso Vescovo precisa che "quando le persone, vedendo il sangue scendere o formarsi sulla statua, cercavano di raccoglierlo su un fazzoletto, il sangue non lasciava tracce, come se fosse scomparso. Ma la Magistratura, che non ha assistito a nessuna lacrimazione, ha prelevato il sangue coagulato rimasto sulle guance e quel sangue non scompare".
Mons. Grillo non manca di riconoscere che "i frutti di questa vicenda sono veramente straordinari, soprattutto per quanto concerne le conversioni e i ritorni alla fede"; numerose testimonianze arrivano anche dai confessori che "raccontano episodi veramente commoventi di ritorno alla fede cristiana. Le grazie sono tante". Ai frutti spirituali andrebbero aggiunti "una cinquantina di presunti miracoli per vagliare i quali  ci vorrà un'apposita commissione scientifica".
A differenza di altre apparizioni, come a Lourdes, Fatima, La Sallette e Medjugorje, qui la Madonna non ha pronunciato alcun messaggio, anche se il pianto della Madonna, osserva mons. Grillo,  è già per se stesso un eloquente messaggio per l'uomo di oggi: "E' un messaggio d'amore che ciascuno potrà leggere come vuole soprattutto in ordine alla propria conversione".
La relativa rapidità con cui questa vicenda sembra approdare ad un positivo ed ufficiale riconoscimento (atteso per Pasqua) ci fa sperare che sia di stimolo anche per la Commissione incaricata di verificare le apparizioni di Medjugorje. Osserviamo però che, come argomenta mons. Grillo, questo  caso "non trattandosi di visioni, non si presentava particolarmente difficile poichè  quasi tutti hanno potuto assistere a lacrimazioni che avvenivano sotto i loro occhi, che lasciavano traccia sulla piccola statua e si potevano toccare con le mani".

Folle straordinarie

La gente continua ad affollare la chiesetta di Pantano, dove in ognuna delle tre domeniche di febbraio, sono state distribuite circa 4mila comunioni, mentre il numero dei presenti si calcola intorno ai 10-12mila!
Come sempre accade in ogni manifestazione straordinaria di Maria, l'Eucaristia sta al centro. E infatti il programma di preghiera organizzato dalla parrocchia per i pellegrini riprende questa centralità:
ogni giorno alle 16,30 Rosario, alle 17,00 S. Messa seguita da un'ora di adorazione eucaristica; ogni martedì dalle 21,00 in poi adorazione per i giovani; ogni giovedì dalle 15,00 alle 17,00 adorazione per le vocazioni; ogni venerdì dalle 21,00 alle 22,30 adorazione per gli adulti.
Mirko

D. Tiziano Soldavini ha scritto in suo onore "Ti saluto Maria", un Canto a mia Madre, lodato da mons. Grillo (ed. Ancilla, Coneliano TV).


Su Vassula Ryden, la Congregazione per la dottrina della fede, dopo la notifica del 6 ottobre, è intervenuta di nuovo affermando che i suoi messaggi sono da considerarsi "meditazioni personali", dove "accanto ad aspetti positivi, si trovano elementi che appaiono negativi  per la dottrina cattolica". Per tale motivo invita tutti ad "un serio discernimento spirituale" (vedi Eco 125 p.8).


Notizie dalla terra benedetta

Il S. Padre andrà a Sarajevo il 13 aprile, segno di benedizione e di pacificazione per quelle popolazioni tormentate dalla guerra: così realizzerà il suo sogno, prima stroncato dalle armi. Egli certamente, sorvolando il Santuario di Medj., effonderà il suo cuore alla Regina della Pace dei suoi desideri, in attesa di inginocchiarsi su quella terra benedetta insieme ai pellegrini.

Testimonianza di mons.Franic'
intrepido difensore di Medj.

Nel dicembre scorso l'arcivescovo emerito di Spalato, mons.Frane Franic', ha celebrato i 60 anni di sacerdozio nella Concattedrale di Spalato colma di fedeli, presenti il card.Kuharic', alcuni vescovi e autorità della Croazia. Molti oratori hanno parlato della vita e dell'opera di questo coraggioso testimone della fede nei giorni delle pressioni e persecuzioni più forti dei comunisti. Tra gli altri il vicepresidente del governo, Jure Radic', il dott.fra Ljudevit Rupcic', don Dante,  hanno sottolineato "i meriti particolari di mons.Franic', testimone coraggioso che ha riconosciuto gli avvenimenti di Medj. come un segno di Dio e li ha sempre protetti. Per questo è stato anche attaccato, ma, come sempre, ha seguito la voce della propria coscienza e della propria convinzione: così ha aiutato molti ad accettare quegli eventi".
L'Arcivescovo stesso, ringraziando, ha dato ancora una forte testimonianza della sua fede nella Regina della Pace, che "anche a lui ha aperto il cammino verso la conversione". Ed ha affermato: "Anch'io ho imparato a pregare a Medj. e là ho potuto comprendere e sviluppare la teologia mistica... Ogni sacerdote deve pregare almeno 3 ore al giorno, ogni vescovo 4 e i vescovi emeriti 5! Riconosco l'autenticità dei messaggi della Madonna a Medj.". E' stato molto applaudito.

Le guarigioni miracolose

Durante questi 15 anni molti pellegrini hanno confermato di aver avuto guarigioni miracolose nello spirito e nel corpo, come frutto di preghiere o di voti fatti da loro stessi o da loro familiari, o come puro dono di Dio. Nell'ufficio parrocchiale di Medj. ne sono state registrate finora circa 400. Molti medici dalla Croazia e dall'estero stanno esaminando la loro autenticità.
Alcune di queste guarigioni hanno destato molto clamore, come quella di Rita Klaus. Da 10 anni ella ritorna a Medj. per ringraziare la Regina della Pace. Nella sua ultima visita ha detto che, pur lavorando molto, ha tempo per tutti quelli che la cercano. Guida gruppi di preghiera, dando la propria testimonianza. "Nella preghiera non dobbiamo chiedere quello che desideriamo, ma cercare la volontà di Dio... Ho studiato teologia e filosofia, ma quando per la malattia ho dovuto uscire dalla comunità religiosa, mi sono chiesta: Dio mio, a che sono valsi i miei studi e le mie fatiche? Eppure nulla è avvenuto per caso...
Ora la fede in Dio mi dà forza per affrontare le difficoltà che incontro e per insegnare a molti a pregare in modo da avvicinarli alla fede con la mia testimonianza. Quando si comincia a pregare, succedono cose davvero grandi. Allora la gente comincia a capire che nel proprio cuore è possibile trovare Dio. Con la nostra vita possiamo far capire agli altri che Dio rende felice l'uomo e lo fa essere vero uomo e che Maria è una vera madre che cura e protegge i propri figli..."

