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Eco di Maria Regina della Pace 126 (Marzo-Aprile 1996)

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TEMPO DI MARIA:
una catechesi ininterrotta
del Papa
Il Papa ha percorso nelle ultime udienze
del mercoledì un vero cammino di catechesi
mariana, per chiarire la posizione insostituibile
di Maria nella vita della Chiesa e del mondo.
1. “Il volto mariano della Chiesa... si è
sempre più delineato nei secoli con lo sviluppo
della riflessione mariologica e del culto alla
Vergine” ha spiegato il 15 nov. “Certamente
la Vergine SS. è interamente riferita a Cristo,
fondamento della fede e dell’esperienza ec-
clesiale ed a Lui conduce. Perciò obbedendo a
Gesù, che ha riservato alla Madre un ruolo tutto
speciale nell’economia della salvezza, i cri-
stiani hanno venerato, amato e pregato Maria
in maniera particolarissima e intensa e Le
hanno attribuito una posizione di rilievo nella
fede e nella pietà, riconoscendola via privile-
giata verso Cristo, supremo Mediatore...
“La dimensione mariana della Chiesa si
rivela in numerose manifestazioni della vita
dei credenti, testimoniando il posto assunto da
Maria nel loro cuore. Non si tratta di elemento
superficiale, ma è un vincolo affettivo profon-
do e consapevole radicato nella fede, che spin-
ge i cristiani di ieri e di oggi a ricorrere abitual-
mente a Maria per entrare in più intima comu-
nione con Cristo”. E questo riferimento a
Maria accomuna cristiani impegnati, fedeli
dalla fede semplice e persino i lontani.
A conferma di questo il Papa parla dei
Santuari mariani come attrattive di folle di
fedeli e centri di evangelizzazione. E “come
nella prima comunità in attesa della Penteco-
ste, Maria spinge molti cristiani all’apostolato
e al servizio dei fratelli: ciò che si vede in
innumerevoli opere, iniziative, manifestazioni
che attraversano tutta la vita della Chiesa”.
Avanti dunque con Maria!
2. Né poco né troppo su Maria: - Certo
non era quello che i giornali avevano titolato
“Devoti sì ma non fanatici” il senso di ciò che
il Papa ha detto nella catechesi del 3 gennaio.
Ecco le sue parole: “Occorre sottolineare che
la dottrina e il culto mariano non sono frutti del
sentimentalismo... Del resto, Gesù stesso ave-
va invitato i suoi contemporanei a non lasciarsi
guidare dall’entusiasmo nel considerare sua
madre, riconoscendo in Maria soprattutto colei
che è beata perché ascolta la Parola di Dio e
la mette in pratica
(cf Lc 11,28). Non solo
l’affetto, ma soprattutto la luce dello Spirito
deve guidarci a capire la Madre di Gesù e il suo
contributo all’opera di salvezza...
Il mistero di Maria esige un metodo di
riflessione dottrinale non meno rigoroso di
quello usato in tutta la teologia... Il Concilio
esorta caldamente i teologi ed i predicatori
della parola divina, «ad astenersi con ogni cura
da qualunque falsa esagerazione...» (LG 67).
Queste provengono da quanti incorrono in un
atteggiamento massimalistico, che pretende di
estendere sistematicamente a Maria le prero-
gative di Cristo e tutti i carismi della Chiesa...
E’ necessario, invece, salvaguardare sempre,
nella dottrina mariana, l’infinita differenza
esistente fra la persona umana di Maria e la
persona divina di Gesù...
Analogamente, il Concilio esorta teologi e
predicatori ad «astenersi dalla grettezza di
Messaggio del 25 febbraio 1996:
Cari figli! Oggi vi invito alla conversio-
ne: questo è il messaggio più importante
che io vi ho dato qui. Figlioli, desidero che
ognuno di voi sia portatore dei miei mes-
saggi. Vi invito, figlioli, a vivere i messaggi
che vi ho dato durante questi anni.
Questo tempo è tempo di grazia, spe-
cialmente adesso che anche la Chiesa vi
invita alla preghiera e alla conversione.
Anch’io, figlioli, vi invito a vivere i mes-
saggi che vi ho dato per tutto il tempo da
quando appaio qui. Grazie per aver rispo-
sto alla mia chiamata.
Ancora e sempre “convertitevi”
In sintonia con la Chiesa, Maria ci dà il
messaggio giusto per questo “tempo propi-
zio” della quaresima, che si inserisce nel tem-
po di grazia
della Sua venuta sulla terra a
preparare la vera Pasqua. E ci invita alla
conversione. Questo è il messaggio più im-
portante che ci ha dato qui
, perché dalla
conversione viene tutto il resto ed essa non
conosce soste. Ma non è la pace il primo
messaggio di Medj.? Le prime parole dette da
Maria ai veggenti sono: Desidero stare con voi
per convertirvi e riconciliare il mondo intero
(26.6.1981). La pace è la mèta alla quale Lei ci
vuole portare e “di cui tutti sentiamo il biso-
gno”: la conversione ne è la strada.
1. Conversione è il primo invito di Gio-
vanni Battista alle folle, ripetuto poi da Gesù:
Convertitevi e credete al Vangelo; e se non vi
convertirete, perirete tutti allo stesso modo
.
Conversione, nel termine originale, è penti-
mento (“metanoia”, cioè cambiamento di
mente, ravvedimento dei propri peccati) a cui
segue il cambiamento di vita (“epistofré”).
Conversione è un ritorno totale del cuore a
Dio, perché questo cuore non sia diviso, ma
fuoco che arde per Lui, secondo il primo
comando: Amerai il Signore Dio tuo con tutto
il cuore... e il prossimo come te stesso
, anzi
come Io ho amato voi; secondo l’immagine
trinitaria, nella quale siamo stati creati, cioè di
piena comunione con i fratelli, come nelle tre
Persone, senza chiusure né settori inviolabili
del cuore, in cui si annidano gli idoli proprii,
ma nell’apertura totale all’amore.
Convèrtiti alla comunione quindi. Se hai
qualche fratello o sorella in Cristo, o coniuge,
confìdati sulla tua giornata, confessando i tuoi
sbagli, come segno di una volontà di correzio-
ne e di purezza interiore: Non tramonti il sole
sul vostro peccato
. Così facevano i primi cri-
stiani, come attesta Giacomo: Confessate gli
uni agli altri i vostri peccati.
E Gesù: Se il
fratello ha peccato, va’ e ammoniscilo tra te e
lui solo,
mentre sgridava gli apostoli perché
chiudevano la bocca su quello che avevano
detto lungo la via (Mc 9,33). Se non c’è aper-
tura concreta con il fratello, è facile che ci siano
catene che ci legano o mali occulti di cui non
ci si vuol liberare.
2. Per la conversione cominciamo a esa-
minare i rapporti con le persone vicine. E’
significativo che nelle Messe di quaresima, la
Chiesa ci faccia leggere i passi, dall’Antico
Testamento al Vangelo, che parlano della ri-
conciliazione e delle opere di misericordia,
specialmente in famiglia e verso i fratelli più
piccoli: Toglier l’oppressione e il puntare il
dito...dare il pane (anzi l’anima,
volg.)
all’affamato...non disprezzare la tua stessa
carne...non far preferenze, non giudicare...non
covare odio, ma rimprovera apertamente il tuo
prossimo, così non ti caricherai di un peccato
per lui.
Vuoi un’altra prova di conversione?
Sei pronto a lasciare una tua occupazione per
ascoltare o servire il fratello, il piccolo che ha
bisogno di te? oppure tardi o rifiuti perché
disturba il tuo quieto vivere?
3. Praticamente: pregare è il primo passo
della conversione, perché permette a Dio di
illuminarci con la sua parola per scoprire i
nostri errori e di darci la forza per lottare contro
di essi. Poi viene il digiuno da ciò che ingom-
bra il cuore e rende impossibile la comunica-
zione di Dio a noi; soprattutto il digiuno dal
peccato, poi dalla Tv e da certe letture o
curiosità; il digiuno da un po’ di sonno per
vegliare con il Signore (quante grazie ne ven-
gono!). Poi il digiuno a pane e acqua, il
mercoledì e venerdì, è un segno pratico di
accoglienza a Maria e di partecipazione alla
passione del Signore e alla sua lotta contro il
peccato.
Da qui viene la sete di quello che vuol dirci
Gesù nella sua Parola e il desiderio di unirci
al suo Corpo e Sangue nell’ Eucaristia: questa
è la S.Messa. Poi c’è la confessione che ri-
sponde al bisogno di purificazione dal peccato
e che porta a una coscienza pura e delicata: in
essa si riceve il tocco divino che sana, l’ab-
braccio di Dio e una leggerezza che è traspa-
renza del cuore.
4. alla fine Maria ci invita a diventare
portatori dei messaggi (altra volta ha detto
“missionari”), a viverli, non solo “ad ascol-
tarli ed a parlarne” (25.5.91); altrimenti le
nostre parole non avranno credito e nemmeno
potremo rendere credibile la presenza di Ma-
ria. Impariamo a recitare spesso il salmo 50
(Miserere), in cui è descritto il pentimento, la
conversione, lo spirito nuovo, il desiderio di
comunicare la nuova vita (“insegnerò agli
erranti le tue vie”) e la lode perenne a Dio. Così
la Madonna ci prepara alla Pasqua. d.A.
I dolori che ci hanno partorito alla vita
Eco 127 uscirà in maggio
ECO di MARIA
Regina della Pace
126
Marzo Aprile 1996 - La Pasqua del Signore - Indir.: Eco di Maria, cas. post.149, I - 46100 Mantova (Italia)
A.12,n.3-4, Sped.abb.mens. pub.inf.50%., Aut. Trib. Mantova, 13: 8.11.86, Fax (39)376-245075, ccp 10799468
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mente», cioè dal pericolo del minimalismo che
può manifestarsi in posizioni dottrinali, in in-
terpretazioni esegetiche e in atti di culto, ten-
denti a ridurre e quasi a vanificare l’importanza
di Maria nella storia della salvezza, la sua
verginità perpetua e la sua santità... Conviene
sempre evitare simili posizioni estreme in virtù
di una coerente e sincera fedeltà alla verità
rivelata, così come è espressa nella Scrittura e
nella Tradizione apostolica. Lo stesso Concilio
ci offre un criterio che permette di discernere
l’autentica dottrina mariana: «Nella Chiesa,
Maria occupa, dopo Cristo, il posto più alto e
il più vicino a noi» (LG 54)”.
3. “Maria, la faccia nascosta della Tri-
nità” - La Vergine Madre, “termine fisso di
eterno consiglio” (Dante) ci aiuta a scoprire
l’azione del Padre all’origine del disegno di
salvezza...che si è compiuto nell’Incarnazio-
ne...ad opera dello Spirito Santo con il concor-
so della donna, da cui è nato il Figlio di Dio e
la Chiesa intera. Maria dunque, come figlia
prediletta, alma madre e sposa illibata, riflette
a tutti i suoi figli in modo eccezionale le
operazioni della SS.Trinità (10 gennaio).
4. “La donna prima alleata di Dio contro
satana”: Così il Papa il 24 gennaio, osservan-
do che la storia della salvezza mette in risalto
fin dall’Antico Testamento, sempre più chia-
ramente, la figura di una donna. Tra le parole
bibliche che La preannunciano, il Concilio cita
quelle con cui Dio rivela, dopo la caduta di
Adamo, il suo piano di salvezza: Io porrò
inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e
la sua stirpe, essa ti schiaccerà il capo
(Gen
3,15). Tali espressioni, denominate fin dal XVI
secolo “Protoevangelo”, cioè prima Buona
Novella, lasciano intendere che “la prima re-
azione di Dio di fronte al peccato non è stata di
castigare i colpevoli, ma di coinvolgerli attiva-
mente nell’opera redentrice... Rivelano inoltre
il singolare destino della donna... Era stata
alleata del serpente per trascinare l’uomo al
peccato. Ora Dio, capovolgendo questa situa-
zione, annuncia che Egli farà della donna la
nemica del serpente
e la prima Sua alleata.
