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Aprite i vostri cuori a Maria Regina Della Pace

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È pericoloso mettersi davanti al Vangelo, perché esige

Ho detto martedì alla gente di Medjugorje che è molto pericoloso stare alla Messa; veramente vedo che è molto pericoloso assistere alla Messa ogni giorno. È pericoloso perché le parole sono chiare, chiare; le parole del Signore chiamano e dobbiamo sempre muoverci avanti, oppure chiudere le orecchie. È pericoloso perché molta gente chiude le orecchie, non si muove, viene a sentire un po' e non si muove avanti. Ma se la Chiesa si muove ogni giorno, dovrebbe essere tutta quanta intera santa. Perciò in questi giorni mi veniva in mente il filo liturgico di Luca (capitolo 6) e ogni giorno leggendo il Vangelo vedo che non si può vivere il Vangelo così superficialmente; è pericoloso mettersi davanti al Vangelo, perché esige.

Avete visto due giorni fa che da Gesù usciva la forza, guariva dappertutto. Ieri parlava delle beatitudini, ma beati i poveri, beati i calunniati, beati i perseguitati. Non so se avete letto il Vangelo d'oggi: Gesù dice che bisogna amare i nemici e allora ho compreso che la cosa fondamentale nella vita spirituale è di avere forza, sentire la forza divina dentro di se, essere più forti di tutti gli ostacoli, di tutti i nemici, di queste battute, di questi rumori che si sentono nella chiesa, delle calunnie, della povertà, essere forti. Essere più forti delle difficoltà vuol dire essere salvati. Quando una persona non è più forte di tutti gli ostacoli, non è salvata, non vive la salvezza, la salvezza manca. La persona allora invece di salvare, di costruire, distrugge intorno a se: non è consapevole di questo, ma di fatto distrugge. Voi potrete osservare nel vostro comportamento quotidiano in futuro e vedrete come c'è sempre una distruzione quando manca questa forza con la quale dobbiamo arrivare alla beatitudine.

Vi porto una immagine che può servire, un esempio: in questi giorni ho letto un libro che dovrebbe essere tradotto in italiano:

«L'uomo nuovo sulle gambe fragili». Uno psichiatra, mi pare svizzero, il dottor Carlo Guido Re, descrive la sua conversione e dice: «Quando mi sono risvegliato nella fede, quando ho sentito la forza dello Spirito, allora mi sono messo a scrivere gli articoli e a parlare apertamente. Già avevo preparato un libro e sono venuto a casa dopo. una organizzazione di fedeli dove volevo aiutare i fedeli a muoversi avanti e ho trovato delle difficoltà nella mia famiglia, con i bambini. Poi un amico mi ha lasciato, poi avevo il problema del lavoro, proprio sono entrato in un buco senza speranza e ho incominciato a rovinare la famiglia, ero arrabbiato; la moglie è scappata, i figli sono scappati, sono andati tutti come topi nei buchi e così passavano le giornate.

Un giorno sono rientrato nella casa e ho trovato un giornale, una rivista tedesca. Nella rivista la mia foto, grande, grande, e sotto c'era scritto: uno psicanalista vive Dio. Mi sono messo a ridere e ho guardato i miei occhi sulla foto e il mio viso e ho sentito dentro di me: tu sei nulla. Sei una luce che si spegne con un piccolo vento. Tu sei nulla. E in quel momento quando ho conosciuto che ero nulla, io mi sono sentito scaricato, totalmente scaricato da tutti questi pesi. Tornando a casa la moglie mi ha aspettato con un giudizio negli occhi pieno di rabbia, ma quando mi ha visto, subito è cambiata ed è corsa ad abbracciarmi. I figli proprio come topi, uscivano dai buchi e correvano verso di me, perché dentro di me era venuta una forza. Io ero salvato e tutta la famiglia ha sentito la mia salvezza; senza una parola si sono mossi verso di me e ho ricominciato la vita».

Questa immagine mi è utile per comprendere il nostro comportamento: se noi manchiamo della forza divina, allora siamo distruttori della gente intorno a noi. Se siamo salvati, pieni di speranza, di forza interiore, la gente aumenta intorno a noi e noi diventiamo, come Gesù Cristo, le persone dalle quali esce la forza.