Incontro internazionale
dei giovani

L'8° incontro giovanile di preghiera si terrà anche quest'anno da giovedì 31 luglio a mercoledì 6 agosto e tratterà di Gesù: Tu sei il mio figlio prediletto, secondo il programma del 1° anno di preparazione al giubileo del 2° millennio.
31 luglio: ore 18 S.Rosario e S.Messa; ore 22 presentazione dei gruppi e adorazione. Ogni giorno si svolgerà un tema.
1 agosto: Mia esperienza di Dio (p.Joerg Mueller); Preghiera-incontro con Dio (don Cosimo Cavaluzzo, fra Slavko Barbaric', Ivan Dragicevic').
2 agosto: Tu sei figlio del Dio vivente (fratel Efraim delle Beatitudini); Battesimo (don Cosimo, Mirjana, Marija). Dopo la S.Messa serale, processione eucaristica per le vie della parrocchia e rinnovazione delle promesse battesimali.
3 agosto: E voi che cosa dite che io sia? (p.Gianni Sgreva); Eucaristia (don Cosimo); ore 16 Rosario sul Podbrdo con testimonianza di Vicka.
4 agosto: Sono venuto perché abbiano la pienezza della vita (sr.Elvira); Confessione (fra Slavko, Jakov e ragazzi della Comunità Cenacolo); ore 22-24 Vieni e vedi (vita della Comunità Cenacolo).
5 agosto: Fate quello che Lui vi dirà (p.Jozo Zovko); Vocazione: alla famiglia e alla vita consacrata (fratel Efraim); ore 16 Quello che avete fatto ai più piccoli. I giovani cantano alla Madonna e consacrazione comune.
6 agosto sul Krizevac: Questo è il mio Figlio diletto, ascoltatelo. Ore 03 Rosario salendo sul monte, ore 05 S.Messa.

Per la traduzione simultanea è necessario avere buone radio con la frequenza FM e cuffia. Chi dispone di strumenti classici si rivolga ad Agostino, responsabile per la musica (fax 387-88-651444): sarà loro assicurato l'alloggio alla Domus Pacis. Ciascuno porti la Bibbia. L'adorazione eucaristica sarà continuata per tutta la durata dell'incontro.


A tutti i gruppi: fonte ufficiale
di informazioni il Centro MIR

Il Centro informazioni MIR di Medj., che è in collegamento con i centri di preghiera e di pace di tutto il mondo, pubblica ogni due mercoledì il Press Bulletin per una informazione regolare sugli avvenimenti del Santuario. Per questo invitiamo a considerare come unica fonte ufficiale di informazioni questo Centro MIR, che fornirà tutte le novità relative alle apparizioni. Così si eviterà la diffusione di motizie non attendibili o di voci sensazionali, come è avvenuto di recente, causando incertezze e paure. Firmato: p.Ivan Landeka, parroco.      (dal Press Bulletin)


Mirjana sulle apparizioni di ogni 2 del mese

Notizie sensazionali su imminenti rivelazioni dei segreti si sono diffuse, soprattutto in America, dopo l'apparizione della Madonna a Mirjana il 2 gennaio. La stessa Mirjana si è premurata di smentire tutte queste notizie di pura fantasia, dicendo che la Madonna in quel giorno le ha comunicato solo il desiderio che in avvenire le apparizioni del 2 di ogni mese fossero aperte a tutti e ne ha anche indicato l'ora: le 11. La Vergine ha bisogno di tante preghiere per tutti quelli che non hanno conosciuto ancora l'amore di Dio. Ma niente di nuovo ha rivelato sui segreti, né a lei, né agli altri veggenti. Mirjana ha poi precisato che l'apparizione del 2 del mese avviene alla stessa maniera che a Vicka, Ivan, Jakov e Marija.

Ivan ha avuto le solite apparizioni sulla collina il martedì e il venerdì. Il 24 gennaio la Madonna gli ha ripetuto che "satana vuole distruggere le famiglie, e in seno ad esse mira soprattutto ai giovani: perciò dobbiamo pregare molto per la famiglia".

"I giovani chiedono pane..." - Dopo la sua visita alle isole Réunion e S.Maurizio nell'Oceano Indiano, suor Emmanuel scrive: "Migliaia di giovani sono venuti ad ascoltare i messaggi della Madonna, soprattutto nelle scuole. Quale dramma! La gran maggioranza di essi non ha che le proposte di un mondo senza Dio per fondare decisioni di vita e avvenire!
Eppure molti di questi ragazzi hanno preferito sacrificare la loro ricreazione o lo stesso pasto quand'era in programma la conferenza, per continuare il discorso su Dio, Maria, la vita... tale era la loro sete di sentir parlare della fede, come Maria ne parla a Medj.. Ci bombardavano di domande: "Che c'è dopo la morte? Che dice Maria sull'aborto? Come avviene la pace interiore?" Quale rammarico dover interrompere il discorso dopo due o tre ore, davanti a una messe così abbondante e pronta per la mietitura!
Ma gli operai per questo lavoro sono così pochi e sarà difficile, umanamente parlando, che questi giovani abbiano poi pastori che li guidino. Com'è necessario almeno l'esempio e la preghiera della famiglia!       (dal diario di Sr. Emmanuel)