“Chi è questa donna...nuova, chiamata a
restaurare il ruolo e la dignità della donna e a
contribuire al cambiamento del destino del-
l’umanità, collaborando mediante la sua mis-
sione materna alla vittoria divina su satana?”
Il Papa precisa che è Maria; “e riconosciamo
nella «sua stirpe» Gesù, che ha trionfato sul
potere satanico nel mistero della Pasqua”.
Conclude il Papa: “Noi qui rileviamo con
gioia come il termine «donna», usato in forma
generica dalla Genesi, spinge ad associare alla
Vergine di Nazareth e al suo compito nel-
l’opera della salvezza, specialmente le donne,
chiamate secondo il disegno di Dio a impe-
gnarsi nella lotta contro lo spirito del male. Le
donne
che, come Eva, potrebbero cedere alla
seduzione di satana, dalla solidarietà con Ma-
ria ricevono una forza superiore per combat-
tere il nemico, diventando le prime alleate di
Dio sulla via della salvezza
.
Questa alleanza misteriosa di Dio con la
donna si manifesta in forme molteplici anche
ai nostri giorni: nell’assiduità delle donne alla
preghiera personale e al culto liturgico, nel
servizio della catechesi e nella testimonianza
della carità, nelle numerose vocazioni femmi-
nili alla vita consacrata, nell’educazione reli-
giosa in famiglia...” Questi segni concreti at-
tuano il Protoevangelo e suggeriscono “un’e-
stensione universale del vocabolo «donna»
entro e oltre i confini visibili della Chiesa,
mostrando che la vocazione unica di Maria è
inseparabile dalla vocazione dell’umanità e, in
particolare, da quella di ogni donna, che s’il-
lumina alla missione di Maria, proclamata
prima alleata di Dio contro satana e il male”.
"NON PREVARRANNO!"
Mt 16,18
“L’Eucaristia e la Madonna
salveranno la Chiesa”
Quel sogno di Don Bosco che attende
una data - Ci sono dei sogni che corrispon-
dono al vero. Tra i sogni profetici di Don Bosco
è famoso quello chiamato “delle due colon-
ne”. Ecco in succinto il suo racconto: “Ho
visto una grande battaglia sul mare: la nave di
Pietro, pilotata dal Papa e scortata da navicelle
minori, doveva sostenere l’urto di tante altre
navi che si muovevano a battaglia contro di
essa. Il vento contrario e il mare agitato sem-
bravano favorire i nemici.
Ma in mezzo al mare ho visto emergere due
colonne altissime: sopra di una, un'ostia gran-
de , l’Eucaristia, e sopra un’altra più bassa una
statua della Vergine Immacolata con un car-
tello: Auxilium christianorum. La battaglia si
fa sempre più furiosa; il Papa cerca di dirigersi
tra le due colonne in mezzo a una tempesta di
colpi. Mentre le armi degli assalitori vengono
in gran parte distrutte, si ingaggia una lotta
corpo a corpo. Il Papa viene gravemente ferito
una volta, ma poi si rialza; una seconda volta
e questa volta muore, mentre i nemici esultano.
Il nuovo Papa, eletto subito dopo, riprende il
timone e riesce a raggiungere le due colonne,
agganciandovi con due catene la nave, che è
salva, mentre le navi nemiche fuggono, si
distruggono a vicenda e affondano”.
Questo sogno lasciò sconvolti i più di 500
giovani che erano riuniti, come tutte le sere, ad
ascoltare Don Bosco, nel maggio 1862. Solo al
mattino seguente egli spiegò il senso del so-
gno. Gravi persecuzioni e travagli attendono la
Chiesa; due soli mezzi restano per salvarla:
Maria aiuto dei cristiani e l’Eucaristia.
Quando poi fu eretta la Basilica di Maria
Ausiliatrice a Torino, egli ordinò: “Mettete
sulla facciata queste due grandi vittorie di
Maria!...” Difatti in alto, sulla facciata della
Basilica, ci sono da un lato gli angeli che
portano un medaglione con sopra scritta la data
della vittoria di Lepanto (7 ott. 1971), nella
quale per mezzo del Rosario la cristianità fu
salvata dal pericolo turco e Pio V istituì la festa
del S.Rosario e attribuì a Maria il titolo di
“Ausiliatrice”. Maria e il Rosario: ecco le
armi che il Signore ci dà ancor oggi contro gli
odierni nemici. Dall’altro lato gli angeli por-
tano un secondo medaglione con le iniziali
della data di una futura vittoria molto più
grande e tutta mariana: 19...puntini.
Il resto della data dovremo aggiungerlo noi
quando si sarà avverata, in questo secolo.
Questo sogno si collega a quello che la Ma-
donna disse a Fatima: “Il mio Cuore Immaco-
lato trionferà”? e naturalmente sarebbe anche
il trionfo di Gesù nell’Eucaristia.
I nemici interni all’attacco
sulla nave di Pietro
Il corpo a corpo sulla nave di Pietro -se
stiamo alle parole di Don Bosco- significa
l’assalto dei nemici interni, che nei secoli
hanno sempre recato ben più danno alla Chiesa
che tutti i nemici dichiarati: le eresie, gli sci-
smi, gli scandali lo stanno a dimostrare. Oggi
essi sembrano avere un solo obiettivo, che man
mano diventa sempre più scoperto: colpire il
Papa e con lui l’unità delle membra del corpo
di Cristo. I piccoli e fedeli figli della Chiesa
sono chiamati in aiuto del Nocchiero, facendo
leva su due forze invincibili: l’Eucaristia, cioè
la presenza di Gesù nella tempesta, e l’inter-
cessione di Maria.
E’ bene sapere certe cose per renderci
conto del grave pericolo che corre l’unità della
Chiesa, per soffrire col Papa, per far salire a
Dio una preghiera incessante, come per Pietro
(Atti 12,5), in unione alla Vergine Maria. Sa-
pere per esempio del referendum partito dal-
l’Austria, con la petizione del sacerdozio per le
donne e per uomini sposati di buona reputa-
zione, l’abolizione del celibato dei sacerdoti,
l’ammissione ai sacramenti dei divorziati, la
democratizzazione del governo della Chiesa,
ecc.: mezzo milione di risposte affermative in
Austria, il triplo in Germania e la petizione si
estende ad altri paesi. E’ fuori discussione la
base illegittima di questo referendum.
E’ bene sapere del libro dei teologi tedeschi
che esprimono un dissenso radicale con tutto il
contenuto delle ultime Encicliche: Veritatis
Splendor, Evangelium vitae e della lettera
Ordinatio sacerdotalis, negando la competenza
del Papa ad imporre norme morali e giudican-
do quanto da lui scritto come una sua posizione
personale (Osservatore Rom. sett. 9.2.’96).
E’ bene sapere del documento ambiguo
dell’episcopato francese dell’11.02 (Immaco-
lata di Lourdes!) che apre la porta al preserva-
tivo (tutt’altro che sicuro negli effetti) quando
c’è pericolo di trasmissione dell’AIDS, in con-
trasto con quanto affermato dal Papa, perché
sarebbe negazione del principio della castità.
"Il vostro parlare sia: sì sì, no no"
Le precisazioni successive, che intende-
vano diminuire la portata dello scandalo, non
hanno troppo convinto. E’ venuta dal Vescovo
di Como
, Maggiolini una risposta chiara e
netta, valida per chiunque gioca al compro-
messo (cf Corriere, 14 feb.): “Quel testo è
ambiguo e non si può giustificare dicendo: sì,
c’è scritto così, ma noi volevamo dire un’altra
cosa. O si parla chiaro, oppure è meglio tacere.
Mi domando come si possa, usando uno stile
del genere, parlare di Gesù Cristo”. E conti-
nua: “Anche se c’è stato un modo sbagliato di
esprimersi, i Vescovi sono caduti nella trappo-
la dei mass media, che ignorano tutto il magi-
stero della Chiesa per buttarsi su questi detta-
gli: il preservativo, la pillola... E poi mi do-
mando: c’era bisogno di un documento su Aids
e preservativi?”
D. Ma si tratta di un problema drammatico
che riguarda milioni di persone. Come può
dire che non è indispensabile un documento?
R. Vede, il problema è un altro. Non si può
annunciare la morale prima della fede. Che
senso ha parlare di norme morali a un mondo
che non crede neanche più in Dio? Bisogna
ripartire dall’abc della fede: Dio, Cristo, la
Chiesa. E poi, quando si è parlato di queste
cose, a chi crede, si propongono le norme
morali che sono conseguenza della fede. E'
vero che queste norme sono comprensibili
anche da una retta ragione (sostenuta dalla
grazia): ma è alla luce della fede che l'uomo
capisce meglio il valore, ad esempio, di un
certo modo di vivere la sessualità.
D. Allora bisogna proporre la castità, an-
che a chi è malato di Aids e magari è sposato?
R. La castità è ideale a cui tendere. Ma la
Chiesa conosce le difficoltà e le debolezze
degli uomini e sa distinguere da situazione a
situazione. Questi distinguo però non vanno
fatti nei documenti, dove non si può far altro
che stabilire i principi.
D. E dove vanno fatti?
R. Nei confessionali. Vede, noi preti dob-
biamo essere intransigenti dal pulpito,
comprensivissimi in confessionale. E’ nel rap-
porto con i singoli che si cerca di capire, di
aiutare, di perdonare...
D. Ma molti laici hanno esultato per l’aper-
tura dei Vescovi francesi, vedi “Liberation” e
il “Manifesto”.
R. E questo, scusi, mi fa sorridere. Hanno
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bisogno della benedizione del Papa per usare i
preservativi? Perché chi dice di non credere,
pretende che la Chiesa avalli i suoi comporta-
menti? Mi sembra una posizione che, più che
contro la fede, va contro la ragione.
“Non temete quelli
che uccidono il corpo...”
Il compromesso col peccato è opera di
satana. Chi vuol lasciar passare il peccato, con
il pretesto di risolvere situazioni umane diffi-
cili, dimentica il fine eterno dell’uomo per
limitarlo alla sola soddisfazione di bisogni
umani terreni: Non di solo pane vive l’uomo!
Se ne va la visione secondo la fede. Né si
posson dire le cose a metà, o con linguaggio da
acrobati, per non apparire retrogradi e non
rompere palesemente con la comunione ec-
clesiale; né, da cristiani, possiamo parlare e
risolvere in modo che gli altri sempre ci com-
prendano. E’ follia pretendere che i media
accolgano il linguaggio della croce che è
stoltezza e scandalo...
(1Cor 1,18.23). Con chi
pensa come sopra e mette in dubbio l’insegna-
mento della Chiesa guardatevi perfino dalla
veste contaminata dalla loro carne
(Giuda 23).
Con chi non obbedisce, interrompete i rap-
porti (2Tes 3,14).
Le forze occulte dell’anticristo sono entra-
te nella Chiesa: Sono usciti di mezzo a noi, ma
non erano dei nostri
(1Giov 2,19). Che la
massoneria sia arrivata fino presso il soglio di
Pietro non è una favola. Già Paolo aveva
ammonito che l’uomo iniquo, il figlio della
perdizione s’innalza... fino a sedere nel tempio
di Dio
(2Tes 2,3). Allora immergiamoci nella
contemplazione di Gesù e del suo agire, di cui
l’Eucaristia ci fa partecipi.
d.A.
AIUTIAMO IL PAPA
sulla via del calvario
“Non lasciarlo cadere nelle mani dei suoi
nemici”: così si pregava in passato per il Papa.