Guardate, se voi leggete il Vangelo come una parola, non vale nulla, è vuota. Il Vangelo senza forza divina non vale nulla. È la parola come di tutti i filosofi. Se noi parliamo del Vangelo senza questa forza; siamo nulla. Se noi abbiamo questa forza, l'energia esce da noi, la potenza divina esce da noi e porta la gente avanti. Ora si pone il problema: come vivere questa forza? Come avere questa forza? Io so come averla: lo sapete anche voi se volete. Gesù si ritirava tutta la notte a pregare e dopo scendeva a fare. A Medjugorje avete sentito ogni giorno: pregare, pregare, pregare. Ogni giorno: pregare, pregare, pregate; a questo punto voglio sottolineare per voi quel messaggio del Giovedì Santo di quest'anno: «Se volete essere più forti del male fatevi una coscienza attiva. Pregate, in modo particolare la mattina, leggete un brano del Vangelo, piantate la parola divina dentro di voi e fatela vivere spesso durante la giornata, in modo particolare nelle crisi e di sera sarete più forti».

Mi pare che in questo tempo noi non possiamo pregare tutta la notte come Gesù, ma mi pare che dobbiamo trovare un modo di pregare tutta la giornata: stare con Gesù e continuare sempre a rafforzare la nostra vita interiore.

Ora, in questi giorni ho compreso che se volete avanzare nella vita spirituale, se volete essere rafforzati ogni giorno, attraverso tutte le vostre preghiere, bisogna fare due passi; non si può saltare nessun passo, sono due, soltanto due; mi pare che sia uguale a stare su due piedi e camminare con due piedi.

Il primo passo da fare è pregare tutte le preghiere dalla propria situazione ancora non redenta; prima di pregare io devo essere consapevole del mio lato non ancora redento. Sono nervoso, non sono in pace con tutti, sono arrabbiato, ho una amarezza, sono preoccupato: io devo portare sempre davanti ai miei occhi spirituali la mia parte non redenta, essere consapevole, proprio palpare la mia parte di essere non redenta, permettere agli altri di essere consapevoli di questo lato, proprio permettere che loro mi aiutino, che la loro critica mi aiuti e allora da quel lato gridare. Anche quando prego il Rosario, l'Ave Maria è un grido dal profondo del mio lato non redento, del lato della mia famiglia non redenta, della società; proprio ho tutto davanti a me e grido e cerco il volto del Signore. Questo passo è molto importante perché le nostre preghiere non siano le formule, ma una ricerca di Dio, il quale salva dal profondo del nostro essere non ancora salvato. Allora la preghiera non sarà un gioco, ma io sarò in contatto con Dio, il quale mi salva e mi dà una forza nuova. Io sono fragile, debole, distruggo intorno a me e Gesù vuole che io diventi una persona la quale salva; ma se io salto questo passo, questo scalino, non posso mai essere una persona salvata. Perciò questo è il problema di molti movimenti spirituali: le persone non seguono questo passo. Anzitutto vogliono avere dei doni, soprattutto nei movimenti carismatici, oppure diversi servizi importanti nella Chiesa, oppure ottenere qualche titolo. È un salto. È inutile saltare. Bisogna essere redenti, proprio consapevoli delle proprie debolezze e gridare la salvezza, gridare proprio dal profondo del proprio essere per vedere il volto divino e ogni giorno andare avanti. Questo è il primo passo.

Il secondo passo da fare ogni giorno è perdonare. Ma noi abbiamo un concetto sbagliato del perdono. Pensiamo di sforzarci un po', sforzarci un po' per dare a qualcuno qualche cosa per forza. Ma questo non è il perdono cristiano. Il perdono cristiano è amare perché io sono beato; è proprio il bicchiere riempito, proprio riempito e la mia gioia, la mia comprensione, il mio amore va oltre il bicchiere, va oltre perché sono pieno di forza, pieno di vita. Quando sono pieno di Dio, comprendo tutte le situazioni, comprendo tutto il mondo, comprendo anche il buio. Comprendo, capisco e accetto quando mi calunniano, quando mi perseguitano, quando sono povero, quando non mi permettono neanche le cose più sante, e io ho diritto di farle. Perdonare vuol dire andare oltre il bicchiere; ecco, essere pieno della vita. Allora, guardate: il secondo passo da fare ogni giorno è andare oltre quell'orlo del bicchiere, superare l'amarezza, superare l'impazienza, superare le calunnie, superare. Questo superare vuol dire vivere la redenzione e salvare gli altri.