Verso il 2000 con Maria

Dalla Grecia: "Abbiamo cominciato l'Avvento che durerà 3 anni per prepararci al grande Giubileo del 2000 e al trionfo del Cuore I. di Maria. Anche qui la Vergine si fa strada silenziosamente: i suoi messaggi sono posti con discrezione in quasi tutte le parrocchie di Atene, del Pireo, di Patrasso, di Tessalonica senza obiezioni da parte dei parroci..." (sr.Despina, dell'Eco greco).
Dal Giappone: "Uniamoci  a Maria e al S.Padre in questa preparazione trinitaria. Non è la conoscenza teorica di Gesù che cambierà il mondo, ma la testimonianza di persone che conoscono Cristo personalmente e sono trasformate da Lui. Desidero anch'io scoprirlo attraverso la Parola di Dio e la preghiera personale per rimettere sempre più la mia vita sotto la sua signoria: non ho altro interesse se non di testimoniare ciò che ha fatto nella mia vita. Ho fame e sete della sua seconda venuta perché gli uomini vedano che è solo Lui il salvatore del mondo." (sr.Luigina Buti).
Il Signore darà ai cuori  che lo cercano e  anche a cuori chiusi come sepolcri una chiara conoscenza di sé e della sua vittoria: questa sarà la sua venuta.


L'anno di "Gesù
dono del Padre"

Su questo tema si è svolto, dal 2 al 6 gennaio a Numana (AN), davanti a 500 persone, in un clima di famiglia, l'incontro guidato da p.Tomislav Vlasic' per la formazione delle anime offerte che vivono la loro chiamata nelle "Fraternità". Nelle fraternità non desideriamo altro che vivere il mistero della Chiesa. Il massimo che Dio può dare sulla terra è la Chiesa: la comunione con Dio. Tutto il nostro percorso, nascere da Dio e tornare a Dio, liberi nella comunione con Dio, è il servizio della Chiesa. Così ha sottolineato P.Tomislav la funzione di queste piccole famiglie spirituali, presenti su tutto il territorio nazionale, il cui numero nel corso dell'anno 1996 è quasi raddoppiato rispetto al precedente, passando da 50 a 97.
Le giornate si sono svolte seguendo il ritmo del Triduo Pasquale con al termine la Veglia di Risurrezione, nella quale c'è stato il rinnovo delle promesse del Battesimo e dell'atto di offerta "a Gesù attraverso Maria".
Riportiamo qui i passi fondamentali delle relazioni di p. Tomislav.

1. L'anno di Cristo: "Gesù Cristo è dentro di noi. Gesù Cristo è venuto in noi e dentro di noi oggi Egli agisce. Perdona, libera e riconcilia con Dio, rendendo la persona piena. Questi anni di preparazione sono un avvenimento in ciascuno di noi, allora occorre essere aperti a una dinamica interiore... Dobbiamo esprimere la presenza di Gesù dentro di noi, poiché c'è il pericolo di vivere questi anni da atei. E' la partecipazione interiore che conta: dobbiamo svilupparla ed è la ragione per cui siamo qui...
Quale chiamata in quest'anno? Siamo chiamati a manifestare la presenza di Gesù che è in noi. Ognuno dovrebbe manifestare Gesù Cristo, manifestare la dignità dell'uomo, portare la liberazione di Dio al mondo. Perché tanta paura del futuro? Gesù mette a disposizione tutto se stesso, ma dentro di noi non può sforzare nulla. Aprendoci, Gli permettiamo di agire. Siamo responsabili per noi e per gli altri, per la Chiesa...

2. Come realizzare questa chiamata. La Chiesa celebra Gesù Cristo unico Mediatore. E' la chiamata della Chiesa intera. Pochi sono quelli che realizzano questo: Maria Santissima è riuscita a realizzare Gesù Cristo unico Mediatore. Per arrivare lì, bisogna vincere tutti gli altri mediatori, idoli dentro di noi che hanno preso il posto di Gesù Cristo crocifisso. E questi sono: le teorie, le abitudini, le forze umane, la logica, le nostre proiezioni... Ovunque ci sono questi idoli, Gesù non è l'unico Mediatore. E se non crediamo a questa verità, tutto ciò rimane soltanto una frase, una predica. Dobbiamo permettere che Gesù agisca in noi togliendo gli altri mediatori, non rinnegando i valori umani, ma lasciando spazio a Gesù.
1° passo: lasciare tutte le ragioni per riposare... Vi porto un esempio. Una ragazza mi ha raccontato il suo desiderio di appartenere a Gesù. L'ho ascoltata, poi ho risposto: Hai argomenti validi, sai tutto. Però ti manca qualcosa: mentre ti ascolto so che il Signore ti ama attraverso di me, ma tu non hai sentito niente, la porta della tua anima è chiusa, sei rimasta tesa, triste. Allora abbiamo pregato e tutto è passato. Mi ha detto: Sono stanca. Gli ho risposto: Vai a riposare tre giorni nella tomba con Gesù per poter ritrovare la forza da Lui. E' bastata qualche ora e la ragazza si è trasformata. Le ho detto: Tutte le ragioni che dicevi sono valide, ma soltanto se sei aperta all'amore di Dio. Ecco, scegliete un riposo incondizionato in Dio!
Le ragioni valide che ostacolano l'amore vi mettono nelle tensioni. Quando ricevete l'amore di Dio, non potete essere tesi, preoccupati. E' necessario lasciare tutte le ragioni, anche quelle validissime, perché dietro a queste può agire anche satana. Per entrare nel riposo della Risurrezione, gli Apostoli hanno dovuto lasciare tutte le ragioni.
...e morire a se stessi per rinascere a vita nuova. 2Cor 4,7-12: Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi... I nostri argomenti devono essere come vasi di creta. Così accetto la morte -l'umiliazione, la negazione- a causa di Cristo e questo dà la vita all'altro e fruttifica nello stesso tempo nel nostro corpo. Così nel passo della S.Messa: Annunciamo la tua morte Signore... Quest'apertura alla morte di Cristo è un passaggio verso la Risurrezione dentro di noi. Se non si muore a tutte le nostre ragioni per essere aperti all'amore, questa potenza straordinaria non può sbocciare. Se avviene questo, posso testimoniare Gesù unico Salvatore-Mediatore. Questo ci apre al
2° passo: l'apertura alla Sua venuta. Un'apertura serena verso il compimento, un orizzonte sereno; lo Spirito Santo può fare tutto in quell'anima protesa verso l'Eternità dove si compie ogni cosa: in questo atteggiamento l'anima fiorisce ed è feconda.