Ora il Vescovo Hnilica, in occasione della
festa della Cattedra di S.Pietro, 22 febbraio, ha
scritto un appassionato appello ai gruppi
mariani, dicendo tra l'altro: "...Una delle più
grandi sofferenze per il Papa è quella di vedere
divisioni interne nella Chiesa. Contrapposizioni
al suo insegnamento vengono da certe catte-
dre, da qualche sacerdote e addirittura da qual-
che Vescovo che non accetta la pienezza della
sua vocazione a guida della Chiesa e creano nei
fedeli scandalo e disaffezione, indifferenza e
disobbedienza, frenando anche lo slancio mis-
sionario della Chiesa...
La sofferenza è certo stata una costante
nella vita di tutti quei papi che hanno seguito
le orme di Cristo, ma durante questo Pontifi-
cato si sta assistendo a un ripetuto attacco
contro il primato di Pietro, come raramente
nella storia della Chiesa. Uno dei recenti feno-
meni di ribellione contro il Papa è l’iniziativa
del referendum partito dall'Austria...
Per noi Vescovi, sacerdoti e fedeli dei paesi
dell’Est, perseguitati a causa della nostra fe-
deltà a Cristo e al suo vicario, l’amore al Papa
era di vitale importanza, perché era la pietra di
paragone della nostra fede. L’unica accusa che
ci veniva fatta era la nostra fedeltà alla Cattedra
di Pietro e i comunisti ci offrivano la libertà se
l'avessimo rinnegata.
Qui in Occidente sempre più ho visto pe-
netrare anche all’interno della Chiesa lo spirito
secolarista e massonico che... ama vedere nella
Vergine e nel Papa i suoi più grandi nemici e,
non potendoli eliminare, tende a ridurli a sem-
plici figure simboliche, manifestando un’ispi-
razione satanica. Così avviene per certi sacra-
menti dove il clima di materialismo laicista e
secolarista non lascia spazio alla grazia e al-
La situazione religiosa in Europa
Oggi solo un cristianesimo
radicale può convincere
In questa intervista con il Card.Vlk di
Praga, reduce dal carcere comunista, abbiamo
colto alcuni punti chiari e illuminanti: “La
società in Europa si radicalizza. Vedo in ciò un
segno che la gente non è contenta della solu-
zione che viene data ai problemi di oggi e cerca
soluzioni più radicali. Lo stesso mi pare av-
venga anche nella Chiesa... E’ necessario che
la Chiesa legga e capisca bene questa
radicalizzazione della società e che adotti essa
stessa soluzioni radicali. Ciò vuol dire vivere
radicalmente il Vangelo
, come lo fanno alcu-
ni movimenti e correnti spirituali nella Chiesa
già da tanti decenni...”.
D. Ma è una prospettiva realistica questa,
oggi? R. Sì, perché dove anche nella Chiesa
si comincia a vivere radicalmente, subito ci
sono effetti. Consideri gli ordini religiosi: quali
hanno più numerose vocazioni? Quelli che
vivono più radicalmente. Veda poi i movi-
menti: sempre ci sono nuovi membri, perché
anch’essi vivono radicalmente. Mi pare che
questa sia una via per il futuro.
D. Questa è anche la linea seguita oggi da
Giov. Paolo II, ma suscita molte critiche. Come
giudica lei queste critiche?
R. Da tanti anni siamo abituati a un cristia-
nesimo un po’ facile e questo oggi non dà
frutto. Soltanto la radicalità di cui parlavo ci
può portare avanti.
D. E nella parte d’Europa vissuta per
decenni sotto il comunismo ateo, la gente è
pronta ad accogliere il messaggio evangelico?
R. Direi di sì, la gente è pronta, ma si deve
portare un messaggio puro, radicale. Mi pare
che le prove subite, la situazione passata non ci
abbiano sufficientemente purificati per essere
veri testimoni di un Vangelo puro. Ciò che
aspetta questa società è veramente un Vangelo
vissuto. Non è tanto importante predicare il
Vangelo, quanto testimoniarlo, e non sempre
siamo all’altezza di questo. Se guardiamo ai
paesi ex-comunisti (Polonia, Slovacchia, Un-
gheria) perché l’opinione pubblica si sposta a
sinistra? Perché, mi pare, la Chiesa non è
ancora rinnovata dalle fondamenta, declerica-
lizzata, e questo volto della Chiesa non rinno-
vata non è accettato dalla società.
D. In Russia la gente, dopo la totale di-
struzione della cultura religiosa, ha sete di
fede, ma non sa distinguere tra fede e super-
stizione e cade nelle sètte...
R. Lei sa che l’anima umana ha sete del
divino e, se non trova una Chiesa, cerca una
sètta perché? Il comunismo ha distrutto quello
che è più caratteristico della Chiesa, la comu-
nione con Dio e tra gli uomini, riducendo la
religione a una cosa privata. Ora le sètte por-
tano un’apparenza di comunione, di amore
vicendevole, come può avvenire in piccoli
gruppi. Oggi il mondo ha bisogno di questa
comunione, di vicinanza degli uomini tra loro
e con Dio e di Dio con gli uomini... (cf Avve-
nire 11.02)
l’amore di Dio e tende a far scomparire la
confessione e a ridurre a immagine la S. Co-
munione. La Chiesa è assalita da gruppi laicisti
e da sètte fondamentaliste e indebolita da certi
suoi dissensi interni. E’ doloroso affermarlo,
ma questa indifferenza e a volte opposizione
alla Persona e alla vocazione universale del
Papa, viene inculcata anche nelle menti di certi
giovani seminaristi, da parte di teologi ed
esegeti, che insegnano aggressivamente le loro
stravaganze ed eresie, addirittura da qualche
cattedra che vuol definirsi cattolica".
Dopo aver accennato alle persecuzioni della
Chiesa dell’Est che vedevano in lacrime Paolo
VI e alla rinascita che il sangue di quei martiri
ha procurato, il Vescovo finisce additando
Giovanni Paolo II come l’uomo della divi-
na misericordia per i nostri tempi
, preparato
dal Cuore Immacolato di Maria per introdurre
la Chiesa nel terzo millennio” e invita a pre-
gare perché egli non venga a trovarsi solo.
E conclude con le parole del Papa stesso a
Fatima nell’atto della consacrazione alla Ver-
gine Maria: Si riveli, ancora una volta, nella
storia del mondo l’infinita potenza dell’Amore
Misericordioso! Che esso fermi il male! Tra-
sformi le coscienze! Nel tuo Cuore Immacolato
si sveli per tutti la luce della Speranza!
La consolazione dopo la croce
Quel Dio che consola gli umili ha riservato
al Papa nel Nicaragua un giorno di esaltazione
dopo l’amarezza di 13 anni fa, quando i
sandinisti avevano inscenato una clamorosa
contestazione proprio durante la Messa del
S.Padre a Managua. Ora è venuto il pacifico
trionfo del vicario di Cristo in mezzo a quello
stesso popolo. “Il Nicaragua è passato dalla
notte oscura al sole. L’America centrale, fino
a ieri poligono di tiro dove si scontravano le
due superpotenze, ora per grazia di Dio ha
riacquistato la sua sovranità umana e cristia-
na”. Il bacio del Papa alla Presidente Violeta
Chamarro e il suo camminare per mano insie-
me a lei, come già avvenuto con Madre Teresa
di Calcutta, voleva confermare che “la Chiesa
intende camminare con la donna del nostro
tempo mano nella mano”.
Un olocausto di vittime innocenti
che espiano i peccati degli uomini
45 milioni di aborti nel mondo ogni anno!
Un aborto ogni 3 nascite! Il Fondo delle Na-
zioni Unite per la popolazione non lancia il suo
rapporto per dare un’allarme: di quei 45 milio-
ni non gli importa proprio nulla; ciò che pre-
occupa è esclusivamente la salute delle madri.
Per queste poi si gonfiano le cifre di quelle che
perdono la vita (70mila), a causa di condizioni
sanitarie inadeguate, per estendere la
legalizzazione dell’aborto, specie nei paesi del
terzo mondo...
200 mila sacerdoti, di diverse confessioni,
sono stati uccisi nella Russia durante il regime
sovietico. Altri 500 mila sono stati vittime di
arresti, di carcere o di campi di concentramen-
to. E’ un dato ufficiale fornito dal Presidente
della commissione istituita da Eltsin per la
riabilitazione delle vittime delle repressioni
politiche. Se aggiungiamo il numero enorme
dei cristiani vittime del comunismo ateo negli
altri regimi comunisti, possiamo dire che mai
il martirio della Chiesa è stato ampio come nel
nostro secolo. Secondo lo stesso Presidente
della commissione, Jakovlev, sono 60 milioni
le vittime di 70 anni di comunismo.
Il Centro Maria di Roma organizza pellegri-
naggi economici di 6 giorni a Medj. (pullman e
traghetto) per persone e gruppi scarsi di mezzi
(£385mila): 21-26 giugno; 2-7 agosto; 12-17
agosto; 6-11 sett. Procura anche copie ingrandite
di Eco
per i deboli di vista:c.p. 11/33, 00141
Roma, tel 06-86800555
Ritiri mariani ad Angolo Terme BS, casa
S.Obizio: dal 4 al 7 aprile (per tutti); dal 9 al 14
giugno (per sacerdoti, religiosi/e e consacrati).
Inoltre 4-10 agosto Corso sulle beatitudini; 10-16
agosto Settimana Mariana con équipe della Casa di
Maria (Roma); 6-8 dicembre Esercizi per l’Imma-
colata. Per informazioni tel/fax 0364-548178.
Il convegno su Chiesa viva, guidato da P.
Tomislav Vlasic ' si terrà a Numana AN dal 18
aprile (ore 17) al 21 (ore 12). Per informazioni
rivolgersi ad Andrea Casadei, v. Tiziano 34, AN,
tel./fax 071-82425: ore 13,30-14,30; 21,30-22,30
background image
Le malefatte di satana
Stiamo vivendo un periodo in cui satana è
di moda: ne parla con verità tutta la Bibbia; ne
parla spesso la Madonna a Medjugorje. Ma ne
parlano anche troppo i media, specie la TV,
confondendo le idee e, in effetti, reclamizzando
maghi, cartomanti, imbroglioni di ogni specie;
quando addirittura non reclamizza anche le
sètte. Chi è meno informato e meno ci crede è
il clero. Perché? E quando si ha bisogno del
parere di un esorcista è difficilissimo trovarlo;
perché? Tanti oggi si dànno alla magia, alle
varie forme di occultismo, allo spiritismo; e
quasi mai gli educatori sono in grado di dare
una giusta informazione.
Si aggiungono poi tanti altri problemi. Ad
esempio: come distinguere un male malefico
da una malattia psichica? Di fronte a certe
difficoltà e stranezze, giovano davvero le pre-
ghiere di liberazione? Quando invece è neces-
sario ricorrere all’esorcista? A queste e ad altre
domande risponde il recente libro del nostro
collaboratore D.Gabriele Amorth, “Esorcisti
e psichiatri
” (Edizioni Dehoniane), che può
soddisfare quanti sono interessati a questi pro-
blemi. Ci preme sottolineare la raccomanda-
zione dell’Autore: “Dobbiamo avere paura
del peccato, non del demonio”;
e l’insegna-
mento di Paolo VI: “Tutto ciò che ci difende
dal peccato, ci difende dal maligno”.
1.
“Quando si sogna il maligno con
contorni paurosi, può essere frutto solo della
psiche o anche della sua presenza?” è stato
chiesto a Don Amorth. Ecco la risposta:
R. Sappiamo che i sogni dipendono dal
subconscio. Normalmente qualche incubo ce
l’ha chiunque perché nel nostro subconscio
tutti abbiamo dei ricordi paurosi, dei timori
riguardo alla salute o a qualche disgrazia, ecc.
Ma, alla domanda specifica che mi si fa, io
direi che tutti i nostri sogni in parte possiamo
pilotarli; ossia è necessario che quando siamo
svegli, ci alimentiamo di tutto ciò che è positivo
e che piace a Dio e stiamo attenti a ciò che
vediamo e leggiamo. Così si elimina la pre-
senza demoniaca e non avremo nessuna paura
del demonio. La Bibbia non ci dice mai di
temere il diavolo, ma “di resistergli forti nella
fede, poiché egli si aggira attorno cercando
chi divorare”. Dice anzi di “resistergli rive-
stiti dell’armatura di Dio”
(1Pt 5,8-9; Ef 6,11).
