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Medjugorje Libro Bigio

Aprite i vostri cuori a Maria Regina Della Pace

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«Il vostro compito è accettare la pace divina, viverla e diffonderla»

... Vorrei portarvi sul livello della vita, sul livello spirituale dove voi potete accettare il messaggio e viverlo.

A metà luglio di quest'anno,. attraverso Marija, la Madonna disse: «Cari figli, in questo tempo Satana vuole bloccare tutti i miei programmi. Pregate affinché non ci riesca. Io pregherò il mio Figlio perché voi nelle prove di Satana possiate sentire la vittoria di Dio».

Il messaggio è ripetuto anche ieri sera in un altro modo: «Cari figli, Satana continua ad impedire i miei programmi. Pregate, per ciò pregate. Nella preghiera abbandonatevi a Dio e pregate con il cuore».

Ora, io vorrei continuare a riflettere con voi su questi messaggi, parlandovi delle esperienze che ho vissuto qua con la gente. Qui il messaggio centrale di cui parlano i veggenti è la pace. La pace alla quale chiama la Madonna, dicono i veggenti, è una pace interiore, spirituale, dalla quale proviene ogni altra pace, ogni benessere.

In un messaggio, dice Jelena, la Madonna disse: «L'unico atteggiamento del cristiano verso il futuro è la speranza della salvezza. Coloro i quali pensano solo alle guerre, al male, ai castighi non fanno bene».

La Madonna dice proprio: «Se voi pensate al male, ai castighi, alle guerre, siete sulla strada di entrarvi. Il vostro compito è di accettare la pace divina, viverla e diffonderla».

Allora, io devo fermarmi qui e dobbiamo adesso andare ad ascoltare i testi di oggi, perché i testi della liturgia di oggi parlano di questa pace. Quello che volevo dire a voi, che sento nel cuore, è questo: non fate tante domande. C'è gente che fa sempre delle domande, chiede dei direttori spirituali dappertutto, chiede dei sacerdoti specialisti, sempre fa delle domande e mai ascolta quello che si dice e mai ascolta dentro di sé. Questo è un lavoro inutile, è un lavoro inutile, vi ripeto, perciò voglio sottolinearvi quello che ho vissuto qua. Molta gente viene qui per cercare dei sacerdoti per parlare, parlare, parlare. Sembra che la Messa sia inutile per le persone. Gesù parla nella Messa, nel Vangelo così chiaro, ma la gente non capisce oppure non vuole capire. Il sacerdote parla chiaramente, la gente non capisce oppure dopo la Messa fa la domanda alla quale ha già avuto la risposta nella Messa. Perciò voglio portarvi adesso ad un atteggiamento giusto.

Voi avete visto quello che è successo oggi nella liturgia: Elia, il profeta che ha fatto tanti miracoli forti, fuggiva, era distrutto, giaceva e diceva: «Basta Signore, voglio morire come tutti gli altri». Era desolato, era proprio senza speranza, ma Dio gli ha dato la forza di andare al monte santo, il Sinai, e lì cosa è successo? Elia ha cercato il Dio forte dei tuoni, dei terremoti, ma invece di quello è venuto Dio in pace. Un silenzio profondo è caduto, un soffio dice la Bibbia e allora Dio disse: «Vai indietro e ungi quello per il re, per il profeta». E vediamo come tutto cambia perché Dio doveva condurlo.

Nel Vangelo avete visto cosa è successo: gli Apostoli nella barca erano pieni di paura perché c'era il vento e il mare era mosso. Erano pieni di paura e Pietro cade nel mare profondo e grida. È sprofondato perché non ha creduto. Ma la radice da cui viene quella mancanza di fede la vediamo nel Vangelo: loro, gli Apostoli, hanno visto Gesù come un fantasma..