3. I passi concreti. Vi ho detto queste cose a livello teorico, ma in concreto ci può aiutare soltanto la grazia, le virtù. Nelle prove. Voi siete stati provati. E avete sentito le difese: aggressività o depressione di fronte alle calunnie. Nelle prove in famiglia, in casa, con i figli, come reazione scattano le preoccupazioni umane. Se, al contrario, partono i meccanismi di apertura incondizionata all'amore di Dio, allora, pur piangendo e soffrendo, io rimango aperto e da questa prova esco vittorioso. Inevitabilmente ciò si ripercuote anche sugli altri.
Nella preghiera. Occorre sacrificare tutto perché dentro di noi lo spazio dell'amore di Dio sia libero. Non si ottiene questo con la partecipazione alla fraternità, ma con una decisione interiore continua, un esercizio continuo per aprirsi e appartenere a Dio. Allora non ci si può accontentare di una preghiera recitata, letta. La vita comunitaria è vera nell'apertura. Ogni singolo deve fare e sperimentare questi passi, altrimenti nella vita comunitaria non si può costruire la comunione fra le anime. Si arriva dunque a una preghiera esistenziale. Come abbiamo bisogno di respirare, così la nostra anima deve respirare l'amore di Dio. Nella dinamica dell'offerta questo significa rapportarsi in continuo con Dio e vivere questo amore incondizionato.
Nell'abbandono. Qui si vede l'importanza delle sofferenze. Se non ringraziamo per le sofferenze non possiamo sperimentare l'amore di Dio. Ho visto dalla mia esperienza come Dio, per attirare nell'amore un'anima che ha promesso un'abbandono totale a Lui, deve talvolta costringerla, legandole mani e piedi, perché lo lasci fare. Beato chi trova questa porta aperta in sé, la porta dell'abbandono. Il morire a se stessi passa attraverso l'abbandono. Se l'anima rifiuta questo e si difende, allora procura a se stessa amarezze e tristezza. Se invece si abbandona, l'anima sperimenta la gioia e la pace.
La missione. Perché la sofferenza? Perché Dio la permette? Quando io non appartengo più a me stesso ma a Dio, allora Egli può mandarmi nel mondo a sacrificarmi. Quindi non sono più io che mi sacrifico, ma Dio Padre, perché mi sono donato a Lui e Gli appartengo. Quando rispondiamo: Eccomi!, siamo come gli Angeli: aspettiamo la missione. Quando siamo pronti ad essere offerti in pace, allora il Padre ci manda nelle prove; allora, in tutti i casi, vince Gesù dentro di noi perché tutti gli idoli crollano. E Dio Padre ha dentro di noi il suo Figlio che si dona per il mondo. Non manifestate Gesù con le teorie, non cercate di convincere qualcuno, ma fate, vivete con semplicità. Potete essere nascosti. Anzi, raccomando a tutti coloro che vogliono essere "amore sacrificato" di rimanere umili, nascosti, senza ostentazioni. Quel processo in voi è tutto. Esternatelo con la semplicità.

4. Maria è attiva dentro di noi. Perché Maria chiede la consacrazione? Perché appare in tanti posti? Perché Maria è attiva! Ella ci prepara e accompagna verso il Giubileo. Oggi c'è la presenza particolare di Dio Uno e Trino nelle anime. Vi dico: cercate di non rimanere ciechi, sordi, insensibili! Ve lo ripeto: è già presente e vuol agire dentro di noi e attraverso di noi! Non camminate in questi anni in modo folcloristico! Non conta nulla. E' importante un'apertura interiore per sentire la presenza di Gesù in se stessi".
Nell'ultima relazione, p.Tomislav ha indicato numerosi passi concreti da fare per poter realizzare la comunione della Fraternità nello Spirito Santo, camminando con Gesù verso il Padre. Eccone la conclusione: A questo incontro con il Padre, siamo al punto dell'amore universale. Con questo atteggiamento una comunità non può essere chiusa in se stessa. Sente la missione di amare tutti: questa apertura all'universale ci porta a generare; e questo amore di Dio nutre l'umanità.
Nicola

Il prossimo convegno, aperto a tutti, sarà sul tema "Eucaristia vivente" dal 17 al 20 aprile, sempre a Numana (AN). Rivolgersi al Sig. Andrea Casadei tel. e fax: 071-82425 ore pasti.

* I 14 volumetti sui Convegni di P.Tomislav -disponibili anche in audiocassette- e il notiziario trimestrale "Eucaristia vivente" si richiedono ad: Ass. Eucaristia Vivente, Cas. Post. 65017 Penne (PE): offerte al ccp proprio 18537654.