Purtroppo i mass-media, in particolare la
TV, sotto questo aspetto stanno rendendo un
pessimo servizio! Guardate “Misteri” e pro-
grammi del genere: si sono accorti che il
demonio fa notizia. Io li considero tutti nega-
tivi, anche quello a cui ho partecipato. Tutti
mettono le cose in burletta, ossia falsificano i
fatti, ed è proprio quello che il demonio vuole:
o che non si parli di lui, così può agire libe-
ramente; o che si parli troppo di lui, così che
sembri il protagonista della storia, mentre il
protagonista è Cristo.
Per concludere, si devono evitare letture e
spettacoli che possano inculcare paure, come
gli horror e, specialmente per i ragazzini,
giochi, album, cartoni animati veramente mo-
struosi. Come possono non avere incubi quando
si nutrono di violenza e di figure raccapric-
cianti? E poi ci si deve sentire sicuri dell’aiuto
di Dio, della protezione di Maria e dell’Angelo
Custode.
[Quindi è più importante che mai, non
passare dalla TV al letto, ma pregare prima del
riposo, anche quando abbiamo molto sonno: il
Signore ci renderà in abbondanza il tempo che
avremo dato a Lui. Quanto è efficace, prima
del riposo, il Rosario e la preghiera intima con
il raccontare al Signore la nostra giornata!
Allora veramente “io dormo ma il mio cuore
veglia”, direbbe il Cantico. «L’adorazione
prima del sonno mi dona di alzarmi al mattino
pieno di gioia e di fiducia» mi confidava un
amico. Quanti l’hanno provato! E chi ben
comincia... ndr]
2.
Il segreto di Fatima parla di una terza
guerra mondiale, ma nessun Papa ha avuto il
coraggio di svelarlo. E un evento negativo è
stato profetizzato per la seconda metà di questo
secolo: mancano solo 5 anni! L’umanità corre
un pericolo mortale, ma nessuno lo dice...
R. Ho le mie riserve riguardo al terzo
segreto. Pio XII non lo aveva voluto aprire, dal
momento che Lucia aveva espresso il deside-
rio che venisse aperto dopo il 1960. Fu Papa
Giovanni a leggerlo con molta cura, poi lo fece
leggere a tutti i principali esponenti della
Segreteria di Stato e del S.Uffizio per sentire il
loro parere. Lo stesso Papa dettò al suo se-
gretario Mons.Capovilla, ancora vivo, una
postilla da allegare alla busta del terzo segre-
to. Nella postilla erano spiegati i motivi per cui
il Papa ritenne di non doverlo pubblicare.
Tutto questo mi ha scritto Mons.Capovilla.
Prima osservazione: Il Papa non ha fatto
torto a nessuno, dal momento che il segreto era
rivolto a lui. Se la Madonna avesse voluto che
venisse reso pubblico, avrebbe potuto farlo
subito, come ha fatto con gli altri due. Inoltre
penso che i motivi addotti da Papa Giovanni
erano ben fondati, perché Paolo VI, appena
diventato Papa, chiese subito a Mons.Capovilla
dov’era la busta col segreto: “E’ in quel cas-
setto”, rispose l’ex segretario. Il Papa lesse,
ma ritenne giusti i motivi per cui non era
conveniente pubblicarlo. Lo stesso fece Gio-
vanni Paolo II. Perché? Guardate, è inutile
arrampicarsi sugli specchi. Hanno scritto tante
cose che sanno proprio di inventato riguardo al
terzo segreto. La Madonna non viene a predirci
disastri, ma ad insegnarci a evitarli.
Anche sulle tante apparizioni che avven-
gono in ogni parte del mondo, rispondo con le
parole di Maria a Lucia: “Siccome gli uomini
non accolgono il messaggio, l’ultima alterna-
tiva che Dio vi dà è la Mia persona, manda Me
stessa”. Il gran numero di apparizioni nel
mondo avvengono per richiamare l’umanità
alla conversione, perché
Dio vuol fare mise-
ricordia
attraverso quelli che accolgono i ri-
chiami di Maria e cambiano vita. E quale
movimento di conversione ha portato Maria
ovunque! Tutta la Bibbia è qui a dirci che Dio
ha pazienza, pazienza, pazienza..., poi viene il
castigo. Ma non è Lui che castiga, sono gli
uomini che castigano se stessi e si castigano
tra di loro; non è Dio che manda i castighi.
Sul contenuto del terzo segreto, che non è
mai stato rivelato, in tutte le pubblicazioni che
sono uscite, vi è tanto di invenzione. Per esem-
pio una di esse incomincia con un’espressione
della Madonna: «Piccola mia!», parole mai
usate dalla Madonna con Lucia. Un’altra
espressione mai detta dalla Madonna in quelle
pubblicazioni: «Hai visto il miracolo del sole?»
Papa Luciani, nel 1977 aveva chiesto nelle due
ore di colloquio con Lucia: «Ti è piaciuto il
miracolo del sole?» «Non l’ho mai visto»
rispose Lucia. Difatti Lucia, Giacinta e Fran-
cesco, durante il miracolo del sole, ebbero
delle apparizioni personali (l’Addolorata, la
Madonna del Carmine, la S.Famiglia,
S.Giuseppe col Bambino) e non videro il sole.
La Madonna ci richiama urgentemente alla
conversione, come tutta la liturgia e la
predicazione della Chiesa. Ma importante è
che si ascoltino. C’è bisogno di tanta preghiera.
Quello di Fatima è il grande messaggio del
nostro secolo; tutti gli altri, compreso
Medjugorje, ne sono la continuazione. Ma quel
messaggio termina con una grande speranza:
«Alla fine il mio Cuore Immacolato trionfe-
rà e ci sarà un periodo di pace per il mondo
».
Notizie della terra benedetta
Testimonianza di un Arcivescovo
americano a Medjugorje
Ai primi di febbraio abbiamo avuto la
visita dell’Arcivescovo Philip Hannan di New
Orleans, ora emerito, fondatore di una stazione
radiotelevisiva, che ha lo scopo di far conosce-
re le sofferenze di tanti fratelli e di portar loro
soccorso. Egli, assieme all’équipe televisiva,
ha visitato alcune città della Bosnia, comprese
Tuzla e Sarajevo, dove ha incontrato il
Card.Puljic’, per far conoscere al pubblico
americano i progetti umanitari per quelle po-
polazioni. E’ arrivato poi al Santuario delle
Regine della Pace in Medj., dove si è fermato
2 giorni. Egli si è recato al Villaggio della
Madre, dove le pene e sofferenze di quei
bambini orfani l’hanno toccato profondamente
e ha detto in lacrime: “Dio stesso ha ispirato
i costruttori di questo villaggio”. L’Arcive-
scovo ha poi visitato e ammirato la comunità
Cenacolo, dove giovani tossicodipendenti gua-
riscono dalla droga.
Era la terza volta che veniva a Medj. e
prima di partire ha detto: “Qui ho sempre
sentito un’atmosfera profonda di pace e di fede
e ho sempre trovato una particolare pace in tutti
quelli che sono stati qui. Tornano a casa con
una fede approfondita, ritornano alla vita sa-
cramentale e alla preghiera. Iniziano gruppi di
preghiera che sono sorgente di grazia per mol-
ti. Per questo motivo raccomando a tutti, spe-
cialmente ai giovani, di venire in pellegrinag-
gio alla Regina della Pace e di comunicare agli
altri la loro esperienza. Che in questo modo si
formi una catena di pace e di fede nel mondo”.
Più di 500 casi
di guarigioni prodigiose
Sebbene i Padri di Medjugorje conservino
la dovuta discrezione su questi fatti, sappiamo
che i casi di guarigione segnalati sono innu-
merevoli. Quelli di cui è stata raccolta una
documentazione scientifica superano i 500.
Una trentina di questi hanno le caratteristiche
della straordinarietà assoluta e sono corredati
da tutta una documentazione che attesta la
malattia nella sua gravità, la guarigione im-
provvisa con caratteri e modi sconosciuti alla
scienza medica. Per molti di questi casi sono
iniziate fin dal 1984 e per gli anni successivi,
serie indagini scientifiche, assieme a quelle sui
veggenti (queste risultate sempre positive).
Sappiamo che Dio non fa mancare soli-
tamente “segni e prodigi” per aiutare e
confermare la fede in ciò che viene da Lui,
come le manifestazioni soprannaturali, le
parole profetiche e la veridicità e santità dei
suoi testimoni. Lo conferma il Vangelo:
Que-
sti saranno i segni che accompagneranno quelli
che credono... e il Signore operava insieme
con loro e confermava la Parola con i prodigi
che l’accompagnavano (Mc 16,16-18). * *
P.Jozo “sommo sacerdote” di tutti gli
indiani! - Dopo aver riferito del suo lungo
viaggio in Oceania, riportiamo un particolare
del suo soggiorno in Canada, da lui stesso
raccontato. “Alcuni indiani canadesi deside-
ravano un incontro con me e aveva sollecitato
il loro Vescovo a organizzarlo. L’incontro è
avvenuto vicino alla loro piccola Chiesa ed è
stato così commovente che tutti abbiamo ini-
ziato a piangere: un incontro irripetibile. Nel
suo discorso di benvenuto davanti al Vescovo
e al suo delegato, il capo indiano ha parlato di
un momento storico per il Canada e per il
popolo indiano. Il 99% di questa gente è cat-
tolico e siccome vogliono appartenere a Maria,
accettano anche il suo messaggio di pace al
mondo. In seguito il capo mi ha nominato
background image
“sommo sacerdote” e capo onorario di tutti gli
indiani, secondo la decisione del Consiglio.
Quando ho ricevuto le mie insegne, l’uomo che
custodisce il kalumet della pace è venuto da
me, dicendo che gli indiani avevano deciso di
accenderlo per la Croazia. Dopo averlo acceso,
l’hanno dato a me, passandolo poi di mano in
mano a tutti i presenti col grido “per la
Croazia!”. Dopo questo essi hanno pregato per
me e per l’intero popolo croato. Il capo con il
rosario in mano ha definito Medj. terra bene-
detta, da cui vengono i messaggi da loro so-
gnati e ha benedetto Medj. e il popolo croato,
pregando che la guerra finisca per sempre”.
Testimonianza di un pilota americano -
Abbiamo già parlato del pilota americano Scott
O’Grady, salvatosi dopo la caduta del suo
aereo nel giugno 1995 (Eco 122, p5). Egli che
ha descritto in un libro le sofferenze, la fame,
la sete, il freddo e la paura che ha sofferto,
nascosto nella foresta in attesa di aiuto, ha
raccontato anche il particolare più significativo
dell’intera operazione di recupero. "Pensando
che la sopravvivenza è anzitutto un test spiri-
tuale, ho sperimentato qualcosa d’incredibile.
Improvvisamente nel mio nascondiglio mi è
venuto alla mente il racconto della madre di un
mio amico, che era stata prima della guerra a
Medj., dove si testimonia l’apparizione della
Madonna. Allora mi sono rivolto alla Madonna
e ho immediatamente sentito la sua presenza,
che diventava sempre più chiara e tangibile
fino al momento in cui l’ho vista. E’ difficile
descrivere con le parole. La visione generò in
me una sensazione incredibilmente calda e
piena di gioia e di pace. Esisteva qualcuno che
pregava e vegliava sul mio ritorno a casa.
Quella visione è la cosa più importante che
mi è successa in Bosnia. Mi ha dato il coraggio
di tener duro nei momenti più difficili. Con il
suo libro il pilota americano ha reso pubblica
la dichiarazione che lui stesso ha dato imme-
diatamente dopo l’operazione di recupero: «La
Madonna di Medj. mi ha salvato»".