A mio parere questi due passi dovrebbero essere sempre presenti nella nostra vita: quando preghiamo, quando siamo lungo la strada della nostra vita quotidiana, quando siamo in contatto con Dio. Ogni nostra preghiera dovrebbe essere proprio impostata su questi due passi e ogni giorno dobbiamo dal profondo del nostro essere non redento gridare e andare verso il volto del Signore per scoprirlo e andare verso il perdono.

Avete sentito nel Vangelo di Luca (capitolo 6) «amare i nemici, essere beato quando sei povero, quando sei perseguitato». Questo vuol dire andare oltre quell'orlo del bicchiere. Ecco questo volevo dirvi, perché soltanto così aumenta la forza interiore; ma quando aumenta la forza interiore, nello stesso tempo succede questo: gli uomini si convertono.

Non c'è bisogno di tante parole, ma gli uomini cambiano come è successo per quello psichiatra: la moglie, i figli che uscivano alla luce perché hanno sentito nel cuore la salvezza e questa è la regola che dobbiamo seguire.

Spero che voi tornando da Medjugorje seguiate questo per rinnovare il volto vostro e il volto di Dio. Guardate che cosa succede nella storia della salvezza e che cosa succede nei luoghi. delle apparizioni. È stato sempre così. Quando la Madonna appare, viene un contrasto. Ci sono delle apparizioni, ma perché? Perché un Dio sonnolento non disturba nessuno, un Dio che dorme, un Dio con un viso nascosto non disturba neanche gli atei. Quando si accende la luce, allora i ladri scappano o diventano aggressivi.

Il volto della Madonna porta il volto di Dio tra la gente: è la luce! Allora vengono delle opposizioni, perché viene un viso chiaro, chiaro.

E ora il compito nostro è che noi tutti quanti diventiamo il volto della Madonna, il volto di Dio, che la Chiesa diventi il volto della Madonna, il volto di Dio. Allora le tenebre scappano. Ma dobbiamo essere consapevoli come questo volto della Madonna sulla gente diventa sempre più chiara.

Perché il volto è sempre chiaro, chiaro? Perché disturba le tenebre. Ma dall'altra parte noi dobbiamo continuare a vivere questo volto perché le tenebre scappano da se. Quando si accende la luce le tenebre spariscono.

Il nostro ruolo nella venerazione della Madonna è proprio questo: di aumentare questa potenza interiore di essere salvati e allora il volto della Madonna, il volto di Dio risplende sul nostro volto. Il nostro volto dice, parla agli altri; le tenebre spariscono e la gente viene a domandare che cosa c'è dentro di te, perché sei sereno, perché la tua famiglia sta bene, come mai hai trovato la felicità. Allora il Vangelo si diffonde.

Vorrei aggiungere una cosa: tornando in Italia, vi prego non accettate questo pellegrinaggio come un pellegrinaggio per motivi privati. Quello poteva essere sulla strada verso Medjugorje. Adesso sulla strada da Medjugorje verso l'Italia dovete sentire questo pellegrinaggio come una chiamata della Madonna per la salvezza del mondo.

Guardate, se offrite e se accettate questo pellegrinaggio adesso come una responsabilità per il regno di Dio, per la salvezza delle anime, per la Madonna, vedrete subito, sentirete un cambiamento dentro di voi. Le difficoltà allora non saranno difficoltà, saranno sopportabili, saranno facili, ma bisogna veramente mettersi alla disposizione della Madonna e fare quello che dice la Madonna, che dice Dio per il regno di Dio. Allora vedrete che tutti sarete alleggeriti e allora i motivi privati, le preghiere private verranno esaudite. Oppure voi sarete felicissimi con la vostra croce.