Giovane sposa: il canto di un amore casto che vive ancora

"Non abbiamo mai mollato la preghiera"

Marija Dugandzic', nata Matiaca, che dirige l'ufficio informazioni di Medj., è contenta che anche i lettori di Eco conoscano ciò che la grazia di Dio ha operato nella sua vita coniugale, come lei ha confidato ai giovani della Comunità Cenacolo (vedi "Rissurrezione", 3 ott.96 - 12037 Saluzzo -CN).
Sono nata a Spalato, 33 anni fa, ho studiato lì, mi sono laureata in economia e commercio e nel 1984 ho cominciato ad andare a Medj. come pellegrina. Ho poi iniziato ad accompagnare i pellegrini subito per lavoro, ma poi è diventata una missione. Capivo che non era più un caso che chiamavano me come guida, ma dovevo entrare di più in questo cammino di fede per servire meglio i pellegrini e mettere a loro disposizione le mie capacità intellettive, fisiche, spirituali.
Intanto ero in ascolto di Dio per capire se dovevo sposarmi o farmi suora. Ho scelto di formare una famiglia. Con mio marito ci siamo conosciuti nel 1987 il giorno prima della natività della Madonna e lui è morto in guerra il giorno prima dell'Assunta nel 1995. Non sento nessuna rabbia contro la guerra perché lui è morto, anzi sono molto tranquilla, perché quando la guerra è iniziata, lui ed io abbiamo preso la decisione di rimanere qui a difendere casa nostra. Eravamo ben coscienti del rischio che portava questa decisione: per mio marito indossare la divisa voleva dire essere costantemente in pericolo.
Quando è iniziata la guerra avevo solo una bimba di due anni. Pensavo: "se mi muore il marito cosa faccio?" Era un pensiero che avevo in testa, che mi ossessionava a tal punto che un altro figlio non arrivava. Nel 93 è finalmente nata un'altra bambina.
Ora sento mio marito più vicino oggi di prima, ogni giorno di più; non è un ricordo di un uomo che io amavo, ma come ognuno di noi ha un rapporto con gli Angeli, con i Santi, con il Signore, così anch'io ho un rapporto con lui. Sento che la mia famiglia non è più una famiglia classica, ma è una comunità formata da cinque persone: noi tre, mio marito e Dio. Oggi mio marito mi accetta così come sono perché lui è libero da tutto e sento che accompagna i nostri passi e che mi aiuterà a crescere le bambine molto meglio, con più frutto. Mi dispiace molto che lui è morto, e soffro perché lui non c'è, però in fondo sono felice perché lui è il cielo.
Una volta, guardando la sua foto sono stata molto dura con me stessa; mi sono chiesta se amavo veramente quest'uomo. Ho detto: "se veramente lo amo, cosa desidero di più per lui dell'Eternità, del Paradiso?"
Le bambine sanno che il papà è in cielo, per loro il cielo non è una favola, una cosa delle fiabe. Loro sono nate e la Madonna già compariva qui a Medj., sono cresciute in questa realtà. Per loro la Madonna è una persona, una realtà e sanno che il papà è in quella realtà. Sono contente perché è come se fosse qui, come lo vivo io così lo vivono loro. La più grande, l'altro giorno , al mare, camminava con un'altra bambina, e quest'ultima le diceva: "vado a fare il bagno con il mio papà..." Lei ha risposto: "anch'io ho il papà e la mamma, la mamma è qui ed il papà in cielo". La gente è rimasta scioccata.
Questa comunione dei Santi che vivo con mio marito, con le mie figlie, con tutto il cielo, con tutta l'Eternità, non sarebbe possibile se non ci fosse stato un rapporto chiaro quando lui era vivo. Lui ed io abbiamo sempre vissuto un rispetto massimo l'uno verso l'altro e lui è stato un uomo veramente pulito, puro. Abbiamo creduto che per avere un amore fruttuoso bisogna vivere un amore che parte dal di dentro, dal cuore. Deve essere lo spirito che unisce, non solo il fisico e questo noi l'abbiamo vissuto. Abbiamo vissuto per due anni in castità completa, quando io aspettavo le bambine, ed il periodo dopo che le ho avute. Non era semplice vivere quella realtà, ma ho vissuto il rispetto pieno di mio marito. Ero come una dimora dove c'era la vita e lui capiva che era un dono rinunciare a qualcosa di esteriore per far crescere l'amore vero, l'amore affettuoso, l'amore che è dentro.

Penso che molte coppie abbiano problemi proprio perché non c'è questo rispetto e perché si dice: "Io penso, io ho diritto"; è qui che ci si sbaglia perché non si vive l'altro come un dono. Ho capito che in un matrimonio per essere felici, per vivere un amore vero, un amore fruttuoso, che si riflette sui figli, sia il marito che la moglie devono pensare: "non sono importante io, ma sei importante tu e la tua crescita". Se non avessimo vissuto questa preparazione prima, oggi non potremo vivere questa unione.
Io non mi sento vedova! Non mi sento una donna senza marito: mio marito c'è, solo che è in un'altra vita ed io devo aspettare un altro po' per arrivarci. Il Signore ha permesso che fosse così, Lui sa il perché, sa il nostro bene perché a noi vuole bene, di questo sono convinta profondamente. Nessuno di noi sa cosa ci aspetta nella vita: le cose belle e le cose difficili. Dobbiamo essere aperti ogni momento al suo grande amore, perché Lui ci prepara.
D. Prima parlavi di rispetto, di che tipo di rispetto parli?
R. Rispetto in tutti i sensi! Lui è stato un dono per me, io non l'ho meritato. Lui ha la sua bontà, le sue qualità i suoi doni e quando senti che la scelta non l'hai fatta tu, ma ti sei sentito spinto dentro, allora puoi vivere l'altro come un dono, come quando una cosa cara ti è stata donata: non puoi fare altro che rispettarla. Per esempio per me fare l'amore era un dono, lui nella sua libertà decideva di donarsi a me ed io nella mia libertà decidevo di donarmi a lui. Ma era lo spirito di entrambi che ci spingeva ad unirci, mai la passione.
Mi sono chiesta tante volte come mai mi sono innamorata di quell'uomo, è un dono di Dio amare una persona che non conosci; bisogna riconoscere questo dono, e quando lo riconosci non puoi giocarci, non puoi dire: l'amore è mio! L'amore è di Dio, messo nel nostro cuore, e bisogna usarlo proprio come una cosa divina. Come un qualcosa che Lui ha messo nelle nostre mani perché noi possiamo maneggiarlo con cura.