Venti giovani artisti hanno partecipato
nella casa di preghiera Domus Pacis a un
seminario artistico, diretto dal famoso artista
italiano Carmelo Puzzolo, autore dei bronzi
della Via Crucis del Krizevac e dei misteri del
rosario della collina delle apparizioni e grande
amico di Medj.. Era presente anche la pittrice
accademica Sr.Milena Tomas, che vive e la-
vora a Medj..
(dal Press Bulletin )
* P.Slavko ha fatto con Mirjana una bella
tournée nell’Oceano Indiano. Chiese piene
zeppe. Interrogato sul riconoscimento ufficiale
della Chiesa per Medj., egli ha risposto con una
battuta di buon umore: “I comunisti sono stati
i primi a riconoscere le apparizioni di Medj..
Nel 1981, già dal terzo giorno, essi dissero ai
veggenti: «La vostra Gospa ce l’ha con noi!»
Sembrava lo spirito maligno del Vangelo che
gridava davanti a Gesù: «Che c’entri con noi,
Gesù di Nazareth, sei venuto a rovinarci?»”
* P.Jozo è partito per una tournée in Italia.
In marzo si recherà con P.Ivan per una missio-
ne a Sarajevo. Predicheranno in molte par-
rocchie. Preghiamo per loro perché lì le anime
hanno molto bisogno della Parola di Dio.
* Francesco Maria Lunetti, secondo fi-
glio di Marija Pavlovic’, è nato il 24 gennaio.
Ok sia per lui che per la madre, la quale ha
ricevuto il messaggio di gennaio del giorno
dopo in ospedale. La Madonna ha avuto la
delicatezza di evitare gli orari di cura e di visita
per stare liberamente con Marija.
* Pilip Dragicevic, zio di Jakov è morto
improvvisamente. Egli aveva accolto in casa
Jakov quando a 10 anni era rimasto solo per la
morte della madre e fu per lui come un padre.
(dal Diario di Sr Emmanuel)
Medjugorje continua
a Civitavecchia
Migliaia di conversioni, 23 guarigioni
fisiche - “E’ un evento razionalmente non
spiegabile. Certamente è accaduto qualcosa di
irrazionale nelle mie mani. Mi farò ammazza-
re, ma ripeterò sempre ciò che ho visto ed è
accaduto nelle mie mani”, ha affermato il
Vescovo Mons.Gerolamo Grillo, nel secon-
do anniversario della lacrimazione della sta-
tuetta della Madonna di Medj. a Civitavecchia.
Il Vescovo rivela anche di “moltissimi casi,
dai 20 ai 23, di guarigioni attribuite all’inter-
cessione di Maria; soprattutto per due, di cui un
bimbo, pare si tratti di ritorno da coma
irreversibile.
Poi parla di grazie infinite, di 300 mila
pellegrini in un anno da tutto il mondo. Miglia-
ia e migliaia sono poi i convertiti: tra cui 120
testimoni di Geova, molti protestanti e alcuni
buddisti. Crescono anche gli ex voto “soprat-
tutto -dice il Vescovo- le fedi di coppie
separate e quindi riconciliate
, scarpette di
bimbi, alcune siringhe di giovani schiavi della
droga”. Tutte prove di come “la Madonna
rivolga il proprio affetto materno soprattutto
alle giovani coppie, ai giovani e ai bambini”.
Il Vescovo ha anche escluso che la lacrimazione
possa essere il frutto di una “presenza diabo-
lica” e tanti esorcisti mi hanno confermato
l’assenza di influssi demoniaci.
Nonostante tutto, il presule confessa che
perdurava il suo scetticismo: “Se è vero, dam-
mi un segno. Due giorni prima che lacrimasse
nelle mie mani, sognai la Madonna che mi
affidava un messaggio. La mattina dopo non
ricordavo più nulla; però non era un messaggio
triste o cattivo, ma dolce e d’amore”.
Mons.Grillo ha anche spiegato il perché
dell’intervista al Tg1 che rivelò al mondo la
lacrimazione della statuetta nelle sue mani.
“L’ho fatto solo per salvare la Madonnina;
avevo avuto una soffiata che mi annunciava il
sequestro della statuetta da parte degli
inquirenti. Rivelando al mondo che la
Madonnina aveva lacrimato nelle mie mani, ho
voluto rendere pubblico il tutto e impedire che
mi fosse portata via”.
Questo ha affermato il Vescovo presen-
tando il libro Il mistero delle lacrime di Andrea
Tornielli (Ed.Segno). Il libro riporta anche la
testimonianza inedita del primario cardiologo
di Civitavecchia, prof.Marco Di Gennaro. Il
medico conferma ora di aver verificato con i
propri occhi “che si erano prodotte delle
modificazioni sul volto della Madonnina.
L’avevo vista quando era stata sottoposta a
Roma alle prime analisi, il sangue aveva il
classico colore dell’emoglobina ossidata, cioè
era un rosso brunastro. Quando Mons.Grillo
mi chiamò, il giorno stesso della lacrimazione
tra le sue mani, ebbi modo di vedere una traccia
sottilissima di un colore rosso brillante tipica
del sangue vivo e fresco”.
Nel 1^ anniversario della lacrimazione,
il 2 febbraio, si è visto nella parrocchia di
S.Agostino al Pantano uno spettacolo di fede e
di fervore superiore alla norma. E’ arrivata
ininterrotamente gente da ogni parte per tutto
l’arco della giornata, nonostante la pioggia
continua. Si calcolano almeno 10mila persone
presenti. Dalle 6 del mattino fino alle 22,30 di
notte decine di sacerdoti si sono susseguiti ad
ogni ora a celebrare, anzi concelebrare,
SS.Messe e hanno confessato in continuità.
Da Civitavecchia poi è partita la proces-
sione penitenziale, alla quale hanno partecipa-
to centinaia di persone, sfidando la pioggia per
un percorso di 8 km. All’arrivo il Vescovo ha
celebrato con molti sacerdoti una Messa so-
lenne sotto l’atrio della Chiesa, davanti alla
quale il tendone non poteva raccogliere tutti i
fedeli presenti. Egli in un fervido discorso ha
rinnovato la testimonianza della sanguinazione
tra le sue mani e poi ha fatto solennemente la
consacrazione di tutta la città al Cuore Imma-
colato di Maria. Con intenso fervore gruppi di
bambini hanno recitato il Rosario della pace
davanti al giardino dove si era verificato l’even-
to.
Anche Jelena è venuta una volta a
Civitavecchia. Chiedeva poi alla Madonna per-
ché non poteva passare inosservata come de-
siderava, ma era diventata ancora centro di
attrazione. E la Madonna, che è sempre l’umile
ancella, avrebbe risposto a Jelena: “Anch’io
soffro per essere al centro dell’attenzione; ma
se la mia presenza serve per avvicinare gli
uomini a Gesù, Io continuo la mia missione.
Questa generazione vuole ancora dei segni, ma
il segno è Gesù; se questi segni (le lacrime di
Civitavecchia) non indirizzano più a Gesù,
l’esistenza dei segni non è più giustificata”.
Il maligno all’origine
della depressione
Tra i tanti specialisti che hanno visitato
Medj., è stato a colloquio con noi un noto
psichiatra indiano
, che si occupa di parapsi-
cologia intorno alle manifestazioni della fede.
D. Vorrebbe presentarsi? R. “Mi chiamo
Paul James Pandalakaman. Sono nato nella
città di Kerala, India meridionale, dove è arri-
vato come missionario del Vangelo l’apostolo
S.Tommaso, al seguito di molti ebrei che qui
venivano per i commerci. Noi cristiani del
Kerala ci sentiamo discendenti di quegli indù
che sono conosciuti come «i cristiani di
S.Tommaso».
“Ero andato in Inghilterra per perfezionar-
mi negli studi della mia specialità nel 1981, lo
stesso anno in cui hanno avuto inizio le appa-
rizioni a Medj.: di esse venni a conoscenza solo
4 anni dopo. Alla fine del corso, invece di
tornare in India decisi di andare a Medjugorje.
Quella prima visita ha lasciato in me una tale
profonda impressione che ritornai in Inghilter-
ra con il desiderio di seguire meglio quanto
avveniva a Medj.. Io ho sempre svolto il mio
lavoro di psichiatra in India, ma da allora ho
scoperto che la psichiatria era qualcosa di ben
diverso da quanto fino allora credevo.
Sono rimasto molto scosso constatando
che nella maggioranza dei casi non potevo
portare alcun aiuto ai pazienti; e avrei rinun-
ciato al lavoro se proprio Medj. non mi avesse
dato certezza di poter essere utile a tanti malati:
oggi sono convinto di poter aiutare chi sta
male, specialmente i casi di depressione.
D. In quale modo? R. In psichiatria si
insegna comunemente che la depressione è
uno squilibrio chimico. Una volta conosciuta
Medj., mi sono convinto che le cose non stanno
così, ma che nelle depressioni entrano anche
componenti non chimiche. Ho fatto esperienza
che la depressione può essere provocata anche
dall’azione degli spiriti del male. Come cre-
dente sapevo che gli spiriti del male esistono,
ma non davo loro importanza. La Vergine qui
nei suoi messaggi ha detto con chiarezza che
gli spiriti del male continuano ad agire. E io,
quanto più mi interesso di depressione, tanto
più chiaramente scopro l’azione dello spirito
del male, che è all’origine della depressione
.
D. Può addurre qualche esempio?
R. Oggi sono molto frequenti le separa-
zioni coniugali, in maggioranza provocate da
scontri nei rapporti interpersonali. La Madon-
na ha detto che il demonio influisce nel com-
portamento della gente, provocando difficoltà
nei rapporti interpersonali, fino alla rottura del
background image
matrimonio. In seguito le persone sperimenta-
no crolli nervosi e altre turbe psichiche. In tali
circostanze prendono medicine contro la de-
pressione, ma queste non risolvono le difficol-
tà. Chi si separa perde in precedenza la giusta
misura del rapporto interpersonale, mentre noi
non facciamo alcun tentativo per una loro
pacifica riconciliazione. Per questo, accoglien-
do il messaggio di Maria, chi ricorre a noi può
attivamente rinnovare l’impegno matrimo-
niale e risolvere così il problema dei rapporti
interpersonali.
D. Lei ha detto che si occupa anche di
parapsicologia...
R. La parapsicologia è ancora riservata a
gruppi particolari. C’è da dire con tristezza che
molti considerano la p. come sostitutiva della
fede; e allora essa può portare all’ateismo: a
quella che chiamiamo la spiritualità umana
che esclude il Creatore. In una scienza aberrante,
dove la realtà di Dio non ha importanza, pos-
sono svilupparsi comportamenti innaturali: ciò
che è misterioso si tenta di dichiararlo innatu-
rale o irreale. La parapsicologia credente in-
vece, crede in realtà ultramondane, o almeno
ammette la loro credibilità.
Le mie conoscenze di parapsicologia mi
hanno portato ad accogliere Fatima, che mi ha
molto aiutato nella fede. Così mi sono reso
conto di messaggi straordinari. Le apparizioni
mariane sono una prova particolare dell’esi-
stenza di Dio, del paradiso, del purgatorio e
dell’inferno. Poi ho visitato anche Lourdes e
Banneux. Ora vengo solamente qui a Medj.,
perché qui le cose stanno ancora accadendo.
Qui viene veramente la Madonna...
(Da Nasa Ognista, dic.1995 - traduzione di
don Remigio Carletti, Trieste, ridotta)
IL PROGRAMMA
di Maria per la pace
Riportiamo in sintesi ciò che ha detto
P.Slavko nel ritiro di Cervia (nov 1995) sul
tema “Educare alla pace”
.