Ma il nostro problema, perché non abbiamo pace, perché non abbiamo la forza, perché non avvengono i miracoli è perché noi accettiamo Gesù come un fantasma. Gesù è sul luogo della nostra vita. Può darsi, diciamo, che le apparizioni siano vere, ma chi di voi può dire: il mondo domani sarà salvato senza la pace? Chi di voi cristiani può dire che noi andiamo avanti nella Chiesa senza la conversione, senza il digiuno, senza la preghiera? Nessuno. E continuiamo a vivere la stessa strada, la stessa vita, perché accettiamo Gesù Cristo come un fantasma, come qualche cosa che non si sa. Ora, se volete avere la pace, bisogna accettare Gesù con chiarezza, ogni parola del Vangelo con chiarezza. Gesù è il mio Signore, deve entrare nella mia vita. Avrò la pace di cui si parla nel Vangelo, di cui parla la Madonna, soltanto se accetterò Gesù Cristo pienamente, con chiarezza: «Io so chi sei tu e so che faccio per Te ogni giorno, mi butto davanti a Te come Pietro dopo essere stato salvato». E se noi cristiani non riconosciamo questo, se nelle nostre messe, nelle nostre preghiere questo non avviene, non avviene quello che è avvenuto per gli Apostoli quando si sono inginocchiati davanti a Lui e hanno detto: «Veramente Tu sei il Signore Salvatore perché hai la potenza di fermare anche il mare e il vento». Se noi nelle nostre preghiere quotidiane, nella nostra liturgia, ogni volta arriviamo a questo atteggiamento della pace, allora siamo cristiani, siamo di Dio. Ora, quella pace non viene dal cielo da se; vedete bene che cosa è successo nel Vangelo. Pietro disse: «Se tu sei il Signore, dimmi che io cammini sul mare». Gesù disse: «Vai». E Pietro si è messo a camminare. Ma quando Dio ci dice: «Vai nel mare, vai» si deve andare.

San Paolo dice oggi nella epistola ai Romani che è pronto per essere maledetto, finire proprio perduto, se è possibile, per Dio. Quando Dio dice a Mosè di battere sulla roccia con il bastone per aspettare l'acqua dalla roccia, bisogna batterla. Guardate, se volete capire la dinamica della pace, come arrivare alla pace, bisogna vivere i comandamenti, tutti quanti, anche se bisogna battere la roccia, bisogna batterla con la preghiera e il digiuno. Anche se occorre buttarci nel mare, dobbiamo buttarci.

Allora vedete, se vogliamo arrivare ad una pace profondissima, dobbiamo vivere i comandamenti. È inutile venire in questa chiesa per domandare se è vero che la Madonna è apparsa o non è apparsa. È inutile sapere se è apparsa o non è apparsa. Forse una commissione, o qualcuno discuterà di questo tra lO o 20 anni; è inutile discutere perché non ha nessun valore confermare se la Madonna è apparsa o non è apparsa.

Il valore è se noi accettiamo i messaggi, li viviamo e se arriviamo a questo dono della Redenzione.

Alcuni giorni fa ho parlato con un'attrice italiana, non voleva dire il suo nome: mi ha detto la sua esperienza. Il suo matrimonio era già distrutto, era già tutta desolata, perduta e si è messa in un pellegrinaggio per venire qua. Non sapeva cosa fare. E dice: «Quando sono venuta qua, in questo ambiente, dentro di me tutto è bruciato, proprio tutto è bruciato. Dopodiché la mia vita è diventata in ordine, il matrimonio è diventato di nuovo bello, ci siamo di nuovo uniti e tutto va bene. Ho ricevuto un premio, sono stata invitata ad una cena per ricevere il premio, era venerdì. Mentre la gente mangiava io avevo soltanto acqua e pane. Il cuoco è venuto a dirmi: «ma tu mi offendi! Io ho preparato tutto per te e tu non mangi». Rispose: «io sono cattolica e oggi mangio acqua e pane, io digiuno». Si è inchinato profondamente e ha detto «grazie».

In questi giorni l'attrice mi ha portato del denaro, ma io ho detto:

«Non mi serve il denaro». Rispose: «Eccoti anche i miei anelli e fai quello che vuol». Ma io dico: «Io do tutto ai poveri». Lei dice: «Come vuoi». Allora io dissi: «Cosa posso dare io a te?». Rispose: «Niente, perché io ho ricevuto tutto. Da adesso io ho soltanto un compito: di dare agli altri, perché io sono piena, piena, ho ricevuto tutto».

Guardate questa esperienza che ci porta ad una vita interiore. Se noi permettiamo che Dio cambi la nostra vita, allora tutto diventa facile, allora la nostra vita riceve una pace dalla quale nasce un dono di gioia e di gratitudine, di ringraziamento e di amore. Quando voi venite qua, io vorrei soltanto portarvi a questo atteggiamento. Se voi venite qui soltanto per sapere qualche notizia è inutile: domani sarete peggiori di oggi, perché il cuore umano indurisce dopo aver ascoltato e non accettato.

Perciò vorrei chiamarvi oggi ad un silenzio, ma un silenzio che viene dopo il colloquio con Dio, dopo una riconciliazione con Dio, dalla quale voi potete andare nella profondità di Dio per avere la pace dalla quale provengono tutte le soluzioni, la nostra Redenzione..