D. Ci sono stati momenti di tensione e di stanchezza?
R. Certo che ci sono stati, anche forti, momenti difficili ma non bisogna dimenticare che si è responsabili del "dono" e che la debolezza umana dobbiamo vincerla. Lui suonava la chitarra, gli piaceva molto e durante tutta la guerra non ha suonato, non ha cantato, era molto più teso, era più difficile comunicare con lui, però non mollavamo la preghiera. I momenti difficili si superano con il dialogo! E' molto importante parlare, è il nostro orgoglio umano che non ci vuol far chiarire, ci fa dire:"è lui che deve cedere..."; è il male che ci tenta, che vuol distruggerci il dono.
D. All'inizio avevi parlato di castità matrimoniale, ci puoi parlare di questo?
R. E' un argomento difficile. Quando si fa l'amore, prima di farlo, bisogna essere pronti dentro di noi ad accettare i figli. Se no, non si fa! Questa è proprio una mia idea fondamentale della vita. Non che io tutte le volte ero disponibile ad avere figli, però dobbiamo essere aperti dentro a questa possibilità, perché altrimenti è solo un fatto fisico.
Non si deve essere schiavi di questa paura di avere o non avere figli. Per me è contraccezione anche quando eviti apposta il rapporto nei giorni fertili, e penso che ciascuno di noi trova la risposta nella coscienza. Quando si iniziano ad usare altri mezzi contraccettivi, il fisico diventa oggetto di passione e non c'è più l'amore che vuole moltiplicarsi in questo rapporto, allora il seno di una madre diventa una tomba.
D. Ti risposeresti?
R. No! perché mio marito è vivo! Accetto che la chiesa lasci liberi; non condanno le persone che si risposano, tutti siamo diversi, ma questo si può fare solo una volta, perché questa unione rimane! Come ho detto prima, mio marito è vivo; se io non credessi in questo metterei in dubbio la mia fede nei confronti della Madonna, di Gesù. Io credo che Gesù è vivo, che Gesù è una realtà, e penso che ciascuno di noi è così. Come faccio a dire che mio marito non è vivo e la Madonna sì? Che differenza c'è, sono tutti e due in cielo, nell'Eternità.
D. Nella preghiera, non hai mai avuto dei momenti di aridità?
R. Si, tante volte. In quei momenti bisogna continuare, sono momenti che passano, momenti da cui si esce sempre più forti.


Segreti catastrofici
nelle apparizioni?

Bill Matthews dall'Australia si dice "confuso dalle dichiarazione del card. Ratzinger (Eco 130 p7), secondo cui la Vergine non crea sensazionalismi o paure e non ci dà visioni apocalittiche; egli sembra non tener conto delle apparizioni di Kibeho!..."

Occorre distinguere bene tra le cose dette da Maria ai veggenti perché siano comunicate, e i segreti a loro affidati, che non son stati ancora svelati, come il 3° segreto di Fatima. A Kibeho Maria si era espressa ai veggenti sui tristi eventi di dieci anni dopo; così pure a Medj. in pianto. E anche a Fatima aveva previsto la guerra futura e i danni provocati dalla Russia. Ma del contenuto dei vari segreti non si sa nulla di certo. Accogliamo quindi le interpretazioni del card.Ratzinger. Le previsioni catastrofiche sono puro frutto di congetture.

S.A. di Messina, scrive che le dichiarazioni del card. Ratzinger sul carattere di richiamo alla fede dei segreti di Fatima sono in netto contrasto con il carattere apocalittico che loro attribuisce d. Stefano Gobbi nella 20. ediz.

Quanto al segreto di Fatima, penso che la perdita della fede sia una catastrofe più grande di ogni catastrofe materiale. Io ho riferito solo una autorevole voce di chi ha letto il segreto. Don Gobbi non l'ha letto e si riferisce ad altre fonti. Tutte le profezie poi sono condizionate dalla risposta degli uomini alle richieste di Dio: ma chi sa valutare se non Lui questa risposta? Constatiamo piuttosto che da queste "rivelazioni" apocalittiche così diffuse, non viene un cambiamento di vita ma solo paura o curiosità. Cerchiamo la conversione e avremo consolato il Cuore del Padre e disarmato la mano del diavolo.

Un altro lettore, Paul Wavuri, riferendosi a Eco 119 p.7, chiede sui cibi (che Gesù ha benedetto!) da preparare per i 3 giorni di buio.
Non perdiamoci in queste frottole. Non c'è alcun fortunato che possa conoscere i segreti di quello che occorre fare per salvarci. La Parola di Dio ci ha già detto tutto e siamo obbligati a far solo quello! Anche la Madonna nelle apparizioni conferma solo questo.


A una ragazza: saper dire no per salvare l'amore

Una ragazza che "ama Gesù" esprime la sua pena per aver ceduto: ha sofferto le pene dell'inferno e non è più capace di affrontare la Messa. Ma è anche contenta di aver superato il periodo della "ingenuità" e non può più tornare indietro perché ama perdutamente il ragazzo.