I gruppi, cellula materna nella parroc-
chia - La spiritualità mariana è semplice: non
si deve complicarla. E’ bene che i gruppi di
preghiera facciano cose semplicissime: rosa-
rio e adorazione, Messa e confessione, e con-
crete attività materne per la parrocchia: in
questo modo certamente non si sbaglia e non
si sbanda. I gruppi mariani devono rimanere ad
un livello materno molto concreto. Essi do-
vrebbero essere cioè la “cellula materna” di
una parrocchia e portarvi un autentico spirito
di preghiera da cui far nascere attività concre-
te. Se si coltiva un’autentica spiritualità mariana
si diventa anche attivi.
Non basta approfondire i messaggi. Oc-
corre conoscere con amore ed amare cono-
scendo. Una mamma che ha un bambino ma-
lato lo ama, ma non può operarlo: sarebbe
pericoloso se lo facesse senza averne compe-
tenza. Ma è anche un po’ pericoloso un medico
che opera senza amore. Così i gruppi dove ci
si limita a conoscere i messaggi senza mettere
in pratica l’amore, non creano le condizioni
per la pace. Anzi se si rifugiano nella preghiera
senza fare alcunché di concreto nella parroc-
chia non dànno un buon esempio. Occorre
essere attivi lasciandosi ispirare dalla preghie-
ra, altrimenti ci si allontana dalla realtà.
La preghiera - Naturalmente per costru-
ire la pace occorre innanzitutto coltivare un
profondo spirito di preghiera cercando di tro-
vare più tempo per l’incontro personale con
Dio. Molti ripetono continuamente che non c’è
tempo per la preghiera, ma ciò significa in un
certo senso accusare Dio di aver creato una
giornata non abbastanza lunga. Se poi ottenes-
sero da Dio una giornata di 25 ore, sicuramente
non cambierebbe nulla: continuerebbero a non
pregare.
Il digiuno - Un altro elemento fondamen-
tale per educare alla pace e quindi per crearne
le condizioni, è costituito dal digiuno. Il digiu-
no ci invita ad aprire gli occhi su quello che
abbiamo e ad esserne soddisfatti; altrimenti
siamo tentati di volere sempre di più restando
sempre insoddisfatti. Il consumismo di oggi
infatti è molto più pericoloso del comunismo,
perché subdolo. Sarebbe bene, come ci chiede
la Madonna, digiunare due volte alla settimana,
possibilmente a pane e acqua, il mercoledì e il
venerdì. In questo però è bene non essere rigidi:
quando siamo in compagnia di altre persone, in
viaggio, in albergo o ad una festa, non è oppor-
tuno digiunare. Assieme al digiuno ordinario in
casa propria, c’è anche il digiuno dalla TV, da
certe letture e curiosità, dal fumo e dall’alcool.
Non dimentichiamo poi che il digiuno fa
bene al corpo, all’anima e allo spirito! Attra-
verso il digiuno pian piano vengono incatenate
le passioni che normalmente ci seducono.
Questa è l’esperienza di migliaia di mistici
nella storia della Chiesa. E non è vero che il
digiuno ci renda nervosi: piuttosto ci fa scopri-
re di essere nervosi. Digiunando cresce dentro
di noi un processo di purificazione, special-
mente dall’orgoglio e dall’egoismo. Il digiuno
infatti ci fa aprire gli occhi sui nostri difetti e
sulle nostre negatività. Ed è meglio scoprire
presto le malattie spirituali che sono in noi,
altrimenti più tardi sarà sempre più difficile
debellarle. Il digiuno peraltro è raccomandato
non solo dalla Chiesa cattolica. Nella Chiesa
ortodossa il digiuno è praticato di solito proprio
il mercoledì e il venerdì con molta serietà; ed
anche tante altre religioni conoscono il digiu-
no, in particolare l’islamismo, il buddismo e
l’induismo.
E’ anche il programma del Papa - Co-
struire le condizioni per la pace significa anche
sforzarsi di diffondere una nuova “cultura del-
la vita”, la nuova civiltà dell’amore. Nella sua
enciclica Evangelium vitae il S.Padre, dopo
aver riconosciuto lo strapotere dei mezzi a
sostegno della cultura della morte, di fronte a
quelli di cui dispone la “cultura della vita”,
esorta a confidare sull’aiuto di Dio, al quale
nulla è impossibile... Gesù stesso ci ha mo-
strato col suo esempio che
preghiera e digiu-
no
sono le armi principali e più efficaci contro
le forze del male
(cfr Mt 4,1-11) e ha insegnato
ai suoi discepoli che alcuni demoni non si
scacciano se non in questo modo
(cfr Mc 9,29).
Ritroviamo, dunque, l’umiltà e il coraggio di
pregare e digiunare, per ottenere che la forza
che viene dall’Alto faccia crollare i muri di
inganni e di menzogne, che nascondono agli
occhi di tanti nostri fratelli e sorelle la natura
perversa di comportamenti e di leggi ostili alla
vita, e apra i loro cuori a propositi e intenti
ispirati alla civiltà della vita e dell’amore
(vedi
paragrafo 100).
Il Papa dunque ci invita a rompere i muri
del male attorno a noi attraverso la preghiera e
il digiuno. E’ possibile “aprire gli occhi” su
tante realtà negative, dice il Papa, soltanto se si
utilizzano concretamente questi mezzi. A tanti
che ancora ripetono di voler attendere che il
Papa riconosca ufficialmente Medjugorje e i
suoi messaggi, prima di cominciare a pregare
e digiunare sul serio, bisognerebbe dire che è
un’attesa inutile, visto che il Papa ha più volte
“riconosciuto” l’importanza della preghiera e
del digiuno e questa enciclica ne è una prova
ulteriore.
Non aspettare la pace dal di fuori - La
Madonna parla anzitutto della pace del cuore.
Dovremmo fare in modo che la nostra pace
interiore sia indipendente dall’ambiente ester-
no. La vera pace infatti non dovrebbe dipende-
re dagli avvenimenti esterni, ma venire dalla
libertà interiore. L’anima umana non può ri-
manere vuota: se non si riempie di contenuti
positivi, si riempie di contenuti negativi. Per-
ciò non si può dire che cresciamo spiritual-
mente se non sviluppiamo la sensibilità per la
vita attorno a noi: è questo il vero criterio per
capire se abbiamo recepito bene la spiritualità
mariana. Il Papa, al parag. n.5 della Evangelium
vitae
, rivolge a tutti e a ciascuno un appassio-
nato appello in nome di Dio: Rispetta, difendi,
ama e servi la vita, ogni vita umana! Solo su
questa strada troverai giustizia, sviluppo, li-
bertà vera, pace e felicità!
Dunque dove si
rispetta la vita c’è la pace, dove manca questo
rispetto comincia la distruzione.
Due gambe - Il digiuno e la preghiera sono
come due gambe che nella vita spirituale sono
necessarie, non solo per stare in piedi ma anche
per camminare. Digiuno e preghiera sono dun-
que le vere fondamenta su cui costruire la pace.
Infatti desiderare la pace è bene, ma risulta
inutile se poi non vogliamo pregare e digiuna-
re. La preghiera unita al digiuno in definitiva ci
aiuta a fare la volontà di Dio. Noi in genere
diciamo che è un miracolo quando Dio accetta
la nostra volontà, cioè quando ci concede una
grazia che gli abbiamo chiesto con insistenza.
Invece il vero miracolo è quando uno accetta di
fare la sua volontà!
(Angelo Masciello, Foggia)
Quattro passi concreti
per un cammino spirituale
Quando dentro di noi lasciamo agire Dio e
si sviluppano i suoi programmi, tutto ciò che è
esteriorità cade, diventa inutile. Questa chia-
mata è molto grande, ma la strada la percorre
solo chi cammina nel cuore, dal di dentro.
Occorre quindi fare alcuni passi nella vita
spirituale. Leggi Rom 10,9-13...
1. Primo passo nel cammino spirituale è
riconoscere Dio come Padrone di tutto. E’il
timore del Signore, che non è la paura di Dio.
Purtroppo abbiamo perso il senso del timore
reverenziale che faceva prostrare Mosè da-
vanti a Dio con ammirazione e stupore.
Noi siamo pieni di paura perché non abbia-
mo trovato l’aspetto positivo di questo timore
che ci fa amici di Dio. Ne vengono interpreta-
zioni e atteggiamenti negativi: il povero, l’af-
flitto, il colpito, chi ha peccato si sente un
poveraccio, invece di sentirsi beato come la
Madonna; l’umile che spera diventa un illuso
invece di esplodere di gioia in attesa del Si-
gnore; chi ha peccato teme il castigo di Dio
invece di esultare per la sua misericordia. Il
timore reverenziale pone la creatura di fronte al
suo Creatore con ammirazione e amore e la
rende libera. La contemplazione della sua gran-
dezza l’attira e la eleva.
2. Il secondo passo è riconoscere che Dio
è il Signore, Padrone di tutte le situazioni.
Questo che noi esprimiamo nel Credo deve
diventare un atto interiore, concreto, palpabile
e vissuto nella nostra profondità. L’ho speri-
mentato personalmente quando, in un periodo
particolare della mia vita, percepivo intorno a
me barriere di chiusura; era proprio tutto chiu-
so, con tanti problemi che non riuscivo a
smuovere, a sbloccare: le persone mi erano
contro, erano contro quello che Dio voleva da
me e di cui ero sicurissimo.
Cosa ho fatto allora? Mi sono rivolto a Dio
così: “Tu sei il Signore, Tu sei il padrone; io
ti do me stesso e questa situazione. Sii Tu a
prendertene cura; io non ne sono più respon-
sabile. Sono pronto a tutto quello che vuoi fare
su di me: vuoi che vada in galera? Fallo pure.
Vuoi qualcosa di peggio? Fallo pure. Io non ti
dico nulla: mi sono offerto e perciò non voglio
sapere né come, né quando, né dove. Sei Tu il
background image
Signore, fa Tu come vuoi”.
Mi sono disposto in un atteggiamento di
donazione totale. Ho lasciato persone, situa-
zioni, tutto: e in quel momento ho sentito che
la mia anima era libera, i problemi non mi
schiacciavano più. Ho ripreso a vivere, a re-
spirare. Questo è l’atteggiamento di adorazio-
ne: Dio è Dio, che cosa posso suggerirgli io?
Perché devo condizionarLo? Dio è il Signore:
a me non appartiene nulla. So che Lui è il
padrone di tutte le situazioni; Egli adopera il
mio passato come se fosse presente, adopera
gli altri perché sono suoi; tutto adopera per il
bene perfetto. Dio può farlo. Vivere questo
atteggiamento vuol dire vivere in libertà: spa-
riscono i timori, le preoccupazioni, le curiosità.
In questi tempi ci si preoccupa spesso di
quando verrà Gesù, di dove verrà: ma che
importanza ha sapere quando, dove? Ciò che
conta è che Lui è padrone oggi di me, del mio
passato e del mio futuro. Questo ci apre il cuore
alla luce e in essa possiamo camminare. Dove
non vedi tu, vede il Signore: così puoi cammi-
nare anche nelle tenebre poiché è Lui che ti
conduce. E’ bellissimo sapere che Egli può
cambiare tutto il tuo passato! E’ soltanto con
questo atteggiamento che avviene l’apertura
dell’anima e che possiamo esclamare con
S.Francesco: “Mio Dio e mio Tutto”, altri-
menti si resta chiusi negli sbagli, nelle offese
date e ricevute, nei fallimenti.
3. Permetti a Dio di condurti avanti in
ogni situazione. A volte l’anima sente ciò che
Dio vuole, ma non si fida, non si vuol muovere,
resta pigra. Occorre essere “vivaci nel cuore”,
permettere al Signore che la sua parola e la sua
volontà diventino in noi vita. Quante comunità
e gruppi sentono tante belle cose, ma non si
muovono, perché manca loro questa vivacità,
una risposta generosa per la quale Dio può
trasformarci, oltrepassando tutte le nostre co-
noscenze e i nostri calcoli. Se non si oltrepas-
sano queste nostre visioni, si rimane nel buio.