Ecco, questo volevo dirvi, proprio perché mi sta a cuore in questi giorni leggendo il Vangelo. Auguro che tutti voi cresciate nella forza divina; vi ricorderò nelle preghiere, sempre. Pregate anche voi perché questo programma della Madonna vada avanti. Se voi siete disposti, nessuno lo ferma più questo programma della Madonna. Se voi siete disposti. È importante.

C'è uno sbaglio che si fa, un enorme errore teologico, perché si sottolinea soltanto un lato nel riportare la citazione della Bibbia all'inizio dove c'è la donna come il segno e la salvezza la quale sconfiggerà Satana.

Ma si dimentica la donna con i suoi figli, e voi siete figli della Madonna. Con noi la Madonna vuole sconfiggere: ha bisogno di noi, delle nostre preghiere, dei nostri digiuni, della nostra responsabilità. Perciò vi richiamo ad accettare questo pellegrinaggio adesso, tornando in Italia, come un pellegrinaggio per Dio, non per i propri motivi, ma per la salvezza del mondo, per la salvezza di tutti coloro con i quali voi parlerete e che incontrerete.

Vi ringrazio perché siete venuti.


Domanda: alla luce della pedagogia usata dalla Madonna sulla strada della preghiera, ci puoi dare qualche suggerimento pratico per iniziare un cammino di preghiera più profondo?


Risposta: è troppo semplice! Guardate, a Medjugorje si tratta di una esperienza diversa da Fatima e Lourdes. perché voi sapete che la Madonna appare ogni giorno e sono quasi 39 mesi. È un cammino. A Fatima una volta al mese per certi mesi, a Lourdes alcune volte; ma qui si tratta di un cammino e sono sicurissimo che è venuto il tempo in cui la Madonna aiuterà tutta la Chiesa per uscire dall'esilio. Lungo questo cammino si vede che la Madonna dice poche parole in modo semplicissimo e chiede di vivere quelle parole: pregare e vivere quelle parole. Il problema nella vita spirituale della preghiera è delle troppe preghiere e poca preghiera. Ma per andare avanti leggete un brevissimo passo del Vangelo e mettetelo davanti a voi e desiderate Dio, ma proprio quella parola che sta lì; che quella parola diventi noi.

Deve essere trasformata, cioè deve essere vissuta. Chiedere quello e vivere quello; allora come voi nella preghiera desiderate la parola divina, come voi fate i passi avanti ogni giorno nella vostra preghiera, nella vostra vita quotidiana, allora l'orizzonte si apre sempre di più e la Madonna sta davanti a noi e Dio sta con noi e ci apre sempre il cuore. La cosa molto importante è cercare Dio in modo concreto; Dio in modo concreto si è manifestato nel Vangelo. Ma vi ricordo quello che ho detto all'inizio: è pericoloso leggere il Vangelo. Aprite il Vangelo in qualsiasi pagina e vedrete come tutti quanti siamo scappati dal Vangelo. Non vogliamo Dio, non vogliamo Dio come si è manifestato, quando dice, «devi perdonare», quando dice «non devi preoccuparti, io guido tutto». Vivere questo, desiderare questo nella preghiera e praticarlo vuol dire la preghiera, niente altro, E come aumenta questo desiderio per Dio in modo concreto! Proprio la parola divina noi dobbiamo mettere dentro di noi come ha fatto la Madonna, e, come aumenta questo desiderio, così aumenta la nostra crescita interiore della vita spirituale. La cosa è facilissima. Però noi dobbiamo cercare Dio concreto, Dio manifestato. Questo non lo possono fare le altre religioni. Tutti i movimenti orientali andranno presto in crisi perché non possono trovare Dio concreto o manifestato: non si è manifestato. Sono le saggezze umane. Noi abbiamo Dio manifestato tra di noi. Allora cercate questo Dio tra di noi nel Vangelo, nei sacramenti, proprio perché quella parola scenda nella profondità nostra da dove allora nasce la redenzione e la salvezza.

(P. Tomislav Vlasic - Vitina 13 settembre 1984)

 


 

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