Cara R., grazie della tua sincerità, che mi dà modo di illuminare anche tante altre ragazze nella tua stessa situazione. Oggi non ci sono difese, è impossibile vincere il male così seducente, se in noi viene meno la grazia di Dio; anzi senza di essa non possiamo più nemmeno pensare al nostro vero bene, al nostro fine, all'amore di Dio, al dono della purezza, che è gloria di una ragazza, splendore di cielo per accogliere, come nel seno di Maria, il dono della vita.
Noi, come gli oggetti che cadono per la legge di gravità, siamo sempre lì per cadere in basso, mentre solo lo Spirito Santo ci innalza a vedere le cose come le vede Dio e ci dà la forza per resistere al male.
Se non preghi più, è impossibile fare diversamente: l'altra vita non la capisci più. Come Eva sei stata attratta dal frutto gustoso e hai mangiato, ma poi, dici, "ti sei sentita nuda". Il mondo "è tutto riposto nel maligno" e fa pensare, come dici tu, che queste esperienze siano una necessaria maturazione il salto fuori dall'età "ingenua" per entrare nella realtà. Invece la Parola di Dio eterna e stabile come il Cielo ti dice che "salario del peccato è la morte". Il peccato è la fine della crescita e del dialogo vicendevole: per questo si disfano quelle unioni che si fondano solo sulla carne. Eppure, dici, lo amo perdutamente!
Ti fidi dei sensi? E poi che novità porteranno le nozze, la vita a due, quando tutto è già stato provato e consumato? La Parola di Dio non inganna, come invece fa satana con i malcapitati. Quella dice: il corpo non è per l'impurità, ma per il Signore e il Signore è per il corpo [cioè tutta la sua potenza divina la offre per custodire il nostro corpo, che è suo, per il battesimo]... Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Fuggite la fornicazione. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo [cioè col Sangue di Cristo che ci ha restituiti alla dignità divina, come dèi] (cf 1Cor 6,13.15.17-20).
Ecco perché, come Eva, ti sei nascosta a Dio e non sei andata a Messa la festa per non incontrare gli occhi di Gesù. Ma è ancora satana che, dopo averti gettato a terra sulla strada di Gerico, vuole impedire che ti lasci accogliere dal Buon Samaritano: Egli ti aspetta  con le braccia aperte. Devi metterti nelle sue mani perché a Lui tutto è possibile e può rimediare a tutto: Lui è "il Signore di tutto" e può fare perfino della Maddalena una regina. Ho conosciuto tante giovani che, dopo gli sbagli dell'inesperienza, hanno avuto la forza di riscattarsi con decisione. Ma qui occorre anche l'altro!... E' necessario amarlo, pregare per lui. Ma non lo si ama accettando l'inganno, bensì tirandolo fuori da esso. Se ci starà, crescerete assieme. Se non ci starà, è bene lasciarlo: se il tuo occhio [cioè una persona cara come l'occhio] ti è causa di inciampo, taglialo e gettalo via. E' meglio entrare nella vita con un occhio solo che con tutti e due essere gettati nella Geenna del fuoco... Lo dice Gesù, e non può sbagliare. E' meglio piangere prima... Coraggio: Dio è il più forte, ma occorre dargli una mano. Con tutto l'amore che ho per te.

La morale cattolica è impraticabile? L'arcivescovo di Monaco, card.Wetter, ha rimosso un cappellano della gioventù della sua diocesi, perché affermava che la morale cattolica è "impraticabile". Egli ha precisato che non intendeva far uso del suo potere episcopale, ma solo dare più stimolo e forza ai giovani perché non siano vittime del permissivismo sessuale.


Appuntamenti

* Ritiro internazionale dei sacerdoti con preghiera, conferenze, dialoghi, liturgia comune, si terrà a Medj. dall'1 al 5 luglio '97, organizzato da P.Slavko e Don Cosimo Cavalluzzo, per assecondare il desiderio di tanti sacerdoti. Saranno invitati anche sacerdoti che si occupano di guarigioni interiori e altri esperti. (Per informazioni tel. 387-88-651988, prenotazioni fax 387-88-651444). I primi 40 prenotati saranno alloggiati nella casa di preghiera "Domus pacis" della parrocchia.

* Il Movimento Consacratio Mundi annuncia il tema del 7° convegno che si terrà a Roma dal 1° al 4 maggio 97: "Conoscere meglio Cristo unico mediatore tra Dio e gli uomini" per realizzare il programma voluto dal S.Padre per i 3 anni di preparazione al Giubileo.
Parleranno in ordine: il Prof.Achille Triacca, p.Cortinovis del SMM, don Pisoni di Comunione e Liberazione il card.Vincenzo Fagiolo, l'arc.di Matera mons.Ciliberti, p.Luca Cirimotic' e p. Jozo Zovko. Il 1° maggio inizio 16,30 in S.Pietro; 2 maggio, ore 14 visita alle Basiliche romane; 3 maggio, probabile partecipazione al Rosario del S.Padre; 4 maggio, ore 12 Angelus del Papa in Piazza S.Pietro.  Indirizzo: Casa S.Giuseppe v.Casilina 1791/A Roma, tel/fax 06-20763217. (Per informazioni tel.0734-932092 a., 932272 u., 0368-3048880 cell.)
Echi dell'Eco
Per i non vedenti in Francia (i beniamini di Eco Francese) viene preparato un bellissimo Eco mensile in audio cassette,  con messaggio e nostro commento intramezzato con musica e qualche altra pagina di p.Tomislav e p.Slavko.

Preghiamo i lettori:
1. di scrivere l'indirizzo chiaro in stampatello;
2. di precisare l'indirizzo vecchio quando si chiede il cambio d'indirizzo;
3. ci dispiace di non poter soddisfare chi ci chiede pubblicazioni o materiale che non sia Eco: siamo in una piccola parrocchia e non abbiamo alcuna rivendita.;
4. aiutate i deboli di vista facendo per loro una copia di Eco ingrandita. Se questo non fosse possibile, chiedetela al Centro Maria, C.P. 11/33, 00141 Roma,  tel 06-86800555, con offerta;
5. non accettiamo più offerte destinate ad altre causali che non siano Eco;
6. cresce sempre la domanda di spedizione individuale per posta, perciò i distributori chiedano, se è il caso, di diminuire il quantitativo dei loro pacchi. Grazie.

Don Umberto Neri è tornato serenamente al Padre il 17 febbraio, solo due mesi dopo don Giuseppe Dossetti (Eco 131 p7). Oltre alle tante pubblicazioni sulla Scrittura, frutto della sua intelligenza del mistero, pubblicate dalle edizioni Dehoniane, (v.Nosadella 6,BO), ci ha lasciato come testamento l'ultima sua opera: I testi di Origene, sommo tra i Padri, che così si esprime sul dono che Gesù ci fa di sua Madre. "Si deve dire con coraggio che la primizia di tutte le Scritture è costituita dai Vangeli, e primizia dei vangeli è quello secondo Giovanni. Ma nessuno può coglierne il senso, se non si sarà posato sul petto di Gesù, e non avrà ricevuto da Gesù, Maria come propria madre".