Dio è OLTRE tutto questo. E’ proprio la
ragione per cui Gesù non ha fatto miracoli nel
suo paese: erano fermi ai loro concetti, alle loro
attese. Mentre l’atto di fede è grandioso e ci
porta dove noi non pensiamo: è dove ci voglio-
no condurre Gesù e Maria se abbiamo un
atteggiamento di apertura totale. E dentro di
noi lo Spirito di Dio grida: Abbà, Padre!:
dobbiamo unirci a Lui anche quando non sap-
piamo come pregare. Questo vuol dire essere
aperti sulla strada della luce, della conoscenza
di Dio. Senza questa apertura, senza dare que-
sta larga possibilità allo Spirito dentro di noi,
tutti i convegni, tutte le Scritture, tutto quello
che abbiamo imparato non serve a nulla, non
possiamo muoverci.
La Scrittura dice: Chiunque crede in Lui
non sarà deluso e aggiunge: Chiunque invo-
cherà il Nome del Signore sarà salvo
(Rom
10,11.13). Vedete la potenza della preghiera!
Eppure noi non l’abbiamo ancora provata,
proprio perché mancano i presupposti: ricono-
scere Dio come Dio, come padrone di tutte le
situazioni. Non l’abbiamo provata perché sia-
mo chiusi nei nostri concetti, nei nostri punti di
vista: non siamo ancora liberi, come ci insegna
la Scrittura. Ecco perché dobbiamo arrivare
alla vivacità interiore, che non dobbiamo con-
fondere con l’effusione affettiva. Questa viva-
cità è una libertà di spirito, che ci rende com-
pletamente disponibili e pronti ad ogni cenno
dello Spirito e ci fa pieni di fede viva e di gioia.
4. Poi si raggiunge l’amore perfetto. Ri-
mangono fede, speranza, carità, ma più gran-
de di tutte è la carità
(1Cor 13). E se vogliamo
vedere la strada aperta fino in fondo, ci rimane
solo l’amore puro. Quando siamo con Dio,
allora siamo una cosa sola con Lui, in noi viene
la sua forza; la sua corrente di vita ci attra- >
versa. Chi allora ci separerà dall’amore di
Cristo? Né la morte, né le persecuzioni, né la
fame, né la spada... Ma in tutte queste cose noi
siamo più che vincitori per virtù di Colui che
ci ha amati
(cfr Rom 8,31-39).
Vedete, al centro sta l’apertura a ricevere
questo amore, che esiste in te e per te in
qualsiasi condizione tu ti trovi. Quando sei
aperto a questo amore, sei già riempito. Quan-
do siamo in questo amore anche tutti i doni
straordinari trovano il loro posto giusto: arri-
viamo al punto di una chiarezza totale. Prima
però è necessario arrivare al buio e perdere
tutto il resto; altrimenti questo amore puro non
può manifestarsi. Ma nessun maestro, né con-
vegno, né libro ci potrà aiutare, se non mettia-
mo in pratica queste cose; vi invito a vivere
questi passi nella libertà per poter così aiutare
la Chiesa e il mondo. (P.Tomislav Vlasic’)
COME ANNUNCIARE OGGI
la verità di sempre
nella fedeltà alla Scrittura
Partire dall’amore di Dio rivelatosi in
Cristo
- Quale sarà allora la caratteristica di
una nuova evangelizzazione nella quale il cri-
stianesimo appaia più chiaramente quale fides?
Sarà necessariamente una svolta teocentrica
(che ha come centro Dio), rispetto a quella
antropocentrica (che ha come centro l’uomo)
da tante parti oggi auspicata: svolta da perse-
guire attraverso una maggior fedeltà al radicale
e appassionato teocentrismo biblico, dove Dio
è il Santo, Io sono e tutto si compie perché Dio
sia glorificato.
Come allora recuperare in modo corretto e
autenticamente cristiano questo teocentrismo?
La risposta è semplice: seguendo più fedel-
mente la Bibbia
e, in particolare, il messaggio
evangelico nei suoi contenuti essenziali o
kerigma. Partire dunque dal kerigma, perché
da una partenza corretta dipende tutto il resto.
Non sarebbe la stessa cosa se, invece di
partire dal mistero dell’amore di Dio in Cristo,
si prendessero le mosse dall’esistenza dello
spirito, o dell’anima, o anche di Dio come
essere perfettissimo (cose di cui nessuno du-
bita e che poi vengono man mano di per sé
recuperate e chiarite).
Solo mostrando come la gloria di Dio
risplenda sul volto del Cristo (2Cor 4,6) dire-
mo adeguatamente qual è il nostro Dio, il Dio
vivente,
che è il Padre del Signore nostro Gesù
Cristo.
A questo punto già il nostro Dio non ha
“nessun dio” che gli sia simile: e tutto il
contenuto del cristianesimo diventa inaccessi-
bile se non si passa per questa porta.
Da questo Dio, manifestatosi nell’Antica
Alleanza, si arriva al Cristo, Verbo di Dio fatto
carne e morto per la nostra salvezza, per risa-
lire all’elezione eterna nostra in Lui, prima
della creazione del mondo. Alla luce di questa
verità va considerata la creazione (per questo
siamo stati creati), il dono dello Spirito (per
questo Cristo è morto e risorto), la rivelazione
definitiva del Cristo e il suo ritorno alla fine dei
tempi, come compimento dell’opera salvifica.
A questo punto soltanto, Dio si manifesta
a noi, per quanto lo possiamo conoscere: come
Colui che ci ama fino alla morte in croce del
Figlio suo Gesù
(nel suo corpo assunto per
essere immolato), e come Colui che ricerca la
comunione nuziale eterna con noi.
Da qui è generata tutta l’etica cristiana
[regola morale di vita, che non è indirizzata
solo a un vivere bene di dimensione terrestre].
Dio infatti, essendosi fatto tutto per noi, non
può non diventare tutto per noi e non esigere
tutto da noi. Certo non si impone dall’esterno
come un despota, ma ci afferra con il suo stesso
amore: acquistandoci e conquistandoci:
L’amore di Dio ci spinge, al pensiero che uno
è morto per tutti, e tutti quindi sono morti. Ed
Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono
non vivano più per se stessi, ma per Colui che
è morto e risuscitato per loro (cfr 2Cor 5,14).
Tutto qui; ma da qui risultano, nella loro
inconfondibile novità e specificità, sia la fede
cristiana, sia l’etica cristiana, rimandandosi
l’una all’altra con indissociabile unità.
Esempi di contenuti rinnovati
nella evangelizzazione
1. Allora va annunciato ancor più e assai
meglio un Dio personale, secondo la nozione e
la conoscenza vitale che ce ne dà la S.Scrittura,
prendendo le distanze da una predicazione troppo
dipendente dalla teologia scolastica. Questa,
insistendo unilateralmente sulla perfezione del
“Dio unico e assoluto”, rischia di renderLo
esangue, devitalizzato, immobile, molto diver-
so quindi dal “Dio vivente” della Scrittura: il
Dio che è vicino a noi (Quale nazione ha gli dei
così vicini a sé, come il nostro Dio è vicino a
noi?
Deut 4,7); il Dio che si adira e si pente, che
ama e si rallegra, che cerca e attende, che chiama
e protende le braccia, perché è Padre; Egli è
l’Emmanuele, il Dio con noi, che perfino viene
ad abitare in noi (Verremo a lui e faremo dimora
in lui
- Giov 14,23).
Questo appare necessario particolarmente
oggi per l’Occidente, dove c’è ancora un clima
deista, cioè una concezione della divinità in
base alla ragione umana e non alla rivelazione:
una divinità accettabile da tutti, come vago
orizzonte dell’esistenza e del conoscere, ma a
cui non si può dare un nome personale; con in
più un al di là completamente buio. Questa
concezione del Dio vivente è necessaria pure
per l’Oriente, che sempre più riesce a far entrare
nel sentire comune un “divino” neutrale.
2. Anche Gesù Cristo va annunciato assai
più e meglio nel suo mistero, come Signore che
dà la vita e la risurrezione, che è Signore
dell’uomo e della storia, attingendo alla tradi-
zione dei Padri e dei grandi Concili. L’insegna-
mento ancora prevalente oggi sembra arrestarsi
alla Sua missione redentrice, al Suo amore
filantropico. Solo una predicazione forte del
Cristo Signore può reggere alle ideologie, sia in
Occidente, dove mai come ora Cristo è stato
annunziato come un contestatore e profeta in
senso ideologico; sia in Oriente dove Cristo è
riconosciuto e venerato da tanti indù solo come
maestro di sapienza e modello di amore disin-
teressato: vedi l’interpretazione di Gandhi così
depauperante condivisa da tanti anche nel no-
stro mondo.
3. Lo Spirito Santo va annunciato assai più
e meglio nella sua rilevanza, attingendo alla
grande teologia patristica e medievale. Il di-
scorso sulla “grazia”, come un’entità creata,
mette spesso in ombra che è lo stesso Spirito
abitante in noi la nostra comunione con Dio.
Egli infatti non è solo sorgente di dono, ma Lui
stesso, posseduto dall’anima rigenerata (che
diventa con Lui un solo spirito), è il “dono”
supremo di deificazione.
Risulta veramente penosa la riduzione che
spesso si fa dello Spirito in Occidente, quale
“elemento anti-istituzionale” e correttivo del-
la rigidità dogmatica e strutturale della Chiesa
latina. L’elevazione soprannaturale dell’uomo,
attraverso lo Spirito che vi abita, può ben ri-
spondere alle esigenze spirituali del mondo
orientale, che ambisce alle più alte vette del-
l’esperienza mistica, anche se questa è fondata
sull’efficacia delle pratiche ascetiche, più che
sul dono divino.
4. Anche l’uomo va annunziato nella sua
dimensione storica e salvifica, seguendo le linee
spirituali suggerite con incomparabile profon-
dità da S.Agostino fino a Pascal. E’ urgente
farlo specialmente oggi, insidiati come siamo
dalla paura del soprannaturalismo, mentre stia-
mo scendendo la china dell’appiattimento
background image
naturalistico, freddo e disperato, che ha con-
sentito a un teologo in voga di scrivere: «Ma
oggi, siamo sinceri, a chi interessa ‘diventare
Dio’?» Questo significa uccidere nel cuore del-
l’uomo ogni aspirazione alla comunione con
Dio e alla sua vera beatitudine.
In Occidente si sta assistendo a una strana
coesistenza, in sé contraddittoria, di due conce-
zioni riguardo all’uomo: da una parte esso è
ridotto a insignificanza come essere; dall’altra è
enfatizzato nell’aspetto storico e psicologico;
mentre nell’Oriente l’uomo si dissolve per ve-
nire assorbito nell’oceano dell’Essere imperso-
nale, e così essere dimenticato e dimenticarsi
eternamente. Il cristianesimo invece ha moltis-
simo da dire sull’uomo e appare singolarmente
nuovo, in un realismo pieno di speranza e in una
speranza piena di verità. (con riduzione e adat-
tamenti della redazione) Don Umberto Neri
zia”: sono gesti coraggiosi che solo la conver-
sione all’amore può produrre, non gli interessi
di parte e i giochi diplomatici.
I LETTORI SCRIVONO
Una proposta ragionevole
- Conco-
mitante al nostro rilievo sulla necessità di alme-
no 10 minuti di raccoglimento dopo la S.
Comunione
(Eco 124, p.8), è stata inoltrata alla
S.Congregazione dei sacramenti una proposta
per garantire un adeguato ringraziamento.
Eccola: La Comunione sia portata subito dopo
la Consacrazione, con eventuali ritocchi al testo
che la segue. Il tempo restante consentirebbe di
unirsi al ringraziamento di Gesù, alla sua pre-
ghiera sacerdotale e all’invocazione del Padre
Nostro. Anche per il segno di pace, che ora
disturba un poco il raccoglimento che precede
la Comunione, sembra più felice la prassi
ambrosiana di darlo prima di accostarsi a fare
l’offerta, come esorta Gesù nel Vangelo.