Perciò vorrei portarvi alla preghiera; senza la preghiera non si arriva a questo atteggiamento. Elia ha percorso 40 giorni di preghiera e digiuno ed è arrivato a questa pace interiore. Sapete quanto ha pregato San Paolo per arrivare a quella esperienza di essere pronto, di essere anatemizzato per salvare il suo popolo? Sapete quanto tempo ha percorso un santo per arrivare a questa pace? Ora, qui sentiamo una chiamata verso questa profondità della pace che proviene da Dio: possiamo arrivarci soltanto se noi preghiamo, preghiamo, preghiamo. Io quando vi chiamo a questo, voglio chiamarvi ad un atteggiamento di essere i cristiani fervidi. Ieri ho detto che ho visto tanti cristiani atei, i quali non pregano, fanno qualche cosa di cristiano, però la loro vita è un'altra cosa. Ho visto i cristiani buoni, quelli che dicono io vado a Messa, dico qualche Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre e nella mia famiglia va tutto bene, sono d'accordo con gli altri. Questi sono i buoni cristiani. Ma io non vorrei chiamarvi a questo atteggiamento, ma voglio chiamarvi ad un atteggiamento di un cristiano fervido, vivo il quale sente la responsabilità per salvare il mondo, per salvare gli altri. Potete capirmi? Per andare al primo posto.

Ieri ho letto una intervista di uno sportivo della Germania, il quale aveva ottenuto due medaglie d'oro e due medaglie d'argento negli Stati Uniti e ogni giorno fa un allenamento di sei ore. Dice: «Devo farlo perché voglio essere primo». Guardate, se noi vogliamo arrivare ad un atteggiamento nel quale avremo la pace che abbiamo incontrato nel Vangelo quando gli Apostoli si sono buttati davanti al Signore e hanno detto: «Veramente Tu sei il Signore», se noi vogliamo muovere il mondo dobbiamo essere i cristiani fervidi. Il cristiano che dice qualche preghierina durante il giorno non è un cristiano così fervido; lui non può portare neanche se e, di meno, portare gli altri dentro di sé. Non può portare neanche il suo peso sulle spalle e di meno il peso degli altri. Il cristiano dovrebbe essere un messaggero della salvezza, dovrebbe essere pieno di pace, di salvezza, pieno, pieno. Deve essere capace nella sua preghiera di risolvere il problema, sentire Dio, non correre dappertutto e chiedere. Dio parla così semplicemente nel Vangelo; bisogna chiacchierare di meno, fare meno domande e mettersi di più davanti a Dio, ascoltare il Vangelo e pregare.

Una settimana fa un signore, un impiegato mi disse: «Ti picchieremo». Io dissi: «perché?». E lui. rispose: «E perché tu dici che la Madonna all'inizio disse di pregare al minimo 7 Padre Nostro, A ve Maria, Gloria al Padre e un Credo ogni giorno. Io non posso capire un cristiano che non prega ogni giorno 4 o 5 Rosari». E questo signore tre anni fa diceva il Rosario soltanto dopo la confessione, quando il sacerdote lo chiedeva.

Allora; guardate, ieri abbiamo sentito il messaggio: «Cari figli, Satana continua ad impedire i miei programmi: pregate».

Ora, se voi vi sentite insieme con Dio e con la Madonna, se voi vi sentite responsabili per il regno di Dio, allora dovete pregare, dovete aumentare la preghiera, dovete mettere Dio al primo posto ogni giorno nella nostra famiglia, prima della televisione, prima del gioco.

Non si può accettare una vita, una giornata senza Dio, di fatto è senza Dio se è senza preghiera.

Ieri un cecoslovacco che si è trovato qui ha detto così: «Bisogna ogni mattino aprire i nostri occhi con Dio. La gente non pratica la religione, la fede. Bisogna ogni mattina aprire i nostri occhi con Dio, bisogna chiuderli di sera con Dio». Capite? Essere con Dio, vivere con Dio, proprio essere imperniato dalla grazia divina. Ora vorrei concludere con la conclusione di ieri. Il 23 aprile 1984 la Madonna ci disse: «Non c'è bisogno di dare le informazioni alla gente. La gente conosce quello che deve fare. Quando si trova qua dice: sono felice, sono contento. Torna a casa e continua la stessa strada. Dite alla gente: questo luogo è luogo di preghiera. Dite alla gente che preghi». Vi ripeto questo messaggio. È inutile il vostro discorso se voi non cominciate nelle vostre famiglie a pregare e a digiunare. È inutile: sarete distrutti dal ritmo della vita delle vostre città se voi non organizzate il vostro interno, la vostra vita interiore, se voi non organizzate le vostre case, le vostre famiglie, nelle quali sarà un ritmo divino, di Dio. Soltanto se voi organizzate questo ritmo interiore, allora potrete essere più forti del ritmo delle città, il ritmo che vi trascina e vi distrugge.

(P. Tomislav Vlasic - Medjugorje 12 agosto 1984)

 


 

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