Una novena per l'Italia inizierà (secondo lo schema dell'editrice Ancilla) il 25 marzo e si concluderà il 15 settembre a Civitavecchia. In occasione dell'80° anniversario delle apparizioni di Fatima, si terranno, da febbraio a giugno, ogni I° sabato del mese (ore 16,30) presso la Basilica Abbaziale di S. Pietro a Modena, gli incontri di preghiera per i gruppi mariani. Interverranno successivamnte: don Galasso Andreoli (1 febbraio), p. Luka Cirimotic'  (1 marzo), mons. Benito Cocchi  arcivescovo di Modena (5 aprile), mons. Paolo Hnilica (3 maggio).       Manlio Ferrari
(Per informazioni: tel. 059-342168)

* Incontro di p.Jozo in Italia - A Piacenza, nella Chiesa della SS.Trinità, sabato 8 marzo ore 15; ad Asti, Santuario della Madonna del Portone, domenica 9 marzo ore 15,30 rosario meditato; 17,30 S.Messa, 18,30 Adorazione. Preghiera per i sofferenti e raccolta di solidarietà per la Bosnia Erzegovina (tel.. 0141-592073-592088-530058 ore pasti); a Re (NO) Santuario Madonna del Sangue, il 20 aprile ore 15,30 (stesso programma).

* Al Palatrussardi (Palavobis) di Milano, il 6 aprile incontro di preghiera per la situazione dei paesi dell'Est, con il Vescovo Hnilica, P.Slavko, una veggente: dalle ore 9 alle 18, con Rosario, meditazioni, testimonianze, adorazione e S.Messa concelebrata perché il Cuore I. di Maria protegga i paesi dell'Est fino al Suo trionfo. Invitati in particolare i gruppi di preghiera. Per gli inviti gratuiti telef. a Cabrini (02-48021914).

* A Verona domenica 1° giugno incontro con Vicka, sr. Elvira e i suoi ragazzi, alle ore 14, presso l'Istituto S. Zeno, via d. Minzoni 50. I sacerdoti potranno concelebrare (tel. 045-8003667, opp. 7701473, ore pasti).

* Viaggio veloce a Medj. in aereo - A partire dal 21 aprile sarà ancor più semplice recarsi a Medjugorje grazie al nuovo collegamento aereo (due volte alla settimana) Milano Linate-Spalato (durata del volo un'ora; tragitto in pullman Spalato-Medjugorje due ore e mezzo), promosso dalla Pellegrinaggi Rusconi.  Quote economiche da L. 640.000 per 4 o 5 giorni  (tutto compreso). Per informazioni 0341-363077.

* Aggiornamento indirizzi - FIRENZE: Ricciardi Gisella, v. dell'Anconella 1, 055-223358; MODENA: Casa del Pozzo, tel.fax 059-282793; CHIERI (TO) Minelli Silvia Oddenino, via Buschetti 5. Ed.Svedese: Carlo Frizzo, c/o Josephina Hemmet, 16849 Drachmannsg 2, Bromma (Svezia)


Perché ogni 2 mesi e solo 8 pagine?

"...Trovo ingiustificato che Eco, con la fortuna di 800mila copie e di 16 lingue, invece di spiccare il volo e migliorare la sua veste tipografica, rimane un foglio di 8 pagine, che esce ogni due mesi: perché mortificare così questo splendido gioiello?" (M.S. di Messina).
Cara Maria, Eco ha già spiccato il volo, appunto perché è così leggero e il Signore benedice ciò che ha il carattere della sua povertà ed essenzialità. Sinceramente le dico che quello che lei desidera, l'ho sempre desiderato anch'io, ma la Madonna finora mi ha messo una dolce camicia di forza per farmi stare in questo solco di umiltà. E questo attraverso tanti segni cha accompagnano la vicenda di Eco.

1. La scadenza bimestrale si è resa necessaria per la mia impossibilità a far di più. Anzitutto devo curare la parrocchia. Per Eco ho tanti bravi collaboratori materiali, ma la testa è una sola, per la redazione, per l'organizzazione e i rapporti con le varie edizioni. E' chiaro, anche se non ripeto la mia firma, che tutto Eco ha una sola mano che lo redige.

2. Eco è gratuito e senza pubblicità, secondo il carattere del Vangelo (gratis avete ricevuto e gratis date): le offerte che arrivano dai lettori più generosi sono sufficienti a coprire questa scadenza e questo tipo di formato, il più economico, che pure comporta per le nostre 5 edizioni la spesa di 85 milioni per numero.
E' vero che davanti al materiale abbondante, che sappiamo atteso dai lettori, dobbiamo ridurre tutto all'essenziale, alla brevità: ma questo è anche il carattere del Vangelo. Scriveva suor Dominique dalla Francia: "L'Eco risponde a ciò che noi attendiamo: una presentazione sobria, spoglia, scrittura densa come nella Bibbia: la Parola di Dio non ha bisogno di accessori e di miniature. Facile, leggero e di poco ingombro nelle tasche, circola facilmente e finisce "sciupato", tanto è stato letto. Siete oggetto della nostra simpatia, riconoscenza e preghiera" (Eco 119 p 8).
Anche molti lettori hanno manifestato il loro gradimento per questa forma e per questa scadenza, perché Eco è molto denso e va meditato un po' alla volta e diluito nel tempo. Questa povertà poi è benedetta: non le dice nulla che abbia superato di molto le 800mila copie? Siano grazie a Maria, artefice di tutto questo. Continueremo a servirla fino a quando lo vorrà. Così ringrazio e benedico tutti quelli che la servono, attingendo a questa piccola eco dei suoi messaggi. A voi tutti pace e bene e ogni benedizione per una Santa Pasqua.

Villanova Maiardina, 26.02.'97


Eco di Maria, cas. post. 149, I - 46100 Mantova (Italia) - Fax (39)376-245075 A.13, n. 3-4, Sped. abb. post. comma 27, art. 2, legge 549/95 MN- Autor. trib. MN:  8.11.86, ccp 10799468
Resp.Ing.A. Lanzani   Tip. DIPRO (Roncade TV).
 


 

PC version: Questa pagina | Medjugorje | Apparizioni  | Messaggi  | Articoli i Attualitaè  | Galleria[EN]  | Medjugorje Videos[EN]