Prendere sul serio la Messa. I veggenti
confermano un messaggio dato dalla Vergine
sulla Messa, prima che iniziassero i messaggi
“ufficiali” del giovedì (poi mensili) a Marija
nella Quaresima 1984. Eccolo: Cari figli, cer-
cate di arrivare in Chiesa un po’ prima della
Messa per preparare i vostri cuori ad acco-
gliere Gesù; e dopo la Messa restate un po’ di
tempo a parlare con Lui, invece di partire
subito come fate. Allora Dio potrebbe fare più
miracoli nella vostra vita e ci sarebbero meno
malati tra di voi.
Sì, fin dall’inizio la Vergine
ci ha rimproverato spesso di essere troppo leg-
geri nel modo con cui partecipiamo e viviamo
la Messa, ha confermato un veggente. (S.E)
Molti amici ci inviano messaggi
di appa-
rizioni e rivelazioni di diversa provenienza, con
la preghiera di pubblicarli.
Noi li ringraziamo per la fiducia e l’atten-
zione verso Eco. Tuttavia questo foglio si
propone solo di seguire con semplicità il mes-
saggio di Medj. e di orientare il più possibile i
lettori e i fedeli alla vita della Chiesa, metten-
doli al corrente dei suoi eventi e problemi, e di
Le due Chiese di Cina
verso la riconciliazione
10 milioni di cattolici in Cina:
un granello
di senape in una massa di più di un milione di
persone, che il governo cerca di contenere,
limitando le nascite a un figlio per coppia ed
eliminando praticamente i figli gracili o han-
dicappati negli orfanotrofi tristemente noti.
I cattolici dispongono di 4.500 chiese e
cappelle. Ogni anno 50 mila adulti si fanno
battezzare. Le 115 diocesi, con 1.400 sacerdo-
ti, sono rette da un numero imprecisato di
Vescovi “clandestini”, con sacerdoti, fedeli e
luoghi di culto non registrati; e da 71 vescovi
"ufficiali", quasi tutti validamente ordinati:
stessa fede e stessi sacramenti. Anche questi
riconoscono, salvo rare eccezioni, il primato
del Papa e in tutte le Chiese si prega per lui.
Gran parte di loro sono segretamente ricono-
sciuti dalla S.Sede, ma non è interesse di
nessuno rendere pubblici i loro nomi. L’appar-
tenenza di un cattolico cinese all’uno o all’altro
gruppo, dipende dalla tolleranza o meno delle
autorità locali. Tutti i cattolici nutrono una
lealtà verso il S.Padre, di fronte alla quale noi
occidentali dovremmo vergognarci.
La S.Sede lavora per la riconciliazione
delle due Chiese, che in certi casi si ignorano.
Già si intravede però una certa collaborazione:
fedeli clandestini frequentano edifici di cri-
stiani ufficiali e si aiutano tra loro; i 31 semi-
nari strapieni accolgono indifferentamente gio-
vani dell’una e dell’altra Chiesa, mentre una
gran parte delle circa 3 mila suore vivono
stipate in 40 conventi. Preghiamo perché le
sofferenze di tanti martiri cinesi siano seme di
unità.
Pace difficile nella ex-Jugoslavia
La pace di Dayton imposta alle popolazio-
ni della ex-Jugoslavia, dopo 4 anni di pulizia
etnica, di massacri e finale spartizione lungo
confini innaturali, ha mostrato ben presto grosse
crepe: sempre sparatorie a Sarajevo, la popo-
lazione serba che se ne va dalla capitale, cir-
colazione non libera in Bosnia, tensione croato-
musulmana a Mostar e altrove. Ora sono ve-
nuti pienamente alla luce gli orribili massacri
operati dai vari Karadzic’ e Mladic’ sulla po-
polazione maschile musulmana, ma i protetto-
ri di Serbia non vogliono consegnare i crimi-
nali di guerra al Tribunale dell’Aia. Il rappre-
sentante USA ha convocato a Roma i capi che
contano, cioè i Presidenti di Croazia, di Serbia
e di Bosnia per impegnarli sugli impegni presi
3 mesi prima: non si sa con quale esito.
Il Papa ha sempre “il pensiero e la pre-
ghiera rivolti alle popolazioni che vivono an-
cora in attesa di condizioni di vita più degne”
e, vedendo molto lontano, ha pregato che “Dio
ispiri ai responsabili riuniti a Roma iniziative
e gesti coraggiosi per il definitivo raggiungi-
mento di una pace civile fondata sulla giusti-
Tramite Internet il messaggio di Maria è dif-
fuso in tutti gli angoli della terra. Ringraziamo il
Signore per questa diffusione a livello mondiale e il
Dr.Pierantonio Gottardi che ha messo a servizio
della Madonna e dei fratelli le sue capacità, rice-
vendo elogi da tutto il mondo. Eco su Internet
(tutte le lingue):
http://www.eclipse.it/medjugorje.
EDIZIONI ESTERE -
Inglese: Echo of Mary,
cas.post.27,I- 31030 Bessica Treviso. Francese: Echo
de Marie, 18 Allée Thévenot, F-39100 Dole. (Francia)
Tedesco: Echo Mariens, Cas. Post. 149, I-46100
Mantova, fax 0376-245075. Spagnolo: Roger Watson,
c/o Antonucci, v.Verrotti 1, I-67100 l'Aquila; Catala-
no
: Amics de Medj., c.Carme 11 baixos E-08700
Igualada-Catalogna; Portoghese: a) Gilberto Correia,
rua de Brito 24, 4915 Vila Praia de Ancora, tel. 911181
(Portogallo); b) Servos da Rainha, Caixa p. 02576,
70279-970 Brasilia DF (Brasile); Olandese Int. Medj.
Comité afd. Nederland-Belgie, Misericordeplein 12C,
6211 XK Maastricht (Olanda); Polacco: Czeslawa Mi-
rkiewicz ul.I.Krasickiego 21a/3, PL30-515,- Krakow-
Podgorze. (Polonia); Russo: Dom Marii, Plotnikov 3,
121002 Moscow (Russia), fax 007095-2415901; Un-
gherese
: Fraternitas, 1399 Budapest, P.F. 701/85,
Hongrie, fax 36-11329001; Rumeno: Ecou din Me-
djugorje, cas.post.41-132 Bucuresti (Romania).
Albanese: Jehona e Medjugorje-s, L.1p.10.Lac Alba-
nia, tel.Fax. 22442. Greco: Soeur Despina de la St.
Croix, 69 rue Epirou, Agia Paraskevi, 15341 Athenes.
DISTRIBUTORI: In Svizzera : Nora Künzli, via
Caressaa, CH-6862 Rancate 091/463469 (Versamenti:
Banca Raiffeisen, Eco di Medj.,CH-6862 Rancate,
cc.69-1079-0). In Spagna: José L. Lopez de S. Roman,
Ap. 246, Palencia (Spagna). In USA:Joanne Clark, 17503
Applewood Ln Rockville, Maryland 20855; Peter
Miller, P.O.Box 2720-230, Huntington Beach CA
92647, Ph 714-3740530 Fax 714-3749490 In Canada:
Arts o Graph, N.D., 6653 Papineau, Montreal Que,
H2G 2X3, fax 514-7215831, t.514-7212251 (riproduce
Eco inglese e francese); Giuseppe Bozzo, 8324 Nicolas
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Australia:(tutte le lingue) Medjugorje Sentinel, P.O.Box
746, Pennant Hills, NSW 2120, fax 02-980-7806.
radicarli nella Parola di Dio che i messaggi
ripetono in modo semplice e popolare: quella
“Parola stabile come il cielo” contenuta nelle
Sacre Scritture, che risuona fedelmente nel
Magistero del Pastore che guida la Chiesa. Vi
auguriamo di far fruttificare dentro di voi i
messaggi che proponete, senza voler vedere nel
futuro che è nelle mani di Dio.
Respons.:Alberto Lanzani, Tip. DIPRO, Roncade TV
A un sacerdote scoraggiato
perché “dopo
tanta fatica e un lavoro ben organizzato, non
vede alcun risultato”. Caro d. M., è una grazia
riconoscere che “Senza di Me non potete fare
nulla”, perché tu ti ravveda. Quale tristezza
vedere nelle nostre chiese la corsa generale alle
cose, alle novità, ai programmi, ai mezzi, e non
al Datore di tutte le cose. Desidero che anche
tu sia un sacerdote che “conosce solo Cristo e
questi crocefisso” e non si propone che di
'annunciare la testimonianza di Dio (senti? non
quello che sappiamo noi, ma quello che Dio ha
fatto capire a noi e ha operato in noi); e che le
tue parole non si basino su discorsi persuasivi
di sapienza, ma sulla manifestazione dello spi-
rito e della sua potenza' (cf 1Cor 2,1-5).
Ma occorre una rivoluzione copernicana:
non più la mia persona al centro, ma Gesù
Signore di tutto; non il mio lavoro, ma il suo.
Se vivrai appoggiandoti a Lui solo, vedrai “i
segni che accompagneranno quelli che credo-
no” (Mc 16,17). Certo occorre darGli il tempo
migliore per la preghiera, sottraendolo a oc-
cupazioni, hobbies, incontri convenzionali o
gratificanti, perché sia solo Lui il Signore della
nostra vita. Allora pure noi “andremo ovunque,
mentre Egli opererà con noi e confermerà la
Parola con i prodigi che l’accompagneranno”
(Mc 16,20). Quello che valeva allora, vale
anche oggi per ogni situazione, anche la più
impossibile: purché a monte ci sia Lui che
manda. “Tutto è possibile a chi crede”, e “la
sua potenza opera nella debolezza... per cui
quando sono debole è allora che sono forte”
(2Cor 12,9-10). Coraggio dunque, “non ti ho
detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?”.
Cambia partenza e indirizzo e tutto sarà fatto.
Non avrai più bisogno nemmeno di successi
apparenti o di approvazioni umane, perché
sarà Lui stesso il tuo successo e “ti darà anche
il sovrappiù”, a sazietà.
Una giovane collaboratrice: “La distri-
buzione di Eco in varie lingue a Medj. nei mesi
estivi (poi per le vacanze natalizie e feste pa-
squali), è stato per me il più grande dono di
Maria e la più grande gioia. Per la sua diffusione
in tutto il mondo offro i miei giorni di intenso
studio e soprattutto gli attimi più difficili della
giornata” (Maria V. di Ripatransone AP).
Sono felice di provvedere con diversi
ingrandimenti a rendere felici le persone con
difficoltà visive. Ancora di più: Eco entra anche
nelle case di tanti ammalati attraverso i ministri
dell'Eucaristia” (Luisa B., Caravaggio). La
strada è tracciata. Costa poco ingrandire Eco
per soddisfare i deboli di vista.
Accogliamo l’invito di Maria e la grazia di
Gesù per una vera conversione, che ci spogli
dei nostri vizi, per entrare in una comunione
fraterna di vita come frutto della Pasqua. Siate
benedetti ora e sempre.
Villanova M. 26.2.1996
“La Vergine pellegrina di Francia è ve-
nuta a riposarsi per 8 giorni a casa nostra. Dopo
5 mesi di viaggi era tempo di sosta. Per lei da
tanti anni c’è l’inverno sulla terra, ma Lei non
si dà pace finché non abbia riscaldato i cuori.
Ora nevica e non è più possibile girare; allora la
teniamo al caldo, la vezzeggiamo, la cantiamo,
la preghiamo. Senza lasciarla, noi lavoriamo nel
silenzio per la diffusione del suo messaggio nel
mondo intero. Tutti ci sentiamo avvolti dal suo
amore materno. Quale grazia avere una tale
mamma che ci unisce alla SS.Trinità!” (Colette
et Jean-Marie Evrat, Dole).
 


 

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